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Vecchio 17-04-2013, 01.01.19   #11
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: Razionalismo moderno e razionalismo contemporaneo

La metafisica razionalista entra in crisi con lo sperimentalismo galileano e con le correnti empiriste. Cessa di spiegare il tutto perchè le scienze naturali cominciano ad emanciparsi e a descrivere il mondo con nuovi strumenti conoscitivi che non sono più logica applicata all'astrazione.
Il perido che va dalla fenomenologia di Husserl ( che era un matematico) molto attento a non cadere nelle contraddizioni logiche, dimostrato da un dialogo con Frege antesignano con Russell dell corrente analitica e dall'altra parte la scoperta della geometria non euclidea, aprono nella "nuova" modernità a nuovi campi conoscitivi con strumenti diversi. L'epistemologia e l'ontologia formale prendono il posto della metafisica razionale. Intanto le sceinze naturali con la ipotsi deduttiva mutano persino lo sperimentalismo metodico galileano. Le teorie , ha ragione chi lo sotiene, nascono comunque alla base con assiomi e tautologie. Se si aggiunge che la filosofia del linguaggio con pragmatica, semantica e sintassi, cambia il sistema di costruzione della conoscenza e dall'altra la teorizzazione della fallibilità( non più veridicità) scientifica popperiana, aprono ad un nuovo approccio culturale.

Sono stato troppo sintetico, ma dire in "due" parole cosa avviene nel Novecento è assai difficile.

La cosa interessante e l'ho scritto in un'altra discussione, è che le scienza naturali stanno diventando metafisica, mi riferisco alla teoria delle stringhe.
E' pura applicazione di formulazioni matematiche dove il mondo "percettivo sensoriale" della nostra realtà diciamo mondana quotidiana entra in crisi come modello di rappresentazione della realtà, arrivando a teorizzare almeno nove dimensioni . Ma qual è la realtà?
Il nuovo metodo ipotetico deduttivo porta a più interpretazioni, con la separazione fra forma logica e contenuto empirico.
Avviene che la matematica diventa più astratta in quanto può affermare qualsiasi cosa, poichè la dimostrazione della validità sta nella sua intrinseca struttura affermativa piuttosto che entrare sulla natura particolare del contenuto . Nella amtematica pura il problema non è se i postulati che ammette e le conclusioni che avvengono dai primi siano veri, bensì se le conclusioni avvenute siano logiche necessarie alle ipotesi da cui è iniziato.
Ogni teoria scientifica si presenta come un sistema di deduzioni valide, a partire da un insieme di assiomi e di regole di deduzione.


Dall'altra l'ontologia non può più trascendere il livello dell ipotesi e il linguaggio ordinario diventa centrale.
Ontologia come scienza dell'essere, dei modi di esistere e dei modi di essere conosciuto;non può più fare ameno del riferimento "uomo" e del suo pensiero che diventa il "luogo della metafisica" come già Parmenide fece.
Il riferimento all'ente ha senso solo quando dal piano delle rappresntazioni si passa a quello delle azioni.

E' meglio che finisca quì...vado a a riposare
paul11 is offline  
Vecchio 20-04-2013, 16.49.59   #12
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Razionalismo moderno e razionalismo contemporaneo

Citazione:
Originalmente inviato da Seeker.
Per rispondere ad alb bisogna partire proprio da questa ipotesi: dimostrare l'esistenza o la non esistenza di Dio tramite la ragione non è possibile.
Quindi la filosofia (che utilizza la razionalità) non può dimostrare concetti del genere, proprio perchè si trovano aldilà del raggio d'azione della ragione.
Invero le teologie pretendono "dimostrare" l'esistenza di Dio proprio con la logica. Solo che partono da premesse indimostrate.
Qualche post addietro si è citato Cartesio che avrebbe dimostrato che l'idea religiosa (o idea di Dio stesso) sarebbe, per forza di cose, in noi innata.

In effetti, come ho cercato di dire più avanti, forse Cartesio non era molto distante dalla realtà, ma non c'era bisogno di tanta dimostrazione...bastava aspettare qualche secolo e, forse, la cosa sarebbe emersa dal meccanismo della evoluzione...ma è solo una ipotesi.
Citazione:
Ed è proprio per questo che le filosofie razionalistiche hanno perso importanza. Tramite l'uso della ragione ci si è accorti che non era possibile dimostrare definitivamente concetti metafisici.
Se nelle filosofie razionaliste includi la scienza non mi pare proprio che essa abbia perso di importanza. In ogni caso, non solo la scienza tralascia la dimostrazione della esistenza di Dio o di qualunque concetto metafisico, ma, nel suo esplicarsi, ne prescinde: che un dio o il trascendente o il metafisico esistano o meno per la scienza è indifferente.
Citazione:
Ricordiamo però che anche la scienza pone le proprie basi su assiomi (non tanto diversi dai dogmi religiosi).
Bisognerebbe definire: un assioma è una evidenza o ipotesi posta a base di una teoria...di un ragionamento. Un dogma invece è una affermazione relativa a qualcosa di trascendentale, che non appare, e niente affatto evidente: vedi, nel cristianesimo, il dogma della Madonna oppure il dogma della Trinità ...niente di evidente o di sperimentabile.

Comunque l'assioma dalla scienza è che il mondo sia reale, percepibile, e matematizzabile...per il resto la scienza è frutto di evidenze, sperimentazione e matematizzazione: le ipotesi e le teorie diventano scientifiche quando sono predittive e rendono possibili previsioni sperimentabili…magari derivate da algoritmi logici.
Citazione:
Quindi non sarà mai in grado di dimostrare l'esistenza o meno di Dio proprio perchè le ipotesi iniziali della scienza si basano su qualcosa di non dimostrato.
Ma la scienza non pretende affatto di dimostrare l'esistenza o meno di Dio.
Comunque sono la sperimentazione e la matematizzazione che dimostrano.
Se non c’è evidenza, misura, sperimentazione o esplicazione algoritmica, la dimostrazione viene meno: la procedura semplicemente logica non ha valore/garanzia di dimostrazione scientifica!

D’altra parte, circa l’Essere Divino, ci puoi elucubrare sopra, ma non presenta alcuna concretezza o possibilità di misura per cui la scienza non può che prescinderne.
Citazione:
Quindi secondo questo ragionamento chi è ateo affronta le difficoltà della vita con minor impegno rispetto a un credente? Secondo me no.
Infatti non ho detto questo.
Citazione:
Ma sul fatto che esistano persone che, proprio grazie alla fede, riescano a vivere meglio non lo metto in dubbio.
In effetti è questo che ho detto: in genere chi crede ha fiducia che un Essere Superiore lo assista e che le cose gli riescano meglio…per lo meno si sente confortato nel proprio vivere…anche se è illusione.
ulysse is offline  

 



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