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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 26-01-2007, 22.32.08   #31
tammy
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Originalmente inviato da ragno_a_7_zampe
come? pensavo di buttarmi dalla rupe... c'è una fortezza medievale dove io abito, molto bella. salirei sulla torre, già ci sono stato per fare un sopralluogo, c'è una notevole altezza. e poi, quella è la mia città, le mie pietre e il mio sentimento.

dove? ho già risposto.
il luogo è incantevole, lo spazio per volare anche, ma perchè? ecco....il perchè non lo dici.
perchè vorresti volare?
e lo sfraccellio al suolo non ti spaventa? tutto quel sangue e la testa irriconoscibile........ personalmente opterei per il taglio alle vene coricandomi nella vasca da bagno in acqua tiepida e tappo della vasca aperto in modo che l'acqua e il sangue scorra via, senza che io lo veda....... morirei prima
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Vecchio 27-01-2007, 11.04.04   #32
ragno_a_7_zampe
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Originalmente inviato da tammy
il luogo è incantevole, lo spazio per volare anche, ma perchè? ecco....il perchè non lo dici.
perchè vorresti volare?
e lo sfraccellio al suolo non ti spaventa? tutto quel sangue e la testa irriconoscibile........ personalmente opterei per il taglio alle vene coricandomi nella vasca da bagno in acqua tiepida e tappo della vasca aperto in modo che l'acqua e il sangue scorra via, senza che io lo veda....... morirei prima

partiamo dalla più facile; non mi spaventa... ho letto qualche articolo dove riferivano che l'80% di chi si taglia le vene, non riesce nel suo intento. la difficoltà sta nel tagliare le arterie che scorrono nei polsi. la percentuale di successo aumenta notevolmente se tagli gli avambracci o l'interno coscia, nei pressi dell'inguine, ma credo faccia più male. riguardo alla teatralità della mia testa spiaccicata, non posso non dire che è così e, un pochino, mi da anche fastidio. però credo sia il più indolore. e poi come non considerare l'attimo in cui ti lanci nel vuoto, in cui poni un termine ultimo senza appelli...
i motivi poi... quelli sono diversi da persona a persona, io, semplicemente, non trovo più stimoli dal mondo, mi sembra tutto uguale, stesso colore e stesse persone ovunque. e l'unica persona di cui mi interessava qualcosa, che reputavo sopra le altre, che amavo, ha deciso di separare le nostre strade. è brutto sapere che sei insufficiente per l'unica lei che ti abbia fatto piangere...
alcuni diranno "ma dai!" "ma su!" "ma il mondo è bello" "ma" "ma"...
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Vecchio 27-01-2007, 11.22.43   #33
Sublimilmente
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[quote=Mary] Se rifletti un poco, ti siedi su un gradino, sulla riva del mare, sul prato in un parco e guardi il cielo, ti accorgi di quanto sei piccolo piccolo. E tu e il sole e gli altri Pianeti e l'intero universio siete una sola cosa.[quote]

Secondo me è proprio quando non riesci più a comprendere cose come questa che perdi il senso di vivere. Basterebbe stare fermi un secondo per capire certe cose, ovvie eppure confortanti, o sorprendenti, o sconvolgenti, dipende dalle cose. Tutto questo perchè si è in grado di assorbire spunti esterni e provare emozioni per queste. Ecco, quando ogni stimolo non ci provoca niente, solo un senso di inutilità, di apatia..questo è non vivere
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Vecchio 27-01-2007, 12.27.06   #34
stellanera
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Secondo me è proprio quando non riesci più a comprendere cose come questa che perdi il senso di vivere. Basterebbe stare fermi un secondo per capire certe cose, ovvie eppure confortanti, o sorprendenti, o sconvolgenti, dipende dalle cose. Tutto questo perchè si è in grado di assorbire spunti esterni e provare emozioni per queste. Ecco, quando ogni stimolo non ci provoca niente, solo un senso di inutilità, di apatia..questo è non vivere


talvolta si cade in una così illimitata apatia, che non si riesce più ad apprezzare ed ammirare quanto descrivi...ci sono momenti in cui reagire non è facile, perchè l'abuulia di fà piombare sempre più giù...
non riesci a VIVERE...vai ad inerzia, quindi annaspi...
qs è sopravvivere
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Vecchio 27-01-2007, 12.57.50   #35
Sublimilmente
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non riesci a VIVERE...vai ad inerzia, quindi annaspi...
qs è sopravvivere [/font][/color]

Esatto. Sopravvivere con difficoltà è il cammino verso la morte...dell'anima, dello spirito,chiamiamolo come vogliamo. é questo che mi mette angoscia, che mi fa paura; sempre più persone ne parlano ma nessuno trova un rimedio. Forse uno stop alle guerre inutili? Un basta alla cultura del "il più bello porta a casa da mangiare"? Ce ne sarebbero tante altre. Ovviamente non è solo colpa della società, è anche un processo interiore strettamente personale, però non sopporto che si continui "per inerzia" (appunto) a fare e rifare le stesse cose che non portano a nulla. Non è mai troppo tardi, ma rifare tutto da capo non è certo facile, soprattutto perchè bisogna essere in tanti per cominciare. Ma forse sto andando fuori tema. Il punto è che nella frenesia del mondo a volte ci si scorda che si può trovare la calma interiore, è possibile, anche se difficile, a volte con la psicanalisi, a volte con un esperienza dolorosa che si riesce a superare, dipende. Basta pensare che non siamo gli unici a soffrire, ad avere momenti bui:è la vita. E questo concetto talmente banale e scontato da risultare obsoleto è così tanto difficile da capire.
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Vecchio 27-01-2007, 17.50.25   #36
stellanera
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Esatto. Sopravvivere con difficoltà è il cammino verso la morte...dell'anima, dello spirito,chiamiamolo come vogliamo. é questo che mi mette angoscia, che mi fa paura; sempre più persone ne parlano...

non vorrei andare O.T.,ma credo che ci sia in qs nostra "generazione", moltissima mancanza di dialogo f2f, ci si rifugia dietro ad un computer, perchè sta diventanto lo strumento più utile per colloquiare, ma non ci si rende conto che tutto ciò, porta inevitabilmente ad un "non mettersi" in gioco, in discussione, a non voler approfondire il dialogo con chi è REALE (=vicino)..
e quindi in questa strada di solitudine i probemi diventano, perlomeno si ha la percezione che sia insuperabili...



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Il punto è che nella frenesia del mondo a volte ci si scorda che si può trovare la calma interiore, è possibile, anche se difficile, a volte con la psicanalisi, a volte con un esperienza dolorosa che si riesce a superare, dipende. Basta pensare che non siamo gli unici a soffrire, ad avere momenti bui:è la vita. E questo concetto talmente banale e scontato da risultare obsoleto è così tanto difficile da capire.

la calma interiore, la serenità, io la definisco, è vero che dobbiamo conquistarcela, ma è anche vero che spesso ruotano attorno a noi persone "negative"..è anche l'ambiente in cui si vive che determina qs status .
per esperienza, mi ricordo sempre che c'è chi sta DAVVERO peggio di me, ma di gran lunga...
(non tocco argomenti per es. dati dalla fame nel mondo etc..perchè...si andrebbe a discorrere d'altro)..
ma quando sei solo, fragile e debole, viene difficile concentrarsi su chi è più bisognoso...
perchè in "quel preciso momento" chi sente le ferite sei tu (=generico), e ci vuole pazienza, tempo affinchè scompaiano.
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Vecchio 27-01-2007, 18.07.31   #37
tammy
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Esatto. Sopravvivere con difficoltà è il cammino verso la morte...dell'anima, dello spirito,chiamiamolo come vogliamo. é questo che mi mette angoscia, che mi fa paura; sempre più persone ne parlano ma nessuno trova un rimedio. Forse uno stop alle guerre inutili? Un basta alla cultura del "il più bello porta a casa da mangiare"? Ce ne sarebbero tante altre. Ovviamente non è solo colpa della società, è anche un processo interiore strettamente personale, però non sopporto che si continui "per inerzia" (appunto) a fare e rifare le stesse cose che non portano a nulla. Non è mai troppo tardi, ma rifare tutto da capo non è certo facile, soprattutto perchè bisogna essere in tanti per cominciare. Ma forse sto andando fuori tema. Il punto è che nella frenesia del mondo a volte ci si scorda che si può trovare la calma interiore, è possibile, anche se difficile, a volte con la psicanalisi, a volte con un esperienza dolorosa che si riesce a superare, dipende. Basta pensare che non siamo gli unici a soffrire, ad avere momenti bui:è la vita. E questo concetto talmente banale e scontato da risultare obsoleto è così tanto difficile da capire.
personalmente non dò colpa alla società quando un individuo desidera morire: ognuno è libero di fare quel che gli pare. Secondo me riguarda l'individuo, il proprio star bene con sè stessi soprattutto nel dolore e non intendo dolore fisico ma psichico, tutto ciò che riguarda, il "come" affrontare una perdita a seconda delle priorità che si da alla scala dei valori che ognuno, personalmente, assegna alla propria vita.
Non è banale o scontato dire che c'è chi sta peggio di altri, ma non è nemmeno una consolazione per chi non ha più voglia di mettersi in gioco, ha perso le speranze, il coraggio di vivere; sopravvive come avete detto e, forse, questa "sopravvivenza" alla fine sfianca ed è lecito lasciarsi morire o avere pensieri suicidi (non vedo la differenza). Mi sono convinta che solo chi ha una priorità diversa dalla mia potrà darmi un bel calcio nel sedere ogni qualvolta mi passi per la mente di "chiudere bottega", a proposito e per dovere di cronaca: non ho manie suicide è solo per parlarne perchè anche chi "pensa" ad una sua probabile dipartita, forse, qualcosina che lo preoccupa ce l'ha davvero e il solo "pensare" a lasciarsi andare è cmq indice di problemi irrisolti e di una porta aperta per la "sopravvivenza/depressione" e per il "lasciarsi andare".
Prendetemi così come sono....... a volte non mi capisco nemmeno io
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Vecchio 27-01-2007, 18.16.47   #38
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la calma interiore, la serenità, io la definisco, è vero che dobbiamo conquistarcela, ma è anche vero che spesso ruotano attorno a noi persone "negative"..è anche l'ambiente in cui si vive che determina qs status .
per esperienza, mi ricordo sempre che c'è chi sta DAVVERO peggio di me, ma di gran lunga...
(non tocco argomenti per es. dati dalla fame nel mondo etc..perchè...si andrebbe a discorrere d'altro)..
ma quando sei solo, fragile e debole, viene difficile concentrarsi su chi è più bisognoso...
perchè in "quel preciso momento" chi sente le ferite sei tu (=generico), e ci vuole pazienza, tempo affinchè scompaiano.

Effettivamente non mi sono spiegata bene, perchè è verissimo quello che dici. Infatti quando parlavo di pensare che non siamo gli unici a soffrire non intendevo dire che non dobbiamo essere egoisti o narcisi a focalizzarci solo su di noi ANZI! Intendevo che quando stiamo male e ci sentiamo soli, impotenti e quant'altro, a volte, in alcune persone, può nascere una sensazione di essere inferiori, inadeguati alla vita, e di pensare di provare tanta solitudine e dolore perchè non si è abbastanza capaci di fronteggiarla come invece GLI ALTRI sanno fare. Parlo di momenti di insicurezza cronica, depressione. In quel caso bisognerebbe (uso il condizionale perchè quando si è dentro alla situazione non è tutto così semplice) ricordarsi che anche tutti gli altri soffrono e spesso si sentono inadeguati o non sanno come affrontare le situazioni. Questo perchè certe cose non si vedono chiaramente, per via delle ben note maschere che ognuno indossa.
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Vecchio 27-01-2007, 19.26.49   #39
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Non è banale o scontato dire che c'è chi sta peggio di altri, ma non è nemmeno una consolazione per chi non ha più voglia di mettersi in gioco, ha perso le speranze, il coraggio di vivere

No infatti non è una consolazione, però secondo me può aiutare a capire che se ne può uscire. Certo non basta sapere che qualcuno che magari stava anche peggio di noi, ce l'ha fatta, ha superato, ci vuole anche un lavoro introspettivo non facile, ma comunque può essere un punto di partenza. Poi ci sono in gioco altri fattori ovviamente, come avere qualcuno che ti sta vicino, qualcuno che ti capisce profondamente, ma non solo; che sappia anche usare la chiave giusto per entrare nel tuo flusso di pensieri e spronarti. Non è facile, certo, forse sembrerò troppo ottimista o utopica, ma cerco solo di trovare una soluzione (anche se nessuno l'ha esplicitamente chiesta in questo post)
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Vecchio 27-01-2007, 22.35.25   #40
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No infatti non è una consolazione, però secondo me può aiutare a capire che se ne può uscire. Certo non basta sapere che qualcuno che magari stava anche peggio di noi, ce l'ha fatta, ha superato, ci vuole anche un lavoro introspettivo non facile, ma comunque può essere un punto di partenza. Poi ci sono in gioco altri fattori ovviamente, come avere qualcuno che ti sta vicino, qualcuno che ti capisce profondamente, ma non solo; che sappia anche usare la chiave giusto per entrare nel tuo flusso di pensieri e spronarti. Non è facile, certo, forse sembrerò troppo ottimista o utopica, ma cerco solo di trovare una soluzione (anche se nessuno l'ha esplicitamente chiesta in questo post)
+ o - è quel che ho sempre pensato e scritto. E' importante avere qualcuno d'intorno che ti rompa anche le scatole, ma che sappia ascoltare il dolore. Non è facile, ma nemmeno impossibile, ed anche quando non si hanno strumenti adatti alla comprensione, a volte, è sufficiente un minimo di sensibilità.
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