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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 09-01-2003, 10.18.12   #1
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Voglio essere felice.....

Sarebbe interessante capire come mai l’uomo che aspira incessantemente al bene, finisca per creare società che lo opprimono e lo fanno stare male.

Dire che la causa è il nostro egoismo mi sembra limitativo. L’egoismo infatti è qualche cosa di immediato. E’ un “sentire” che ci fa approfittare di una situazione senza tenere conto degli altri. In alcuni, (forse molti), può essere un atteggiamento reiterato, può arrivare ad essere un sistema di vita, ma non può arrivare ad essere un “sistema di pensiero”.
Una società invece basa le sue fondamenta su “strutture di pensiero” che sono più evolute del semplice “sentire” immediato. Quella “struttura pensata” dovrebbe essere la garanzia di un bene maggiore, mentre finisce per produrre pesantezza, malessere, dolore.
Potrebbe essere che la “filosofia occidentale”, (non meno che altre filosofie umane), contengano in esse degli errori macroscopici di base che sono sfuggiti anche alle menti più fini?
VanLag is offline  
Vecchio 09-01-2003, 16.54.39   #2
bataki
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Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 53
semplicemente perchè l'incontro di più volontà non è necessariamente la somma di quelle volontà, tanto che lo si definisce spesso come "spontaneità".
...un meccanismo naturale che ci protegge dai costruttori di nuovi mondi.
bataki is offline  
Vecchio 10-01-2003, 11.48.26   #3
Ossidiana
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Data registrazione: 26-12-2002
Messaggi: 17
Bonjour VanLag,

Uomo/Bene...il binomio mi sembra poco probabile.
Se poi, in riferimento all'uomo, mi spiegassi cosa intendi
esattamente per bene ("sommo bene" o benessere
te ne sarei grata
Credo che l'uomo tenti di pervenire al proprio benessere: proprio
(del singolo) e volendo tenere tra le dita il bene (il sommo bene)
non rimarrebbero che granelli di sabbia sfuggiti
ad un'ipotetica mano.
Siamo essere differenti e differente è la meta che ci prefiggiamo
o la scala di valori sulla quale impostiamo il nostro credo.
Quel che tu denomini bene può avere diversi significati
per un'altra creatura.

Siamo uguali perchè siamo uomini
ma siamo differenti perchè differente è la cultura
nella quale siamo inseriti (Levi Strauss)

Anche volendo rimanere all'interno di una stessa società, come
potremmo mettere d'accordo mille teste quando queste ultime
hanno valori diversi ?
<Una società basa le sue fondamenta su -strutture di pensiero-
che sono più evolute del semplice -sentire- immediato.>
In teoria il tuo pensiero è corretto, ma ciò non avviene nella pratica.
Pensa ad un politico...durante la campagna pre elettorale, mari
di promesse, nate allo scopo di realizzare il bene comune.
Terminate le elezioni ed ottenuti i voti, aleggia nell'aria
il sentire, il suo sentire, riaffiorato per abbracciare i propri interessi.
Per un'anima che pensa al bene comune, ve ne sono milioni
che prima attuano il proprio bene o benessere, o forse
si tratta di una smodata rincorsa verso la felicità, reale
o apparente che sia ? Si potrebbe parlare,prima di tutto, di una società narcisista ??
Naturalmente mi riferisco alla società occidentale...

Un delicatissimo...


Ossidiana
Ossidiana is offline  
Vecchio 10-01-2003, 14.03.39   #4
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Buon giorno a te.....

Uomo/Bene...il binomio mi sembra poco probabile.

Accidenti Ossidiana, se invalidi il binomio uomo/bene neghi l’apertura del mio thread affossando, di fatto, ogni possibilità di confronto.
Quello che volevo dire è che tutti cerchiamo il piacere, o la felicità. Certamente poi gli obbiettivi nei quali ognuno di noi identifica la felicità sono “vari ed eventuali”, ma la matrice comune rimane quella ricerca. Penso che mai, o quasi mai, si cerchi il male fine a se stesso.

Se poi, in riferimento all'uomo, mi spiegassi cosa intendi esattamente per bene ("sommo bene" o benessere te ne sarei grata….

Mi riferisco a mero benessere, diciamo, psico-fisico, che appunto induca piacere e felicità. Non credo che esista altro bene perseguibile.

Siamo essere differenti e differente è la meta che ci prefiggiamo o la scala di valori sulla quale impostiamo il nostro credo. Quel che tu denomini bene può avere diversi significati per un'altra creatura.

Un esempio altrimenti stò sempre nel teorico. Parliamo di Tizio e di Caio ed assumiamo che entrambi vogliano essere felici. Come tu dici, sicuramente la loro idea di felicità (bene), sarà diversa. Tizio identifica la sua felicità in una vita di sforzo, tesa a raggiungere il successo. Caio invece ama oziare ed assaporare i piccoli piaceri della vita. Tizio lavora, si impegna, lotta e persegue i suoi obbiettivi. Caio fa il minimo indispensabile per campare senza essere di peso e poi si dedica a “bacco tabacco e venere”.
Che attrito vedi in questi due obbiettivi diametralmente opposti?
Io nessuno!
L’unico attrito che vedo è quello che nasce quando Tizio vuole imporre i suoi valori a Caio e viceversa.

Il fatto che la diversità, abbia finito per generare attriti e proprio perché l’uomo ha usato le strutture di pensiero per universalizzare la sua visione e mai per mediare tra visioni diverse. (pensiamoci!)

Per un'anima che pensa al bene comune, ve ne sono milioni che prima attuano il proprio bene o benessere, o forse si tratta di una smodata rincorsa verso la felicità, reale o apparente che sia? Si potrebbe parlare,prima di tutto, di una società narcisista ??

In pratica mi stai dicendo che la società umana non può prescindere dal riflettere l’egoismo dei singoli?
Mi sta bene! Ma se è vero questo, il dato oggettivo che ne esce è che tutti i sistemi di pensiero e le filosofie, oltre che le religioni sono assolutamente inutili, in quanto, sono solo un riflesso ingigantito dell’egoismo umano.

Ciau…. E Grassie per la tua risposta….
VanLag is offline  
Vecchio 10-01-2003, 22.08.54   #5
Ossidiana
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Data registrazione: 26-12-2002
Messaggi: 17
Bonsoir VanLaguccio,

Che bello...col tuo nome ripenso anche ai laghi, ghiacciati e statici
in questo periodo, ma, anche col vestito mutato, meravigliosi.
Nonostante lei abbia 24 primavere più di me, in codesto frangente, è più idealista, meno scettico di me.
Sì, ritengo che la società occidentale (e solo a quella mi riferivo)
sia permeata e intrisa di egoismo, e la religione non è che
l'espressione dell'ego di un ipotetico Dio.
Religione è sinonimo di imperativo categorico.
Per quanto concerne i modelli di vita di Tizio e Caio...il problema
nasce quando uno dei prende in mano le redini di una società
(sale al governo) seguendo la via che maggiormente porterà
ai propri individuali interessi, e qui mi ricollego ad un tuo veritiero
pensiero...

<Il fatto che la diversità abbia finito per generare attriti è proprio
perchè l'uomo ha usato le strutture di pensiero per universalizzare la sua visione e mai per mediare tra visioni diverse>

Concludendo...ti dico che non nego il binomio Uomo-Bene, semplicemente mi sembra poco probabile il duetto Uomo-Bene collettivo, più fattibile la coppia Uomo-Bene individuale;e con ciò non nego neppure l'apertura del tuo thread, semplicemente ti faccio pervenire le mie riflessioni combacianti, differenti, o antitetiche che siano.

Serali Saluti, Ossidiana
Ossidiana is offline  
Vecchio 11-01-2003, 00.07.16   #6
LADYVAMPIRIE
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Messaggi: 25
..........

mah forse nessuno ha commesso errori macroscopici...... e magari nemmeno microscopici.....

forse convalidando la tesi che il mio bene è relativo a me come indivuduo e alla mia società intesa come contesto spazio temporale.....

allora il concetto di bene non esiste come universale esiste solo rapportato al contesto.

diverso è il contesto diverso è il concetto di bene......

in tal caso potremmo azzardare che il bene non esiste se non per comodità nostra di pensiero.

alla stessa maniera sempre utilizzando la stessa analogia non esiste nemmeno il male.

e non esiste nulla quindi se non il materiale che però.... dobbiamo ammettere non è ciò che ci rende felici.

Il nulla, il niente quindi ci rende felici.... o meglio le illusioni in cui decidiamo di credere fermamente.-..... fino a quando non ci rendiamo conto che si tratta di sole effimmere illusioni.

Forse le menti eccelse avevano già compiuto questi percorsi e l'obbiettivo finale del ns. miglioramento era proprio lo smettere di credere alle illusioni.... l'iniizare a credere al niente.... con la conseguente estinzione della razza umana.

Forse.... questo è l'unica cosa che potrebbe consideranno tutti i contesti sapzio temporali in contemporanea rappresentare una sorta di bene non utopico ma concreto e reale.

..........
qualcuno mi ha seguito?
LADYVAMPIRIE is offline  
Vecchio 11-01-2003, 03.05.10   #7
joker
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quello che so e' che la gente sta male...ce ne sono mica di palle
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Vecchio 11-01-2003, 18.10.33   #8
VanLag
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qualche penZiero.... sparso....

Ossidiana, Bonsoir a te....... Nonostante la tua "carenza di primavere", mi sembri molto arguta....

Nonostante lei abbia 24 primavere più di me, in codesto frangente, è più idealista, meno scettico di me.

Toh ed io che affermo sempre di essere pragmatico. D’altro canto se c’è un problema c’è anche una soluzione. Le due cose vanno assieme. Niente soluzione, niente problema......

LADYVAMPIRIE, la tua frase che riporto in neretto mi ha suscitato un po’ di considerazioni. Non so se si applicano a te, forse si…. Comunque non leggerla come una risposta diretta ma come una mia reazione a quella frase.

e non esiste nulla quindi se non il materiale che però.... dobbiamo ammettere non è ciò che ci rende felici.

Quel materiale che non ci rende felici è sicuramente un paio di scarpe che ci piacevano tanto ma che, abbiamo dimenticato, subito dopo averle messe. E’ la lavastoviglie che una volta acquistata non ci sembra più così importante. O ancora è un nuovo lavoro che volevamo ma che una volta raggiunto si rivela non così ideale come lo pensavamo.
Ma quel materiale è anche la bellezza di un lago alpino in un giorno di sole, è il volto di un amico che ci sorride, è una serata in pizzeria con pochi ma veri amici. E’ un pomeriggio di ozio speso su una spiaggia al mare a crogiolarsi al sole, per poi correre in un bar a dissetarsi. E’ il bicchiere freddo e colmo, ricamato dalle striature del vapore condensato, che disegna strani ghirigori.

Tutte cose che non sappiamo più vedere ne gustare perché in qualche strano modo ci hanno convinti che vivere intensamente significa, parlare con tante persone, salire e scendere dagli aerei, fare qualche impresa inusuale, avere posti in prima fila, avere successo, e nessuno più ci dice invece che vivere intensamente può voler dire saper vedere e cogliere con pienezza quello che abbiamo attorno a noi.
Certo quello che ci circonda ci sembra povero. La bellezza della natura, di volti amici, di giornate serene, non ha più nessun valore perché il nostro obbiettivo è il “bene supremo”.

Comunque per ricollegarmi al problema iniziale, sono convinto che per un singolo individuo sia relativamente facile arrivare ad una vita mediamente serena ed equilibrata, mentre non lo è per le strutture sociali che tutto fanno, tranne aiutare l’uomo a vivere meglio.

Ciau a tutti........ Grassie per la partecipazione......
VanLag is offline  
Vecchio 14-01-2003, 00.41.36   #9
Franco1
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Messaggi: 85
Chi sa perché mi piace quasi sempre ciò che scrive
VanLag ?

Franco1
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Vecchio 14-01-2003, 00.43.46   #10
Franco1
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https://www.riflessioni.it/lettereonline/felicita.htm
Franco1 is offline  

 



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