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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 17-07-2014, 23.35.48   #21
green&grey pocket
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Riferimento: La scelta di Sisifo

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Originalmente inviato da maral
Greens&grey se proprio vogliamo dirla tutta la domanda non è nemmeno se esiste un senso del suicidio, ma se esiste un senso per il mio suicidio, perché dopotutto è proprio questo che all'esistenzialista interessa (ma certamente non solo a lui, dopotutto l'esistenzialista è più sincero), l'esistenzialismo è inconcepibile senza una fenomenologia dell'io sentita in modo assoluto (proprio di questo mio io che vivo o mi illudo di vivere e che anche negandolo continuamente lo riaffermo) e che diventa il centro letterale di tutto l'universo mondo patendo di conseguenza ogni sorta di tormento che gli fa persino dire, non reggendo un peso così immane, tutta questa angoscia, che il senso, dunque la sola felicità sta nel non esistere (ricordi la risposta di Sileno a re Mida? Non è forse questa risposta che ogni esistenzialista vuole sentirsi dare! Io, Mida non esistere e quanto meno morire presto, prima possibile, perché questa fatica è insopportabile, la luce di questo mezzogiorno è abbacinante).
All'esistenzialista dopotutto non occorre altro che la sua tragedia per quanto insulsa sia, anzi, sentendola insulsa essa è ancora più tragica, più beatificante e l'eroe tragico si sente felice del suo continuo suicidarsi figurato, perché il finale va pur sempre rimandato affinché la lacerazione dell'agonia continui a sanguinare sangue vero e non astratto, il mio sangue, il mio angosciato dolore che continuamente tutto il mondo mi rimanda e mi urla negli orecchi. Tutto l'universo allora si riduce a immagine del mio suicidio, come un buco nero che risucchia ogni cosa, poiché suicidio, il mio suicidio, è proprio ciò che solo ha senso per se stesso, è perfetto finché non accade e se accade è solo per stanchezza, perché sono spossato dalla mia perfetta tragedia, tragedia dell'universo intero in me medesimo riflessa.
Vogliamo uscire da questo buco nero? Vogliamo provarci? Siamo in grado di farlo? e allora chiediamoci quante siano le categorie dello spirito e quante dimensioni abbia l'universo, se la terra ruota attorno al sole o se il sole ruota attorno alla terra, chiediamoci quante dannate dimensioni occorrano per una teoria delle stringhe coerente, ma del tutto indipendentemente dal fatto che sia più o meno utilizzabile, chiediamoci pure quale sia il sesso degli angeli o se sono ammesse specie di unicorni con le ali, oltre a quelle senza. Possiamo giocare un po' anche al gioco delle perle di vetro anziché sempre e solo a quello del buco nero?
Che poi non è detto che nel primo non si trovino risposte per l'altro, risposte decisive, proprio come quello, già citato, che cercando l'ago in un pagliaio ci trova la figlia del contadino e non la butta via perché quella che ha trovato non è l'ago che cercava.

ma che dici? non ti riconosco più, o la tua era solo mimesi.

la proliferazione degli oggetti è esattamente quello che vuole il capitalismo, è inutile nascondersi dietro la metafisica severiniana, se poi sei così risucchiato dal vortice delle illusioni scientifiche.
si paga in termini di felicità, ma cosa credi che sia felice davanti a questo monitor, piuttosto che in uno dei rari momenti di condivisione tra persone più o meno amiche davanti ad un fuoco?
mai rinnegherò quello che ho vissuto.

cosa c'è di male ad assumersi il peso della vita? non lo dice anche la bibbia, stretta e impervia è la via? cosa c'è di male nell'ampliare l'orizzonte dell'io come soggetto conoscente, a contatto con le origini del suo domandare?
il dono è la felicità, lo sapevano tutti i popoli, la saggezza è saper vivere.

Non si tratta di esonerazione e basta.

Non si tratta di vivere esonerandosi dal vivere, anche se ormai ci siamo dentro (il famoso incubo pasoliniano), completamente alla mercè del potere.

Ti prego di resistere onestamente maral, e se ritieni di non farcela lo capirò certamente.
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Vecchio 17-07-2014, 23.48.00   #22
green&grey pocket
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Riferimento: La scelta di Sisifo

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Originalmente inviato da paul11
pofferbacco,....finalmente uno che tenta di capire la vita, che quanto meno ci prova, ci fatica....che ha capito gli orpelli e i fumogenì.... non so se ti ha aiutato solo il costruttivismo...da lì dove sei arrivato si parte... ed è già dura essere arrivati dove sei... ma penso che ciò che hai capito , le tue costruzioni le validificherai cercando negli altri qualcosa di te e viceversa....quello è il modello di validifcazione, capire le dinamiche delle armonie e delle melodie che ognuno suona con il suo strumento particolare di ciò che è umano, della dimensione chiamata umanità.

Ma c'è un linguaggio universale che unisce le particolarità...quello stesso che ti aiuta a capire gli altri e quello per cui gli altri capiscono te.

Lascia decantare e riposare quello che scrivi....chi ha occhi e vuole vedere ...rifletterà


ridicolo (rispetto a come ti conosco e alle tematiche di cui parli), a parte che il problema è proprio da dove viene (costruttivismo, mentalismo e affini) ma quale sarebbe la cosa che tanto apprezzi?

quale la dinamica armonizzante? quella di fare tabula rasa dei soggetti relazionantesi? e in nome di chi?

dicci paul illuminaci!

mi sembri uno che non ha occhi e vuole vedere....
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Vecchio 18-07-2014, 02.19.28   #23
Duc in altum!
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** scritto da FMJ:

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Le mie sono diverse.

E ci mancherebbe, chi te le tocca, ma ciò non elimina la realtà dei fatti, ossia, che la causa principale, il fondamento iniziale, di qualsiasi tua differente costruzione dalla mia è un Mistero, sia che lo affermi, sia che lo sperimenti involontariamente (l'inconscio), insomma ti piaccia o meno, se sei ricco o povero, se sei nero o giallo, se sei colto o scaltro.
E' inevitabile come la Morte e le tasse.
Infatti non sappiamo ancora, non abbiamo prove certe, se la tua scommessa sugli extraterrestri della dimensione parallela 14 è quella giusta.


Pace&Bene.

Ultima modifica di Duc in altum! : 18-07-2014 alle ore 16.26.24.
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Vecchio 18-07-2014, 14.37.09   #24
maral
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Riferimento: La scelta di Sisifo

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Originalmente inviato da green&grey pocket
ma che dici? non ti riconosco più, o la tua era solo mimesi.

la proliferazione degli oggetti è esattamente quello che vuole il capitalismo, è inutile nascondersi dietro la metafisica severiniana, se poi sei così risucchiato dal vortice delle illusioni scientifiche.
si paga in termini di felicità, ma cosa credi che sia felice davanti a questo monitor, piuttosto che in uno dei rari momenti di condivisione tra persone più o meno amiche davanti ad un fuoco?
mai rinnegherò quello che ho vissuto.

cosa c'è di male ad assumersi il peso della vita? non lo dice anche la bibbia, stretta e impervia è la via? cosa c'è di male nell'ampliare l'orizzonte dell'io come soggetto conoscente, a contatto con le origini del suo domandare?
il dono è la felicità, lo sapevano tutti i popoli, la saggezza è saper vivere.

Non si tratta di esonerazione e basta.

Non si tratta di vivere esonerandosi dal vivere, anche se ormai ci siamo dentro (il famoso incubo pasoliniano), completamente alla mercè del potere.

Ti prego di resistere onestamente maral, e se ritieni di non farcela lo capirò certamente.
Ti assicuro che sono sempre lo stesso ente che sta onestamente resistendo e credo che ancora le pretese delle illusioni scientifiche continuino a trovare ben poco varco per quanto mi concerne e per quanto me ne accorga. Ma non per questo mi sento di conferire primati assoluti all'esistenzialismo con tutto il suo pathos, mi dispiace. Se non lo riconosco al costruttivista, nemmeno l'esistenzialista temo se lo meriti. Certo, questo può alienarmi ad entrambi, ma confido sempre nel potersi capire che alla fine significa accettare ciò che dell'altro proprio non si capisce.
Ripeto dunque all'esistenzialista ciò che ho detto al costruttivista pragmatico e che direi pure allo scientista e al religioso sicuro della propria fede indiscutibile: noi ci troviamo sempre a giocare con delle rappresentazioni, non possiamo fare a meno delle rappresentazioni e del continuo moltiplicarsi delle loro illusioni che ci sfamano come nel miracolo dei pani e dei pesci, noi stessi (io, tu...) siamo illusioni, siamo il gioco da cui non c'è verso di uscire perché ogni pretesa di uscita verso un qualsiasi assoluto specifico ben definito (fosse pure il mio stesso dolore, le palpitazioni della mia anima terribilmente angosciata di esistere) è ancora una mossa del gioco. La realtà è un gioco che si gioca con molti (tra i quali ci sono anch'io, oltre agli orbitali atomici, alla legge di gravitazione, ai telefoni satellitari e agli unicorni con e senza ali). Riconosco a Severino che l'assoluto ontologico del PNC è assai difficile da contestare perché contestandolo lo si riafferma a meno di non pensare che il nulla sia e questo fa precipitare ogni coscienza nell'abisso della follia tra brividi e deliri di illimitata potenza (forse quello in cui è precipitato l'Occidente).
Non c'è ovviamente nulla di male ad assumersi il peso della vita, anzi, mi sembra faccia parte delle regole del gioco, ed è meraviglioso trovarsi insieme attorno a un fuoco anziché da soli davanti a uno schermo virtuale che ribadisce solo la propria solitudine mentre la riempie di fantasmi polemici e insofferenti. Ma lì intorno al fuoco si può parlare di amori falliti, di tormenti e angosce o di meccanica quantistica, o dei progressi tecnici della computeristica o ancora della forma delle ali degli unicorni alati, proprio perché la realtà è una sola.
E anche in questo dopotutto c'è un discorso esistenziale, basta coglierne il segno (l'America per chi è solo l' India che si aspetta di trovare).


Ultima modifica di maral : 19-07-2014 alle ore 12.02.36.
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Vecchio 18-07-2014, 20.43.23   #25
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Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da FMJ:



E ci mancherebbe, chi te le tocca, ma ciò non elimina la realtà dei fatti, ossia, che la causa principale, il fondamento iniziale, di qualsiasi tua differente costruzione dalla mia è un Mistero, sia che lo affermi, sia che lo sperimenti involontariamente (l'inconscio), insomma ti piaccia o meno, se sei ricco o povero, se sei nero o giallo, se sei colto o scaltro.
E' inevitabile come la Morte e le tasse.
Infatti non sappiamo ancora, non abbiamo prove certe, se la tua scommessa sugli extraterrestri della dimensione parallela 14 è quella giusta.


Pace&Bene.

Quale realtà dei fatti? Le mie costruzioni sono diverse dalle tue perché i miei COSTRUTTI sono diversi dai tuoi, perché le mie ASSUNZIONI sono diverse dalle tue, perché i miei PRESUPPOSTI sono diversi dai tuoi, perché i miei SIGNIFICATI sono diversi dai tuoi.
Quanto alla "dimostrazione", dipende... tu puoi avere accesso a molte dimostrazioni MA all'interno di specifiche costruzioni che trattano uno specifico piano fenomenico. In ultima analisi puoi avere delle belle dimostrazioni ma anch'esse non sono altro che costruzioni.

FMJ
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Vecchio 18-07-2014, 20.57.03   #26
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Originalmente inviato da paul11
pofferbacco,....finalmente uno che tenta di capire la vita, che quanto meno ci prova, ci fatica....che ha capito gli orpelli e i fumogenì.... non so se ti ha aiutato solo il costruttivismo...da lì dove sei arrivato si parte... ed è già dura essere arrivati dove sei... ma penso che ciò che hai capito , le tue costruzioni le validificherai cercando negli altri qualcosa di te e viceversa....quello è il modello di validifcazione, capire le dinamiche delle armonie e delle melodie che ognuno suona con il suo strumento particolare di ciò che è umano, della dimensione chiamata umanità.
Certamente. L'essere umano cerca la validazione delle proprie costruzioni, in primis, nella relazione con gli altri, in quella che si chiama "relazione di ruolo".
Citazione:
Ma c'è un linguaggio universale che unisce le particolarità...quello stesso che ti aiuta a capire gli altri e quello per cui gli altri capiscono te.
C'è qualcosa che tutti condividiamo ed è il nostro bisogno di dare senso, significato, prevedibilità al nostro universo. Questo è un "viaggio" che ci accomuna tutti.
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Lascia decantare e riposare quello che scrivi....chi ha occhi e vuole vedere ...rifletterà
A presto.

FMJ
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Vecchio 18-07-2014, 20.59.45   #27
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Originalmente inviato da green&grey pocket
ridicolo (rispetto a come ti conosco e alle tematiche di cui parli), a parte che il problema è proprio da dove viene (costruttivismo, mentalismo e affini) ma quale sarebbe la cosa che tanto apprezzi?
Divertente. il PROBLEMA sarebbe nel "da dove vengo"... molte volte, nella storia, il "da dove venivano" le persone è stato, per qualcuno, UN PROBLEMA... con i risultati che ben conosciamo.
Citazione:
quale la dinamica armonizzante? quella di fare tabula rasa dei soggetti relazionantesi? e in nome di chi?
E chi mai ha fatto tabula rasa di qualcosa? Te lo sei sognato?

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Vecchio 19-07-2014, 00.43.15   #28
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Quale realtà dei fatti? Le mie costruzioni sono diverse dalle tue perché i miei COSTRUTTI sono diversi dai tuoi, perché le mie ASSUNZIONI sono diverse dalle tue, perché i miei PRESUPPOSTI sono diversi dai tuoi, perché i miei SIGNIFICATI sono diversi dai tuoi.
Quanto alla "dimostrazione", dipende... tu puoi avere accesso a molte dimostrazioni MA all'interno di specifiche costruzioni che trattano uno specifico piano fenomenico. In ultima analisi puoi avere delle belle dimostrazioni ma anch'esse non sono altro che costruzioni.


Bravo, dopo tanta dialettica ripetitiva (in pieno stile del bla, bla, bla, politichese), ci sei arrivato: presupposti.

[Sinonimi di presupposto: caposaldo, ipotesi, postulato, presunzione, premessa, base, condizione, dato, fondamento || Altri termini correlati: idea, principio, punto fermo, affermazione, concetto, assunto, congettura, supposizione, convinzione]

Presupposto (base, fondamento, presunzione, ipotesi: la causa) diverso; costruzione, costrutto, assunzione, significato, senso ultimo di qualsiasi cosa ti piaccia e pàia, differente.
Non possiamo dare un senso a qualcosa senza, necessariamente (per forza della realtà dei fatti oggettiva, non perché io l'abbia decisa o costruita) costruire sulla presunta (congettura, concetto, idea, convinzione, supposizione) e personale, anche se utopica o bigotta, causa.


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** L'intelligenza è il frutto della fede. Non cercate dunque di capire per credere, ma credi per capire; perché se non crederete non capirete! - (Agostino d'Ippona)




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Vecchio 19-07-2014, 18.46.00   #29
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** scritto da FMJ:



Bravo, dopo tanta dialettica ripetitiva (in pieno stile del bla, bla, bla, politichese), ci sei arrivato: presupposti.

[Sinonimi di presupposto: caposaldo, ipotesi, postulato, presunzione, premessa, base, condizione, dato, fondamento || Altri termini correlati: idea, principio, punto fermo, affermazione, concetto, assunto, congettura, supposizione, convinzione]

Presupposto (base, fondamento, presunzione, ipotesi: la causa) diverso; costruzione, costrutto, assunzione, significato, senso ultimo di qualsiasi cosa ti piaccia e pàia, differente.
Non possiamo dare un senso a qualcosa senza, necessariamente (per forza della realtà dei fatti oggettiva, non perché io l'abbia decisa o costruita) costruire sulla presunta (congettura, concetto, idea, convinzione, supposizione) e personale, anche se utopica o bigotta, causa.


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** L'intelligenza è il frutto della fede. Non cercate dunque di capire per credere, ma credi per capire; perché se non crederete non capirete! - (Agostino d'Ippona)




Pace&Bene

Duc, ma che diamine stai dicendo? Per dare un senso a un EVENTO DEVO NECESSARIAMENTE determinare le cause di quell'EVENTO? Non può, un fiore, avere un grande significato per me, senza sapere assolutamente nulla di nulla di quel fiore? Anzi, fregandomene altamente di tutto quanto la botanica potrebbe dirmi circa quel fiore? Quel fiore per quello che appare a me, in questo momento...

FMJ
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Vecchio 20-07-2014, 13.42.13   #30
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Duc, ma che diamine stai dicendo? Per dare un senso a un EVENTO DEVO NECESSARIAMENTE determinare le cause di quell'EVENTO? Non può, un fiore, avere un grande significato per me, senza sapere assolutamente nulla di nulla di quel fiore? Anzi, fregandomene altamente di tutto quanto la botanica potrebbe dirmi circa quel fiore? Quel fiore per quello che appare a me, in questo momento...

Sì, ma non determinare la causa nella sua assoluta verità (ossia svelare il Mistero), ma in quella che secondo te è la verità di quella causa.
Qui si discute del suicidio e non puoi dargli nessun senso personale senza rapportarlo alla vita, che è necessaria per produrre il suicidio.
Quindi la causa è la vita, l'esistenza, poi tu dagli il valore che desideri a questa vita (anche con megalomania o fantascienza), creando il presupposto su cui produrrai la costruzione del tuo suicidio, o su qual è, secondo la tua personale opinione, il senso del suicidio.

Infatti che significa il fiore ha un grande significato per me? Niente, assolutamente vuoto totale.
Ma se ti chiedi che significato ha regalare un fiore ad una donna, o porre dei fiori innanzi ad una lapide, potrà anche fregartene, ma proprio in virtù del presupposto che per te ha il fiore sulla causa, necessaria, che è il tuo totale menefreghismo della botanica o qualsiasi altra tu abbia dato all'apparirti quel fiore.


Pace&Bene

Ultima modifica di Duc in altum! : 20-07-2014 alle ore 17.53.47.
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