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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-01-2015, 12.53.25   #11
vjc
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 14-01-2015
Messaggi: 11
Riferimento: Possibilità dell'essere

Citazione:
Originalmente inviato da maral
evidente a chi?

Evidente a livello linguistico: le due parole hanno valori diversi e conseguentemente applicazioni diverse.
Se la predicazione è l'atto mediante il quale si descrive l'oggetto, qui in tutta evidenza non c'è alcuna predicazione ed è inutile fingere che ci sia per sostenere sistemi conseguentemente incoerenti perdendo la chiarezza e il significato delle diverse parole, naturalmente a favore della confusione.
Che poi è ampiamente riconosciuto che l'identità non è in alcun modo descrittiva.

La casa è la casa non predica alcun che ed è ingenuo pensare il contrario o mettere al pari denotazione e connotazione, due concetti così chiaramente diversi da non potersi assimilare sotto questo punto di vista.

Il discorso poi avanza col fatto che l'essere non ha funzione solo copulativa e intenderlo esclusivamente in questi termini porta ad altre confusioni.
Diciamo che c'è una sequela di confusioni prevalentemente date da una mancanza semantica di fondo. Come spesso accade in filosofia: anche una piccolo errore di significato può portare su sistemi completamente contraddittori sia con se stessi che col mondo che descrivono.

Questa diatriba fra denotare e connotare non ha molto senso e non ci fa onore. Se si riconosce la differenza bene, avanzeremo il nostro pensiero evidenziando chiaramente le parti e le loro funzioni differenti, altrimenti si resterà all'interno della confusione e relativi sistemi incoerenti.
Per dire:
Nel libro si mostra come il primo A della relazione non può essere diverso dal secondo A della relazione stessa, salvo perdita dell'identità stessa, ma trattasi dello stesso continuato oggetto, necessariamente senza distinzione fra sé e sé. Rinunciare a questo è avere subito un'altra confusione e relativa contraddizione.
vjc is offline  
Vecchio 20-01-2015, 15.40.56   #12
vjc
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 14-01-2015
Messaggi: 11
Riferimento: Possibilità dell'essere

n.b.

Citazione:
Originalmente inviato da Davide M.
grasse risate.
...Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi:

<l’essere è ciò che è, l’essere è l’essere, cioè è quindi esiste; il nulla assoluto è ciò che è, il nulla è il nulla, cioè non è quindi non esiste.>
(Da: Mondo. Strutture portanti e inferenze. Di: Vito Ceravolo)

<PRINCIPIO DI IMPOSSIBILE: È possibile solo se non esiste (in assoluto per identità senza valore; in relativo per illogica mancanza di identità).
(Da: Mondo. Strutture portanti e inferenze. Di: Vito Ceravolo)
vjc is offline  
Vecchio 20-01-2015, 18.48.06   #13
maral
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Data registrazione: 03-02-2013
Messaggi: 1,314
Riferimento: Possibilità dell'essere

Citazione:
Originalmente inviato da vjc
Evidente a livello linguistico: le due parole hanno valori diversi e conseguentemente applicazioni diverse.
Se la predicazione è l'atto mediante il quale si descrive l'oggetto, qui in tutta evidenza non c'è alcuna predicazione ed è inutile fingere che ci sia per sostenere sistemi conseguentemente incoerenti perdendo la chiarezza e il significato delle diverse parole, naturalmente a favore della confusione.
Che poi è ampiamente riconosciuto che l'identità non è in alcun modo descrittiva.

La casa è la casa non predica alcun che ed è ingenuo pensare il contrario o mettere al pari denotazione e connotazione, due concetti così chiaramente diversi da non potersi assimilare sotto questo punto di vista.

Il discorso poi avanza col fatto che l'essere non ha funzione solo copulativa e intenderlo esclusivamente in questi termini porta ad altre confusioni.
Diciamo che c'è una sequela di confusioni prevalentemente date da una mancanza semantica di fondo. Come spesso accade in filosofia: anche una piccolo errore di significato può portare su sistemi completamente contraddittori sia con se stessi che col mondo che descrivono.

Questa diatriba fra denotare e connotare non ha molto senso e non ci fa onore. Se si riconosce la differenza bene, avanzeremo il nostro pensiero evidenziando chiaramente le parti e le loro funzioni differenti, altrimenti si resterà all'interno della confusione e relativi sistemi incoerenti.
Per dire:
Nel libro si mostra come il primo A della relazione non può essere diverso dal secondo A della relazione stessa, salvo perdita dell'identità stessa, ma trattasi dello stesso continuato oggetto, necessariamente senza distinzione fra sé e sé. Rinunciare a questo è avere subito un'altra confusione e relativa contraddizione.
Non si tratta di una polemica sulla differenza tra connotazione e denotazione (la differenza sussiste, è stata specificata), ma del fatto che "La casa è la casa" predica esattamente l'essere la casa della casa senza connotarla, ossia qualsiasi cosa sia la casa essa è se stessa. Ribadisco che ciò che segue la copula è ovviamente diverso (nome del predicato secondo l'analisi logica) da ciò che lo precede, anche se non esprime alcunché del soggetto: il secondo "la casa" non è il soggetto del verbo essere, mentre lo è il primo (ovviamente questo può essere considerato irrilevante, ma resta il fatto che i 2 termini sono distinguibili e pertanto non sono identici, pertanto l'uguaglianza semplice è errata non potendo equivalere un soggetto a un nome del predicato, se non con un arbitraria separazione tra la semantica del termine e la forma logica in cui è espressa).
Certamente il verbo essere, come indica Platone ha un doppio uso (esistenziale e copulativo), ma già ne "La Struttura Originaria" Severino indica, in polemica con Platone, che i due usi sono strettamente riconducibili l'uno all'altro (il modo copulativo ed esistenziale sono impliciti nel medesimo significare del verbo essere in ogni espressione che ne fa uso e puoi ritrovare l'argomentazione dettagliatamente ripetuta in ogni testo teoretico del filosfo in questione), per cui il "parricidio platonico di Parmenide" si dimostra non aver funzionato.
Da queste considerazioni è possibile costruire con estremo rigore un sistema perfettamente coerente (come è quello di Severino, sia pure ovviamente criticabile), senza alcuna confusione logica o ingenuità a livello semantico.

Ultima modifica di maral : 20-01-2015 alle ore 19.10.50.
maral is offline  
Vecchio 22-01-2015, 10.43.55   #14
Garbino
Garbino Vento di Tempesta
 
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Messaggi: 147
Riferimento: Possibilità dell'essere

X Vjc

Ciao Vjc e benvenuto in questo forum.

Il preambolo del tuo intervento, che tu dici essere stato espresso da un certo Ceravolo che comunque io non conosco, ma ci fidiamo, risulta essere un po' forzato a livello logico. E questo perché non è logico ciò che appare logico ma soltanto ciò che risponde perfettamente al sillogismo aristotelico.

Prima di evidenziare tale teoria, vorrei mettere in risalto che il termine 'identità' purtroppo ha una doppia valenza, sia quella dell' identico a sé che quella, di uso più comune, come vera e propria caratteristica di porsi come identità riconosciuta in un sistema. A questo riguardo proporrei che nel caso dell' identico a sé si parlasse di principio di identicità, che a mio avviso sarebbe meno fuorviante.

Ceravolo inizia col dire che il primo rapporto di un essere è quello di essere identico a sé. E dove sta scritto? Chi è che ha visto l' essere o sa cosa sia l' essere per determinare addirittura un principio? Perciò è una supposizione. E una supposizione non è di per sé logica ma rimane una ipotesi. Il problema è che questa ipotesi la si pone addirittura a fondamento dell' essere!!!!! Altro che tautologico, qui siamo in piena alogicità. Noi infatti sappiamo che perché un enunciato possa essere logico devono essere presenti tre elementi che in rapporto tra loro ne dimostrino la logicità.

Ma mettiamo anche che sia accettabile il principio di identicità, a questo punto non possiamo comunque accettarlo come fondamento dell' essere perché manca l' anello mancante che tutto ciò che è identico a sé sia un essere. Infatti solo a questo punto potremmo dire logicamente che l' essere è ciò che è.

Peraltro sono completamente d' accordo con Maral sulla versione di Severino, che avevo già trovato altrove, ma non avevo capito per la presenza di s in luogo del soggetto e p in quello del predicato.
E concordo pienamente anche sul fatto che il principio di identicità, scusate se continuo ad usare questo termine, non sia dimostrabile logicamente come ho detto chiaramente in apertura.

E' e rimane una supposizione teorica per poter permettere qualsiasi discorso sull' argomento, come ha appunto espresso Maral, forse meglio e più chiaramente di me.

Riflettici un attimo e forse propenderai su quanto i più ti dicono e cioè che il discorso di Ceravolo non sta in piedi a livello logico.

La logica, come ho detto altrove, è una brutta bestia. E se non si sta attenti si può far passar per logica qualsiasi affermazione che lo possa apparire. Facendo per altro rigirare Aristotele come un ossesso nella tomba.

Ringrazio per la cortese attenzione.

Garbino Vento di Tempesta.
Garbino is offline  
Vecchio 22-01-2015, 23.29.02   #15
Davide M.
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 06-04-2014
Messaggi: 193
Riferimento: Possibilità dell'essere

Fattela tu una risata ogni tanto, che ti farebbe bene. Io invece ho letto 'La Critica della ragion pura' di un certo Kant, dove sta scritto «l'essere, manifestamente, non è un predicato reale, cioè un concetto di qualche cosa che si possa aggiungere al concetto di una cosa, e quindi nessun ragionamento potrà mai trasformare la nostra idea di cento talleri in cento talleri effettivamente presenti nelle nostre tasche.» E quindi 1/1=1, laddove il relato 1/1 manifestamente ≠ 1, sebbene l'essere 1 = 1/1. Invece la mera identità a=a, considerata nella sua im-mediatezza, cioè nella sua semplice POSITIVITA', nel suo "essere posto", non è che ASTRAZIONE, appunto perché astrae da tutto ciò che esso non è, da ciò che lo circonda. Mentre la possibilità dell'essere, poiché non posso pensare il nulla, non dipende da un'identità con valore ma dal suo concetto astratto, o irrelato se preferisci. <l’essere è ciò che è, l’essere è l’essere, cioè è quindi esiste>, orbene Pegaso è un cavallo alato, un cavallo alato è un cavallo alato, quindi esiste. Bello.
Esistere, da ex-sistere, venire fuori, l'inesistenza di Pegaso non dipende dalla sua identità senza valore, perché Pegaso è Pegaso, bensì dall'irrazionalità del suo concetto. Secondo me.

Ultima modifica di Davide M. : 23-01-2015 alle ore 18.56.42.
Davide M. is offline  

 



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