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Vecchio 05-10-2011, 02.53.04   #1
variabile + fisso
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Data registrazione: 10-08-2011
Messaggi: 101
il linguaggio

Vorrei una vostra opinione su quanto segue.

Il linguaggio viene sottoutilizzato e mal impiegato, spesso le persone sono nella condizione di dover accettare delle frasi fatte che bloccano la ragione. Inconsapevolmente, la dialettica, contrariamente all'uso comune che dovremmo farne, e cioè, esprimere ciò che pensiamo, ci riduce al grandissimo errore e pericolo di pensare ciò che esprimiamo, siamo vittime inconsapevoli del nostro stesso linguaggio, a sua parziale disposizione. Vogliamo dunque essere uomini migliori ? Il miglioramento dell'individuo passa attraverso il linguaggio, dobbiamo rendere la nostra dialettica molto più articolata di quanto abbiamo fatto fin'ora. Parlando ci si limita a riprendere sempre le stesse parole e questo autolimita considerevolmente, limitiamo di fatto, le nostre azioni. Nella lingua inglese, ad esempio, si può esprimere una proposizione in limitati modi, mentre in quella italiana la stessa proposizione ha una varietà di forme maggiori, questo favorisce il differenziamento di mentalità dei due popoli perchè un'elaborazione variegata della stessa proposizione permette, a differenza degli inglesi, di adottare un comportamento meno imposto, più permissivo o comunque meno rigido proprio perché, è meno vincolante lo stesso linguaggio, e quindi il furbo è più a suo agio, anzi, il furbo è un prodotto, in parte, di questa struttura linguistica, mentre gli inglesi sono più attenti alle regole, quindi si crea una mentalità anche sulla base del proprio linguaggio. Esso aiuta a plasmare la società e il contesto socio-culturale, cosi come oggi li conosciamo.

Al linguaggio non si dà purtroppo la giusta attenzione che necessita. Sono della convinzione che usato male, nel lungo periodo, questo strumento ha un potere distruttivo maggiore di una guerra, la parola espressa, può scatenare violenza psicologica.

Una delle tante caratteristiche, per niente aprezzabili, nella quale mi riconosco, è l’esigenza innata di generalizzare, è un modo come un altro per dare sfogo all’emotività, anche noia e pigrizia sono fattori determinanti in questo.

Nella comunicazione, ho osservato spesso che l’incomprensione nasce dal grande difetto di non dare importanza e/o non essere interessati, nel distinguere un concetto rispetto ad un altro.

Un'altra pratica linguistica diffusa è l'uso indiscriminato del condizionale, che spinge anch’esso sempre verso il riconoscimento del furbetto di turno o comunque ad un lecito illecito. Adirittura, tanto è perverso il meccanismo, che paradossalmente, nella nostra nazione si arriva ad aprezzare chi ti frega. E’ ovvio che la cultura dello scaltro non la si può imputare totalmente al linguaggio ma contribuisce ad alimentarlo.

Nel contesto sociale in cui vivo, tutto questo è pratica comune, la cosa grave è ritenerla normale.
variabile + fisso is offline  
Vecchio 08-10-2011, 17.34.55   #2
Alexis Honlon
Ospite
 
Data registrazione: 01-08-2011
Messaggi: 33
Riferimento: il linguaggio

In senso lato, l' uso malo del linguaggio è linguisticamente accettabile: con questa espressione intendo dire, un po' scherzosamente, che il linguaggio non sta fermo, e si modifica in continuazione. Se si preferisce: i problemi non esistono prima di averli scoperti, ed ognuno è responsabile di quello che ritiene essere un problema (non intendo dire che tutto va bene, ma semplicemente che non si può parlare di giusto e sbagliato in materia di linguaggio in maniera assoluta: lo sta decidendo adesso cosa è giusto o sbagliato, come si può vedere).

Per usare una similitudine, il linguaggio è sia la costa erosa dal mare che il mare che erode la costa.

Mi permetta inoltre di farle notare che, secondo me, lei avvicina troppo il linguaggio al parlato/scritto: se lei cammina, lei sta linguaggiando; così come se lei da un calcio al secchione dell' immondizia, anche quello è linguaggio (effettivamente, tutto è linguaggio).
Alexis Honlon is offline  
Vecchio 09-10-2011, 14.15.29   #3
ulysse
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Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: il linguaggio

Citazione:
Originalmente inviato da variabile + fisso
Vorrei una vostra opinione su quanto segue.

Il linguaggio viene sottoutilizzato e mal impiegato, spesso le persone sono nella condizione di dover accettare delle frasi fatte che bloccano la ragione. Inconsapevolmente, la dialettica,
Se non fosse noto, suggerirei di consultre per ora il topic "l'evoluzione è buona o cattiva?"...in particolare il post ultimo di "danielebv": mi pare interressante!
Magari poi potrei anche commentare.
ulysse is offline  
Vecchio 10-10-2011, 21.50.08   #4
Tempo2011
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Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 630
Riferimento: il linguaggio

Se pensiamo che l'uomo sociale abbia potuto considerarsi tale solo dopo che si è "costruito" un linguaggio, questo la dice lunga sulla sua importanza. In ogni modo è la storia stessa che ci indica come il linguaggio cambi sempre più in fretta, aggiungo, in peggio. Quando i nostri antenati andavano a prendere lezioni di retorica, il linguaggio aveva raggiunto il massimo dell'importanza, giacché era l'unico mezzo di comunicazione veramente espressiva verso il mondo che li circondava. Se solo pensiamo all'Apologia di Socrate, ci possiamo fare un'idea sul livello raggiunto dalla comunicazione verbale, poiché come ho affermato in altri post, quelle stesse parole e la logica che le accompagnava, senza ombra di dubbio le potremmo ritrovare dentro una qualsiasi aula di giustizia del nostro tempo.
Per altro, i cambiamenti del linguaggio sono molto più evidenti e profondi nei dialetti, poiché questi non sono mai stati strutturati in una codifica e né protetti da regole grammaticali; per cui il loro cambiamento spontaneo è stato molto più rapido e indolore.
In pratica, è con la nascita di altre forme di comunicazione che il linguaggio ha perso la sua corona di Re, perché adoperando altri sistemi, esso si è andato sempre di più inaridendo. Questo ci porterà alla distruzione? Mi auguro di no, ma noi dovremo comunque fare del tutto perché questo non si possa avverare.

Ultima modifica di Tempo2011 : 11-10-2011 alle ore 20.30.52.
Tempo2011 is offline  
Vecchio 21-10-2011, 18.52.22   #5
benedetto
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-03-2007
Messaggi: 173
Riferimento: il linguaggio

RISPOSTA A VARIABILE + FISSO


Tu dici:
“... Inconsapevolmente, la dialettica, contrariamente all'uso comune che dovremmo farne, e cioè, esprimere ciò che pensiamo, ci riduce al grandissimo errore e pericolo di pensare ciò che esprimiamo, ... “

Non mi è molto chiaro questo ribaltamento .... Cioè, se la nostra azione è un'azione verbale, questa, a volte, non deriva dal nostro pensiero, ma da una pulsione interiore non attribuibile al pensiero? Sarebbe opportuno che mi dicessi se ho mal interpretato e ti ringrazio per questo.
Non so se il paragone tra il popolo inglese, quello italiano e le diverse complessità delle loro lingue possa essere facilmente sdoganato; in ogni caso potrebbe anche essere che sia il carattere malizioso italiano ad aver generato una lingua che si presta a nascondersi più del dovuto.


Continui:
“Al linguaggio non si dà purtroppo la giusta attenzione che necessita. Sono della convinzione che usato male, nel lungo periodo, questo strumento ha un potere distruttivo maggiore di una guerra, la parola espressa, può scatenare violenza psicologica.”

Sono d'accordo e penso che questo sia dovuto soprattutto alla sudditanza acritica nei confronti dei media, ma non solo nei confronti dei media. Si potrebbe parlare anche di acriticità nei confronti di persone che chissà per quali motivi si sono imposte ai nostri sentimenti come antipatiche o simpatiche. E in questi casi, purtroppo anche l'uso più raffinato del linguaggio può non scalfire minimamente l'orecchio che non vuol intendere.


Continui ancora:
“Nella comunicazione, ho osservato spesso che l’incomprensione nasce dal grande difetto di non dare importanza e/o non essere interessati, nel distinguere un concetto rispetto ad un altro.”

Sono d'accordo anche qui fino ad un certo punto. A mio avviso in questi casi l'incomprensione nasce dal fatto che molti concetti astratti in uso al linguaggio non sono facilmente distinguibili e intruppabili e non è una semplice questione di ignoranza. Qui però il discorso diventa pesante. Vorrei sapere cosa ne pensi tu.
ciao
benedetto is offline  
Vecchio 23-10-2011, 23.59.12   #6
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Riferimento: il linguaggio

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Originalmente inviato da benedetto
RISPOSTA A VARIABILE + FISSO


Tu dici:
“... Inconsapevolmente, la dialettica, contrariamente all'uso comune che dovremmo farne, e cioè, esprimere ciò che pensiamo, ci riduce al grandissimo errore e pericolo di pensare ciò che esprimiamo, ... “

Non mi è molto chiaro questo ribaltamento .... Cioè, se la nostra azione è un'azione verbale, questa, a volte, non deriva dal nostro pensiero, ma da una pulsione interiore non attribuibile al pensiero? Sarebbe opportuno che mi dicessi se ho mal interpretato e ti ringrazio per questo.
Non so se il paragone tra il popolo inglese, quello italiano e le diverse complessità delle loro lingue possa essere facilmente sdoganato; in ogni caso potrebbe anche essere che sia il carattere malizioso italiano ad aver generato una lingua che si presta a nascondersi più del dovuto.

A volte nell’espressione verbale, si reiterano frasi e discorsi costruiti nel tempo, mancando di critica, come a dire, che così com’è eretto non può essere smontato, risulta essere una verità condizionabile, divenendo parte integrante culturale della società. Essendoci una forte connessione tra linguaggio e pensiero, c’è una tendenza nella quale, la ragione viene bloccata, incanalata, per effetto di frasi e proposizioni disposte tra loro in modo tale da evitarne (più facilmente) la eventuale separazione. Ovviamente mi riferisco alla massa, al cittadino medio,che in tal caso, diventa soggetto, schiavo, della dialettica sua e altrui, non a chi ha forte spirito critico dovuto a volontà, conoscenza e capacità. (non so se è chiaro)


Citazione:
Originalmente inviato da benedetto
Continui:
“Al linguaggio non si dà purtroppo la giusta attenzione che necessita. Sono della convinzione che usato male, nel lungo periodo, questo strumento ha un potere distruttivo maggiore di una guerra, la parola espressa, può scatenare violenza psicologica.”

Sono d'accordo e penso che questo sia dovuto soprattutto alla sudditanza acritica nei confronti dei media, ma non solo nei confronti dei media. Si potrebbe parlare anche di acriticità nei confronti di persone che chissà per quali motivi si sono imposte ai nostri sentimenti come antipatiche o simpatiche. E in questi casi, purtroppo anche l'uso più raffinato del linguaggio può non scalfire minimamente l'orecchio che non vuol intendere.


Questo spiega il mediocre approccio comunicativo di parte della classe politica, o meglio ancora a buona evidenza, una carente e fantomatica informazione, che in Italia gode di poca moderazione, equilibrio, obbiettività. Certo, si può dire è loro interesse essere di parte, come giusto sia, la questione però è il livello spregiudicato di divisione che risulta esserci, l’uso distorto a scopo persuasivo, l’affinare tecniche di disinformazione spettacolari, che li portano a non essere credibili. Spesso si crede che ciò a cui assistiamo è dovuto prettamente a politici e media, in realtà è il popolo che favorisce questa politica e questa informazione, perché una buona maggioranza di esso non si pone il problema, seguendo un telegiornale non hanno la sensazione che vi siano delle anomalie abnormi, grandi come una casa. Una vera democrazia, in chi ci crede, necessita di un’informazione attendibile, pilastro fondamentale.


Citazione:
Originalmente inviato da benedetto
Continui ancora:
“Nella comunicazione, ho osservato spesso che l’incomprensione nasce dal grande difetto di non dare importanza e/o non essere interessati, nel distinguere un concetto rispetto ad un altro.”

Sono d'accordo anche qui fino ad un certo punto. A mio avviso in questi casi l'incomprensione nasce dal fatto che molti concetti astratti in uso al linguaggio non sono facilmente distinguibili e intruppabili e non è una semplice questione di ignoranza. Qui però il discorso diventa pesante. Vorrei sapere cosa ne pensi tu.
ciao

Intendo dire che c’è il vizio, la pigrizia, di fare un bel calderone di concetti differenti che assumono unanime significato. Se fosse solo per quei concetti a cui fai riferimento tu, sarebbe già un bel passo avanti. Quando ho scritto questo topic pensavo a tutte quelle volte, discutendo con amici, notavo la loro indifferenza nella distinzione di concetti, tutto sommato alla portata di tutti, che da lì a poco era già tutto previsto, vedendoli poi, mentre invano cercavano di salvare il salvabile.
Wittgenstein: tutto ciò che può essere detto, lo si può dire chiaramente.
variabile + fisso is offline  

 



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