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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 15-01-2007, 04.41.35   #1
acquario69
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siamo davvero liberi?

secondo voi, per intuito o per conoscenza o per esperienze dirette e indirette..pensate che la vostra vita e' controllata da qualcuno/qualcosa piu di quanto possiamo immaginare?..e se si perche..
vi e' mai capitato di riflettere sopra questo argomento?..e se si,quale' stato il vostro pensiero?

grazie a tutti a chi vuole dare il suo contributo

acquario69 is offline  
Vecchio 15-01-2007, 11.09.15   #2
alessiob
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Riferimento: siamo davvero liberi?

Secondo me la vita è controllata da condizioni esterne.

Condizioni che influiscono sulla psicologia dell'individuo e lo portano a fare tutto quello che fa.

Credo che la domanda spontanea sarebbe ora: E il libero arbitrio?

Il libero arbitrio va a farsi benedire....
alessiob is offline  
Vecchio 15-01-2007, 12.16.07   #3
piu' o meno...
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Riferimento: siamo davvero liberi?

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secondo voi, per intuito o per conoscenza o per esperienze dirette e indirette..pensate che la vostra vita e' controllata da qualcuno/qualcosa piu di quanto possiamo immaginare?..e se si perche..
vi e' mai capitato di riflettere sopra questo argomento?..e se si,quale' stato il vostro pensiero?

grazie a tutti a chi vuole dare il suo contributo



sai che mi hai fatto ricordare un film: " essi vivono "

comunque io sono una che non sopporta manco di dover uscire con i documenti..non so se rendo.
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Vecchio 15-01-2007, 12.18.28   #4
arwen
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Riferimento: siamo davvero liberi?

Ho sentito che la libertà mia era finita quando è nata la mia prima figlia. Ho pensato: ora non sono più sola, non ho più solo me a cui pensare...ma la cosa non mi è dispiaciuta per niente
Ecco , io credo che non siamo più liberi quando non dobbiamo pensare solo a noi stessi...
Arwen
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Vecchio 15-01-2007, 22.44.23   #5
Patri15
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Riferimento: siamo davvero liberi?

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secondo voi, per intuito o per conoscenza o per esperienze dirette e indirette..pensate che la vostra vita e' controllata da qualcuno/qualcosa piu di quanto possiamo immaginare?..e se si perche..
vi e' mai capitato di riflettere sopra questo argomento?..e se si,quale' stato il vostro pensiero?

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A volte sento e vedo aerei che volano sopra la casa dove abito e penso agli Americani

A parte gli scherzi (relativi), quando ero giovane e vivevo assieme ai miei genitori, mi sentivo molto controllata, fastidiosamente iper-controllata

Forse per questo per anni sono stata abbastanza ribelle, non solo alla famiglia, penso alla società in genere.

C’è chi piega il capo in segno di resa dinnanzi ai meccanismi alienanti del neocapitalismo globalizzato, all’imposizione trionfalistica di una cultura omologata che distrugge le differenze e spegne il pensiero, ai canoni commerciali di una bellezza svenduta, siliconata e priva di anima. E c’è chi ha il coraggio di avere ancora delle idee e la volontà di osservare i paradossi incomprensibili di un mondo in cui la solitudine è una malattia di massa, i privilegi un’arma, l’intelligenza e la coerenza qualità rare che rischiano persino di allontanare la meta del successo, anziché avvicinarlo.

Forse, questa mia ribellione, che un po' alla volta si è trasformata in distacco, semi-rassegnazione, mi ha dato l'illusione di non subire più controlli, dissensi sì, ma è diverso.

Tu, caro Acquario, cosa intendi per sentirsi controllati? Ti riferisci ad Enti astratti, ai sensi di colpa, a non più tante fantomatiche spie, cioè telefoni sotto controllo, internet .. ?
Patri15 is offline  
Vecchio 16-01-2007, 04.55.46   #6
Lucio Musto
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secondo voi, per intuito o per conoscenza o per esperienze dirette e indirette..pensate che la vostra vita e' controllata da qualcuno/qualcosa piu di quanto possiamo immaginare?..e se si perche..
vi e' mai capitato di riflettere sopra questo argomento?..e se si,quale' stato il vostro pensiero?

grazie a tutti a chi vuole dare il suo contributo



Se "qualcuno" ci controllasse, avrebbe ovviamente ogni interesse a cercare di farlo in assoluto anonimato ed a nostra incoscienza, e forse ci riuscirebbe pure, salvo a tradirsi in quel senso di "fato ineluttabile" che abbiamo talvolta, e che abbiamo tutti. Non credo che noi si possa andar oltre.

L'elenco invece delle "qualcosa" che ci condizionano (come "cose" non possono controllarci!), è certamente troppo lungo per poterlo riferire, e commentare almeno un po', nelle righe di un intervento. Dal "tabù", alla moda, alla TV, alla morale pubblica e privata, ai gusti estetici, alla cultura... davvero innumerevoli "cose" ci stringono d'assedio, come il guscio di una lumaca costringendoci ad essere... quel che siamo!
Lucio Musto is offline  
Vecchio 16-01-2007, 05.35.06   #7
acquario69
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A volte sento e vedo aerei che volano sopra la casa dove abito e penso agli Americani

A parte gli scherzi (relativi), quando ero giovane e vivevo assieme ai miei genitori, mi sentivo molto controllata, fastidiosamente iper-controllata

Forse per questo per anni sono stata abbastanza ribelle, non solo alla famiglia, penso alla società in genere.

C’è chi piega il capo in segno di resa dinnanzi ai meccanismi alienanti del neocapitalismo globalizzato, all’imposizione trionfalistica di una cultura omologata che distrugge le differenze e spegne il pensiero, ai canoni commerciali di una bellezza svenduta, siliconata e priva di anima. E c’è chi ha il coraggio di avere ancora delle idee e la volontà di osservare i paradossi incomprensibili di un mondo in cui la solitudine è una malattia di massa, i privilegi un’arma, l’intelligenza e la coerenza qualità rare che rischiano persino di allontanare la meta del successo, anziché avvicinarlo.

Forse, questa mia ribellione, che un po' alla volta si è trasformata in distacco, semi-rassegnazione, mi ha dato l'illusione di non subire più controlli, dissensi sì, ma è diverso.

Tu, caro Acquario, cosa intendi per sentirsi controllati? Ti riferisci ad Enti astratti, ai sensi di colpa, a non più tante fantomatiche spie, cioè telefoni sotto controllo, internet .. ?

be',sono tante le cose che penso riguardo a questo argomento,in termini piu pratici condivido quanto hai detto su chi sceglie di rimanere assuefatto,a chi sceglie l'omolagazione e capitola diventando poi pecora,gregge e schiavo di un sistema..pero poi arrivo a un certo punto e mi chiedo;..basta questa consapevolezza per essere completamente liberi?!..ad esempio,in chiave diciamo cosi filosofica mi viene in mente che forse si nasce liberi per poi morire prigionieri dei nostri stessi pensieri,di tutti quei pensieri che nel corso di una vita dolente o nolente immagaziniamo dentro di noi,filtriamo in base alle nostre stesse esperienze e conoscenze,un po come delle bolle di sapone che diventano sempre piu grandi..ma pur sempre bolle,chiuse ermeticamente con la realta esterna,insomma anche "noi" subiamo delle interferenze e dei limiti che la nostra stessa natura di uomini ci impone,che condizioneranno per sempre il nostro pensiero,la nostra stessa essenza,poi come tu stessa infatti affermi,tutto questo si trasforma inevitabilmente in consapevolezza ma anche distacco e semi-rassegnazione..allora ci si accorge che la nostra vita in realta segue un corso che vuole lui e che noi al massimo abbiamo l'illusione di poter cambiare(di uscire dalla bolla),una gigantesca illusione che forse,chissa possiamo riscattare solo con l'accettazione...(non potrebbe pure essere che proprio a quel punto inizia la vera liberta?)
capisci cosa ho inteso dire dopo tutto questo discorso?..forse sono stato troppo generico e astratto?
acquario69 is offline  
Vecchio 16-01-2007, 10.58.36   #8
Patri15
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be',sono tante le cose che penso riguardo a questo argomento,in termini piu pratici condivido quanto hai detto su chi sceglie di rimanere assuefatto,a chi sceglie l'omolagazione e capitola diventando poi pecora,gregge e schiavo di un sistema..pero poi arrivo a un certo punto e mi chiedo;..basta questa consapevolezza per essere completamente liberi?!..ad esempio,in chiave diciamo cosi filosofica mi viene in mente che forse si nasce liberi per poi morire prigionieri dei nostri stessi pensieri,di tutti quei pensieri che nel corso di una vita dolente o nolente immagaziniamo dentro di noi,filtriamo in base alle nostre stesse esperienze e conoscenze,un po come delle bolle di sapone che diventano sempre piu grandi..ma pur sempre bolle,chiuse ermeticamente con la realta esterna,insomma anche "noi" subiamo delle interferenze e dei limiti che la nostra stessa natura di uomini ci impone,che condizioneranno per sempre il nostro pensiero,la nostra stessa essenza,poi come tu stessa infatti affermi,tutto questo si trasforma inevitabilmente in consapevolezza ma anche distacco e semi-rassegnazione..allora ci si accorge che la nostra vita in realta segue un corso che vuole lui e che noi al massimo abbiamo l'illusione di poter cambiare(di uscire dalla bolla),una gigantesca illusione che forse,chissa possiamo riscattare solo con l'accettazione...(non potrebbe pure essere che proprio a quel punto inizia la vera liberta?)
capisci cosa ho inteso dire dopo tutto questo discorso?..forse sono stato troppo generico e astratto?

Il tuo discorso è molto chiaro: certo che anche noi subiamo interferenze e corriamo un forte rischio di rimanere imprigionati nella bolla con l'illusione di esserne usciti.

Sul termine "accettazione" è possibile incorrere in uno equivoco: accettazione razionale che cioè richiede cmq un nostro impegno, o accettazione e basta, nel senso di non potersi più distaccare da ciò che non è a noi consono.

Dovrebbe essere possibile risvegliare a gran voce il senso di responsabilità di ciascuno di noi e il senso di interconnessione che lo vede legato ad un contesto più ampio di cui è parte, in cui offre il suo contributo e da cui viene influenzato.

Psicologicamente questo coincide con un livello maggiore di maturità che potremmo paragonare alla saggezza della fase adulta della vita in cui il pensiero non si limita a se stessi, ma va oltre per connettersi ad un sistema più ampio di cui ciascuno, direttamente e/o indirettamente, è parte e a cui è chiamato a rispondere in modo pieno e responsabile.

Forse io, non certo tu, Acquario, ho fatto un po' di confusione!!

Grazie per la tua risposta, spero di rileggerti a breve.
Patri15 is offline  
Vecchio 16-01-2007, 22.40.20   #9
Pantera Rosa
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Riferimento: siamo davvero liberi?

Siamo liberi...?

Chissà quante volte ne hanno discusso i filosofi

Beh, è evidente che non siamo liberi di scegliere ciò che ci succede(il luogo in cui siamo nati, essere alti o bassi, avere delle malattie), però secondo me, siamo liberi di rispondere a quello che ci succede, nel senso, difronte a delle difficoltà:
tentare, agire, trovare delle soluzioni...

Parzialmente possiamo scegliere ciò che sembra giusto per noi.

La scelta come forma di libertà.

Pantera Rosa is offline  
Vecchio 18-01-2007, 14.40.54   #10
angelo della luce
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Riferimento: siamo davvero liberi?

Non siamo liberi perchè subiamo molti condizionamenti ma piccole libertà ce le possiamo prendere ogni giorno con le nostre decisioni,scelte,quando ci liberiamo da qualcosa che ci va stretto etc etc.Il mio anelito di libertà maggiore è quello mentale cioè non rimanere prigioniera di alcuni pensieri .
angelo della luce is offline  

 



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