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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 05-03-2014, 23.32.56   #41
Angelo Cannata
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Data registrazione: 06-02-2014
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

Citazione:
Originalmente inviato da Galvan 1224
perciò ci è assolutamente impossibile separare il linguaggio dal contenuto (cit. A.Cannata)

Tuttavia mi sembra che nel mondo d’oggi molte discipline considerino l’informazione un dato oggettivo (non la sua interpretazione).
Le scienze, per loro natura, procedono secondo una mentalità oggettivistica, metafisica, perché il compito che esse si propongono è una comprensione del mondo basata sulla misurazione e sul controllo, visto che tale tipo di comprensione comporta indubbiamente molti vantaggi. Per esempio, un biologo si mette a contare quanti globuli rossi ci sono in una goccia di sangue e la storia dimostra che questo tipo di approccio ha comportato enormi vantaggi per la cura della salute. Allo stesso modo, il linguaggio può essere studiato da un punto di vista oggettivo contando le parole, studiando statistiche sulle parti grammaticali usate, ecc. Ovviamente il biologo sarebbe rimasto bloccato se prima di contare i globuli rossi avesse voluto capire quanto peso ha la sua soggettività in questo tipo di esame, cosa significa esistere, ecc. Eppure ci rendiamo conto che quel tipo di interrogativi non sarebbero stati del tutto inutili. Ecco che allora interviene il filosofo ad occuparsi delle questioni dell'essere e di tante altre simili, in modo da permettere al biologo di dedicarsi tranquillamente a contare i suoi globuli rossi, senza essere disturbato da interrogativi esistenziali. Poi i due potranno reincontrarsi a mettere a confronto i risultati delle loro ricerche.
Ora, Heidegger non era certo un ingenuo e sicuramente non avrebbe invitato un biologo ad interrogarsi sul linguaggio prima di mettersi a contare i globuli rossi. Per poter praticare la scienza, una visione metafisica, oggettivistica della realtà è fruttuosa, semplicemente perché i fatti lo dimostrano; ma è anche fruttuoso interrogarsi più a monte e prendere atto che siamo linguaggio.

Ultima modifica di Angelo Cannata : 06-03-2014 alle ore 00.35.31.
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Vecchio 06-03-2014, 08.24.27   #42
jeangene
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

Citazione:
Originalmente inviato da Galvan 1224
Ho premesso “a mio avviso”, a significare che non intendevo interpretare il pensiero di Heidegger, ma al par d’altri ho fornito un suggerimento ampliando la prospettiva, che una seria e ben condotta discussione come questa può permettersi di inglobare (purché, giustamente, limitata e circoscritta) senza venir meno al tema d’avvio.

Hai perfettamente ragione, mi scuso.

Citazione:
Originalmente inviato da Galvan 1224
E poi, se davvero come vien affermato, il tempo potrebbe scorrere anche nel verso opposto (o già lo fa... in certi luoghi?), allora la successione proposta

informazione>sentire/esperienza>linguaggio/traduzione

diventa

informazione<sentire/esperienza<linguaggio/traduzione

(il linguaggio permette l'esperienza/la percezione del contenuto dell'informazione)

in accordo con

Se il linguaggio è l' apertura storica entro la quale l' essere si rivela non ci può essere niente che lo precede (specialmente il sentire/esperienza ). (cit. Jeangene)


Apparenti divergenze.

Questa idea di inversione delle precedenze é davvero interessante ma, come affermi anche tu ("pur con tutti i limiti nel parlar di successione di eventi in cui il tempo non è quello dell’orologio"), si sta parlando di una successione da intendere non in senso temporale, di conseguenza anche se il tempo scorresse al contrario la successione (indipendentemente dall' ordine) non subirebbe alcuna variazione.
jeangene is offline  
Vecchio 06-03-2014, 18.12.04   #43
SinceroPan
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

Citazione:
Originalmente inviato da jeangene
Allora ciò significa che per qualunque mio contenuto di coscienza (ente di cui ho esperienza) è già stata stabilita una relazione attraverso il linguaggio.
Ora sarebbe il caso di definire meglio ciò che si intende per linguaggio perchè:

Quale linguaggio mi permette di entrare in relazione col suono di una chitarra?
Quale linguaggio mi permette di entrare in relazione con la vista di una montagna?
...

Si tratta forse del medesimo linguaggio con cui quotidianamente comunichiamo con gli altri e con noi stessi o si tratta d' altro?




per me il linguaggio è una cosa, un ente, come il pensiero (linguaggio solipsistico), una pietra, un uomo, un tuono.. la particolarità di questo ente-parola (e dell'ente-pensiero) è che pre-tende di essere specchio di altri enti.. è ente derivato.. mentre gli altri enti in sè possono esistere anche senza linguaggio.. a meno che non si creda che sia la mente a costruire il mondo dal nulla tipo il SuperIo di Fichte.. cosa possibile ma in-dimostrabile..

PS: anche un odore, visione, percezione sensoriale per me è linguaggio.. linguaggio in senso lato è sinonimo di informazione
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Vecchio 06-03-2014, 18.54.23   #44
jeangene
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

Citazione:
Originalmente inviato da SinceroPan
.. mentre gli altri enti in sè possono esistere anche senza linguaggio.. a meno che non si creda che sia la mente a costruire il mondo dal nulla tipo il SuperIo di Fichte.. cosa possibile ma in-dimostrabile..


Il linguaggio non crea l' ente, ci relaziona all' ente, e determina la modalità in cui esso ci appare.

Credo che la questione sull' esistenza indipendente o dipendente degli enti rispetto all' esserci sia al di là delle nostre possibilità.
Non posso dimostrare che la tastiera con cui ora sto scrivendo esiste indipendentemente da me come non posso dimostrare che sono stato io a crearla.
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Vecchio 06-03-2014, 20.11.06   #45
maral
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

Credo jeangene che certamente per Heidegger il linguaggio non è qualcosa che si aggiunge all'ente in sé, ma appare inseparabile all'apparire dell'ente stesso ove nell'apparire l'ente si mostra nel suo essere per altro, ossia nel suo fondamentale rapporto relazionale: l'ente è ciò che appare per relazione immediata e mediata con tutto ciò che è altro da quell'ente e questa relazione è una fondamentalmente relazione linguistica la cui sintassi traccia una narrazione dell'identità originaria dell'ente, la mostra come un prima e un dopo, dunque come una storia di cui il linguaggio scandisce via via i tempi necessari per costruire il senso che a quel linguaggio è proprio.
L'apparire immediato è da subito un apparire relazionale. è un'apertura di senso che invita al sopraggiungere di un nuovo apparire e così via all'infinito, ossia all'essere infinito dell'ente che si mostra collocato come continua evocazione di significati.
Ogni linguaggio traccia percorsi di senso secondo le regole che gli sono proprie ove questi percorsi nel loro continuo intrecciarsi e richiamarsi mostrano ciò che l'ente è per come è senza poter mai esaurire il proprio continuo significare (ossia il continuo farsi segno per altri segni). In ogni parola che abbia significato, il significare quindi non si esaurisce mai in una definizione in sé conclusa che ponga termine alla storia dell'accadere dell'essente. In questo senso il linguaggio è questo stesso continuo accadere nella cui forma l'essente si viene continuamente mostrando per ciò che è.
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Vecchio 07-03-2014, 10.05.16   #46
SinceroPan
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

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Originalmente inviato da jeangene
Il linguaggio non crea l' ente, ci relaziona all' ente.


opinione comune : il linguaggio è un'immagine (relazione) di (con) "altri" enti..

opinione diversa : x me anche linguaggio è un Ente (un Ciò-che-E' .. una Determinatezza-che-E' ... un Non-Nulla ... una Non-Indeterminatezza), con proprietà particolari (la Ri-Flessività e la Rel-Azione).. x voi credo di no..

punto oscuro a tutti : ma linguaggio/pensiero/percezione può esistere in assenza di "altri" enti ? nessuno mai lo saprà..

..
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Vecchio 07-03-2014, 10.20.07   #47
maral
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

Citazione:
Originalmente inviato da SinceroPan
opinione comune : il linguaggio è un'immagine (relazione) di (con) "altri" enti..

opinione diversa : x me anche linguaggio è un Ente (un Ciò-che-E' .. una Determinatezza-che-E' ... un Non-Nulla ... una Non-Indeterminatezza), con proprietà particolari (la Ri-Flessività e la Rel-Azione).. x voi credo di no..
Il fatto che sia una relazione non implica che non sia un ente in quanto un ente è il prodotto di un campo di relazioni e nel contempo gli enti sono sempre interrelati.
Citazione:
punto oscuro a tutti : ma linguaggio/pensiero/percezione può esistere in assenza di "altri" enti ? nessuno mai lo saprà..
Nessun ente può sussistere isolato in assenza di "altri" enti. E' per tale motivo che il linguaggio è manifestazione ineliminabile dell'essere e, in quanto ente a sua volta (ossia prodotto interrelazionale) anche del linguaggio è possibile parlare.
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Vecchio 07-03-2014, 10.50.12   #48
jeangene
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

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Originalmente inviato da maral
Credo jeangene che certamente per Heidegger il linguaggio non è qualcosa che si aggiunge all'ente in sé, ma appare inseparabile all'apparire dell'ente stesso ove nell'apparire l'ente si mostra nel suo essere per altro, ossia nel suo fondamentale rapporto relazionale: l'ente è ciò che appare per relazione immediata e mediata con tutto ciò che è altro da quell'ente e questa relazione è una fondamentalmente relazione linguistica la cui sintassi traccia una narrazione dell'identità originaria dell'ente, la mostra come un prima e un dopo, dunque come una storia di cui il linguaggio scandisce via via i tempi necessari per costruire il senso che a quel linguaggio è proprio.
L'apparire immediato è da subito un apparire relazionale. è un'apertura di senso che invita al sopraggiungere di un nuovo apparire e così via all'infinito, ossia all'essere infinito dell'ente che si mostra collocato come continua evocazione di significati.
Ogni linguaggio traccia percorsi di senso secondo le regole che gli sono proprie ove questi percorsi nel loro continuo intrecciarsi e richiamarsi mostrano ciò che l'ente è per come è senza poter mai esaurire il proprio continuo significare (ossia il continuo farsi segno per altri segni). In ogni parola che abbia significato, il significare quindi non si esaurisce mai in una definizione in sé conclusa che ponga termine alla storia dell'accadere dell'essente. In questo senso il linguaggio è questo stesso continuo accadere nella cui forma l'essente si viene continuamente mostrando per ciò che è.

Dunque per Heidegger è il linguaggio (che ci è dato e al quale contribuiamo) che fa apparire l' ente come relazione, come essere per altro?
Penso che Heidegger non intenda dire che il linguaggio rivela le relazioni già date degli enti in sè perchè niente si può dire su ciò che è oltre l' apertura in cui siamo gettati (la quale si concretizza appunto in un linguaggio).
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Vecchio 07-03-2014, 12.17.33   #49
maral
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

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Originalmente inviato da jeangene
Dunque per Heidegger è il linguaggio (che ci è dato e al quale contribuiamo) che fa apparire l' ente come relazione, come essere per altro?
Penso che Heidegger non intenda dire che il linguaggio rivela le relazioni già date degli enti in sè perchè niente si può dire su ciò che è oltre l' apertura in cui siamo gettati (la quale si concretizza appunto in un linguaggio).
Non è che il linguaggio faccia apparire l'ente che sussiste in sé come ente per altri, per cui vi è qualcosa che precede l'apertura al significato a cui non possiamo pervenire (un quid assolutamente celato). L'ente è originariamente linguaggio, è già originariamente apertura per altri e proprio in questo consiste il suo essere in sé e per sé. E' originariamente il mostrasi di eventi relazionali. Niente si può dire su ciò che è oltre l'apertura in cui siamo gettati perché non vi è niente oltre l'apertura in cui siamo gettati, vi è cioè una totale assenza. Ogni linguaggio esprime aspetti diversi del relazionarsi dell'ente con i suoi altri (celando e mostrando secondo le proprie modalità in modo da dare all'ente uno specifico senso), ma non vi è nulla oltre questo esprimersi dato dai linguaggi il cui continuo combinarsi esprime l'ente per ciò che è nella interezza relazionale che ne manifesta la vera essenza.
maral is offline  
Vecchio 28-03-2014, 15.12.58   #50
jeangene
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Riferimento: Heidegger: l' essere e l' uomo

Ciao a tutti,
aggiungo il seguente video: Massimo Cacciari - pensiero e poesia in Heidegger a questa discussione perchè spero possa assere d' aiuto a chi come me non ha chiari i concetti Heideggeriani di Dichtung ed Ereignis (tradotti secondo Massimo Cacciari (e anche secondo me) in modo non appropriato con Poesia ed Evento).

jeangene is offline  

 



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