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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-06-2005, 09.56.50   #1
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Dove trovare la certezza della morale e dell’etica?

.....................Nella società noi subordiniamo spesso l’etica e la morale alle nostre convenienze, ma la vera morale e la vera etica, non nascono dalle nostre convenienze, bensì nascono dalla coscienza. La coscienza umana conosce ciò che è “giusto”, “morale” ed “etico”. (Parveen Babi)


Cosa ne pensate di questa affermazione dell’attrice indiana Parveen Babi? Siete d’accordo che la coscienza umana conosce ciò che è “giusto”, “morale” ed “etico” e che se l’uomo NON segue questa conoscenza lo fa perché pensa che ne avrà qualche tipo di convenienza?


VanLag is offline  
Vecchio 29-06-2005, 10.56.49   #2
rodi
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Messaggi: 1,952
penso che sia sostanzialmente una definizione corretta, ma che l'essere umano sia tentato di mandarla a fondo seppellendola sotto valanghe di scuse morali a giustificazione della sua vigliaccheria di fondo...
rodi is offline  
Vecchio 29-06-2005, 16.15.12   #3
T-Dragon
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Data registrazione: 17-06-2005
Messaggi: 130
Secondo me il problema è un altro. L'essere umano sa cosa è giusto, e lo fa sempre. Il problema è che non sempre questo "giusto" corrisponde con l'ideale di giustizia che la società ti obbliga a seguire.
T-Dragon is offline  
Vecchio 29-06-2005, 16.38.36   #4
Rolando
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Messaggi: 855
Re: Dove trovare la certezza della morale e dell’etica?

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
.....................Nella società noi subordiniamo spesso l’etica e la morale alle nostre convenienze, ma la vera morale e la vera etica, non nascono dalle nostre convenienze, bensì nascono dalla coscienza. La coscienza umana conosce ciò che è “giusto”, “morale” ed “etico”. (Parveen Babi)


Cosa ne pensate di questa affermazione dell’attrice indiana Parveen Babi? Siete d’accordo che la coscienza umana conosce ciò che è “giusto”, “morale” ed “etico” e che se l’uomo NON segue questa conoscenza lo fa perché pensa che ne avrà qualche tipo di convenienza?
"Ciò che è giusto" cambia con lo sviluppo dell'uomo. Per i romani era "giusto" uccidere e conquistare altri popoli, mentre ad esempio per il vegetariano queste attività non sono "giuste".
Quindi la coscienza si sta cambiando e si evolve da vita in vita, e in questo senso è giusto che la "coscienza umana conosce ciò che è giusto".
Ciao
Rolando is offline  
Vecchio 29-06-2005, 17.17.01   #5
T-Dragon
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Già che ci siamo vorrei porre un quesito. E' proprio necessario sapere cosa è "giusto", e quale sia la vera morale ed etica?
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Vecchio 29-06-2005, 17.45.10   #6
winged_red_tear
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Data registrazione: 21-04-2005
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L'uomo per natura ha dei principi primi, che sono difficilmente definibili, e a partire da questi costruisce una sua morale, in seguito alle proprie esperienze, esigenze, condizionamenti, ecc. e la sua morale gli dice cos'è giusto o sbagliato.

Il giusto o sbagliato comune non esiste, sappiamo solo quali sono le nostre esigenze, come soddisfarle e le conseguenze che ne derivano.

La società di oggi democratica, fa una media della morale dei cittadini, e il risultato lo rende una morale assoluta da imporre ai cittadini tramite leggi, convenzioni, ecc.

Io credo che il problema sia se è conveniente ascoltare solo se stessi, essere egoisti, anche limitando la liberta altrui, o limitare le nostre voglie e desideri quando violiamo la liberta altrui
winged_red_tear is offline  
Vecchio 29-06-2005, 18.21.32   #7
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Per ora.....

Ringrazio tutti quelli che hanno risposto fino ad ora, (spero che altri dicano il loro parere in merito), perché per mè è importante capire dove collochiamo la conoscenza del “bene” e del “male”. Cioè se la collochiamo fuori di noi, se la collochiamo dentro di noi, o se, come affermano altri, non esistano un bene ed un male oggettivi e quindi non si esista una conoscenza del bene e del male.

Ho citato Parveen Babi, da uno scritto preso dal sito, ma una concezione simile l’espresse Socrate quando disse: - e ciò che è bene e ciò che non è bene, Fedro, dobbiamo chiedere agli altri queste cose?”.
Le parole di Socrate mi sembrano una perifrasi di quelle di Parveen Babi o viceversa, l’affermazione cioè che la conoscenza del bene e del male, (vera morale e vera etica), appartiene all’essere umano.

A T-Dragon, che chiede se è proprio necessario sapere cosa è "giusto", e quale sia la vera morale ed etica?
Rispondo che per mè lo è….. Lo è perché dubito delle mie scelte, in quanto non ho ancora raggiunto le fonti della vera morale e della vera etica dentro di mè. Se e quando le raggiungerò, (ma la cosa è insicura), non sarà più necessario pormi il problema, perché non avrò più l’interesse a subordinare la vera morale e la vera etica alle mie convenienze, scelta quest’ultima che adesso faccio con fatica, con molta analisi e col dubbio comunque di sbagliare.

VanLag is offline  
Vecchio 30-06-2005, 09.26.14   #8
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Citazione:
Messaggio originale inviato da winged_red_tear
Io credo che il problema sia se è conveniente ascoltare solo se stessi, essere egoisti, anche limitando la liberta altrui, o limitare le nostre voglie e desideri quando violiamo la liberta altrui
Limitare la libertà altrui non dipende dalla propria convenienza o meno, o perlomeno non solo da quella. Puoi tentare di farlo, se la tua etica interiore non ti dice che non è bene, ma gli altri difenderanno la loro libertà, con azioni e reazioni che potranno essere anche molto violente.

VanLag is offline  
Vecchio 30-06-2005, 11.17.24   #9
SebastianoTV83
Utente bannato
 
Data registrazione: 11-05-2005
Messaggi: 639
Secondo la me, la morale dev'essere scelta democraticamente e venire esercitata in forma di giustizia. Se il 90% degli italiani vuole il matrimonio gay, non capisco perché debba comunque rimanere immorale. Se la Chiesa impone la morale non è giusto; se il proletariato impone la morale non è giusto; se i politici impongono etc. quando la morale è imposta da un gruppo singolo (per quanto ampio) di cittadini non è giusta. Dev'essere scelta da tutti, trovando punti d'accordo.
SebastianoTV83 is offline  
Vecchio 30-06-2005, 11.31.34   #10
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Re: Dove trovare la certezza della morale e dell’etica?

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
.....................Nella società noi subordiniamo spesso l’etica e la morale alle nostre convenienze, ma la vera morale e la vera etica, non nascono dalle nostre convenienze, bensì nascono dalla coscienza. La coscienza umana conosce ciò che è “giusto”, “morale” ed “etico”. (Parveen Babi)


Cosa ne pensate di questa affermazione dell’attrice indiana Parveen Babi? Siete d’accordo che la coscienza umana conosce ciò che è “giusto”, “morale” ed “etico” e che se l’uomo NON segue questa conoscenza lo fa perché pensa che ne avrà qualche tipo di convenienza?




se un uomo ha un'alta e autorevole coscienza morale, la sua convenienza sarà tutta nel seguirla. non credo si ponga nemmeno il problema, "la seguo o no?", la segue e basta, perchè la morale si eleva oltre la superficiale la convenienza del momento.

se esista una "morale innata" è difficile dirlo.
l'uomo di cui sopra ti direbbe probabilmente di sì. ma è un uomo che ha già attraversato anni e anni di educazione, quindi inaffidabile.

forse ci daranno una risposta le neroscienze, che nell'esplorazione del cervello umano riusciranno forse a localizzare la zona della morale, con dei principi innati, che magari nel corso della vita possono venire disattivati o corrotti da esperienze nocive.

ma spostando il tiro: la morale "serve"?
durkheim se non sbaglio (sociologo funzionalista) parlava della religione e della morale come collante della società: gli individui riescono a vivere in società perchè condividono delle norme morali-comportamentali, norme che tengono in vita la società.
queste norme devono però essere difese dalle critiche, dalle minacciose accuse, ad alto rischio disgregante, di essere null'altro che idee circoscritte storicamente e culturalmente, idee terrene che prima nascono ma che sono poi destinate a morire e a trasformarsi. così le collocano nell'eternità dei cieli, laddove il proiettile di nessuna critica umana potrebbe colpirle.
r.rubin is offline  

 



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