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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 31-03-2006, 13.32.20   #21
and1972rea
Moderatore
 
Data registrazione: 12-09-2004
Messaggi: 781
Epicurus scrive:
vorrei sapere una cosa: che intendete per 'verità assolute'?
verità che non mutano? verità infalsificabili? verità concernenti fatti assoluti? o che altro?

---
Il metro non puo’ essere confuso con il giudizio; verita' assoluta è la verita’ in se’ e per se’ ( ed e’ cosa differente dall’ autoreferenzialita’), la verita’ e’ il metro su cui tutto puo’ essere misurato vero e tutto puo’ essere ritenuto falso; cosi’ come rispetto alla bellezza tutto puo’ essere giudicato bello o brutto, rispetto alla giustizia tutto giusto e tutto ingiusto, rispetto a noi stessi tutto “io” e tutto “non io” ( ma “io cosa, chi sono?” e’ forse una domanda sensata?)
Non ha alcun senso chiedere quanto sia assoluta la verita’ assoluta, se muti o non muti ( rispetto a cosa?…e’ assoluta…), non ha alcun senso voler ridurre l’irriducibile assolutezza di un metro assoluto. Non ha alcun senso per una lampada da tavolo volere illuminare se’ stessa dall’alto, …alcun senso per un contenuto voler contenere il proprio contenitore.

Saluti
and1972rea is offline  
Vecchio 28-04-2006, 19.54.16   #22
cibelli
Ospite
 
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Messaggi: 23
Già in effetti bisognerebbe capire cosa si intende per verità!

Se io dico che A è più grande di B e B è più grande di C per me dire che A è più grande di C è verità ma è una verità chiusa in se stessa

Se dico che una cosa che è X non può essere non X è una verità chiusa ovvero sempre vera

Popper diceva che una affermazione per essere vera deve essere falsificabile,in quel caso per verità intendiamo qualcosa sempre "aperta" all'esperienza ma se intendo questo per verità io posso dire che tutte le mie verità (quelle aperte all'esperienza,quelle falsificabili)non potranno mai essere certe in senso assoluto in quanto falsificabili ma potranno essere certe "relative"al mio vissuto....questa mia affermazione è una verità chiusa poichè è vera per logica e non dipende dall'esperienza .......
CMQ sempre parlando del concetto di verità aperto all'esperienza questo vuol dire che anche se un averità assoluta non può essere affermata ciò non vuol dire che una cosa certa oggi(la verità aperta falsificabile e mai falsificata) non possa esserlo per sempre, può esserlo ma non credo lo si possa sapere a priori

Ma poi anche le verità chiuse volendo possono essere non vere...e sì mettiamo che ho avuto una svista logica che mentre dicevo A>B e B>C quindi A>C non dicevo così ma per confusione A<C come faccio ad essere certo?

IO prendo ATTO del fatto che per me ciò che nasce dalla mia ragione non può essere falsa(per origine nasce con la convinzione anche se in realtà ho sbagliato un calcolo)e che ogni mia frase che nasce dalla ragione ha un senso di esattezza e se dico: penso che NELLA VITA CI SI PUç SBAGLIARE!.... io potrei dire cacchio allora ogni mia affermazione che sento vera potrebbe essere sbagliata!
NO NON é COSì perchè la frase" nella vita ci si può sbagliare" è vera perchè si dà fiducia a chi l'ha generata(ovvero la nostra ragione) se iniziamo ad avere poca fiducia della nostra ragione o ad averne 0 perchè quella frase che ci dice che tutto potrebbe essere sbagliato ci ha messo in paranoia bè bisogna anche pensare che la frase ha senso se la nostra "ragione" che l'ha generata merita la nostra fiducia e quindi dal momento in cui la frase esiste implicitamente diamo valore alla nostra fiducia........NOTO CHe più uno intuisce PIù vive di certezze più uno si blocca a riflettere più è facile confondersi.....io credo molto di più all'intuizione che alla riflessione

Ultima modifica di cibelli : 28-04-2006 alle ore 19.58.44.
cibelli is offline  
Vecchio 01-05-2006, 21.14.56   #23
gyta
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..in pratica sarebbe assolutamente insignificante.


Oh... ! Finalmente qualcosa di sensato !
(in questo settore "a rischio" >filosofia del non-essere )



Gyta
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Vecchio 02-05-2006, 18.14.40   #24
Heraclitus
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Oh... ! Finalmente qualcosa di sensato !
(in questo settore "a rischio" >filosofia del non-essere )

Gyta

Una cosa che uno dice assolutamente insignificante è qualcosa di sensato? Viva gli osssimori!

Io comunque so una cosa certa: se non esiste qualcosa di assoluto non si può neanche parlare di qualcosa di relativo.
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Vecchio 02-05-2006, 19.15.27   #25
Heraclitus
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guardate questo link al punto dove parla della "consequentia mirabilis" http://www.forma-mentis.net/Filosofi...a_principi.htm

e vedrete che il ragionamento che almeno una verità assoluta deve esistere è perfettamente corretto.
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Vecchio 03-05-2006, 10.37.35   #26
maxim
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Messaggio originale inviato da Heraclitus
guardate questo link al punto dove parla della "consequentia mirabilis" http://www.forma-mentis.net/Filosofi...a_principi.htm

e vedrete che il ragionamento che almeno una verità assoluta deve esistere è perfettamente corretto.

Se per verità assoluta intendiamo una verità inconfutabile ed universalmente valida allora io dico che questa verità non può in alcun modo essere stabilita dall’uomo. A lui sono riservate solo verità relative e spesse volte costruite a suo uso e piacimento.

L’Essere uomo…mortale, imperfetto, fallibile implica che qualsiasi cosa da lui prodotta, pensata o immaginata, non possa essere universalmente valida. La verità assoluta deve essere invece assoluta per tutti.


Una verità nasce da un soggetto pensante e per poter essere dimostrata abbisogna di un ragionamento. Qual è la base di partenza del ragionamento? Una verità.
Non è possibile costruire un ragionamento se non si parte da un qualcosa che PER NOI è preso a verità.
Il concetto così prodotto sarà l’elaborazione di verità primitive, esperienze, schemi mentali e linguistici e per quanto tendenti al vero possano essere risulteranno sempre conformati al nostro essere uomo.

Si scrive:
non può essere che una cosa sia e non sia una certa cosa allo stesso tempo e nel medesimo rispetto quindi “Se Socrate è un uomo, allora non è una mucca”
bene…
Io ho individuato che Socrate è un uomo in base al mio concetto di uomo e quindi inserendolo in una determinata categoria. Per procedere con successivi ragionamenti attorno a Socrate, devo partire dalla verità che Socrate sia un uomo e non una mucca. Solo così a me (uomo) sarà possibile sviluppare ulteriori concetti attorno a Socrate…
Ora mi chiedo…

…ma per quella mucca chi è Socrate?

E’ naturale pensare che lo schema mentale della mucca abbia conformato alla figura di Socrate un concetto e delle caratteristiche completamente diverse da quelle attribuite da noi. Per poter procedere con i suoi ragionamenti, esperienze, intuizioni, la mucca avrà inserito Socrate in una certa categoria quindi per la mucca, Socrate non è l’uomo…inteso dall’uomo.

Insomma…chi è Socrate? Possiamo solo inserire Socrate in un certo contesto e concetto conformato in base al soggetto pensante, ma né l’uomo né la mucca può stabilire con assoluta certezza chi sia Socrate quindi, se possiamo parlare solo di probabilità di certezza, sarà per noi impossibile stabilire una certezza assoluta.

maxim is offline  
Vecchio 03-05-2006, 11.14.46   #27
Rolando
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Re: Vero o falso???

Citazione:
Messaggio originale inviato da Diablokg
salve,sono un nuovo iscritto,
voglio postare qualcosa e posto qst discussione

vero o falso???
cioè cos'è vero e cosa sicuramente falso???
dal momento che tutto è sempre e comunque falsificabile...
a questo punto la verità o la falsità è solo una sensazione,
e comunque dipende sempre da come il nostro cervello decifri quella determinata frase,storia ecc...
boh confusione...
Penso che ci siano due cose che non sono confutabili; è il fatto che "io esisto" ed el fatto che io percepisco qualcosa.
Ogni tentativo di confutare questi fatti reali è in se stesso la prova dell'esistenza di qualcosa che può fare la "confutazione".
Quindi la "verità" è l'esistenza e l'esperienza della vita stesse mentre l'opinione di questa esperienza o delle cose che si prova sono più o meno insicuri o "falsi".
ciao
Rolando is offline  
Vecchio 03-05-2006, 16.54.55   #28
gyta
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Messaggio originale inviato da Heraclitus
Una cosa che uno dice assolutamente insignificante è qualcosa di sensato? Viva gli osssimori!

Io comunque so una cosa certa: se non esiste qualcosa di assoluto non si può neanche parlare di qualcosa di relativo.


Heraclitus..
mi riferivo a: " se per ipotesi non esistesse alcuna verità assoluta la frase 'non esiste alcuna verità assoluta' sarebbe comunque una verità assoluta." scritta da te Heraclitus,
alla quale Visechi replica:
"Hai.. perfettamente ragione. Ma se quella frase fosse l'unica verità assoluta, essa sarebbe al tempo stesso la negazione della Verità assoluta, quindi, essendo vera, affermerebbe l'inconsistenza di se stessa, in pratica sarebbe assolutamente insignificante."

Questo commento di Visechi è alquanto fondamentale..
ovvero in tal caso la negazione non dà in risultanza un'affermazione per così dire "definita"/interpretabile/"utile" più di tanto poiché dire "non esiste alcuna realtà assoluta" significa ammettere che nemmeno la "non-esistenza di una verità assoluta" è di per sé "verità(/riposta) 'assoluta' " e questo resta solo uno bel discorso teorico "perfetto" e studiato ma ben poco utile al fine di un discorso verso una qualche "direzione".. A meno che per "direzione" non intendiamo l'assoluta inconsistenza in sé d'ogni affermazione (o negazione)..!! Insomma penso sia un "giochino" che porti solo di per sé ad uno stato di stallo totale.. o no?!

La filosofia volta all'estremo di una certa "super-coerenza logica" del linguaggio è trappola mortale per la stessa ricerca filosofica, a mio avviso..! Rifletterci su è fecondo.. ma fermarvisi è in fin di conti sterile.. Questo intendevo sottolineare.

Comunque non comprendo perché mai in ipotetica assenza di "assoluto" sparisce secondo te anche il concetto di "relativo".. E' nella forma insita stessa del linguaggio la sua comprensibilità per così dire per "estremi", per "risalto"(/"contrasto") e non concetto-realtà di per sé esistente..

L'ossimoro è lecito come mezzo ma risulta un non senso se posto come punto d'arrivo*.. (!)



Gyta

*e non come 'partenza' al fine d'un indagine
qualitativamente.. "abile"!
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Vecchio 03-05-2006, 17.43.10   #29
Heraclitus
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Ti rispondo con come la pensava Aristotele della filosofia:

Aristotele pensa che il compito della filosofia non sia quello che le aveva assegnato Platone. Questi pensava che la filosofia dovesse servire alla ricostruzione della città, assolvendo una funzione non solo conoscitiva ma anche etico-politica;
Aristotele, invece, afferma letteralmente che la filosofia è "inutile", nel senso che è l'attività più alta dell'uomo ed è pura conoscenza. La conoscenza viene perseguita solo in virtù di se stessa: conosciamo per conoscere.
La filosofia, nella sua forma più alta, è pura teoria, e, da questo punto di vista, dice Aristotele con un'espressione molto efficace, è "servizio reso a Dio", non più naturalmente nel senso religioso, ma nel senso della conoscenza del mondo.

Naturalmente, chi pensa che la filosofia è più alta quando va in direzione della praticità, del risolvere i problemi pratici della vita, io lo rispetto, ma in mia umile opinione, io sono dalla parte di Aristotele.

Heraclitus is offline  
Vecchio 03-05-2006, 17.45.11   #30
turaz
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e allora la si riduce a puro "giochino" mentale
l'uomo è solo mente, solo corpo o solo anima?
oppure è equilibrio di esse?
turaz is offline  

 



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