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Vecchio 08-03-2013, 03.14.43   #21
Soren
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Citazione:
Soren, prendendo in considerazione l’ipocrisia, ti limiti ad un’analisi di tale fenomeno oppure cerchi di giustificarlo ? Oppure, riprendendo il concetto da te espresso “iterazione sociale educata”, presumi che educazione e ipocrisia siano difficili da distinguere ?

l'educazione è una cosa e l'ipocrisia un'altra ma credo che qualcosa in comune ce l'abbiano, non mi ricordo chi descriveva la prima come una distanza posta tra le persone che le "allontana" come tali e piuttosto insegna a considerare principalmente il loro ruolo ( ubbidisci ai genitori/insegnante, non ti fidare degli sconosciuti, etc )... . Non starà certo tutta qui, ma è un elemento, e comunque favorisce relazioni "impersonali". Nell'educazione si impara il gioco organizzativo dei "ruoli" e a basarsi su questi. Ciò allenta molto la personalità dei rapporti. Almeno così mi sembra. Che poi sotto il bisogno possa essere umano, tipo farsi nuovi amici, parlare un po', cose del genere, ok, ma nella comunicazione c'è sempre una mediazione "appresa" e strettamente vincolante, cioè il ruolo che "sfalsa" il carattere e lo adegua al contesto. Poi: onestamente non me la sentirei proprio di condannare l'ipocrisia quando la ritengo indispensabile per la sopravvivenza... ma neanche la giustificherei su larga scala. è triste dover uccidere qualcosa per mangiarlo quando mangiare si deve, ma è del tutto lecito; mentre trovo meno lecito uccidere per divertirsi o fare una pelliccia chic. Il fatto poi che a me non piaccia cacciare o pescare non significa che non possa sia condannarlo che giustificarlo a seconda dei casi. Non so se ho reso l'idea che ho in testa.

Cit. Giorgiosan

Citazione:
L'intervallo compreso fra gli estremi maschio-femmina è occupato da una gran varietà di stati diversi ed oggi giorno questa varietà appare con evidenza. E quindi la biologia stessa non consente la semplice distinzione che proponi.

Inoltre si dovrebbe anche tener conto del fatto che l'essere umano può comportarsi, pensare e sentire secondo l'anima o secondo l'animus per dirla usando gli archetipi usati da Carl Gustav Jung ma ancora più convincente è l'esperienza comune ed universale ...se uno è attento. Non è caratteristica dell'essere umano solamente perchè questa possibilità di polarizzarsi verso l'uno o l'altro polo si può osservare anche negli animali.

Ora non dirò che hai detto delle sciocchezze come hai fatto tu, voglio però farti notare che le tue considerazione sono un po' superficiali e vale la pena di approfondirle.

Ancora: la cultura, l'educazione, l'ambiente sono determinanti nel generare una grande differenza fra le psicologia individuali. Quindi quella semplificazione che hai fatto è eccessiva perché non tiene conto di questa realtà

Beh non pretendo di aver detto qualcosa di valido per ogni individuo maschio e femmina. Ma l'ipocrisia di cui parlavo io è più o meno per me il camaleontismo di cui parli tu, che è principalmente un'abilità sociale, per cui normalmente le femmine mi sembrano più portate. Non era mia intenzione dare un immagine negativa di un genere e indirettamente più positiva dell'altro, per me questi sono caratteri neutri rispetto ad un giudizio del genere. Ma che le femmine si adattino meglio al lato sociale del sistema in cui vivono dei maschi è vero proprio per quel maggiore sviluppo di empatia. Può essere che ipocrisia non fosse, in via generale, la parola giusta, per quanto mi pare che questa e "camaleontismo" in fondo siano per definizione la stessa cosa. Immagino di avere tirato fuori l'argomento "ipocrisia nella società" al momento sbagliato, e non ho intenzione di parlarne come una parentesi in un topic in cui centra relativamente, se non ti dispiace. Se vorrai riportarmi la differenza che vedi tra ipocrisia e camaleontismo, te ne sarò grato ( a me, pare la stessa azione in circostanze e magari a livelli diversi ). Ma onestamente non credo che puoi negare le differenze biologiche tra i sessi e non mi pare che evidenziarle sia ricadere in un qualche sessismo di sorta, né che siano differenze completamente vincolanti la propria personalità, ma una differenza in fatto di ruolo biologico non è cosa irrilevante nell'evoluzione. Se dico "in media i maschi sono più alti delle femmine" sto forse disconoscendo che si può verificare l'inverso, che ci possano essere gradi intermedi, etc ? non mi pare... sto solo evidenziando quella che nella mia esperienza e stando alle mie fonti è una tendenza generale. Così come che le femmine siano più empatiche, in media, dei maschi e perciò più versate all'interazione sociale. E credo anche che ciò, pur non costituendo solo una parte del determinismo del caso, influenzi anche la forma dei rapporti e la personalità. Riconosco che avrei potuto curare meglio comunque la forma della mia notazione: "In media, le femmine avranno meno difficoltà ad adattarsi ai social network perché in media la loro biologia gli permette un miglior adattamento ai contesti sociali". Non volevo dire che ciò è vero per ogni singola femmina ed il contrario per ogni singolo maschio. Se dopo questa poi tu vorrai negare il tratto biologico da me espresso, cito qui una fonte che spiega abbastanza bene la suddetta differenza http://d.repubblica.it/dmemory/2004/...neu430202.html

Che poi la mera biologia non spieghi tutta la nostra personalità è ovvio, il mondo umano è biopsicosociale. Per me maschi e femmine hanno entrambi pregi e difetti, ma non sono tutti condivisi e mi pare che se la cultura ha qui parola, così ne ha la biologia, e credo che le due abbiano, storicamente, dei reciproci riverberi.... Per il resto, se davvero qualcuno vorrebbe fermarsi a dilungarsi dell'argomento ( non era mia intenzione onestamente :S ), troverei meglio aprire un apposito topic siccome qui si è un po fuori tema. Saluti.

Ultima modifica di Soren : 08-03-2013 alle ore 16.38.40.
Soren is offline  
Vecchio 08-03-2013, 17.27.31   #22
Giorgiosan
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Camaleontismo.
La più neutra delle definizioni di camaleontismo è: mutevolezza di opinioni e di atteggiamenti
La più negativa: atteggiamento proprio di chi cambia idee e opinioni secondo le circostanze o l'opportunità
Ipocrisia
Ipocrisia è la simulazione dei buoni sentimenti, delle buone qualità o delle buone intenzioni, perpetrata da chi non ne ha.
Se si usano come sinonimi si sollevano obiezioni e si generano fraintendimenti, neanche il linguaggio comune li assimila.

Riguardo al resto quello che ho detto nel precedente post vale ancora come replica, se non hai una benda sugli occhi.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 08-03-2013, 19.00.02   #23
Soren
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Ho cancellato una parte del post perché riletta il giorno dopo mi sembrava inopportuna, anche se certe tue posizioni di negazione nei confronti del valore della biologia nella strutturazione della persona mi sembrano tutt'ora un tantino estreme; ma siccome nel penultimo post le hai ritrattate un poco, ho pensato di dartene credito.
Effettivamente c'è una discrepanza tra le due definizioni da te riportate, e ti do atto che camaleontismo è un concetto più affine a ciò che volevo esprimere in quel post dove è iniziata questa piccola schermaglia, ma solo perché è privo della connotazione negativa. Entrambe si basano sul camuffamento dell'identità ( se di identità in senso univoco ancora nel 2000 si può parlare ).
Comunque sia mi pare tu abbia concluso la tua argomentazione, così io la mia. Ambiente biopsicosociale... sono in ordine di priorità, secondo me. Detto questo chiudo da parte mia l'OT che va avanti da circa una pagina avendo spiegato e specificato meglio che potevo la mia affermazione imprecisa. Un saluto.
Soren is offline  
Vecchio 09-03-2013, 16.59.02   #24
Giorgiosan
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Citazione:
Originalmente inviato da Soren
Ho cancellato una parte del post perché riletta il giorno dopo mi sembrava inopportuna, anche se certe tue posizioni di negazione nei confronti del valore della biologia nella strutturazione della persona mi sembrano tutt'ora un tantino estreme; ma siccome nel penultimo post le hai ritrattate un poco, ho pensato di dartene credito.
Effettivamente c'è una discrepanza tra le due definizioni da te riportate, e ti do atto che camaleontismo è un concetto più affine a ciò che volevo esprimere in quel post dove è iniziata questa piccola schermaglia, ma solo perché è privo della connotazione negativa. Entrambe si basano sul camuffamento dell'identità ( se di identità in senso univoco ancora nel 2000 si può parlare ).
Comunque sia mi pare tu abbia concluso la tua argomentazione, così io la mia. Ambiente biopsicosociale... sono in ordine di priorità, secondo me. Detto questo chiudo da parte mia l'OT che va avanti da circa una pagina avendo spiegato e specificato meglio che potevo la mia affermazione imprecisa. Un saluto.

Soren, è quasi inevitabile che le opinioni quando sono in opposizione si radicalazzino e diventino spesso eccessive.


Femmina e maschio sono "meno" di uomo e donna che a loro volta sono meno di persona.

Sono certo che tu hai grande rispetto per l'essere umano: maschio, femmina, androgino o qualsiasi altra genitalità possa avere.

Il pensiero espresso pubblicamente, come nel Web, o privatamente, ha una suo campo di propagazione, è in qualche modo performativo, in senso lato si capisce.
Per questo penso che sia sempre meglio per tutti e per ognuno sottolineare che maschio e femmina, androgino o eunuco non mancano di alcunchè di essenziale, perché è vero e non per essere politicamente corretti..

Ciao, alla prossima contrapposizione.
Giorgiosan is offline  

 



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