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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 24-03-2014, 10.09.33   #21
oroboros
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Ciò che caratterizza i cristiani è la convinzione che Gesù li abbia mondati di tutti i peccati, avendoli scontati al posto loro. Tipicamente cattolico è il dire, anche dei preti: "Siamo umani e dunque peccatori da perdonare", mentre, al contrario, una santa quale è stata ed è Madre Teresa, ricordava che essere santi, non peccatori, è un dovere di tutti.
Troppo facile stendere belle parole, per giustificare una consapevolezza la quale, invece, mostra il proprio esserci soltanto ed esclusivamente attraverso il sacrificio di cui si è capaci.
L'armonizzazione della fede con la ragione è un obiettivo che realizzano soltanto gli eletti, o meglio quei rarissimi eletti che non si accontentano di fare tanti bei discorsi, per poi razzolare male subito dopo.
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Vecchio 24-03-2014, 12.55.45   #22
kri
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Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
Il tormento dunque è l’assenza di Dio. Fanno ridere le frustate e le sbruciacchiature dei demoni a confronto della sete che l’anima ha di Dio e non trova come mitigarla. Si pensi a un innamorato perso per l’amata: ciò che lo tormenta è l’assenza dell’amata e sarebbe disposto a ogni sevizia pur di riabbracciarla. Così l’inferno è dentro l’anima bramosa di Dio, ma dove Dio è assente. Che cosa scaccia Dio dall’anima? La sua scelta per il male, per quell’essere o esistenza proibita, cioè diversa da Dio e che Dio stesso non può fare, appunto perché è male. Dio lì nel male non c’è, ma c’è solo l’uomo colla sua volontà di portare in essere ciò che è proibito e contrario a Dio. Ricordiamo Genesi: quando l’uomo e la donna peccarono Dio non c’era. Dice Genesi che Dio andava a trovarli ogni giorno, ma durante il peccato e subito dopo Dio non c’era. Proprio per sottolineare che Dio abita l’essere che è contrario all’esistenza dove è presente il male. Qui l’uomo vi può andare, ma Dio no. Perciò quando l’anima entra nello spazio del male, o fa il male, Dio lì non la segue, e quello è l’inferno. Speriamo che non ci sia nessuno, ma di principio dobbiamo affermare, per rispetto della grandezza dell’uomo, che se l’uomo vuole può di rifiutare Dio, e Dio è capace di fare i salti mortali per salvarlo, ma sembra che tale «diritto» di scegliere quello che vuole, anche il rifiuto, Dio all’uomo non lo toglie. Ecco dunque l’inferno: la scelta dell’uomo di rifiutare Dio. Ma la conseguenza che ne deriva è drammatica, perché nell’uomo sorgerà un gran desiderio di Dio che non verrà più eliminato e brucerà per l’eternità l’anima dannata. Con buona pace dei demoni che possono riposarsi, perché, a bruciarsi, l’anima ci pensa da sé.

(padre Athos Turchi, docente di filosofia alla Facoltà teologica dell'Italia Centrale)

Purtroppo il titolare di queste parole non è presente per poterci rispondere direttamente (questo è il peccato dell'uso delle citazioni) e possiamo farne solo una interpretazione e tentare delle riflessioni tra di noi.

Quel che dice questo passo non è che Dio non è in quella parte di creazione, sarebbe negare che sia l'Assoluto. Dice che l'Anima se ne è allontanata, ha scelto attraverso il libero arbitrio una via piuttosto che un'altra ed è lontana dalla luce divina. Non riesce a percepirla perchè ne ha perso la capacità attraverso le sue scelte, così come può acquisirla al massimo del suo potenziale santificandosi aggiungo io. Quindi anche se l'Assoluto fosse presente l'anima non può percepirlo. E questo è l'inferno.

Il Dio dell'Eden non era presente a loro... loro non lo vedevano, non lo sentivano e pensavano di non essere visti. Ma non prende in considerazione se Dio era presente davvero o meno. Se leggiamo la Genesi questo lo troviamo.

Inoltre credo che per capirsi sia importante fare una distinzione tra Assoluto e Dio. Il primo è quello che descriveva Oroborus mentre Dio è quello legato alla morale o forse meglio Etica. Entrambi sono aspetti fondamentali ma troppo spesso non ci si capisce perchè vengono confusi.
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Vecchio 24-03-2014, 19.19.56   #23
Duc in altum!
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** scritto da kri:


Citazione:
Inoltre credo che per capirsi sia importante fare una distinzione tra Assoluto e Dio. Il primo è quello che descriveva Oroborus mentre Dio è quello legato alla morale o forse meglio Etica. Entrambi sono aspetti fondamentali ma troppo spesso non ci si capisce perchè vengono confusi.


Ma questa distinzione è una tua personale interpretazione o una descrizione di oroboros.
Dio, per la cristianità, è l'Assoluto, è l'Amore Assoluto, e non esiste, non c'è, non abita, dove vive l'avversione a Lui, dove regna il disamore,


Citazione:
Quel che dice questo passo non è che Dio non è in quella parte di creazione, sarebbe negare che sia l'Assoluto. Dice che l'Anima se ne è allontanata, ha scelto attraverso il libero arbitrio una via piuttosto che un'altra ed è lontana dalla luce divina. Non riesce a percepirla perchè ne ha perso la capacità attraverso le sue scelte, così come può acquisirla al massimo del suo potenziale santificandosi aggiungo io. Quindi anche se l'Assoluto fosse presente l'anima non può percepirlo. E questo è l'inferno.


Capisco che è difficile accettarlo come concetto, ma Dio è totalmente assente in quella zona creata dall'uomo e non da Dio.

Lo spiega benissimo anche Einstein:

- Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:
“Dio creò tutto quello che esiste? “ ”Un alunno rispose con coraggio:” Sì, Lui creò tutto… “
“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.
Sì signore, rispose il giovane.
Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”
Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.
Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”
“Logico, fu la risposta del professore.
Il giovane si alzò e chiese:” Professore, il freddo esiste?”
“Però che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”
Il ragazzo rispose: “ In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore ”.
“E,… esiste l’oscurità?”, continuò lo studente. Il professore rispose: “Esiste”.
Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no! Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no!… Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio. L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”. Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”
E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”
Lo studente rispose: “ Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non creò il male...
Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.
Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.
Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?” La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.
Dio è una realtà "non tangibile" ma abita nel nostro cuore impariamo ad ascoltarlo... -
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Vecchio 24-03-2014, 20.37.08   #24
oroboros
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Necessariamente la Realtà che chiamiamo Dio è assoluta e l'Assoluto è unico, se fossero due o più si negherebbero a vicenda perché ognuno costituirebbe il limite dell'altro, o degli altri. Occorre dire che, essendo assoluto, lo Spirito o Dio o Buddha o Allah o Jahvé o Brahma, o in qualsiasi altro modo lo si voglia artificiosamente, o convenzionalmente chiamare, resta lo stesso Assoluto, lo stesso Dio, Allah, etc. etc.
Essendo al di là dell'essere, perché assoluto, Dio non ha luogo e, per questo, è ovunque. Non possiede e, per questo, ogni cosa è sua, ci lascia liberi di scegliere, perché sa che altrimenti non potremmo dare valore alle nostre scelte. L'amore lo muove perché l'Assoluto è Amore assoluto, e per amore lascia che noi possiamo odiare. Dio non gioisce e non soffre, perché è al di sopra delle opposizioni, non ha morale, perché le morali lottano tra loro, dipendendo dal sentimentalismo, che storpia i princìpi trascendenti, dovuto al credere a mezze verità e a mezze falsità. Sempre il credere e il non credere si trascinano appresso il falso, perché le intelligenze che hanno bisogno di fidarsi ne hanno necessità, a causa del non essere in grado di riconoscere, nella Certezza, la verità. Dio non dice la verità, ma non la nasconde, perché la realtà relativa è falsa e vera allo stesso tempo, ma non la dice perché è compassionevole, e la dice perché è vero e giusto. Noi, per vedere la verità, dobbiamo essere compassionevoli, sinceri e giusti. La verità non si deve ridurre per essere alla nostra portata di comprensione, siamo noi che abbiamo il dovere di crescere per comprenderne i princìpi e i valori. L'Assoluto è misterioso perché noi siamo limitati, e i nostri limiti non possono immaginare né contenere ciò che è privo di limiti, ma possiamo guardare attorno a noi e in noi la traccia che l'Assoluto lascia in ogni cosa, in ogni accadimento, in ogni coincidenza vera o falsa che sia. In ogni respiro c'è l'Assoluto, ed è un esserci che è come non ci fosse, e lo è perché dobbiamo essere liberi di respirare o di trattenere il respiro. Ci lascia persino liberi di uccidere noi stessi, rinunciando al dono della vita, ma non ci lascia liberi di non nascere. Noi non possiamo decidere di non esserci... perché non siamo assolutamente perfetti. Umani non significa, come ci piace dire, essere deboli; umani significa appartenere a una specie tra le tante dell'universo, le quali danno all'Assoluto altri nomi pur sapendo, come sappiamo noi umani, che l'Assoluto non può stare in nessun nome come in nessun essere. Sono gli esseri che stanno nell'Assoluto, anche quando a loro manca tutto.
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Vecchio 24-03-2014, 23.48.59   #25
kri
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Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!

Ma questa distinzione è una tua personale interpretazione o una descrizione di oroboros.
Ho condivido la descrizione che fa dell'Assoluto. La distinzione non è una mia interpretazione.
Citazione:
Dio, per la cristianità, è l'Assoluto, è l'Amore Assoluto, e non esiste, non c'è, non abita, dove vive l'avversione a Lui, dove regna il disamore,

Però se parliamo di Cristianesimo bisogna considerare la sua interezza e parliamo quindi anche del cristianesimo antico e gnostico, ed in quel caso si che esce ben fuori il concetto di Assoluto e Demiurgo.

Comunque il fatto proprio che il Dio cattolico ( o chi per lui... possiamo anche prendere l'Induismo la sostanza non cambia molto) venga a mancare in un "luogo" fa si che non sia l'Assoluto che per sua stessa definizione non può che essere in ogni dove perchè lo contiene.


Citazione:
Capisco che è difficile accettarlo come concetto, ma Dio è totalmente assente in quella zona creata dall'uomo e non da Dio.

Io mi limitavo strettamente all'analisi delle parole e mi pare che il testo che citi non parli di assenza di Dio nel "luogo" ma di lontananza dell'anima da Dio, che non è per forza la stessa cosa se intendiamo luogo non come posto ma lontanza di visione, di vibrazione, di idee anche, di spazio.
Ed infatti, proprio come tu stesso dici, tale lontananza è creata dall'uomo e non da Dio. Se non è creata da Dio e Dio come anche tu sostieni è l'Assoluto, c'è un controsenso nel dire che Dio non c'è.
Allora immagino che le cose stiano diversamente, e cioè che dipende dall'uomo riempire di Dio una mancanza ma per poterlo fare è necessario che lo si possa trovare. Le Anime sono all'inferno fintanto che hanno perso la capacità di trovarlo.
Nella visione cattolica è lo stesso, ci si allontana da Dio, non è Dio che si allontanta dall'uomo e non è un luogo ma una condizione dell'essere.
Si potrebbe anche affermare che non è neppure più un'Anima, ma un ricordo di ciò che poteva essere.

Ultima modifica di kri : 25-03-2014 alle ore 09.40.47.
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Vecchio 25-03-2014, 09.19.32   #26
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** scritto da oroboros:



Citazione:
Dio non gioisce e non soffre, perché è al di sopra delle opposizioni, non ha morale, perché le morali lottano tra loro, dipendendo dal sentimentalismo, che storpia i princìpi trascendenti, dovuto al credere a mezze verità e a mezze falsità.


Pregevole tutta la tua esegesi sull'Assoluto (Dio), ma devo dissentire per quel che riguarda la morale; Dio, ribadisco, è Morale, e la lotta non è tra le morali, ma in noi per individuarLa, comprenderLa e sperimentarLa.
Forse la Morale di Dio è vivere assolutamente in, con e per l'Amore, ma i precetti ed i decreti sono già tutti stati rivelati, la verità già non è più a metà, ma Assolutamente una, unica ed universale.
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Vecchio 25-03-2014, 10.02.03   #27
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.............................. ........ cancellato perché doppione

Ultima modifica di oroboros : 25-03-2014 alle ore 14.32.34.
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Vecchio 25-03-2014, 10.09.28   #28
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Non è una "mia" dissertazione o, chiamala se vuoi, esegesi su Dio, ma è ciò che la metafisica conosce per vista diretta. Sulla questione della morale dovresti dire che cosa tu intendi sia la morale, perché non c'è al mondo una sola morale, ma ce ne sono tante e sono tutte umane. A meno che tu, come d'altronde fanno in tantissimi appartenenti alle molte religioni del pianeta, consideri la tua morale essere identica a quella del tuo Dio e superiore a tutte le altre.
L'Assoluto non è morale, la Verità non è morale, perché la morale è un'interpretazione, a carattere sentimentale, che ha la pretesa di porre le limitazioni proprie alla sentimentalità davanti all'intelligenza universale.


È chiamato "luogo" l'estensione, che, come è per lo spazio, è una delle condizioni alle quali l'essere, e con lui tutta la manifestazione della realtà relativa, è sottomesso. L'Assoluto non è un essere, non potrebbe esserlo a causa del suo non essere determinato. Quando un essere è identificato all'Assoluto, significa che quell'essere non è più un essere, anche se è ancora in vita ed è soggetto al dover morire, perché il morire è un'altra delle condizioni alla quale l'essere è soggetto. Naturalmente l'Assoluto, non avendo limitazioni di alcuna natura, può esprimersi attraverso l'essere anche perché esso è la causa dell'essere. Questo significa che l'Assoluto è considerabile anche come un Essere, dal punto di vista dell'essere e, in quel caso, l'Assoluto sarebbe considerabile come l'Essere primo. Questo "Essere" assoluto, inteso come prima causa dell'essere, non parteciperà ai suoi effetti e, di conseguenza, non potrà rientrare nella dimensione esistenziale nella quale l'essere è costretto, ma sarà ancora parte del "Non essere", che contiene le possibilità di essere in principio e, quindi, come potenzialità attuabile. Ma Assoluto significa indiviso, e atto e potenza sono, in esso, un'unica realtà, per questo il solo fatto di poter creare diviene creazione. L'Assoluto non crea per gioco o per necessità, crea perché è Libertà di fare, così come è Libertà di riassorbire in Sé la creazione, nel pulsare del respiro cosmico che crea e poi trasforma rigenerando, attraverso quella che noi chiamiamo "morte". La realtà è ciclica nel suo ruotare rinnovandosi, ma ogni ciclicità ha necessariamente una centralità che è fissa rispetto alla rotazione. Fissa non significa assoluta, perché quella fissità sussisterà fino a quando sussisteranno le condizioni per la sua esistenza. I princìpi universali non sono assoluti, nessuna molteplicità può esserlo, ma costituiscono gli assi, ognuno riferito al proprio dominio, attorno ai quali la realtà, considerata attraverso la chiave interpretativa relativa a uno specifico dominio, ruota. L'Assoluto genera la Verità e la Verità genera la logica umana, dunque la logica, pur sostenendo la Verità quando procede da princìpi veri, non può, essendo compresa, comprendere l'Assoluto a propria volta, ma è in grado di concepire la sua necessità, che è anche logica. La vista interna, il terzo occhio degli induisti, per intenderci, o il satori dei buddhisti, è logica portata alle sue estreme conseguenze razionali, ed è anche in grado di superare le limitazioni implicite alla razionalità, perché quest'ultima è chiusa in una sfera che non comprende il tutto nella sua totalità, per questo la conoscenza iniziatica è anche detto sia sovra-razionale. È quella della quale sto mostrandovi frammenti, attraverso il mio scrivere, che non esprime idee mie, né ipotesi personali di qualsiasi altro uomo, o essere dell'universo. La metafisica la si può vedere, anche descrivere razionalmente per ciò che di essa è comunicabile, ma mai può essere frutto di invenzioni o ipotesi, né individuali e neppure collettive.

Ultima modifica di oroboros : 25-03-2014 alle ore 14.33.04.
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Vecchio 25-03-2014, 11.08.23   #29
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** scritto da kri:


Citazione:
Io mi limitavo strettamente all'analisi delle parole e mi pare che il testo che citi non parli di assenza di Dio nel "luogo" ma di lontananza dell'anima da Dio, che non è per forza la stessa cosa se intendiamo luogo non come posto ma lontanza di visione, di vibrazione, di idee anche, di spazio.


"Si pensi a un innamorato perso per l’amata: ciò che lo tormenta è l’assenza dell’amata e sarebbe disposto a ogni sevizia pur di riabbracciarla. Così l’inferno è dentro l’anima bramosa di Dio, ma dove Dio è assente".

Lo studente rispose: “ Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non creò il male...
Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.



Allontanarci da dove abita Dio si sperimenta durante l'esistenza sulla Terra ("Non esiste l’inferno come luogo, ma è l’anima quando entra nel peccato, quando l’uomo decide di percorrere la via del male. L’inferno non è più dopo la morte che non prima, l’anima entra nell’inferno ogni qual volta opera il male, che è esistere in forma contraria all’essere di Dio. L’inferno è l’anima stessa nel peccato. In questa vita c’è la possibilità di essere salvati e redenti, dopo la morte sembra che questa possibilità qui non ci sia più e l’anima «entra» nell’inferno, ossia nella dannazione eterna, che è la piena coscienza di non poter mai più comunicare con Dio. E siccome nell’anima sorge un desiderio grandissimo, assoluto e bramoso di Dio, è questo desiderio che brucia l’anima, la tormenta, la consuma come fiamma".), ma se noi vogliamo la Misericordia di Dio può sempre redimerci e riavvicinarci, farci abitare e convivere con Lui, è solo dopo il decesso, e se non c'è stata nessuna iniziativa personale per ridurre la lontananza troncando il peccato, che in quella determinata persona, anima o coscienza o quel che sarà trasformandosi dopo la morte, Dio non ci sarà, restando sempre l'Assoluto.


Citazione:
Ed infatti, proprio come tu stesso dici, tale lontananza è creata dall'uomo e non da Dio. Se non è creata da Dio e Dio come anche tu sostieni è l'Assoluto, c'è un controsenso nel dire che Dio non c'è.

Con Dio non esistono i controsensi, ma i paradossi, fenomeni fuori dalla logica comune, eventi che a l'intelletto non è concesso decifrare e capire (altrimenti che Mistero sarebbe!?!?), e deve farsi da parte per far agire la fede.
E come già per altre discussioni quando la parola è in mano alla Fede, ognuno è libero d'illudersi come meglio desidera.
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Vecchio 25-03-2014, 12.23.20   #30
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Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da oroboros:






Pregevole tutta la tua esegesi sull'Assoluto (Dio), ma devo dissentire per quel che riguarda la morale; Dio, ribadisco, è Morale, e la lotta non è tra le morali, ma in noi per individuarLa, comprenderLa e sperimentarLa.
Forse la Morale di Dio è vivere assolutamente in, con e per l'Amore, ma i precetti ed i decreti sono già tutti stati rivelati, la verità già non è più a metà, ma Assolutamente una, unica ed universale.

Non è una mia idea quella che ho esposto sull'Assoluto, ma parte della dottrina unica e metafisica che è al di sopra del tempo. Mi auguro che tu non sia tra coloro che considerano la propria morale identica a quella del loro Dio, e dunque superiore alle morali di coloro i quali sono convinti che la loro morale sia identica a quella del loro Dio e dunque superiore alle morali di coloro i quali... ad libitum...
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