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Vecchio 16-10-2006, 15.23.11   #41
epicurus
Moderatore
 
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Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
Riferimento: Sistemi assiomatici

Citazione:
Originalmente inviato da Weyl
1) Il sistema assiomatico della logica non può contenere, al suo interno, alcun "assioma di mutevolezza".
Se lo contenesse, infatti, qualsiasi operare sui simboli risulterebbe contraddittorio ed incoerente.
2) E' possibile, tuttavia, concepire la sua "operatività" come aperta al costituirsi in un sistema più ampio, dentro il quale si riconoscano assiomi "nuovi" che concernono regole mediante cui gli assiomi si correlano tra loro.

certo, quello che hai scritto è corretto (ma non ho capito in che senso hai detto che la logica non concepisce la propria smentita).

ma ciò è naturale. un sistema assiomatico di logica formale (matematica) non pretende di fondare il nostro ragionamento deduttivo, ma semplicemente di prendere atto di un ragionamento deduttivo già presente (quello non formalizzato) e di descriverlo (e ampliarlo, precisarlo e chiarirlo) in modo rigoroso.
quindi un sistema assiomatico non cambia (a meno che, banalmente, prendiamo gli assiomi in funzione del tempo, ma ciò non è 'vero' cambiamento), ma saremo noi che via via che apprendiamo nuovi modi di ragionare costruiremo nuovi metodi matematici per formalizzare le nostre nuove convinzioni.


epicurus
epicurus is offline  
Vecchio 19-10-2006, 06.06.14   #42
ludovicofrescura
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-08-2006
Messaggi: 48
Riferimento: Due Verità

Riprenderei il discorso sulle “Due verità” iniziato da VanLag una ventina di giorni fa (ma cosa sono di fronte all’eternità?!!) e apparentemente concluso – sono tre giorni – da epicurus (a cui per altro devo ancora una risposta). E lo faccio commentando a modo mio Uranio, che fu allora immediato piazzando subito il suo secondo post.

Uranio diceva all’incirca: “Rispondere a queste domande (di VanLag) è molto difficile, almeno per me. Credere alla prima penso che dipenda dall'educazione che ti viene imposta. O meglio, da piccoli non scegliamo noi la nostra religione, per cui diamo per buono ciò che ci dicono: Dio è creatore dell'uomo e della terra. Io credo che al di sopra di noi ci sia ‘qualcosa’ o ‘qualcuno’. Valuto anche l’ipotesi scientifica che l'uomo derivi dalla scimmia: non posso escluderlo per la somiglianza… Ancora oggi, anch'io non riesco a credere ad una sola verità. Forse un domani, chi lo sa?”

Ritrovo in questa scarna annotazione di Uranio tutta l’humànitas che mi preme. Perché, difatti, l’uomo comune, l’uomo della strada, l’uomo di sempre è così. È così anche l’intellettuale pettoruto quando si spoglia del suo abito (come una maschera) e si confonde con gli altri nel suo quotidiano; e con lui il politico arrogante, l’editorialista borioso, l’accademico baronale, su/su fino ad arrivare al cardinale ‘mammasantissima’. Gli uomini semplici – che siamo tutti – smettendo i loro ruoli e quindi dimessi come conviene/converrebbe di più essere di fronte alla vita/alla morte, pensano all’incirca quello che dice Uranio.

Cioè… Sempre grandi domande con risposte difficili; credere conseguenti e costretti a chi ci insegna da piccoli; nessuna scelta autentica che ci appartenga (in quanto scaturibile dal proprio interno, ma solo scatenata dall’esterno) riguardo alla religione, quindi l’accettazione rassegnata e facile di ‘Dio/creatore dell’uomo e della terra’; tuttavia la credenza verace, ma istintiva in ‘qualcuno/qualcosa’ di superiore con, in parallelo, la valutazione pruriginosa e prudente insieme della scienza; penultima cosa, il riconoscimento della propria limitatezza al di là di ogni considerazione e, in fondo a tutto, un attesismo che ognuno si gestisce come vuole… – ecco l’uomo com’è senza guarnizioni e decori di fronte all’eternità!

Io – qui – non avrei molto da aggiungere; ma qualche cosa la dico ad Uranio espressamente… Rispondere a domande che riguardano la trascendenza non è tanto difficile contenutisticamente, perché ognuno ci si può sbizzarrire, sul ‘Divino’, come vuole a dargli sostanze|contenuti|forme. Ma è impossibile epistemologicamente, nel senso della risposta/soluzione vera|universale|definitiva… Perché se fosse possibile, essa stessa – trascendenza – cesserebbe all’istante di essere tale: non ci trascenderebbe più per niente! Eppure anch’io mi ci costruisco domande... Epperò so di imbrigliarmi in una contradictio terminis, di impalmarmi nell’ossìmoro, di vivere istantaneamente lo stallo della congruentia oppositorum… E spesso mi piace farlo, perché sono anch’io matto come tutti! TRIS
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Vecchio 19-10-2006, 11.37.57   #43
ludovicofrescura
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-08-2006
Messaggi: 48
Riferimento: Due Verità

Io non riesco ad entrare un’oncia nella dialettica di Daniele99: i suoi postulati, i suoi sillogismi, le sue deduzioni – niente, kaput. In ragione di questo penso a varie ipotesi; ma tre me ne vengono in mente, in particolare: o lui è un genio inarrivabile da chiunque, o io sono un cretino al di sotto della media dei cretini, o Daniele99 – semplicemente – si esprime/tende (logicamente, grammaticalmente, prosasticamente…) a un tipo di scrittura che è molto diversa dalla mia. Ovviamente propendo per la terza ipotesi, accettando con pacata rassegnazione il suo ‘diverso codice’; tuttavia… Anche se penso che la cosa sia improbabile, essendo io un ‘tridimensionale’ e voi tutti (che ormai vi imparo a conoscere) dei ‘bidimensionali’, snobbato come sono (ché non potrebbe essere diversamente) ovvero inaffrontabile come sorta di alieno, tuttavia/tuttavia… Vi chiederei, ad un volonteroso almeno, di illuminarmi al suo riguardo, al riguardo di Daniele99, ad esempio in questo suo post n. 34.

Lui dice: “Se Dio è tutto, il tutto è infinito…” Beh, che vuol dire? Niente, è tautologico questo attacco per dirla filosoficamente, o lapalissiano per dirla col buon senso… (Ricordo che di monsieur De La Palisse si disse che un quarto d’ora prima di morire era ancora vivo, e per ciò stesso divenne famoso – povero generale!) Dio – si creda in lui o non si creda fa lo stesso – è per definizione logico/linguistica già il Tutto. Dunque, con la mia mania di abbreviare gli altri per capirli meglio, avrei attaccato al posto di Daniele: se Dio – o il Tutto – c’è… Lui continua: “… e noi siamo una parte finita di esso,…” Qui, monsieur Daniele99 lo conduce male, il suo sillogismo, perché avrebbe dovuto dire semmai: e poiché noi siamo finiti – ovvero una parte finita di essso/Dio-tutto (è vero entro limiti per me, comunque…). Ma lui/Daniele finisce con la deduzione eclatante: “allora la nostra esistenza non è provabile.” O dio mio!… Penso che si sia confuso/distratto un attimo, ché avrebbe dovuto dire almeno il contrario, cioè: per cui l’esistenza di Dio è indimostrabile (nel senso che una entita infinitesimale – che saremmo noi – non può/non potrà mai darsi una ‘vera ragione dimostrante’ di una entità smisurata/totale – che sarebbe Lui/Dio – che la contiene).

Eccetera/eccetera; ma qui mi fermo, a mò d’esempio. TRIS

P.S A sbirciare la prima pagina (non mi appartengono le altre) dei thread filosofici, quello mio “Sulla religione” (su cui avrei da dire qualche cosa, essendo inizialmente un risposta precisa a un certo numero di altri partecipanti) e quello di Daniele99 sono gli unici che non registrano nessun intervento – bene! È proprio vero come dice la casalinga, il pensionato e mia nonna: Dio li fa e poi l’accoppia!

PP.SS. (Ah no, c'è anche Eraclito! Adesso andrò a rovistarlo un po'...)
ludovicofrescura is offline  

 



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