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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 14-03-2011, 17.25.30   #1
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Dal punto di vista ideologico fino ad un certo punto della sua vita è stato un filonazista per poi verso la fine della II guerra mondiale rivolgersi al marxismo.
Un uomo degli eccessi filosofici, quindi, che nessuno, però, può collocare nell’ambito di una corrente culturale ben determinata.

Il suo dramma personale che ha sovrastato ogni altro avvenimento è rappresentato da un insonnia cronica che lo ha portato sull’orlo del suicidio e ha fatto di lui un filosofo anti-filosofia.

“Il culmine della disperazione” è per sua stessa ammissione il testo che riflette più di tutti la sua personalità filosofica.

Nella sofferenza atroce tutto perde significato ed ogni teoria appare risibile ed impotente a dare qualche sollievo nelle forma della speranza.
Il nulla è desiderabile, la morte agognata visto che il dono della fede non gli è concesso.


Nonostante tutto questo e paradossalmente lo definirei un credente.

E’ sostenibile questa tesi?
Giorgiosan is offline  
Vecchio 15-03-2011, 22.10.53   #2
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Vorrei dire che di Cioran ho letto solo ed in fretta il libro che ho citato.
In fretta perché il tempo a disposizione per leggere si riduce sempre...la velocità va aumentando per una accelerazione continua (della storia umana).

Ci sono moltissimi documenti in rete che possiamo "saccheggiare" e so che il desiderio di conoscere non vi manca certamente.

Poi cammin facendo (se questo topic cammina ) diventeremo esperti.

Ciao a tutti.

Ultima modifica di Giorgiosan : 16-03-2011 alle ore 10.14.50.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 16-03-2011, 10.11.46   #3
CVC
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Messaggi: 747
Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Beh, forse si potrebbe parafrare Goya. Se il sonno della ragione genera mostri,
l'insonnia della ragione genera disperazione. Viene un pò in mente anche il personaggio di Taxi Driver, oppure Dupin e l'io narrante de "La lettera rubata" di Poe che vivevano nell'oscurità durante il giorno filosofando e fumando immersi in ambientazioni gotiche, per poi uscire per la strada dopo l'arrivo delle tenebre.
Nel caso di Taxi Driver come per Cioran, la veglia notturna è imposta dall'insonnia,
ne "La lettera rubata" è una libera scelta.
Suggestivo.
CVC is offline  
Vecchio 16-03-2011, 20.48.07   #4
ulysse
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Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Dal punto di vista ideologico fino ad un certo punto della sua vita è stato un filonazista per poi verso la fine della II guerra mondiale rivolgersi al marxismo.
Un uomo degli eccessi filosofici, quindi, che nessuno, però, può collocare nell’ambito di una corrente culturale ben determinata..
Ovviamente non sò niente di Emil Cioran: come dici, il tempo per leggere si riduce sempre più per cui preferisco dedicare quel poco al perseguimento di saperi e sentimenti di più vasto respiro...diciamo a ipotesi più costruttive piuttosto che a evidenze e accadimenti particolari..magari di scarsa influenza sui fatti e culture del mondo...se mi riesce e per quello che posso giudicare.

Naturalmente ritengo legittimo ogni altro intendimento e perseguimento.

E neppure posso giudicare, se non per sentito dire, il collocamento culturale e filosofico del Cioran: certo, data la situazione neurologica denunciata, non credo potesse o preferisse esprimersi in modo positivo e confortante...per quanto non gli fosse certo inibita la lucidità e l'intelligenza...anzi un'insolita vivacità di pensiero sembra l'avesse!

Non che la verità stia da questa o quella parte o nel mezzo: la percezione ed esplicazione della supposta verità tende alla soggettività sia di chi versa il nettare che di chi si abbevera...se rinunciamo al perseguimento della scienza...del conformista comune sentire!...o della fede...forse!
Ma se devo impegnarmi sull'approfondimento di qualcuna delle infinite visioni filosofiche che mi offre la storia della filosofia ...preferisco scegliere fra le piu' positive e confortanti... che maggiormente inferiscono sulla attuale nostra cultura personale e sociale, nonchè correnti filosofiche e scientifiche ritenute di piu' avanzanta considerazione: non sono topo di biblioteca di mestiere...che pure è mestiere nobile.

Gli eccessi filosofici che si rivelano in VISION estremistiche dipendono forse da lasciti genetici o da situazioni psicofisiche da accidenti provocate, che inducono al propendere per pensieri e valutazioni prive di grigi,...come dire... prive di equilibrio: il mondo ed il suo esplicarsi non può essere, per costoro, che tutto bianco o tutto nero...e in genere è nero...se non interviene a correggere e sostenere una filosofia tipo quella cristiana, buddista magari, o altro... con le sue speranze, promesse, accettazioni e suggestioni...poco importa se oggettivamente vere o fallaci.

Purtroppo il nostro sembra aver trovato interpretazione al suo dramma prima nel nazismo e poi nel marxismo...filosofie di lotta e di stravolgimento del mondo e della società...sia pure per un improbabile mondo migliore, piuttosto che di accettazione e composizione costruttiva attualistica...il cui nocciolo sembra si esprima nel "và tutto male...andrà tutto bene..se ci va bene...ma sarebbe una fortuna improbabile... se non impossibile"
Citazione:
Il suo dramma personale, che ha sovrastato ogni altro avvenimento, è rappresentato da un insonnia cronica che lo ha portato sull’orlo del suicidio e ha fatto di lui un filosofo anti-filosofia.
“Il culmine della disperazione” è, per sua stessa ammissione, il testo che riflette più di tutti la sua personalità filosofica.
In sostanza un personalità disturbata, credo, che può benissimo rientrare nel quadro che ho prima esposto...e forse proprio questo disturbo ha maggiormente sollecitato la sua vivacita di pensiero...purtroppo al di fuori di ogni accettazione filosofica...e infatti....
Citazione:
Nella sofferenza atroce tutto perde significato ed ogni teoria appare risibile ed impotente a dare qualche sollievo nella forma della speranza.
Il nulla è desiderabile, la morte agognata visto che il dono della fede non gli è concesso.
Pur alieno io stesso da ogni filosofia fidelistica, devo dire che questa mancanza di fede fu forse l'ulteriore e ultimo guaio che ha colmato la misura: se niente gli restava almeno la fede! ...e invece....

Probabilmente la sua VISION estremista e ribelle gli impediva appunto il rifugio: forse trovava più gratificante intestardirsi e crogiolarsi in un senso di ingiustizia universale che la sua sofferenza gli procurava: nonostante tutto doveva affermare di avere ragione lui e non il mondo subdolo e traditore che lo opprimeva ingiustamnte e contro cui bisognava combattere...o morire!
Citazione:
Nonostante tutto questo e paradossalmente lo definirei un credente.
E’ sostenibile questa tesi?
Non capisco questa tua domanda...paradossale direi: se tu stesso affermi che il dono della fede gli era negato...come puoi poi chiedere se è sostenibile l'ipotesi che fosse definibile come credente? ....credente senza fede?
Ma non è sostenibile!...non esiste! .....miscredente era!

Ultima modifica di ulysse : 17-03-2011 alle ore 14.30.41.
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Vecchio 29-05-2011, 21.43.03   #5
femmefatale
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Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

CIORAN è stato uno tra i più grandi profeti del dolore che ci è stato donato.

personalmente a lui devo tanto, tantissimo, probabilmente il fatto che ancora respiro e che sono ancora qui.anche se dirlo così, fa ridere...ma è la verità.

venendo al topic, Cioran -che prediligo nelle opere giovanili, comunque, sarà la mia età- io lo definirei uno "gnostico", perchè gli faceva orrore la vita materiale, la vita corporale, la procreazione...perchè aveva il senso della "caduta del tempo"...l'odio per il dio che aveva creato tutto questo "teatrino"..il sentirsi marionette....soli nell'universo.....

per molti anni della sua vita ha pensato solo a se stesso e a dio.

un ateo non pensa a dio come ci ha pensato Cioran.

che in molte sue frasi, come in "Storia e utopia" scrive pubblicamente che amava immensamente di più Lucifero.
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Vecchio 29-05-2011, 21.49.31   #6
femmefatale
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Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Ovviamente non sò niente di Emil Cioran: come dici, il tempo per leggere si riduce sempre più per cui preferisco dedicare quel poco al perseguimento di saperi e sentimenti di più vasto respiro...diciamo a ipotesi più costruttive piuttosto che a evidenze e accadimenti particolari..magari di scarsa influenza sui fatti e culture del mondo...se mi riesce e per quello che posso giudicare.

Naturalmente ritengo legittimo ogni altro intendimento e perseguimento.

E neppure posso giudicare, se non per sentito dire, il collocamento culturale e filosofico del Cioran: certo, data la situazione neurologica denunciata, non credo potesse o preferisse esprimersi in modo positivo e confortante...per quanto non gli fosse certo inibita la lucidità e l'intelligenza...anzi un'insolita vivacità di pensiero sembra l'avesse!

Non che la verità stia da questa o quella parte o nel mezzo: la percezione ed esplicazione della supposta verità tende alla soggettività sia di chi versa il nettare che di chi si abbevera...se rinunciamo al perseguimento della scienza...del conformista comune sentire!...o della fede...forse!
Ma se devo impegnarmi sull'approfondimento di qualcuna delle infinite visioni filosofiche che mi offre la storia della filosofia ...preferisco scegliere fra le piu' positive e confortanti... che maggiormente inferiscono sulla attuale nostra cultura personale e sociale, nonchè correnti filosofiche e scientifiche ritenute di piu' avanzanta considerazione: non sono topo di biblioteca di mestiere...che pure è mestiere nobile.

Gli eccessi filosofici che si rivelano in VISION estremistiche dipendono forse da lasciti genetici o da situazioni psicofisiche da accidenti provocate, che inducono al propendere per pensieri e valutazioni prive di grigi,...come dire... prive di equilibrio: il mondo ed il suo esplicarsi non può essere, per costoro, che tutto bianco o tutto nero...e in genere è nero...se non interviene a correggere e sostenere una filosofia tipo quella cristiana, buddista magari, o altro... con le sue speranze, promesse, accettazioni e suggestioni...poco importa se oggettivamente vere o fallaci.

Purtroppo il nostro sembra aver trovato interpretazione al suo dramma prima nel nazismo e poi nel marxismo...filosofie di lotta e di stravolgimento del mondo e della società...sia pure per un improbabile mondo migliore, piuttosto che di accettazione e composizione costruttiva attualistica...il cui nocciolo sembra si esprima nel "và tutto male...andrà tutto bene..se ci va bene...ma sarebbe una fortuna improbabile... se non impossibile"

In sostanza un personalità disturbata, credo, che può benissimo rientrare nel quadro che ho prima esposto...e forse proprio questo disturbo ha maggiormente sollecitato la sua vivacita di pensiero...purtroppo al di fuori di ogni accettazione filosofica...e infatti....

Pur alieno io stesso da ogni filosofia fidelistica, devo dire che questa mancanza di fede fu forse l'ulteriore e ultimo guaio che ha colmato la misura: se niente gli restava almeno la fede! ...e invece....

Probabilmente la sua VISION estremista e ribelle gli impediva appunto il rifugio: forse trovava più gratificante intestardirsi e crogiolarsi in un senso di ingiustizia universale che la sua sofferenza gli procurava: nonostante tutto doveva affermare di avere ragione lui e non il mondo subdolo e traditore che lo opprimeva ingiustamnte e contro cui bisognava combattere...o morire!

Non capisco questa tua domanda...paradossale direi: se tu stesso affermi che il dono della fede gli era negato...come puoi poi chiedere se è sostenibile l'ipotesi che fosse definibile come credente? ....credente senza fede?
Ma non è sostenibile!...non esiste! .....miscredente era!


perchè, perchè, dovete chiamarlo "disturbato" ?
la sua sofferenza era pesante, continua, lo ha portato sull'orlo del suicidio. era sofferente, non "disturbato".

ci ha donato meravigliosi aforismi che servono "a guarire" dal dolore, lasciate perdere che quando era giovane per qualche mese è stato filonazista.
di scemenze se ne fanno tante, da giovani.

valutatelo per i suoi aforismi che sono quanto di più bello io abbia mai letto e trovato utile...valutatelo per come lui ha affrontato il dolore, con rabbia e cinismo, senza mai piegarsi di fronte a nessuno.

io amo Cioran, e se fosse vivo gli chiederei di aiutarmi a vincere il mio dolore estetico, come lui ha vinto il suo.
femmefatale is offline  
Vecchio 30-05-2011, 13.55.17   #7
ulysse
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Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
perchè, perchè, dovete chiamarlo "disturbato" ?
la sua sofferenza era pesante, continua, lo ha portato sull'orlo del suicidio. era sofferente, non "disturbato".
Amica femmefatale,
Non ho letto, credo, gli aforismi di Cioran, forse meritano tutto il nostro apprezzamento...ed egli stesso merita certo tutta la nostra "pietas" per la sua sofferenza, ma le cronache riportano anche che fosse un tantino disturbato...magari proprio per la sofferenza patita...tanto da arrivare persino al tentativo di suicidio.

Fossi in tè mi dedicherei a letture più allegre e confortanti..portatrici di VISION piu speranzose e costruttive per il futuro...
Futuro che, come già dissi, và conquistato e non abbandonato per l'incombere di un passato e di un presente acrimonioso e disperante.

Comunque ti auguro e spero che, come Cioran cercò di vincere il suo dolore, tu trovi il modo e ti sforzi di vincere il tuo... ricorrendo a qualunque cosa, intervento od artificio autosuggetionante, magari agli stessi aforismi di Cioran...meravigliosi..tanto che aiutano a guarire...e perchè non anche a cosigli medici dedicati?
ulysse is offline  
Vecchio 30-05-2011, 23.20.49   #8
Koli
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Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

La discussione sta assumendo i toni di una "consulenza" psicologica che poteva andare forse bene nell'omonima sezione. Cerchiamo di tenere un'impostazione filosofica.

Grazie,
Koli
Koli is offline  
Vecchio 31-05-2011, 12.14.55   #9
jador
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Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Ma sono poi cosi' meravigliosi questi aforismi di Cioran?

Ogni volta che mi capita di leggerli, mi assale l'angoscia e sono convita che provassi tutto in quel modo, arriverei al suicidio.

E' un modo per aiutare a guarire questo? E come si fa a dire che lui ne e' guarito?

Ha gridato il suo dolore, e chi grida il suo dolore, consapevolmente o meno, cerca di liberarsene perche' il dolore non si puo' accettare serenamente senza il desiderio di superarlo.

Il suicidio e' una forma di superamento del dolore, e se tutti usassimo quella forma, l'umanita' sarebbe gia' sparita da un pezzo.
jador is offline  
Vecchio 02-06-2011, 15.36.11   #10
femmefatale
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Riferimento: Emil Cioran l’uomo che non riusciva a dormire.

Citazione:
Originalmente inviato da jador
Ma sono poi cosi' meravigliosi questi aforismi di Cioran?

Ogni volta che mi capita di leggerli, mi assale l'angoscia e sono convita che provassi tutto in quel modo, arriverei al suicidio.

E' un modo per aiutare a guarire questo? E come si fa a dire che lui ne e' guarito?

Ha gridato il suo dolore, e chi grida il suo dolore, consapevolmente o meno, cerca di liberarsene perche' il dolore non si puo' accettare serenamente senza il desiderio di superarlo.

Il suicidio e' una forma di superamento del dolore, e se tutti usassimo quella forma, l'umanita' sarebbe gia' sparita da un pezzo.


Cioran ha un effetto -almeno per me- atarassico, nel senso che, provando fino in fondo il "dispiegamento del Nichilismo" -sto citando Ernst Junger- è possibile anche superarlo.

immergendosi "fino al collo" nell'idea di morte, di nulla, di mancanza di senso, di "sentirsi burattini", di ingiuriare un dio -non importa quale- per "protestare contro l'intero universo" -sto citando il Kierkegaard de "la malattia mortale", libro che mi ha donato una consapevolezza acutissima del "mio" dolore-

fare tutto questo "serve" o almeno per me è stato così, a non PAVENTARE più il nulla, la morte, ecc, PERCHè LI HAI GUARDATI DRITTI IN FACCIA.
(questa rivelazione la trovi nel'opera di Savater, dedicata a Cioran, è un intervista che Cioran ha rilasciato a Savater)

Cioran ha "salvato" dal suicidio un paio di persone, tra l'altro. via lettera e dal vivo.
non ricordo in quale libro, comunque lo ha scritto.

penso che il dibattito sia da portare non sul fatto che è meglio leggere altre cose più allegre, come mi è stato consigliato, ma distinguere le categorie di persone per le quali gli insegnamenti di Cioran possono essere utili a combattere il dolore.
io sono in questa categoria.Molti preferiscono gli insegnamenti che ribadiscono che la vita è "un flusso infinito" o cose simili.io preferisco guardare in faccia tutte le bruttezze di questo universo e frequentandole tutti i giorni, non paventarle più.
e questo me lo ha insegnato Cioran.
femmefatale is offline  

 



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