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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 14-01-2014, 12.20.58   #11
Duc in altum!
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** scritto da freedom:

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Va bene. Certo. Ma cosa vuol significare Ignazio (Loyola) quando ci suggerisce di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo? Lo dico io se no dici che faccio quello sfuggente Se alla fine di questa giornata insomma tra qualche oretta tu dovessi morire qual è l'unica cosa che ti interesserebbe (oltre alla dovuta toccata di..... )? La gioia eterna Duc! Solo quella!


Dal punto di vista teologico-cristiano, vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, non significa adesso mi do da fare, faccio quante più esperienze possibili, anche quelle indecenti, colgo l'attimo alla massima potenza facendo quel che mi pare, e chi si è visto si è visto.
Forse trascuri il fatto che Loyola era un fedele servitore e testimone di Cristo (infatti è morto rivestito della grazia di Santità), e che la sua massima poteva anche essere riferito a:- "...ravvediti ora, non domani, converti il tuo cuore adesso, e giorno per giorno alimenta la tua coscienza, la tua anima, in questa trasformazione quotidina, affinchè tu possa vivere per davvero e non solo esistere..."

Oltre al fatto che maral completa l'aforisma confermando il fatto che può significare: "Dare il massimo, ogni giorno come se fosse l'ultimo, alla ricerca ed all'esecuzione della pace interiore, cosa che avviene solo nella comunione con gli altri, perché il pensiero (la coscienza o l'anima) sa e sente che tutto ciò è e può essere tuo eternamente"!
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Vecchio 14-01-2014, 13.09.27   #12
sgiombo
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Originalmente inviato da maral
A me pare di ricordare che la frase completa (non so se sia di Loyola, ma non importa) dica di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo e di pensare come se la vita non dovesse finire mai.

A me risulta sia di Seneca, che se non ricordo male con essa invitava Luclio a non perdere tempo rimandando continuamente al domani l' impegno per migliorarsi (come quelli che "da domani" smettono di fumare o si mettono a dieta).
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Vecchio 14-01-2014, 13.20.23   #13
gyta
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Perdonami.. ma quel “Ravvediti ora!” (attribuito a Loyola ma da te citato!) mi fa venire in mente quella scena del film “Non ci resta che piangere” del tipo che urla passando per strada “Ricordati che devi morire!” e Troisi che dalla finestra dopo l’ennesimo incitamento gli risponde un timido “Sì,ssi, Mo' me lo segno!”..

Chissà perché la serietà dell’animo viene spesso fraintesa con la pesantezza di un dovere a dio o chi per lui..
Ma il discorso.. è lungo..

Penso che qui si stava parlando della ricerca spontanea interiore e non esattamente dell’obbedire ad una qualche presunta morale "divina".. Ma forse mi sbaglio.. Vedremo cosa ne dice Freedom..

Fatto sta che la ricerca non può che essere spinta da un libero sentimento di desiderio di conoscenza differente dal cercare, a mio avviso, una legge divina alla quale sottostare.. Nemmeno il rapporto fosse nei termini di duce e sottoposti..

Il rapporto di conoscenza (il rapporto di amore) non procede per pentimenti ma per conoscenza, per l'appunto..
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Vecchio 14-01-2014, 19.15.12   #14
freedom
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Originalmente inviato da gyta
Già!.. E quante cose accadute in questi (lunghi) anni..
Anche per questo forse ti ho scritto che la stanchezza è plausibile
e di non scordare che può influire sul nostro modo di trarre conclusioni..
Grazie per avermi messo sull'avviso gyta.

Magari, tra qualche tempo, tornerò alla carica e allora scopriremo che questa mia fase è solo stanchezza; tuttavia, oggi, mi sento abbastanza sicuro della mia scelta. Che poi, in definitiva, non è una scelta bensì un "qualcosa" che è maturato dentro di me.
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Originalmente inviato da gyta
Ben venga la poesia.. almeno per me allieta di molto il percorso,
anzi senza quella non riuscirei a gustarlo..
Anche io sono un grande amante della poesia. "Tutto il resto è poesia" è un modo di dire certamente emiliano, forse nazionale che indica che se ho fame ho bisogno di cibo. Non di altro. E se io sono un morto vivente, un dead man walking per dirla all'americana, un sepolcro vivente per dirla alla Gesù di Nazareth, bè........padre dammi vita! Ricordi l'epica scena di Blade runner?


Citazione:
Originalmente inviato da gyta
Ma se devo essere sincera.. non ho compreso cosa intendi con “gioia eterna”.. sempre che ti vada di farne due parole..
Un abbraccio.. forte
Bè la gioia eterna è la frase finale dell'invocazione allo Spirito Santo. Che è poi un po' come dire la vita eterna di cui si parla nella Bibbia. Però io che sono pignolo preferisco usare gioia eterna perché, come detto, se la vita eterna è come quella su codesto pianeta............bè, forse è meglio evitare.

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Originalmente inviato da Duc in altum!
Dal punto di vista teologico-cristiano, vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, non significa adesso mi do da fare, faccio quante più esperienze possibili, anche quelle indecenti, colgo l'attimo alla massima potenza facendo quel che mi pare, e chi si è visto si è visto.
Non volevo riferirmi alla prospettiva che ci mostri: che cosa te lo ha fatto pensare? Mi pare di aver detto e ripetuto che è la gioia eterna la risposta che affiora con forza e chiarezza alla mia coscienza. Però non fu immediata questa risposta, dovetti masticarlo e rimasticarlo (l'insegnamento) fino a farmi sanguinare le gengive.
Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
Forse trascuri il fatto che Loyola era un fedele servitore e testimone di Cristo (infatti è morto rivestito della grazia di Santità),
E' difficile che sia così poichè fu proprio un gesuita a crescermi. Cristianamente parlando.
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Originalmente inviato da Duc in altum!
e che la sua massima poteva anche essere riferito a:- "...ravvediti ora, non domani, converti il tuo cuore adesso, e giorno per giorno alimenta la tua coscienza, la tua anima, in questa trasformazione quotidina, affinchè tu possa vivere per davvero e non solo esistere..."
Oppure Ignazio voleva dire entrambe le cose. Non ho la verità in tasca. Puoi benissimo aver ragione. Io l'ho interpretata così. Dentro di me risuona così. Chissà.....spero di averci preso.
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Vecchio 14-01-2014, 19.37.35   #15
Duc in altum!
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** scritto da gyta:

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Chissà perché la serietà dell’animo viene spesso fraintesa con la pesantezza di un dovere a dio o chi per lui..
Ma il discorso.. è lungo..

Perché esiste qualche altro dovere che riesce a completare il senso dell'animo?
La serietà dell'animo non è distorta solo quando essa è libera, ma la libertà è rendersi responsabili nei confronti della Verità, e per Sant'Ignazio questa verità è ed è stato il dovere di rispondere alla Sua volontà.
Infatti Dio, quello biblico, propone e non impone, se la si ritiene pesante (l'obbligo d'amare senza se e senza ma) è grazie al fatto che non ci conviene o che preferiamo aver Fede nel nostro volere.


Citazione:
Penso che qui si stava parlando della ricerca spontanea interiore e non esattamente dell’obbedire ad una qualche presunta morale "divina".. Ma forse mi sbaglio..

Ti sbagli solo se riconosci che nel non accogliere un presunto messaggio morale incrollabile, altruista e sempre contemporaneo, automaticamente i moniti all'animo, le direttive a cui attenersi ed il senso del "dovere" (non meno pesante!), saranno gestiti ed erogati solo dalla morale umana, egoista, fragile e sempre provvisoria.

Citazione:
Fatto sta che la ricerca non può che essere spinta da un libero sentimento di desiderio di conoscenza differente dal cercare, a mio avviso, una legge divina alla quale sottostare.. Nemmeno il rapporto fosse nei termini di duce e sottoposti..

Esatto, ma come puoi conoscere l'amore senza che il tuo cuore obbedisca all'amato?
Come puoi sperimentarlo?
Il rapporto duce e sottoposti è la lettura umana a cui la società ci abitua, mentre quello Dio e la sua creatura è di natura trascendente, non concepibile senza obbedire alla coscienza, in maniera leale e totale.

Citazione:
Il rapporto di conoscenza (il rapporto di amore) non procede per pentimenti ma per conoscenza, per l'appunto..

E quindi cosa puoi conoscere se non riconosci i limiti, le debolezze, le mancanze che hai nei confronti dell'amore, e ti penti?
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Vecchio 14-01-2014, 22.11.15   #16
maral
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Originalmente inviato da sgiombo
A me risulta sia di Seneca, che se non ricordo male con essa invitava Luclio a non perdere tempo rimandando continuamente al domani l' impegno per migliorarsi (come quelli che "da domani" smettono di fumare o si mettono a dieta).
Sì. pare sia originariamente di Seneca, forse Loyola l'ha ripresa. E' interessante notare come lo stesso detto possa essere assunto dal cattolicesimo e dallo stoicismo che rappresentano prospettive di senso esistenziale radicalmente diverse.
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Vecchio 15-01-2014, 08.23.16   #17
sgiombo
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Originalmente inviato da maral
Sì. pare sia originariamente di Seneca, forse Loyola l'ha ripresa. E' interessante notare come lo stesso detto possa essere assunto dal cattolicesimo e dallo stoicismo che rappresentano prospettive di senso esistenziale radicalmente diverse.


Penso si tratti di una diversità alquanto relativa (ovviamente valutazioni come questa, sull' entità dell edifferenze fra concezioni del mondo e della vita, sono largamente soggettive, approssimative ed incerte).

Inoltre in generale esistono tendenze valutative e comportamentali generalissimamente umane (universali di fatto, salvo casi decisamente patologici), oltre neturalmente ad altre diverse socialmente ed individualmente; per questo l' umanità non é perennemente e generalizzatamente in guerra ma esiste anche la pace.
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