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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-08-2005, 15.04.47   #1
Nemo
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Data registrazione: 02-08-2005
Messaggi: 297
Filosofia Occidentale e Orientale

Filosofia Occidentale e Orientale.
Quale delle due nasce per prima?
In che luogo nasce?
La metenpsicosi è nata col buddismo o esisteva da prima?
In che anno è nata?
In che luogo è nata?
Ringrazio tutti quelli che mi vorrranno dare lucidazioni su questo tema.
ciauz
PS Ovviamente la parola metempsicosi deriva dal greco...ma volevo sapere se esisteva già da prima una "filosofia" simile a questa magari in qualche altro posto della terra e con un nome diverso...
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Vecchio 20-08-2005, 18.19.24   #2
Weyl
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Pitagora

Per quanto mi e' noto il primo sistema filosofico che sostenese e sviluppase il principio della metempsicosi e' quello greco di Pitagora e della scuola pitagorica.
Risale, all'incirca, al sesto secolo prima di Cristo.
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Vecchio 20-08-2005, 18.19.50   #3
kraMer
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Messaggi: 80
Per quanto ne so io è "ufficialmente nata" con Talete a Mileto nella seconda metà del VII Sec. a.C.

ciao
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Vecchio 20-08-2005, 19.48.23   #4
ancient
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Ci sono accenni alla 'rinascita' nei Veda più antichi (il Rig-Veda, datato tra il XII e l'VIII sec. a.C., ma anche lo Shatapatha-Brahmana), ma è un concetto che troverà esposizione più dettagliata nelle Upanishad (VIII-VII sec. a.C. in poi).
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Vecchio 22-08-2005, 10.00.07   #5
SebastianoTV83
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Messaggi: 639
Rimane il fatto che non possiamo realmente comprendere quando questo concetto sia nato nella mente umana.. probabilmente nel grande calderone Indo-Iranico che ha dato vita alle popolazioni indoeuropee.. possiamo solo conoscere chi ha espresso per primo certi concetti in forma scritta )sempre che i testi precedenti non siano perduti). Rimane il fatto che la gran moda di voler far risalire l'inizio di ogni luce filosofica e teologica al mistico oriente è una forzatura. Molti sono arrivati a considerare il Medio Oriente come Lontano Oriente pur di far coincidere il tutto con l'est. E' probabile che la cultura contemporanea occidentale e orientale si sia sviluppata proprio nella patria indoeuropea, nel caucaso e in Iran e poi si sia spostata in piu direzioni, adattandosi alle nuove condizioni incontrate dall'uomo.
SebastianoTV83 is offline  
Vecchio 22-08-2005, 11.24.04   #6
ancient
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bisognerebbe poi approfondire la civiltà di Mohenjo-Daro... ma la verità è che sappiamo pochissimo delle concezioni delle civiltà più antiche... sarebbe molto interessante approfondire anche il 'caso' Yonaguni, se avessimo qualche elemento in più...
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Vecchio 25-08-2005, 14.22.17   #7
VanLag
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Re: Filosofia Occidentale e Orientale

Citazione:
Messaggio originale inviato da Nemo
Filosofia Occidentale e Orientale. Quale delle due nasce per prima?
Credo che il paragone sia impossibile perché in occidente la filosofia è divisa dalla religione, mentre in oriente non lo è.

In oriente, circa dal 600-500 a.c. hanno origine il taoismo, (Lao Tsu), il confucianesimo, (Confucio), il buddismo, (Siddarta Gautama), il jainismo, (Mahavir) e la “Zenda Avesta” ( Zoroastro)…..

Più o meno nelle stesse date, in Grecia c’è stato il passaggio dai presocratici ad Aristotele.

Se puoi datare la nascita di taoismo, del confucianesimo, ed dell’Avesta, non puoi farlo con il Buddismo e lo Jainismo che sono modificazioni dell’induismo le cui radici sono da ricercare nella religiosità matriarcale e lunare delle popolazioni di razza dravidica che abitavano il subcontinente indiano prima dell’invasione ariana.

La filosofia greca, soprattutto da Aristotele in poi, genererà in occidente il positivismo scientifico, allontanandosi sempre più dalle vecchie religioni mitologiche e dai riti misterici propri dell’antica grecia e continuerà ininterrotta questa sua strada anche quando in occidente arriverà l’ebraismo, (mitigato dalle parole di un nuovo profeta completamente sconosciuto in occidente, tale Gesù di Nazareth).

Quello che voglio dire è che, se in oriente non c’è soluzione di continuità, tra la religione e la filosofia, in occidente questa continuità è stata interrotta in modo irreversibile dal pensiero greco e questo ha segnato il grande sviluppo scientifico dell’occidente che ci ha dato il primato tecnologico, (ma non necessariamente quello culturale).

Acc..... Spero si capisca.....

VanLag is offline  
Vecchio 25-08-2005, 20.43.40   #8
VanLag
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Messaggi: 2,959
Citazione:
Messaggio originale inviato da Nemo
La metenpsicosi è nata col buddismo o esisteva da prima?
In che anno è nata?
In che luogo è nata?

Non so se ti può servire ma ho trovato questa ipotesi, sull’origine della trasmigrazione delle anime (in un lungo scritto sull'ellenismo, http://www.homolaicus.com/teoria/fil.../ellenismo.htm ).

………La più antica religione indiana è quella dei Veda: di stampo naturalistico, adora sotto forma di divinità le forze della natura, presenta un sacrificio con cui si nutrono gli dei mentre non compare ancora la dottrina della trasmigrazione delle anime.

La dottrina della trasmigrazione delle anime fa la sua apparizione nel Brahmanesimo, dottrina di carattere assai spirituale esposta nelle Upanishad. Suoi concetti fondamentali sono quelli di brahman (spirito universale) e atman (anima soggettiva). Questi due principi, che sono della stessa natura, sono destinati a coincidere nel brahman-atman. A questa unione è d'ostacolo il Karman, la legge di causalità determinata dalle vite precedenti che incatenano le anime ai corpi e al mondo fenomenico (samsara). Questo fino a quando esse non riusciranno a liberarsi dall'illusione sensibile (maya) attraverso l'ascesi, consistente nel superare l'io superficiale per trovare l'io profondo. L'assoluto, brahman, non è afferrabile positivamente, ma solo allontanando da lui tutte le attribuzioni fenomeniche (né...né...). Una volta realizzata l'unione filiale col brahman, costituita dall'estasi mistica, le negazioni potranno divenire affermazioni. Questa concezione offre lo schema di un panteismo di tipo spiritualistico e trascendentistico, di una teologia negativa, nonché di un'ascesi di puro tipo contemplatico quali si ritroveranno nell'ultima filosofia dell'Ellenismo, quella Neoplatonica.


C’è anche una supposizione del collegamento tra indusimo e ellenismo sempre nello stesso scritto:

- i primi contatti possono essere fatti risalire a Pitagora, i cui viaggi, così si dice, lo avrebbero portato a conoscere la dottrina della trasmigrazione delle anime. Aristotele parla di Zoroastro come di un precursore di Platone. Con Alessandro i contatti della Grecia con l'India e l'Iran si fanno più intensi e di conseguenza più forti sono gli influssi di queste filosofie sul pensiero greco.

Se quello che dice l’articolo è vero la fase post-vedica o brahmanica ricopre circa dal 900 - 400 a.c. e quindi in quegli anni che ha preso corpo la teoria della trasmigrazione delle anime.

P.S. Lo scritto è sull’ellenismo e la parentesi sull’induismo è incidentale, e secondo me imprecisa, visto che afferma ad esempio che – la più antica religione indiana è quella dei veda – affermazione che secondo le mie fonti è falsa, ma ci sono incappato per caso e, visto che da una possibile risposta alle tue domande, ho pensato di riportartela.

VanLag is offline  
Vecchio 26-08-2005, 08.31.46   #9
ancient
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come dicevo, ci mancano troppi elementi per poter stilare atribuire paternità certa a determinate concezioni...
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Vecchio 26-08-2005, 20.58.27   #10
VanLag
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Mi è venuto in mente questo passo della Bhagavad Gita dove Krishna parla ad Arjuna esortandolo a non affliggersi per la morte dei parenti/nemici. Egli dice: - Sebbene tu dica sagge parole, ti affliggi senza ragione. Il saggio non si lamenta nè per i vivi nè per i morti, in quanto sa che l'anima è eterna, che non nasce nè muore mai...........
......... Come l'anima incarnata sperimenta, in questo corpo, l'infanzia, la giovinezza e poi la vecchiaia, così' l'anima passa in un altro corpo all'istante della morte.
(che non è un corpo umano ma un corpo sottile o causale).

Quello che è interessante è notare come, dalle parole di Krishna, sembrerebbe di poter capire che la concezione dell’Induismo ortodosso fosse quella dell’anima che dopo la morte continui ad esistere ma non più in una forma umana. Infatti Krishna, subito dopo, dice: - "Ma se anche tu credi che l'anima sia parte integrante di questo meccanismo di morti e rinascite, non hai ragione di lamentarti, in quanto la morte non sarebbe altro che un momento come un altro della storia dell'esistenza.

Facendo intendere come nell’ortodossia induista fosse presente anche la corrente di pensiero che prevedeva la reincarnazione.
Ora azzardare date con l’Induismo è sempre rischioso, però se collochiamo la “gita” in un arco temporale, dal VI secolo a.c. fino al I secolo d.c. (Ancient mi corregga se sbaglio), vediamo come questo pensiero va a sovrapporsi alla nascita ed alla diffusione del Buddismo, autorizzandoci a pensare che fu il Buddismo a sviluppare pienamente la teoria della trasmigrazione delle anime ma che tale teoria gli preesisteva.

Nota: C’è un dato interessante oltre le informazioni sulla reincarnazione in questo passaggio e cioè la constatazione che ne ad Arjuna, ne a Krishna, sembrava importare più di tanto cosa ci fosse oltre la vita. Evidentemente in quel tempo storico la religione è ancora filosofia di vita.

*** fine ***

Un cazzeggio finale, (adatto a chi ha letto la gita) me lo concedete…..?

Beh io vado..... - Mentre tornavo ho immaginato se mi fossi trovato io tra i due eserciti sul carro, guidato da Krishna come avrei reagito. -

Gli avrei certo detto: - ma scusa Krishna, tu che sei il signore supremo non sai cosa c’è dopo la morte? Se si rinasce o no? –

E lui mi avrebbe detto… - Ahh VanLaghèè, ma che te stai a dì? Stai qui tra due eserciti che se stanno per massacrà, devi decidere se partecipi o no alla tenzone e te metti a disquisì su quello che c’è stà de là – (il mio Krishna è di derivazione trasteverina).

Ed io gli avrei detto: - ma veramente stò discorso sul giusto e lo sbagliato lo hai iniziato tu –

A quel punto lui avrebbe guardato in alto con la sua aria di grande sapienza, avrebbe detto tra se e se: - ma San Gennà, tutti a mè me toccano i discepoli così tamarri – e poi rivolgendosi a me avrebbe detto: - namo avanti va che c’è sta ancora un sacco de capitoli da dì, e poi, altri 15 libri del poeta da finì, altrimenti qui se fa notte e perdiamo la conessione col forumme questa sera.

Il resto ve lo risparmio anche perché non lo ricordo più …..



ma chissà se almeno Nemo leggerà?
VanLag is offline  

 



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