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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 26-09-2004, 01.18.09   #1
zigul
Ospite
 
Data registrazione: 19-09-2004
Messaggi: 19
la teoria della caverna.

Tutti coloro che sono ad uso di questo linguaggio sanno meglio di me di cosa sto parlando, eppure gli uomini della caverna credevano a quelle immagine riflesse e le adoravano, mi direte ma erano pagani e uomini delle caverne, e vero ma perchè noi uomini moderni, che abbiamo tutto e che possiamo sperimentare tutto in laboratorio, non dovremmo essere liberi di credere che esistono altri mondi paralleli, altre forme di vita ancora oggi a noi sconosciute? Come mai in questi giorni assistiamo a martellanti notizie stampa di guerre, di rapimenti, di uragani che sono peggiori delle guerre, eppure non sappiamo cosa fare per fermare questi genocidi, l'uomo nella sua essenza è troppo superficiale, non vede o meglio non vuole vedere al di là del proprio naso, è compito dei filosofi o dei senza criterio cercare di creare strade nuove da percorrere affinchè l'uomo possa uscire dalla caverna e rendersi conto di cio che lo circonda.
zigul is offline  
Vecchio 26-09-2004, 09.43.24   #2
Giancarlo_Deangelis
Utente bannato
 
Data registrazione: 26-06-2004
Messaggi: 183
X Zigul

Caro Zigul.

Il tuo messaggio introduttivo (rif. pag.1), lo trovo di difficile comprensione. Quasi che alcune informazioni inerenti il messaggio ti siano rimaste nella mente.
Potresti spiegare meglio il concetto guida?

In ogni modo, per chi legge, e rimanendo in attesa di tue delucidazioni, dò due piccole informazioni, di cui: una serve ad orientarci sul periodo, l'altra, per chi già non lo sà, sarà una piccola sopresa.

L'era di cui stiamo parlando è:

L'età Paelolitica---della pietra antica.
L'età Mesolitica---della pietra di mezzo.
L'età Neolitica-----della pietra nuova.
L'età dei metalli---del Rame, Bronzo, Ferro.

L'informazione curiosa, ma che dovrebbe farci riflettere è questa:

Il maggior sviluppo della massa celebrale dell'uomo si è raggiunto al tempo degli uomini delle caverne, dopo di che è andata continuamente diminuendo, si presume, a causa delle diminuite difficoltà che l'uomo deve affrontare, per risolvere i problemi in prima persona.

E' a tale motivo che nei miei interventi sulla superiorità delle razze, nella sezione filosofia, rispondendo allla domanda:
"Che cos'è l'intelligenza", ho sempre cercato di andarci cauto su queste superiorità di una razza su di un'altra e, nel tuo caso, di un'era su di un'altra.

Infatti, la sensazione che io vivo è proprio questa: è come se l'umanità sia partita da un grande patrimonio che sta disperdendosi strada facendo.

Inoltre, se tu rifletti un tantino sullo stato attuale della nostra
intelligenza di massa, e l'abilità dell'utilizzo della tecnologia, ti renderai conto che sono solo alcuni uomini che hanno raggiunto delle vette conoscitive: tutti gli altri stanno a guardare.

Se domani io e te decidessimo di andare sulla Luna, allora scopriremmo il Gap tecnologico che esiste: tra noi e gli uomini che ci sono andati.

Questo per dire, che quando parliamo degli uomini delle caverne, andiamoci cauti a portarli come esempio di arretratezza: in fin dei conti hanno saputo vivere afrontando e superando delle difficoltà maggiori di quelle che io e te affrontiamo tutti i giorni....Che ne pensi?

In fin dei conti, se noi siamo la prosecuzione degli uomini delle caverne, vuol dire che i nostri antenati hanno superato brillantemente tutti i quesiti che la natura le ha proposto...O no?

Un saluto da Giancarlo.

Ultima modifica di Giancarlo_Deangelis : 26-09-2004 alle ore 09.51.06.
Giancarlo_Deangelis is offline  
Vecchio 26-09-2004, 10.12.04   #3
Knacker
Epicurus' very son
 
L'avatar di Knacker
 
Data registrazione: 26-12-2003
Messaggi: 375
Credo che zigul si riferisse al "mito della caverna" di Platone dove vi erano alcuni uomini incatenati che non potevano uscire. Tutto ciò che potevano osservare erano le ombre di oggetti e persone (che camminavano su di una strada alle loro spalle) proiettate su una parete.
Knacker is offline  
Vecchio 26-09-2004, 10.37.51   #4
Giancarlo_Deangelis
Utente bannato
 
Data registrazione: 26-06-2004
Messaggi: 183
X Knacker.

rif. pag. 1.
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Credo che Zigul si riferisse al mito della caverna di Platone.
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Platone "la Repubblica" (VII-514 A-516 C), in opere complete, volume VI la terza, 1999 pp. 229-232. (ndr).

Che Zigul si riferisse al mito della caverna di Platone, o meno, non mi sembra che questo invalidi quello da me affermato...Anzi.

In ogni modo attendo precisazioni da Zigul.

Giancarlo.
Giancarlo_Deangelis is offline  
Vecchio 26-09-2004, 16.58.31   #5
zigul
Ospite
 
Data registrazione: 19-09-2004
Messaggi: 19
la teoria della caverna.

Caro Giancarlo De Angelis,
tutto quello che dici è verità, ma debbo contestarti che io non intendevo affatto dire che l'uomo della caverna fosse un deficiente o che le generazioni che si sono succedute nelle varie ere geologiche lo fossero.
Volevo soltanto riferirmi alla teoria inventata da PLATONE, che ebbe tanto successo e di cui ancora oggi continuiamo a discutere , noi oggi con l'esperienza delle generazioni passate la valutiamo sotto altre sfaccettature, ma pensa un attimo,riportati col pensiero in quella spelonca priva di tutto, con un fuoco acceso alle tue spalle e di incanto vedi le ombre riflesse sul muro, cosa avresti pensato? Un miracolo, un dio buono che ti fa compagnia, certo in quel tempo specifico non avresti potuto pensare a quello che penseresti ora.
Soltanto su questo volevo far riflettere,che domani noi ai nostri posteri passiamo come una generazione in grado di avere idee, pensieri nuovi alfine di aprire nuovi orizzonti di cultura, di pensiero e di filosofia di vita.
Un caro saluto Zigul
zigul is offline  
Vecchio 26-09-2004, 18.27.59   #6
Rolando
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
Citazione:
Volevo soltanto riferirmi alla teoria inventata da PLATONE, che ebbe tanto successo e di cui ancora oggi continuiamo a discutere , noi oggi con l'esperienza delle generazioni passate la valutiamo sotto altre sfaccettature, ma pensa un attimo,riportati col pensiero in quella spelonca priva di tutto, con un fuoco acceso alle tue spalle e di incanto vedi le ombre riflesse sul muro, cosa avresti pensato? Un miracolo, un dio buono che ti fa compagnia, certo in quel tempo specifico non avresti potuto pensare a quello che penseresti ora.
Soltanto su questo volevo far riflettere,che domani noi ai nostri posteri passiamo come una generazione in grado di avere idee, pensieri nuovi alfine di aprire nuovi orizzonti di cultura, di pensiero e di filosofia di vita.
Secondo me con questa metafora Platone voleva dimostrare la vera situazione in cui l´uomo si trova, ma che esso no era/è in grado di capire.
Non si tratta quindi di una "teoria inventata da Platone" ma un modo di spiegare la "Verità" cioè la vera natura della situazione dell´uomo. L´uomo nella caverna viveva in un mondo di ombre, vedeva solo le ombre degli uomini che passavano dietro di lui ma non sapeva che essi esistevano siccome non sapeva che esisteva un mondo fuori della grotta. Così vive anche l´uomo finchè non si identifica con il corpo fisico. Il corpo fisico e tutto il mondo fisico sono delle "ombre" ma l´essere, che esiste dietro queste ombre ed è l´origine di esse, non lo vediamo.
Platone sapeva che esisteva un mondo al di la o al di sopra del mondo fisico, il mondo "spirituale" o "il mondo delle idee", ecc., e sapeva quindi che la verità è che l´uomo esenzialmente è un essere spirituale, che si incarna e si sviluppa attraverso le esperienze nelle varie vite fisiche, e che lo scopo per ogni individuo è raggiungere personalmente la conoscenza di questa vera natura dell´uomo. Quando l´uomo nella caverna si è liberato dalle catene, che lo impedisce di girarsi e uscire dalla caverna, allora vedrà la sua esistenza nella prospettiva giusta, e così sarà anche per noi quando vediamo che la nostra esistenza fisica non è altro che una parte della nostra vera identità.
Ciao

Ultima modifica di Rolando : 26-09-2004 alle ore 18.36.29.
Rolando is offline  
Vecchio 27-09-2004, 10.12.03   #7
Agora
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-01-2004
Messaggi: 278
***

Caro Giancarlo,
vorrei riprendere quanto da te affermato per porre un quesito:

<Il maggior sviluppo della massa celebrale dell'uomo si è raggiunto al tempo degli uomini delle caverne, dopo di che è andata continuamente diminuendo, si presume, a causa delle diminuite difficoltà che l'uomo deve affrontare, per risolvere i problemi in prima persona.>

Forse vuoi sottintendere che la massa cerebrale, la grandezza del cervello, è direttamente proporzionale alle difficoltà che bisogna affrontare. Questo può essere vero. Tuttavia, trattando del problema dell'intelligenza, in un’altra sezione del Forum, a un certo punto si è anche pensato di fare un parallelo tra l'intelligenza umana e quella artificiale (parallelo che non è stato sviluppato ulteriormente da chi l'ha proposto). Comunque, ciò che ora mi veniva in mente è che quello che un tempo aveva bisogno di grandi quantità di memoria artificiale per essere immagazzinato ed elaborato, oggi può stare comodamente in un microchip e, sempre mantenendo il parallelo, è probabile che il cervello umano si sia sviluppato organizzandosi in modo tale da richiedere sempre meno spazio pur mantenendo certe capacità. Quanto affermo è naturalmente solo un’ipotesi, non essendo competente in materia di I.A.

Per il resto, caro Zigul, credo che quello di cui tu parli (guerre, rapimenti ecc.) ne è piena la storia; la differenza secondo me risiede nel fatto che oggi le notizie viaggiano più velocemente, al punto da diventare “martellanti” come tu affermi.
Pochi riescono a uscire dalla caverna, e solo chi ne esce può rientrarvi per avvertire gli altri che ciò che stanno guardando è solo un’illusione. Ci hanno provato Buddha, Gesù e altri; evidentemente per noi non è ancora arrivato il momento di uscire. Gli occhi si sono abituati alla penombra e la subitanea luce della verità potrebbe essere al momento insopportabile.

Ciao a tutti.
Agorà.
Agora is offline  
Vecchio 27-09-2004, 12.37.14   #8
zigul
Ospite
 
Data registrazione: 19-09-2004
Messaggi: 19
la teoria della caverna.

Miei cari filosofi,
vi siete mai posti il quesito, se ancora e sopratutto oggi noi uomini sapiens non viviamo ancora dentro la caverna?
Noi siamo quasi sempre seduti davanti una televisione che si può paragonare al muro della caverna, e cosa facciamo? Guardiamo tutto quello che altri vogliono farci vedere e, diamo per scontato che è molto vicino alla verità, ma come facciamo ad avere la prova provata, che ciò che vediamo sia pura verità?
L'uomo della caverna almeno era stupito ed adorava quelle ombre, noi guardiamo, diamo quasi per scontato che è vero e cosa più tragica diffondiamo il verbo della presunta verità e alla fine anzicchè adorare andiamo a votare questo o quello secondo ciò che più artatamente ci ha colpito, ben inteso non parlo di votazioni di questo o di quel partito, non parlo di Italia o Europa o America, parlo di convincimento politico terroristico che martella il nostro cervello in qualunche parte del mondo siamo ed a qualsiasi latitudine viviamo, allora come possiamo uscire dalla caverna?
Saluti cari per tutti zigul.
zigul is offline  
Vecchio 27-09-2004, 22.46.54   #9
Giancarlo_Deangelis
Utente bannato
 
Data registrazione: 26-06-2004
Messaggi: 183
X Zigul.

riferimento
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"Miei cari filosofi.
Noi stiamo seduti sempre davanti alla televisione, che si può paragonare al muro della caverna (la caverna di Platone ndr).
chi può dire che quello che vediamo sia vero?" (ho tagliato il discorso, ma il concetto è quello).
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caro Zigul.

Sicuramente sei molto giovane e non hai mai letto dell'esperimento effettuato da Orson Welles, il famoso attore americano, che, per far comprendere all'america quello da te affermato, un bel giorno si presentò in televisione, e facendo interrompere tutti i programmi, con aria angosciata annunciò che sulla terra erano sbarcati i Marziani (anni 30/40).

Gli Americani presero così sul serio la cosa, annunciata da quell'attore che stimavano moltissimo, che si precipitarono in strada cercando di fuggire con le loro auto.

Bene! Il fuggi fuggi e gli ingorghi furono tali che vi furono anche dei morti.

Quello da te richiesto è un ritornello che rinnovano e si domandano chi non è ancora esperto di storia dell'umanità, altrimenti comprenderesti che è stato sempre così e, anche con l'andazzo dei nostri tempi, sarà sempre cosi.

Le soluzioni? Bene: io affermo che bisogna applicare la pratica della solidarietà e la fratellanza, che sono esattamente l'opposto dell'egoismo.
Egoismo che è innescato dalla paura della vita. Io voglio di più perché ho paura che quello che ho non mi basta.

Nella pratica i più egoisti ambiscono sempre ai posti più alti, proprio perché sono i più paurosi. Provare per credere.

Ricorda:
e Giancarlo.

Ultima modifica di Giancarlo_Deangelis : 27-09-2004 alle ore 22.52.06.
Giancarlo_Deangelis is offline  
Vecchio 27-09-2004, 23.53.04   #10
zigul
Ospite
 
Data registrazione: 19-09-2004
Messaggi: 19
la teoria della caverna.

caro Giovanni,
mi fa molto piacere che mi dai del giovane,poichè non lo sono, quanto da te enunciato lo sapevo già, non sono un soggetto che dimentica facilmente,ma scusa se oso dirti "ma ciò che vuol dire"??
Se ho enunciato un mio personale dubbio, perche non rispondi su ciò che si può fare o come l'uomo può superare questi limiti che ha e che ha sempre avuti?
Oggi più che mai l'uomo è chiuso in una morsa di ferro da cui se non usa il suo cervello e il cervello collettivo, difficilmente può venirne fuori da questa maledetta caverna in cui è rinchiuso da secoli e secoli, e compito nostro, non stare a disquisire su ciò che è stato fatto, ma trovare la strada di ciò che si può fare,inventando possibilmente un'altra teoria su cui convogliare il pensiero moderno, perchè tutti quanti assieme non studiamo attentamente il problema e ciascuno enuncia la sua teoria?
Ti abbraccio e saluto fortemente zigul.
zigul is offline  

 



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