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Vecchio 18-11-2007, 22.12.09   #11
hava
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Messaggi: 542
Riferimento: Lontano dagli occhi, vicino al cuore...e

Penso che una persona intensamente amata possa diventare una parte di noi stessi, e percio' non separabile dalla distanza fisica. Continuiamo a sentirci influenzati dal suo modo di pensare, a citarlo e persino a discorrere con lui e chiedergli consiglio. Ma non credo che si tratti di rapporto patologico ma piuttosto di un'esperienza che ha il potere di farci crescere.
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Vecchio 19-11-2007, 00.27.30   #12
marco gallione
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Data registrazione: 22-05-2007
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Chi ha il diritto di chiedere la lontananza dagli occhi?

Alcune riflessioni minime sul tema del cuore e degli occhi.
Sebbene le canzoni di Battisti che sono state citate, tanto perfette e così poetiche, rendano assai difficile l’esercizio.

Spero di non andare fuori tema, rispetto al quesito di Klee.


Non mi era mai capitato di vivere una storia d'amore, quand’anche non lunghissima, e di vedermi allontanato con tanta cautela, ancora dopo molti mesi, dalla mia (ex-)partner.

Di solito, le mie ex non mi hanno mai chiesto la lontananza dagli occhi, dopo che era finita (di solito per mano mia). Tutto sommato l’ho sempre trovato apprezzabile e giusto.

Mi spiego meglio.
Quando sono stato io a lasciare, non ho mai avuto nessuna riserva a concerderla, la vicinanza rispetto agli occhi, nella misura in cui mi si assicurava, o mi si faceva capire, che ciò non sarebbe stato per la mia ex un fastidio o un problema.

Mi è sempre sembrato sciocco, e immaturo, non essere aperti rispetto ad una richiesta più o meno velata di mantenere in piedi una (candida) amicizia, o anche una sana frequentazione pur anche fondata su un passato (d’amore o di passione) assai profondo.

Insomma, che ci sarà mai di male in qualche sms grazioso e amichevole ogni 15 giorni o una mail scherzosa di tanto in tanto, o che sò io.. magari anche un aperitivo una volta al mese.
Lo trovo naturale e sano in fondo.

D’altra parte trovo naturale che chi sia stato lasciato possa invece chiedere, se non addirittura pretendere, di essere anche lasciato in pace. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore si diceva qui..

Tra persone per bene che si sono stimate e che si sono comportate sempre lealmente, la regola – direi tentativamente (visto che umini e donne potrebbero approcciare la questione in maniera divergente, me ne rendo conto..) –, dovrebbe essere quella per cui:

- chi viene lasciato ha il diritto di chiedere il famoso “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, oppure di chiedere viceversa di mantenere una qualche forma di sana vicinanza, se preferisce;

- mentre chi lascia dovrebbe invece, educatamente, fare il piacere (ove non vi siano stati incidenti gravi che abbiano determinato la fine della relazione), di essere cordialmente accondiscendente alle aperture di chi è stato lasciato.

Ribadisco, dalla mia prospettiva (magari schematico-maschile): regola applicabile quando si discute di trenta-quarantenni per bene, grandi, educati e leali. Tra diciottenni e balabiotti non ci sono regole, questo ovviamente lo so.


Recentemente – proprio quando quello ad essere stato lasciato sono io - vedo dall'altra parte, dalla parte della mia Ibella (qualcuno qui riderà..), un inspiegabile..come dire... ritrosia, un celato timore al solo vedermi per caso in qualche luogo pubblico; quasi che anche un sms qualunque, che giunge a distanza di tre o quattro settimane dall’ultimo contatto (mai mi azzarderei ad invitarla anche solo per un aperitivo..), possa rievocare chissà quali spettri..

Per farla breve, potrei dire che stasera la lontanza dagli occhi voluta da parte di chi ti ha lasciato mi sembra un non senso.
La lontananza dagli occhi non dovrebbe forse volerla chi ha ancora paura? Chi - in fondo in fondo - ancora non ha superato e vuole guarire?

Il problema dovrebbe avercelo chi è stato lasciato. O no? La regoletta di cui sopra mi sembrava sensata…

Che dire d’altro? ..in fondo il problema dovrei averlo io.. Non dovrei forse essere io quello che - anzichè fare il garbato gentlemen a cadenze trisettimanali (ciao,come va? buon compleanno, e vi discorrendo..) - si attrezza ad imporre una prudente lontananza dagli occhi?!

Mi sento un po’ confuso.
Lontano dal cuore e, quindi, lontano dagli occhi?
C’è stato qualcosa, e noi invece preferiamo buttare tutto nel cesso?

Di cosa potrà mai avere paura chi ha deciso di lasciarti?
Che tu ci voglia riprovare?
Siamo ancora a quel livello-infantile là?

Lontano daglio occhi, poichè vicino al cuore?
marco gallione is offline  
Vecchio 19-11-2007, 10.27.35   #13
klee
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Riferimento: Lontano dagli occhi, vicino al cuore...e

Penso che è nello spirito che arde il fuoco dell'amore..

La purezza di spirito causa
così la purezza della passione;
è per questo che uno spirito grande
e puro ama con ardore, e vede con chiarezza ciò che ama.

Non è forse vero che tutte le volte
che una donna lascia se stessa per prendere
dimora nel cuore di altri, crea un posto libero per gli altri nel suo cuore? Conosco però chi dice che non è vero. Si oserà chiamare questa un’ingiustizia? E’ naturale restituire quanto si è preso.

L’attaccamento ad uno stesso pensiero
affatica e rovina lo spirito dell’uomo.
Per questo per la stabilità del piacere dell’amore è necessario talvolta dimenticare di essere innamorati; non è un’infedeltà, perché non si ama qualcun altro; è un riprendere le forze per amare meglio.

Lo si fa senza pensarci; lo spirito lo fa da sé,
la natura lo vuole; lo comanda.


Chi comanda nell'amore il cuore o lo spirito?
klee is offline  
Vecchio 19-11-2007, 10.34.42   #14
donella
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Riferimento: Chi ha il diritto di chiedere la lontananza dagli occhi?

Citazione:
Originalmente inviato da marco gallione
Di cosa potrà mai avere paura chi ha deciso di lasciarti?
Che tu ci voglia riprovare?
Siamo ancora a quel livello-infantile là?

Lontano daglio occhi, poichè vicino al cuore?

Buongiorno Marco (senza ridere, giuro!).

Perchè ipotizzi solo la "paura"?

Quando mi è capitato di comportarmi come la tua Ibella (e mi è capitato)... magari era soltanto perchè (non volermene, è solo un esempio di una tra miliardi di possibili motivazioni) dell'altro hai sintetizzato una così profonda dissonanza rispetto a quel che t'eri illusa di poter vedere e a quel che avevi ritenuto di appassionatamente amare.... che vederlo... diventa un colpo piuttosto feroce alla tua autostima. Diventa il "fastidio" di rievocare un tuo proprio errore (doloroso e madornale) , del quale l'altro non ha alcuna colpa, e rispetto al quale registri l'impotenza assoluta di tutti i protagonisti: sai che non c'è alcuna possibilità di reindossare gli occhiali rosa, e sai che senza quegli occhiali... l'altro è Tutto quel che è... ma non è e mai potrà essere quello che t'eri illusa ed avevi creduto potesse essere PER TE STESSA.

Altra ipotesi - terra terra ma frequente - nel comparto "fastidio" piuttosto che in quello "paura" : se sto frequentando qualcuno che davvero mi interessa, e se dunque desidero presentargli il "meglio di me"... può semplicemente infastidirmi il "pericolo incombente" di un sms o una mail o una telefonata... inopportuni (per me inutili e faticosi)... e che addirittura potrebbero generare in chi non mi conosce abbastanza la squallida e sciatta idea di "quella che non chiude nessuna porta gravitando in uno sciatto sistema di amorazzi".

Solo modestissimi esempi tra un'infinità di altri possibili....
donella is offline  
Vecchio 19-11-2007, 10.47.59   #15
hava
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Messaggi: 542
Riferimento: Nel cuore, semplicemente

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Ciao Klee,
hai pensato ad un tema bellissimo! Complimenti.

Io dico che quando qualcuno è nel tuo cuore, è vicino a te...ovunque si trovi realmente, indipendentemente dalla distanza o dalla vista.

A me capita di sentire irrazionalmente vicino qualcuno.
Dico irrazionalmente perché se si utilizza la ragione si sente di non poter giustificare "scientificamente" queste sensazioni ... però credo che avesse ragione il piccolo principe, o meglio la volpe: non si vede bene che col cuore...




Il mio viaggio e' cominciato dentro il cuore
di un piccolo uccello, un colibri'
che conoscemmo insieme io e te,
tanto tempo fa'.
Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta.
E tuttavia---quando gli dissi che la piccola Rae
stava crescendo e che io stavo andando
alla festa per il suo compleanno con un regalo---
lui rimase perplesso.

Per un pezzo badammo
a volare in silenzio,
e alla fine lui mi disse:
Ci capisco ben poco,
in quel che dici,
ma men che mai capisco
come mai tu ci vada a questa festa.
..........Puo' forse una distanza materiale
separarci davvero dagli amici?
Se tu desideri essere da Rae,
non ci sei forse gia'?

Rae, questo e' l'ultimo anniversario
che festeggio con te in modo speciale.
Dai nostri uccelli
ho imparato quanto segue:
Non posso venire da te,
perche' gia' ti sono accanto.

[RICHARD BACH ---"NESSUN LUOGO E' LONTANO"]
hava is offline  
Vecchio 19-11-2007, 11.32.12   #16
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
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Riferimento: Lontano dagli occhi, vicino al cuore...e

Nelle reazioni di chi ci ha lasciato, tendiamo a leggere sempre dei segnali importanti, che dovrebbero alimentare o negare le speranze di rivalutazione della nostra autostima, minata, e non può essere altrimenti, dall'abbandono.

Leggendo il post di Marco ed essendo stato nelle sue stesse condizioni, mi sono ritrovato molto d'accordo con lui. Anche la mia ex, pur avendomi lasciato, ha una paura estrema di vedermi e di stringere un rapporto diverso dal messaggio di cortesia per il compleanno o un "ciao, come stai?" telefonico, con cadenza mensile o bimestrale. A dire il vero nemmeno io so bene se ho tanta voglia di stabilire un rapporto che sia diverso da questo.In fondo, dopo una storia, soprattutto se molto lunga e tribolata come la mia, è praticamente impossibile stabilire un rapporto amichevole. Non c'è verso. E ritengo sia una cosa sana per entrambi evitarlo.

Anch'io, come Marco, ho sempre pensato che questo comportamento, questo pretendere una lontananza dagli occhi, stabilita la sua lontananza dal cuore, fosse segno di debolezza e di paura per le possibili reazioni, incontrollate, che lei potrebbe avere nel rivedermi.


Leggo Donella e, come spesso capita, mi illumina su quali potrebbero essere le altre ragioni per cui lei non voglia più vedermi e faccia di tutto per evitarlo. E mi trovo d'accordo con i due punti di vista alternativi che ha espressso.

Allora cosa può essere? Un giusto mix degli elementi citati: paura di provare delle cose ingovernabili (la metto per prima ma potrebbe essere anche secondaria come ragione), voglia di non vedere-ammettere i propri errori del passato nelle relazioni o nella scelta del partner, paura di compromettere la relazione attuale e, aggiungerei, nel caso di storie particolarmente tribolate, la ferma volontà di rompere lo schema del "tira e molla".

Per quanto riguarda proprio la lontananza legata ai luoghi: la grande città rappresenta un nascondiglio niente male per due amanti che si sono persi e non vogliono ritrovarsi, il paesino invece è pressapoco una trappola.

Marco, mettiamo che le nostre ex abbiano paura di rivederci perchè temono quello che possono provare davanti a noi. Cosa risolvono evitandoci? Non lo so, secondo me provano a mettere quanto più tempo è possibile tra noi e loro. Col tempo tutto passa...Ma, come dice Donella, è solo una delle possibili spiegazioni...
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 19-11-2007, 13.38.55   #17
klee
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Riferimento: Lontano dagli occhi, vicino al cuore...e

Per Marco e Vagabondo..

Ritorna la paura ..la paura che riafiorino i sentimenti..quelli veri o falsi,non si sa!
Penso che anche se gli occhi vedono gli occhi dell'altra persona..

Qualche parola muta fuoriesce
Qualcosa entra nel cuore

E lo muove..non significa che debba succedere qualcosa!Il cuore è vivo
e percepisce.
L'Amore è già dentro di noi
Noi nasciamo con l'Amore dentro

Gli occhi si ricordono le imagini insieme..e il nostro corpo è consapevole di quello che succede e il Cuore
nel suo silenzio
dice di andare
piano,piano
e
di ascoltare
la voce interna

Proviamo a chiudere gli occhi ed ascoltare cosa ci dice il Cuore

Il Corpo segue quello che gli Occhi trasmettono..
e il

C
U
O
R
E

e l'arbitro..

"Siamo essere umani, non siamo fatti di ferro diceva mia nonno..Biagio"
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Vecchio 19-11-2007, 19.33.38   #18
marco gallione
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Le due possibili letture che avanza Donella sono verosimili.
So che lei mi crederebbe quando le dicessi che le avevo considerate pure io quelle ipotesi, e poi pure scartate (almeno tentativamente, ipoteticamente, comunque senza certezze assolute sa va san dir..).
Questo solo perchè, quando c’è un riavvicinamento degli occhi (dicevamo sopra, trisettimanale...), nella più parte dei casi da parte della mia amata Ibella c’è una certa collaborazione, una certa cooperazione, fin’anche il riutilizzo di un certo slang, di termini ed espressioni in qualche modo complici usati ai bei tempi dell’innamoramento.
Di questo, con prudenza, devo dare atto.

Sennonchè (sennonchè!), a un certo punto, subentra un certo gelo invalicabile.
Che si unisce al fatto che Ella non assume iniziative che evochino un possible riavvicinamento degli occhi meno nervoso e frammentato.
Diciamo che – pur per quel poco di trisettimanale che resta – devo sempre fare tutto io. La Ibella al limite collabora come un notaio svizzero, solo un po’. E poi silenzio, che sembra dovuto.

Il Vaga, d'altra parte, scrive cose che mi (ci) fanno piacere, pur stando attento ad usare le dovute cautele: Vaga ammette la possibilità che esista una “paura” che porta lontano dagli occhi. E che cela ancora un sentimento di qualche tipo.

Non so chi abbia ragione, perchè ce l’hanno tutti un po’ di ragione.
E poi vi dicevo che sono confuso...

In definitiva, quel che mi accentua la confusione, ed anche una certa amarezza, è che – lontano o vicino dal cuore – quando subentra la lontananza anche dagli occhi (come autodifesa, o come condanna, o per tutte le altre ragioni che potrebbero capitare), l’esperienza di coppia si bagna di solitudine, si trasforma in un universo mentale di un singolo che – di riffa o di raffa – prova a mantenere vivo qualcosa che, anche per via della lontananza dagli occhi, lentamente se ne va.

Quando più sopra comentavo i versi di Battisti dicevo: è poetico e doloroso.

Anche quello che succede a me, nel mio piccolo, è poetico e doloroso.
Da qualche anno tendo a diventare più indulgente rispetto a me stesso.
Un tempo, il troppo indugiare rispetto ad una infatuazione o innamoramento non corrisposti (o supposti tali), mi avrebbe portato verso un auto-rimbrotto… un classico e risoluto “che ca…zo stai facendo, pirla?!” rivolto con efficacia a me stesso, nella certezza che avrei virilmente cambiato strada.
Oggi, sono più indulgente vi dicevo. La vedo un po’ più buonista…
Come ho già scritto una volta, mesi fa: io l’ho amata, e ho fatto la mia parte.
Anche lontano dagli occhi, l’ho tenuta vicino al cuore.
Qualche volta penso che, se dovesse sospettarlo, potrebbe anche avere il buon cuore di vederla come una cosa bella.
Ma probabilmente, comunque vada, non lo saprà mai questo, nè saprà mai (forse) nemmeno delle mie vicende forumiane.

Chissà se è più poetico o più doloroso tutto questo.
Stasera diciamo: più poetico

Ciao e grazie
marco gallione is offline  
Vecchio 19-11-2007, 23.12.24   #19
sentieroluminoso
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La passionalità

Non so se qualcuno l'aveva già ipotizzata, la butto lì, è il mio modo di essere con i suoi punti a favore ed i suoi lati oscuri. La passionalità. Vivo le storie che sento, con forte trasporto, è un sentimento mio, qualche volta condiviso o lasciato percepire, a volte rimane intimo, è fortissimo ed omnicomprensivo. Il canale in cui sfocia esternamente è spesso goliardico, adoro giocare con la testa e divertirmi con l'ingegno maschile esilarante nella sua geniale semplicità, altre volte è solo fisico. Quando provo tutte queste emozioni, voglio tenermele, a volte una roba finisce perchè ti rendi conto che non ce n'è, per quanti sforzi tu abbia fatto, a malincuore chiudi, devi arrestare il flusso di sangue più velocemente possibile e non ne vuoi vedere più scorrere neanche una goccia. Dopo un po' ti rattrista vedere che il sangue è diventato acqua colorata e per quanto mi riguarda preferisco archiviare tutte le emozioni belle senza ritornarci su. Se ho sentito forte non riesco a trasformare questo in null'altro.
sentieroluminoso is offline  
Vecchio 20-11-2007, 00.06.23   #20
marco gallione
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Markuzzo whimp, alias povera vittima

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Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Marco, mettiamo che le nostre ex abbiano paura di rivederci perchè temono quello che possono provare davanti a noi. Cosa risolvono evitandoci? Non lo so, secondo me provano a mettere quanto più tempo è possibile tra noi e loro. Col tempo tutto passa...Ma, come dice Donella, è solo una delle possibili spiegazioni...

Alla fine di una giornata da rigurgito post-Ibella, rispondo volentieri alla domanda del caro Vaga.

La pienezza di me che mi caratterizza (mia croce e mia delizia..) mi porta a muovere dal presupposto che il desiderio di "evitarmi" sia un desiderio assai strampalato.
In modo più nobile rispetto all'ego-pecoreccio che affligge il povero Markuzzo Gallione, magari anche il Vaga - suppongo - certe volte troverà stravagante che una sua ex cerchi di "evitarlo" (lontano dagli occhi si diceva, appunto).

Se dovessi prenderla con ironia, direi che chi mi vuole evitare è semplicemente un(-a) pazzo(-a) scellerato(-a).
Per usare gli adagi del populismo, direi robe del tipo: ... perle ai porci, chi non mi ama non mi merita, chi non beve con me, peste lo colga. Versi che stasera mi suonano ancor più poetici di quelli di lucio battisti.

Se, invece, come è meglio che sia, provassi a prendere il tema sul serio, direi anzitutto che la sensazione di essere "evitato" l'ho avuta - e ci sto attento, credetemi... - solo con la dolce e cara Ibella dei giorni recenti.
Solo con lei. Mai successo prima. Si vede che non me ne sarò mai accorto prima...

Riuscite ad immaginare che fatica possa essere confrontarsi con una fatua "lontano dagli occhi" per la prima volta, a 40anni?
Non vi dico.. terribile!

Si tratta di una circostanza ignota. Un alfabeto comportamentale che non conosco.
E' come se fossi stato catapultato di colpo dalla mia città in una città del Bangladesh, dove tutti parlano solo il dialetto stretto del Bangladesh (il "Bangladesh").
La Ibella, per quanto io mi sforzi di capire, parla solo il Bangladesh.
E io non conosco il Bangladesh (la lingua voglio dire).
Per cui non riesco proprio ad immaginare cosa ci stia dietro quelle strane frasi pronunciate in Bangladesh.

Il fatto che Ella voglia - presumo, facendo seguito alle sensatissime indicazioni di donella - dare esecuzione alla fatua del "lontano dagli occhi", mi risulta incomprensibile.

Posso solo pensare che sia pazza, o che assuma anfetamine per dimagrire.
E che io sia una povera vittima dell'estremo, di una che sono stato capace di tirarla fuori dal mazzo come la più sfortunata delle carte di picche, con tanto tanto impegno.

Vuole proteggere la sua nuova fiamma (se esiste, e se esiste peste lo colga! ) dagli inutili intrusi, ipotizza (la mitica) Donella?!
Può darsi...Ma è un fatto che io le avrò inviato un messaggio ogni 20/25 giorni, in orari di lavoro, in elegante abito da pomeriggio, con la discrezione di un gatto grigio a Londra quando c'è la nebbia, e il bon ton della migliore Lina Sotis.

Deve confrontarsi con la propria autostima, e ogni volta che mi vede pensa "ma guarda che str..nzata che ho fatto a tr...mbare con 'sto pupazzo..", ipotizza ancora (la mitica) Donella leggendo nella mente della Ibella-markuzza?!
Eeeeh?!!?!
Avrà decenni per pentirsi amaramente di non aver preso il treno quando era fermo in stazione.... la pazza mangia-anfetamine della Ibella ( ).

D'altra parte, raccolte le idee, si potrebbe formulare un giudizio probabilmente molto meno vittimista, e più ragionato (oltre che educato).
Ora mi c metto di impegno

In verità, le donne che ho incontrato in precedenza forse erano veramente delle grandi, responsabilmente protese ad essere coerenti con loro stesse, e ad accettare che - se con una persona ci hai fatto l'amore, ci hai dormito insieme, ti sei detto delle cose sincere, ed hai pensato che forse avrebbe potuto essere la persona giusta per te -, con quella persona prima o dopo ci devi avere un rapporto civile, altrimenti quella sarà la misura del tuo fallimento.

Lontano dagli occhi, volutamente lontano dagli occhi, stasera mi suona come la misura di un fallimento, se le ragioni fossero quelle che (graziosamente, come al solito) mi ha fatto notare donella.

Se fossero invece quelle del Vaga, allora magari ne riparliamo quando mi sono calmato .

Se fossero altre ancora, allora mi sa che mi devo prendere un traduttore Bangladesh-Italiano, visto che non ci capisco un'acca.

Ciao cari
marco gallione is offline  

 



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