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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-07-2005, 21.06.05   #1
sunday01
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Question la vita da dove viene?

Cari utenti del forum, dopo aver letto il suggerimento di aggiungere una terza ipotesi, vorrei riproporre il sondaggio aggiungendo altre opzioni, chiedo scusa anche al moderatore ma sono nuova di questo forum.
Vorrei specificare che per vita intendo anche la materia di cui siamo fatti ed è fatto tutto l'universo, in altre parole tutto questo, partendo dalla materia, da dove viene???

Grazie a tutti per le risposte!!!! Ciao

sunday01 is offline  
Vecchio 13-07-2005, 23.02.07   #2
Vapensiero
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La materia da dove viene?

Ma allora non hai letto le parole di S. Agostino, a chi gli chiedeva cosa ci fosse prima di Dio?

Leggi leggi ed imapra.
Vapensiero is offline  
Vecchio 14-07-2005, 11.17.59   #3
sunday01
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Ho letto quello che diceva S.Agostino, e non posso dargli torto!!!!
Comunque la mia domanda era intenta a una riflessione:
per quanto possiamo indagare scientificamente sulle origini della vita e della materia, si arriva sempre a un punto che trascende la nostra mente razionale: DIO
La mia riflessione è che anche con la ricerca scientifica, si arriva ad una conclusione:
dal nulla non può venire nulla,
e dalla materia inerte non può venire la vita.
Eppure la vita e il tutto è dentro di noi e intorno a noi…
non è un paradosso per la scienza???
non basta questo a provare l'esistenza di Dio???

sunday01 is offline  
Vecchio 14-07-2005, 13.58.14   #4
Weyl
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Scienza e materia

Vedi, cara Sunday, il vero problema che la ricerca ha aperto nell'ultimo mezzo secolo è il seguente: come si contemperino, si definiscano e si pongano in relazione i due concetti di "nulla" e di "vuoto".
Che essi vadano distinti, infatti, è inoppugnabile.
Ora, la questione, prettamente metafisica, è se al concetto di "nulla" possa essere riferito un valore oggettivo, oppure se esso non sia che un referente linguistico paradossale, una sorta di "crampo mentale" alla Wittgenstein.
Dal "vuoto", infatti, si sprigiona certamente la materia, anche perchè di ciò possediamo persino oggettività sperimentali.
Che la materia "lontano dall'equilibrio" (Prigogine) inizi a "percepire" non è una semplice architettura teoretica, ma l'evidenza cui guidano tutte le osservazioni e le sperimentazioni condotte sui c.d. "sistemi complessi".
Può essere interessante sapere che esiste un edificio teorico della fisica subatomica, alternativo alla più nota teoria delle superstringhe, il quale ammette il nulla quale ente oggettivo, ossia come elemento-intersezione tra quanti di vuoto dello spazio quadridimensionale.
L'aspetto suggestivo di questa teoria è che essa permette verifiche sperimentali, le quali, a breve, saranno effettuate.
Dunque, attendiamo...

Vedi, se il nulla si dimostrerà in qualche modo "oggettivo", allora il problema diventerà quello di spiegare e comprendere come il vuoto vi si innesti, se gli sia complementare, contiguo o alternativo.
Alcune di queste possibilità ammettono anche l'intervento "esterno" (in tutti i sensi possibili).
Ma se la teoria si rivelerà sbagliata, cosa che comporterebbe l'infinita divisibilità dello spazio-tempo (come nel "continuum" di Minkovsky), l'ipotesi creazionista perderebbe definitivamente di senso.

Questo ci autorizza a decretare la morte di Dio, oppure la sua mancata nascita?
Non credo.
Esiste una questione che permane scandalosamente inspiegata: essa è quella della pura "soggettività" umana.
La più semplice delle evidenze rimane, sotto i nostri occhi, avvolta dell'alone più misterioso.
Come è possibile che, se penso di esistere, non mi limito a percepirmi un ente che pensa alla sua esistenza, come voleva Schelling (contestando il cogito cartesiano), ma mi percepisco esistere nel puro pensiero "effettivamente"?
In questo regresso all'infinito (pensiero di esistere, esistenza del pensiero, pensiero dell'esistenza del pensiero di esistere, e così via...) si mantiene, seminascosta, una specifica identità, vuota di contenuti, ma assolutamente piena della sua forma: ed essa permette a ciascuno di noi di "individuarsi".
Un pc correrebbe all'infinito senza mai interrompersi... la mente umana vi si sospende, cogliendovi un senso preciso: quello del suo esserci. E la percepisce con evidenza come la "risposta".

La pura, semplice, chiara ed evidente risposta.
Ciao
Weyl is offline  
Vecchio 14-07-2005, 14.32.46   #5
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggi: 2,053
però, se ho ben capito, la verifica sperimentale della "teoria del nulla" di cui parli, fallendo, dimostrerebbe solo che il nulla non esiste -ora-, ma non dimostrerebbe che il nulla non è -mai- esistito, prima dell'inizio dell'universo per intederci..
r.rubin is offline  
Vecchio 15-07-2005, 13.25.15   #6
sunday01
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Re: Scienza e materia

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl

Vedi, se il nulla si dimostrerà in qualche modo "oggettivo", allora il problema diventerà quello di spiegare e comprendere come il vuoto vi si innesti, se gli sia complementare, contiguo o alternativo.
Alcune di queste possibilità ammettono anche l'intervento "esterno" (in tutti i sensi possibili).
Ma se la teoria si rivelerà sbagliata, cosa che comporterebbe l'infinita divisibilità dello spazio-tempo (come nel "continuum" di Minkovsky), l'ipotesi creazionista perderebbe definitivamente di senso.

Questo ci autorizza a decretare la morte di Dio, oppure la sua mancata nascita?
Non credo.
Esiste una questione che permane scandalosamente inspiegata: essa è quella della pura "soggettività" umana.
La più semplice delle evidenze rimane, sotto i nostri occhi, avvolta dell'alone più misterioso.
Ciao

Grazie della spiegazione, ma anche se il vuoto non fosse vuoto, o che il nulla sia letteralmente "assenza di qualsiasi cosa", è certo che l'uomo e l'universo non si sono autoprodotti…
e l'intelligenza che permea il tutto???
E l'energia???
E il pensiero???
Dici che la nostra soggettività è ancora inspiegata, il mistero è proprio questo, io una risposta ce l'avrei, il fatto che siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio ti dice proprio niente???


sunday01 is offline  
Vecchio 15-07-2005, 22.34.13   #7
Weyl
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Per rubin

Non si chiama "teoria del nulla", bensì della "gravitazione quantistica a loop".
lo spazio-tempo vi rientra come struttura quadridimensionale.
Non ha senso parlare di "prima" o "dopo" o "ora" rispetto a questo...
Analogamente, non sapresti intendere il senso di una locuzione come la seguente: l'oggetto "x" si pone a destra della sua larghezza, sotto la sua profondità e più indietro rispetto alla sua lunghezza.
Ciao
Weyl is offline  
Vecchio 16-07-2005, 01.46.37   #8
r.rubin
può anche essere...
 
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eh, imbarazzante..
...ma esiste un libro divulgativo di queste "cose", senza matematica, con esempi semplici, ma chiari e all'incirca precisi come quello che hai appena fatto?
r.rubin is offline  
Vecchio 16-07-2005, 01.57.51   #9
edali
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Energia

Trovo interessanti le teorie di Swimme Brian e Berry Thomas
http://www.ilnarratore.com/collectma...utore.tpl.html

http://www.innernet.it/geoxml/getcon...7E8D610%7D.htm

riportate in questo blog

http://nuvolavuota.ilcannocchiale.it/ - sezione Evoluzione

Citazione:
Brian Swimme: È davvero semplice. Ecco l’intera storia in un rigo. Questa è la più grande scoperta dell’impresa scientifica: prendi l’idrogeno allo stato gassoso, lo lasci da solo, e si trasforma in cespugli di rose, giraffe ed esseri umani.
Tutti gli elementi del nostro corpo, ognuno di loro, sono stati forgiati da una stella. Walt Whitman lo intuì quando disse: “Una foglia d’erba non è da meno del ruotare delle stelle”.

La mia domanda: se Tutto è energia si può parlare del Nulla?
edali is offline  
Vecchio 16-07-2005, 14.23.38   #10
Weyl
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Caro Rubin

ti suggerisco "Dal Big Bang alle Galassie", di autori vari.
Puoi acquistarlo direttamente in libreria, ma ti suggerisco di sfruttare l'opportunità che la rivista "Le Scienze" consente proprio questo mese: ossia di ottenerlo, ad un prezzo modicissimo, come allegato al numero di Luglio.
Ciao
Weyl is offline  

 



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