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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 07-06-2014, 13.06.34   #11
acquario69
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Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
A volte mi viene da pensare che la morte potrebbe essere qualcosa simile al sonno. Quando ci addormentiamo continuiamo a vivere in un'altra dimensione, quella fuori dallo spazio e dal tempo del sogno. Chissà che non succeda qualcosa di simile con la morte

e se fosse proprio la vita ad essere un sogno?

a me e' capitato al contrario di pensare se non sia proprio questa vita ad essere qualcosa simile un sogno e una volta morti ci sia l'autentico risveglio..forse,a pensarci bene credo stiamo dicendo la stessa cosa se pure in versioni apparentemente diverse ma che poi convergono su un unico punto in comune.
tema affascinante questo,e' che siamo troppo abituati a considerare le cose solo da un "tutto nostro" punto di vista materiale (e nichilista) …temo piccolissima e insignificante cosa rispetto alla globalità complessiva dell'esistenza stessa
acquario69 is offline  
Vecchio 08-06-2014, 03.48.02   #12
green&grey pocket
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Messaggi: 331
Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

Citazione:
Originalmente inviato da Sante
L'errore di Socrate e Platone fu proprio quello di sostituire la filosofia alla vita. La filosofia va vissuta come il riflesso di ciò che si vede, come il riflesso di ciò che si tocca. La filosofia è il contrario della vita perché la vita muore, la filosofia non morirà mai. Secoli e secoli di pensiero e oggi ci ritroviamo ancora a pensare come uomini di millenni fa. Eppure la filosofia ha anch'essa il bisogno di morire, per rinascere come un altro pensiero, vedi Nietzsche e il suo Zarathustra, i vecchi dèi sono morti, noi facciamo nascere i nuovi. Filosofia e vita sono collegate, l'importante è non fraintenderle.

Esatto! la filosofia non muore e aggiungiamo anche che rischia di diventare monumentalità e non monumento. (carmelo bene sulla scorte di nietzsche).

Mi trovi assai d'accordo che filosofia e vita non siano necessariamente antitetiche, ma la necessità di distinguerle è per esempio anche in me così urgente, che effettivamente io le percepisco proprio così e cioè antitetiche.

Propongo però alcuni distinguo, la civiltò antica era una civiltà dei morti, ossia una civiltà che negava la morte, e le sue ombre, anche nell'accezione della paura dei fantasmi perdura sino a noi, magari anche come favola della buona notte della vita oltre la morte o la vita è sogno.

Heidegger al contrario ha inteso nel modo più illuminato la morte non come morte fine a se stessa, ossai corpo disanimanto, bensì come soglia della morte.

La morte come soglia della morte, ossia come affacciamente sull'abisso produrrà quell'incredibile invenzione che è la sua ultra-metafisica.

Sono d'accordo con Davide (evidenza anche psichiatrica, insomma dati alla mano) la paura della morte non si può superare, e gli effetti di cui parla ossia la morte dei cari è uno delle terrificanti appropriazioni che la nostra propriocezione introietta. (e su cui permane un mistero infinito, a cui freud ha provato a rispondere ideando l'idea di thanatos).

Il lutto e il suo superamento...altro tema sinceramente incomunicabile.
Certo ormai oggi ne conosciamo l'evoluzione e la normale prognosi, ossia negazione-ribellione-depressione-accettamento.

Ma l'individuo non ne esce forse radicalmente cambiato? come se fosse stato toccato da qualcosa di innominabile?

A che può la filosofia di tutto questo? Per Severino la salvezza, la speranza, la festa sono tutte radici della desinenza "s", ossia sono radici di un sapere antico che promuove la dimenticanza come continuazione della comunità.

Altro tema filosofico il ciclo, le stagioni, le stagioni della vita...sono tutte parti sempre di un pensiero comunitario.

Chi ha spezzato il cerchio è stata la grecia classica, con quel loro attingere alla trasformazione del mondo, al rapporto io-oggetto.
E' ancora Heidegger a dircelo, si son dimenticati di presso che cosa era quel io.

Insomma dipende anche se per filosofia intendiamo (e penso dovremmi proprio farlo) ciò che era prima del quinto secolo ac.

Solo piccoli accenni, ripeto la vita e la filosofia sono cose separate nonostante tutte le relazioni che l'una ha verso l'altra.
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Vecchio 08-06-2014, 18.28.37   #13
gyta
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Messaggi: 2,614
Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

Citazione:
ripeto la vita e la filosofia sono cose separate nonostante tutte le relazioni che l'una ha verso l'altra.
(green&grey pocket)

Mah.. pur comprendendo forse il cuore di ciò che dici sento differentemente la questione..
La filosofia è la nostra stessa anima. La nostra vita è manifestazione del nostro sentire,
noi sentiamo attraverso la nostra visione interiore l’esperienza.
Non accade l’esperienza senza una visione, senza una coscienza del soggetto che esperisce..
Quel soggetto che esperisce, la coscienza del soggetto che esperisce, in ultima analisi
è fondamentalmente quella medesima visione che abbiamo intorno alla coscienza
ovvero fondamentalmente il senso (significato) e l’entità attraverso cui si esplica l’esperienza
medesima. Quindi direi che la vita prima ancora d’essere manifestazione del sentire intimo
è visione intima, pertanto filosofia.

Citazione:
A volte mi viene da pensare che la morte potrebbe essere qualcosa simile al sonno
(CVC)

Questo passaggio è da tempo che attende in me di essere sondato..
Sento anch’io che lo stato del sonno (non il sogno a cui fa riferimento acquario seppure intenda
in generale il simbolismo verso differenti stati di coscienza) racchiuda in sé la chiave stessa del mistero
della vita.. Cosa accade per davvero quando dormiamo? Perché è essenziale dormire, perdere coscienza
ed entrare in una dimensione della quale non abbiamo coscienza mentale? Sappiamo pure che non è il corpo
a necessitare di sonno ma la mente.. Allora, al di là della sua riorganizzazione di informazioni diurne,
cosa accade in quelle “ore”, quale “dimensione” emerge? Quale realtà "è"?
Non ho lo stato d'animo in questo periodo necessario a tale ricerca.. sento sia necessaria una determinata
base di differente serenità che ora non è costante in me.. mi auguro però di poter riprendere quel
punto perché ho sentito, come intuizione che una strada si presentava davanti ai nostri occhi
ripetendosi ogni notte.. e che diamo per assodato qualcosa di cui invece nulla sappiamo..


Citazione:
Ma la filosofia ci ricorda che dobbiamo morire[..]
La brama di vivere da una parte, la filosofia dall'altra, e io sono il campo di battaglia.
(CVC)

Il significato è filosofia; significato racchiuso nei simboli e nel linguaggio
e decodificato tramite quella visione interiore [che forgia coscientemente o meno la nostra stessa filosofia].
La brama di vivere e la filosofia stessa sono la "filosofia", sono visione interiore,
anche se spesso ne cogliamo l’aspetto più manifesto nel loro movimento in relazione agli eventi
(=>brama di vivere, pensiero della filosofia).
Non c’è un campo di battaglia, non c’è una brama di vivere separata dalla filosofia interiore,
separata dalla visione profonda, poiché è quella visione che forgia l’immagine ed il sentire
della brama, della coscienza della filosofia e del campo di battaglia.
E’ che spesso intendiamo con filosofia qualcosa che lontanamente crediamo di utile significato al reale
ma la filosofia è quella che ci abita nel profondo e che coincide con la nostra coscienza mentale.
Laddove ci sono esami e tensioni ci sono tentativi di differenti visioni ma i conti ancora li facciamo
con la visione sottostante radicata in noi che ancora ci consegna quei significati dei quali vorremmo
mutare senso e coscienza.

La filosofia è la coscienza mentale ed è anche la coscienza sotterranea (non conscia) che ci abita
e che ci fa sentire ciò che sentiamo e che talvolta vorremmo sentire in modo differente,
che talvolta vorremmo cogliere attraverso significati differenti: ecco “il campo di battaglia” ..

Citazione:
Ma se ci abbandonassimo completamente alla vita, allora finiremmo col seguire questo e quel impulso vitale, legati a filo doppio al nostro istinto di sopravvivenza e all'egoismo che ne deriva, inconsapevoli di fronte alla morte, vivendo fino all'ultimo giorno con quella sensazione di avere sempre un tempo illimitato davanti a noi, mai sazi delle stesse cose
(CVC)

Se ci abbandonassimo completamente alla vita, ci abbandoneremmo alla coscienza che abbiamo della vita,
a quel nostro sentire e pensare sotterraneo fornito implicitamente di significati e di senso,
il ché potrebbe coincidere con un abbandonarsi al senso di egoismo e di cecità
se e solo se tale senso ci appartiene per davvero nel profondo,
ovvero nel caso in cui tale senso fosse il volto autentico della nostra visione profonda..
cioè del nostro autentico sentire, della nostra autentica "filosofia"..
gyta is offline  
Vecchio 08-06-2014, 21.10.18   #14
Sante
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Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

Citazione:
Originalmente inviato da green&grey pocket
Esatto! la filosofia non muore e aggiungiamo anche che rischia di diventare monumentalità e non monumento. (carmelo bene sulla scorte di nietzsche).

Mi trovi assai d'accordo che filosofia e vita non siano necessariamente antitetiche, ma la necessità di distinguerle è per esempio anche in me così urgente, che effettivamente io le percepisco proprio così e cioè antitetiche.

Propongo però alcuni distinguo, la civiltò antica era una civiltà dei morti, ossia una civiltà che negava la morte, e le sue ombre, anche nell'accezione della paura dei fantasmi perdura sino a noi, magari anche come favola della buona notte della vita oltre la morte o la vita è sogno.

Heidegger al contrario ha inteso nel modo più illuminato la morte non come morte fine a se stessa, ossai corpo disanimanto, bensì come soglia della morte.

La morte come soglia della morte, ossia come affacciamente sull'abisso produrrà quell'incredibile invenzione che è la sua ultra-metafisica.

Sono d'accordo con Davide (evidenza anche psichiatrica, insomma dati alla mano) la paura della morte non si può superare, e gli effetti di cui parla ossia la morte dei cari è uno delle terrificanti appropriazioni che la nostra propriocezione introietta. (e su cui permane un mistero infinito, a cui freud ha provato a rispondere ideando l'idea di thanatos).

Il lutto e il suo superamento...altro tema sinceramente incomunicabile.
Certo ormai oggi ne conosciamo l'evoluzione e la normale prognosi, ossia negazione-ribellione-depressione-accettamento.

Ma l'individuo non ne esce forse radicalmente cambiato? come se fosse stato toccato da qualcosa di innominabile?

A che può la filosofia di tutto questo? Per Severino la salvezza, la speranza, la festa sono tutte radici della desinenza "s", ossia sono radici di un sapere antico che promuove la dimenticanza come continuazione della comunità.

Altro tema filosofico il ciclo, le stagioni, le stagioni della vita...sono tutte parti sempre di un pensiero comunitario.

Chi ha spezzato il cerchio è stata la grecia classica, con quel loro attingere alla trasformazione del mondo, al rapporto io-oggetto.
E' ancora Heidegger a dircelo, si son dimenticati di presso che cosa era quel io.

Insomma dipende anche se per filosofia intendiamo (e penso dovremmi proprio farlo) ciò che era prima del quinto secolo ac.

Solo piccoli accenni, ripeto la vita e la filosofia sono cose separate nonostante tutte le relazioni che l'una ha verso l'altra.

A mio parere l'uomo è fatto di istanti. Ci sono istanti in cui il proprio Io può superare anche sé stesso, altri in cui ha un regresso. La morte può essere superata forse proprio nell'istante in cui si muore. Ma ciò non ci è dato di saperlo, come l'ignoto che c'è dopo e come i posteri. Sarebbe come parlare ai vermi.
Sante is offline  
Vecchio 09-06-2014, 13.17.45   #15
CVC
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Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

@sgiombo
L'istinto di conservazione della specie agisce per le funzionalità della specie, non per altruismo. Per parlare di altruismo credo ci debba essere un sacrificio consapevole e cosciente di chi lo compie.
Smith ha reso esplicito ciò che nel capitalismo era implicito: una legittimazione morale per l'accumulo della ricchezza.
Il denaro è un mezzo o un fine? Questo è il dilemma
@acquario69
Forse viviamo due vite parallele, una concreta nella dimensione spazio-temporale, l'altra al di fuori dello spazio e del tempo nei nostri sogni e nell'immaginazione
@gyta
Nel sogno ci liberiamo dal concreto e sondiamo il virtuale attraverso I sogni e l'immaginazione. C'è da chiedersi fino a che punto concreto e virtuale sono indipendenti e interdipendenti
Il conflitto fra pulsioni e mediazione razionale è innegabile. Secondo me tutto il nostro filosofare non è altro che la ricerca di una mediazione fra impulso vitale e azione ragionata. In questo senso la filosofia si oppone alla vita
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Vecchio 10-06-2014, 07.57.13   #16
sgiombo
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Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
@sgiombo
L'istinto di conservazione della specie agisce per le funzionalità della specie, non per altruismo. Per parlare di altruismo credo ci debba essere un sacrificio consapevole e cosciente di chi lo compie.

Smith ha reso esplicito ciò che nel capitalismo era implicito: una legittimazione morale per l'accumulo della ricchezza.
Il denaro è un mezzo o un fine? Questo è il dilemma

L' istinto di conservazione della specie (anche a scapito dell' individuo, per lo meno in determinati casi), allorché la specie (quella umana in particolare, ma anche cani, gatti e altri animali) raggiunge un adeguato livello di esperienza cosciente (e nel caso umano anche autocosciente) immediatamente, "automaticamente", inevitabilmente si configura come, si esplica e realizza in quanto ("si traduce in"), diventa altruismo, generosità, magnanimita, eventualmente eroismo, ecc.

Per il capitalismo indubbiamente il denaro é fine e tutto il resto mezzo (compresa la distruzione completa e irreversibile dell' umanità, se necessario; e oggi di fatto gli é necessario; esattamente come per re Mida lo era anche a scapito della sua sopravvivenza, malgrado in un primo momento non se ne rendesse conto. E magari l' umanità potesse cavarsela con un bel paio di metaforiche orecchie d' asino! Ma in questa contesa dall' esito non scontato temo finirà per prevalere l' egoismo innaturale e distorto -anche relativamente alla conservazione della via individuale, oltre che del tutto contronatura per quanto riguarda la sopravvivenza di specie- proprio della società odierna).

Ultima modifica di sgiombo : 10-06-2014 alle ore 09.40.33.
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Vecchio 10-06-2014, 23.35.22   #17
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Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

Citazione:
Originalmente inviato da sgiombo
L' istinto di conservazione della specie (anche a scapito dell' individuo, per lo meno in determinati casi), allorché la specie (quella umana in particolare, ma anche cani, gatti e altri animali) raggiunge un adeguato livello di esperienza cosciente (e nel caso umano anche autocosciente) immediatamente, "automaticamente", inevitabilmente si configura come, si esplica e realizza in quanto ("si traduce in"), diventa altruismo, generosità, magnanimita, eventualmente eroismo, ecc.

Per il capitalismo indubbiamente il denaro é fine e tutto il resto mezzo (compresa la distruzione completa e irreversibile dell' umanità, se necessario; e oggi di fatto gli é necessario; esattamente come per re Mida lo era anche a scapito della sua sopravvivenza, malgrado in un primo momento non se ne rendesse conto. E magari l' umanità potesse cavarsela con un bel paio di metaforiche orecchie d' asino! Ma in questa contesa dall' esito non scontato temo finirà per prevalere l' egoismo innaturale e distorto -anche relativamente alla conservazione della via individuale, oltre che del tutto contronatura per quanto riguarda la sopravvivenza di specie- proprio della società odierna).
Un atto morale, come un gesto altruista, presuppone una valutazione morale. L'istinto di conservazione non ha, a parer mio, valenza morale. Conservare la vita non è necessariamente un bene, altrimenti saremmo tutti contrari all'autanasia. L'istinto di conservazione suggerirebbe di conservare la vita anche in condizioni disperate e, a parer mio, contro il buon senso.

Le risorse del pianeta sono limitate, la brama umana no
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Vecchio 11-06-2014, 08.27.11   #18
sgiombo
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Riferimento: La filosofia è il contrario della vita?

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Originalmente inviato da CVC
Un atto morale, come un gesto altruista, presuppone una valutazione morale. L'istinto di conservazione non ha, a parer mio, valenza morale. Conservare la vita non è necessariamente un bene, altrimenti saremmo tutti contrari all'autanasia. L'istinto di conservazione suggerirebbe di conservare la vita anche in condizioni disperate e, a parer mio, contro il buon senso.

Le risorse del pianeta sono limitate, la brama umana no

Concordo.

Ovviamente ogni istinto, compreso quello di conservazione, é una pulsione non assoluta, con la quale solitamente interagiscono altri istinti (talora variamente contrastanti) e conoscenze e valutazioni circa gli effetti delle azioni che si possono intraprendere in un complesso "gioco" di interazioni spesso dall' esito imprevedibile, non scontato.
sgiombo is offline  

 



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