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Vecchio 23-03-2005, 09.24.40   #1
bluemax
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Data registrazione: 04-09-2003
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Red face Mio

Questo è MIO...

ma... sinceramente, mi sono sempre chiesto... è MIO unicamente perchè vi è un tacito riconoscimento da parte di tutti gli altri che quell'OGGETTO mi appartiene.

E se questo riconoscimento venisse meno ?

insomma... che significa MIO ?
bluemax is offline  
Vecchio 23-03-2005, 09.42.31   #2
Aristippo
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Che è tuo e che nessuno lo può prendere senza un legittimo permesso espresso da te....se venisse meno sarebbe un casino....pensaci bene...
Que che è tuo è mio e quel che è mio è tuo......se cosi' fosse la tua ragazza sarebbe anche mia....ne saresti felice ?
O questo esempio si basa solo sulle cose materiali ??
E se fossero solo le cose materiali allora io potrei dormire a casa tua senza che tu mi possa dire nulla, giusto? E se io nel mentre dormo a casa tua, essendo maleducato, prendo e mi faccio la pipì addosso nel letto dove tu dormi...tu non mi potresti dire nulla, giusto ?

Scusami Blue ma è presto e la mattina mi fa male

Buona giornata
Aristippo is offline  
Vecchio 23-03-2005, 10.02.31   #3
bluemax
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Messaggio originale inviato da Aristippo
Che è tuo e che nessuno lo può prendere senza un legittimo permesso espresso da te....se venisse meno sarebbe un casino....pensaci bene...
Que che è tuo è mio e quel che è mio è tuo......se cosi' fosse la tua ragazza sarebbe anche mia....ne saresti felice ?
O questo esempio si basa solo sulle cose materiali ??
E se fossero solo le cose materiali allora io potrei dormire a casa tua senza che tu mi possa dire nulla, giusto? E se io nel mentre dormo a casa tua, essendo maleducato, prendo e mi faccio la pipì addosso nel letto dove tu dormi...tu non mi potresti dire nulla, giusto ?

Scusami Blue ma è presto e la mattina mi fa male

Buona giornata

non sto dicendo se giusto o meno...
sto solo cercando di capire cosa significa MIO. Del resto, quando nasciamo NULLA ci appartiene se non dal momento in cui qualcuno riconosce che quell'oggetto è a nostra unica disposizione.

Per la mia ragazza, credimi, per me puo' andare con chi vuole... in quanto non la considero MIA.

Volevo semplicemente analizzare questo strano concetto... MIO.

Un concetto che non esiste in natura... una regola non riconosciuta dal regno animale. E' una cosa tipicamente UMANA...
una cosa pero' a cui diamo un peso eccessiovo e su cui si basa l'intera ESISTENZA dell' UOMO...
bluemax is offline  
Vecchio 23-03-2005, 10.16.29   #4
Aristippo
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Messaggi: 365
Scusami se ti correggo, ma non è vero che in natura non esiste il mio....gli animali delimitano il LORO territorio, proprio per definire una loro proprietà. Vedi Leoni, gatti, cani etc.. E tutti si scannano per difendere il loro territorio. Quindi esiste

Per il discorso ragazza, non dico certo che le donne devono essere di proprietà, intendo che nel momento in cui sto con una persona la reputo mia perchè le voglio bene. Altriemtni non diresti : " Ti presento la mia ragazza " O " Mia moglie " ... con questo non sono per forza un maschilista. Come a me piace essere definito il Ragazzo della mia ragazza. Ovvio no ? .


Cmq non vorrei uscire fuori tema.

Vedi anche alla nascita tu sei di qualcuno. Dei tuoi genitori, sei LORO figlio. Vero che tu non hai nulla di materiale, ma hai il loro affetto. Una cosa TUA quindi. Non per forza la parola "mio" deve indicare una proprietà materiale.
Dal mio punto di vista, il possedere è nella natura dell'uomo come lo è per gli animali. Che poi se si amplia questo concetto, si vede che anche le comunità concepiscono il "MIO" . Il loro stato, la loro tribù, la loro economia , i loro ideali. Anzi ora che ci penso, forse senza il " MIO " il mondo non si sarebbe neppure evoluto. Forse nasce tutto dalla necessità di diversificarsi dagli altri .

Tu che dici ?

Saluti
Aristippo is offline  
Vecchio 23-03-2005, 10.27.24   #5
bluemax
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Messaggio originale inviato da Aristippo
Scusami se ti correggo, ma non è vero che in natura non esiste il mio....gli animali delimitano il LORO territorio, proprio per definire una loro proprietà. Vedi Leoni, gatti, cani etc.. E tutti si scannano per difendere il loro territorio. Quindi esiste

Per il discorso ragazza, non dico certo che le donne devono essere di proprietà, intendo che nel momento in cui sto con una persona la reputo mia perchè le voglio bene. Altriemtni non diresti : " Ti presento la mia ragazza " O " Mia moglie " ... con questo non sono per forza un maschilista. Come a me piace essere definito il Ragazzo della mia ragazza. Ovvio no ? .


Cmq non vorrei uscire fuori tema.

Vedi anche alla nascita tu sei di qualcuno. Dei tuoi genitori, sei LORO figlio. Vero che tu non hai nulla di materiale, ma hai il loro affetto. Una cosa TUA quindi. Non per forza la parola "mio" deve indicare una proprietà materiale.
Dal mio punto di vista, il possedere è nella natura dell'uomo come lo è per gli animali. Che poi se si amplia questo concetto, si vede che anche le comunità concepiscono il "MIO" . Il loro stato, la loro tribù, la loro economia , i loro ideali. Anzi ora che ci penso, forse senza il " MIO " il mondo non si sarebbe neppure evoluto. Forse nasce tutto dalla necessità di diversificarsi dagli altri .

Tu che dici ?

Saluti

a parte il fatto del MIO riferito ad una persona (ragazza, moglie, figlio ecc... ) avevo pensato infatti a quello che gli ANIMALI considerano MIO, come per esempio un formicaio, od un nido, od una tana ecc...

Questo concetto di MIO è tale solo quando questo MIO è riconosciuto da tutti gli altri... (in pratica gli altri riconoscono che la tana è MIA perchè se si avvicinano difendo la tana).

Se tale riconoscimento viene meno (io sono piu' forte e quindi ne usufruisco io) ecco decadere il concetto di MIO.

Quindi, secondo me, MIO è solo se vi è un riconoscimento (forzato) da parte dei terzi. Con la mancanza di tale riconoscimento quello non è più TUO.

Se paradossalmente, al mondo ci fossi solo tu, ecco che il concetto di MIO non esisterebbe... semmai il da chiedersi è fino a che punto questo MIO può essere riconosciuto ? Vi è un limite ?
E' giusto possedere più di quello che MATERIALMENTE si può usare ?
bluemax is offline  
Vecchio 23-03-2005, 10.47.49   #6
Aristippo
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Data registrazione: 06-10-2004
Messaggi: 365
" Questo concetto di MIO è tale solo quando questo MIO è riconosciuto da tutti gli altri... (in pratica gli altri riconoscono che la tana è MIA perchè se si avvicinano difendo la tana).

Se tale riconoscimento viene meno (io sono piu' forte e quindi ne usufruisco io) ecco decadere il concetto di MIO.

Quindi, secondo me, MIO è solo se vi è un riconoscimento (forzato) da parte dei terzi. Con la mancanza di tale riconoscimento quello non è più TUO.

Se paradossalmente, al mondo ci fossi solo tu, ecco che il concetto di MIO non esisterebbe... semmai il da chiedersi è fino a che punto questo MIO può essere riconosciuto ? Vi è un limite ?
E' giusto possedere più di quello che MATERIALMENTE si può usare ? "

- Ma il riconoscimento non deve essere X FORZA una forzatura da parte tua nei confronti degli altri. Nel senso che si intorduce anche il concetto di rispetto. Non so se mi spiego. O meglio il concetto di mio nasce da delle regole che sono state create proprio per evitare che gli altri si impossessino con la forza di cio' che io ho guadagnato, evitando cosi' un uso della forza per difenderla. E non è nemmeno forzato. Perchè, come anticipato prima, esiste anche il rispetto nei confonti degli altri. Io ti rispetto e quindi non cerco di prendermi ciò che tu hai guadagnato .

- Mentre se è giusto o no possedere più di quanto materialmente si può usare, bè questa è una bella domanda.
Tu sapresti indicarmi il limite che mi dice cosa e quanto è corretto avere e quanto invece no.
Perchè tu potresti pensare che avere 3 macchine sia sbagliato , io invece potrei pensare che sia giusto...chi ha ragione ?

Saluti
Aristippo is offline  
Vecchio 23-03-2005, 11.03.57   #7
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
in "mio figlio", il "mio" non credo indichi possesso, quanto provenienza, creazione, è "mio" in quanto "proviene da me che ne sono il generatore", il che non vuol dire che li "posseggo".

per quanto riguarda l'idea che -alla nascita non possediamo niente- , mi viene da proporre un'idea, secondo cui in realtà alla nascita qualcosa di irrimediabilmente nostro lo possediamo, ed è il CORPO vivente, corpo dell'esistenza, che comunque venga violentato, chiuso in prigioni o ucciso, non può divenire oggetto di appropriazione da parte di un altra esistenza, non si tratta di un oggetto espropriabile che può diventare oggetto di nuova appropriazione.

questo ovviamente per il corpo inteso come totalità in cui si svolge l'esistenza dell'uomo, perchè poi, se ci pensiamo, l'espropriazione di parti del nostro corpo (e anche la commercializzazione) è all'ordine del giorno, e parlo del trapianto di organi, ma anche della più comune trasfusione.
ma queste riguardano sempre parti di corpo.

il corpo, quindi, è la nativa proprietà privata inespropriabile di ogni singola esistenza.
r.rubin is offline  
Vecchio 23-03-2005, 11.12.10   #8
Aristippo
Ospite abituale
 
Data registrazione: 06-10-2004
Messaggi: 365
Hai Ragione Rubin,
ma la mia ragazza, mio figlio etc. indicano comunque un qualche cosa che indirettamente mi appartiene. Anche solo mentalmente, ma è mio. Non per forza fisicamente, nel senso che non lo posseggo come se fosse una bicicletta....questo è quel che intendevo dire.

Poi in effetti al corpo, non ci avevo proprio pensato.

Saluti
Aristippo is offline  
Vecchio 23-03-2005, 11.20.56   #9
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
eh sì, di sicuro c'è un possesso psicologico affettivo diciamo, come nel caso della "propia" ragazza... e in quest'ultimo caso soprattutto (in cui non ci sono legami biologici forti, ma anche nel primo caso), forse si evidenzia che all'origine di quel "mia" ragazza, sta un'investimento affettivo di grande portata, un'investimento affettivo che lega a se una persona al fine di costruire una parte di esistenza in comune, e forse dico, quel "mia" riferito alla mia ragazza è il risultato di un passaggio che trasferisce la "proprietà" dalla "mia esistenza", alla "mia lei" in forza del fatto che lei diventa parte integrante della mia esistenza.


tra l'altro, riguardo la generatività e il posesso di quanto generato, non ricordo se era Locke oppure Marx oppure qualcun'altro che individuava l'origine della propietà privata nel lavoro produttivo, nel senso che una persona che produce un'oggetto impiegando la propria forza lavoro, diventa immediatamente proprietaria di quell'oggetto, perchè frutto del proprio lavoro.
r.rubin is offline  
Vecchio 23-03-2005, 11.42.11   #10
indigesto
Utente bannato
 
Data registrazione: 16-03-2005
Messaggi: 237
tutte le strade conducono a Roma.......

per Bluemax , su un altro argomento ti ho risposto al mio significato < del nostro paese > e girellando ti ritrovo qui con lo stesso tema e non mi sorprende constatare che ambedue diamo lo stesso parere sul < mio > o < nostro >, mi viene però da pensare in questo momento , io che ho a suo tempo rinunciato ad ampliare i miei possessi , ti dicevo e pensavo che la rinuncia totale al desiderio di poter definire mie le cose materiali di tutti i giorni , potrebbe rendere felici???? estraniarsi dal contesto sociale non possedendo nulla potrebbe essere l'ultima alternativa?? per esempio un asceta , un eremita , un fakiro , o un santone della meditazione indiano??, con il voto della povertà San Francesco ne ha indicato la strada , per chi non ha nulla e non desidera nulla è perchè ha tutto!! non ti pare?? la mia testimonianza?? accontentandomi di quello che avevo , da quando rinunciai alla brama del possedere di più stò vivendo nella beatitudine..........che come Pino Del Pino saprai sono più di vent'anni........
indigesto is offline  

 



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