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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 17-12-2007, 16.58.56   #21
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
La progettazione

Citazione:
Originalmente inviato da senzanome
io darò la mia risposta nella riformulazione delle domande.

La prima questione è: quando una donna si rassegna alla idea di non essere madre?
Quando una donna, che aveva deciso razionalmente in un dato momento della sua esistenza di mettere al mondo un altro essere umano, si rassegna all'idea di non riuscire a portare a termine il suo progetto?

[i]e quella donna se ne fa una ragione? Come converte le proprie pulsioni, se occorre convertire qualcosa? E attraverso quale percorso mentale, se ve ne è uno?[I/]
e quella donna come elabora il fatto di non essere riuscita a portare a termine il suo progetto?

la rassegnazione (magari anche deliberata, oppure subìta) ad una non maternità quali effetti ha su di sè, e sulle proprie relazioni con gli altri, anche sentimentali?
La constatazione di non essere riuscita a realizzare un progetto quali reazioni può avere sull'immagine del sè e sulla costruzione dei rapporti interpersonali?

Nella riformulazione delle domande è contenuta la mia risposta.
E la risposta alle domande sarebbe per me la stessa cambiando progetto.
Che ne so... Voler fare lo scrittore e non riuscirci. L'avvocato... o qualsiasi altra cosa.

Grazie Senzanome.
E' una tesi, quella del progetto mancato.
Diciamo allora che non riuscire a diventare madre è un po' come non riuscire a fare lo scrittore, o non riuscire ad andare a trovare gli amici del Lago Maggiore a Natale.
marco gallione is offline  
Vecchio 17-12-2007, 17.42.51   #22
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
Riferimento: Desiderio di maternità. Si sa quando comincia, ma non quando finisce?

Citazione:
Originalmente inviato da Nadége
La mia esperienza è questa: mi sono sposata a 24 anni.
A 32 circa, dopo svariati esami clinici ho realizzato che non sarei diventata madre.
Ho realizzato che.
Ma la rassegnazione è arrivata molto tempo dopo. Mi sono messa in discussione come donna, come persona. Ho dovuto "ricostruirmi".
Il percorso mentale è stato tortuoso, nel mio caso. Dovessi spiegarti come ci sono arrivata... non saprei farlo.
Certo è che, come credo chiunque dopo aver superato un ostacolo, senti di essere più forte.
Senti che a quel punto poche cose possono farti male.
Da quel momento in poi ti sembra che tutto ciò che ti accade sia una specie di distrazione da un dolore più grande che porti dentro di te.
Che ti ha cambiata per sempre.
Forse questa forza in più che senti di avere, nelle relazioni sentimentali non aiuta perché l'altro si rende conto che c'è una parte di te "inaccessibile".

Forse non ho detto nulla di più per chiarirti le idee. Ci ho provato...
Ciao!


Grazie nadege. Il tuo post è di notevole intensità, e aiuta a capire quello che è possibile capire.
marco gallione is offline  
Vecchio 17-12-2007, 22.51.44   #23
senzanome
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 17-04-2006
Messaggi: 163
Riferimento: La progettazione

Citazione:
Originalmente inviato da marco gallione
Grazie Senzanome.
E' una tesi, quella del progetto mancato.
Diciamo allora che non riuscire a diventare madre è un po' come non riuscire a fare lo scrittore, o non riuscire ad andare a trovare gli amici del Lago Maggiore a Natale.

io credo che non esista l'istinto materno.
quindi per me la maternità, al pari della paternità, è una scelta libera o che dovrebbe essere libera.
ed è un progetto di vita.
un progetto può non andare in porto per mille ragioni.
L'elaborazione della non realizzazione è direttamente proporzionale al valore che si dà a quel progetto.
Culturalmente la pressione alla maternità è molto forte, così tanto che la non riuscita del progetto può determinare nella donna un senso di non realizzazione esistenziale, nel senso proprio di realizzazione del proprio essere.
Dichiarare che l'istinto di maternità non esiste, pone la donna in una situazione di libertà. La libertà di poter fare una scelta d'amore, come qualsiasi altra scelta d'amore.
Inoltre, dichiarare che l'istinto materno non esiste pone anche l'uomo in una situazione di libertà, quella di fare una scelta d'amore.
Maternità e paternità sullo stesso livello, non il primo superiore al secondo.
Maternità e paternità.
una donna e un uomo che decidono liberamente, consapevolmente, di fare un figlio insieme.
parità di diritti e doveri per entrambi.

Forse così il mio pensiero è più chiaro.
Poste queste premesse, non penso che tu puoi saltare alla conclusione che per me non riuscire a diventare madre è come non riuscire ad andare a trovare gli amici del Lago Maggiore a Natale.
Ma se salti a queste conclusioni dal mio discorso, ti sarei grata se me ne spiegassi le ragioni.
senzanome is offline  
Vecchio 18-12-2007, 00.33.17   #24
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
Riferimento: La progettazione

Citazione:
Originalmente inviato da senzanome
io credo che non esista l'istinto materno.
quindi per me la maternità, al pari della paternità, è una scelta libera o che dovrebbe essere libera.
ed è un progetto di vita.
un progetto può non andare in porto per mille ragioni.
L'elaborazione della non realizzazione è direttamente proporzionale al valore che si dà a quel progetto.
Culturalmente la pressione alla maternità è molto forte, così tanto che la non riuscita del progetto può determinare nella donna un senso di non realizzazione esistenziale, nel senso proprio di realizzazione del proprio essere.
Dichiarare che l'istinto di maternità non esiste, pone la donna in una situazione di libertà. La libertà di poter fare una scelta d'amore, come qualsiasi altra scelta d'amore.
Inoltre, dichiarare che l'istinto materno non esiste pone anche l'uomo in una situazione di libertà, quella di fare una scelta d'amore.
Maternità e paternità sullo stesso livello, non il primo superiore al secondo.
Maternità e paternità.
una donna e un uomo che decidono liberamente, consapevolmente, di fare un figlio insieme.
parità di diritti e doveri per entrambi.

Forse così il mio pensiero è più chiaro.
Poste queste premesse, non penso che tu puoi saltare alla conclusione che per me non riuscire a diventare madre è come non riuscire ad andare a trovare gli amici del Lago Maggiore a Natale.
Ma se salti a queste conclusioni dal mio discorso, ti sarei grata se me ne spiegassi le ragioni.

Grazie senzanome. Ora è più chiaro.
La maternità è dunque un fatto di pressione culturale. In verità, l'istinto alla maternità non esiste.
Anche questa è una tesi.

Le ragioni delle tue tesi ce le devi spiegare tu, come hai appena fatto. Mica devo farlo io. Cosa vuoi che ne sappia io?
marco gallione is offline  
Vecchio 18-12-2007, 04.51.57   #25
acquario69
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Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
Riferimento: Desiderio di maternità. Si sa quando comincia, ma non quando finisce?

non so se era meglio postarlo qui o in quell'altro topic,comunque e' sempre collegato al tema maternita..
.. nonostante non potrei mai sentire cosa prova una donna nel caso specifico mi chiedo e (chiedo loro); ..la natura biologica da una parte e la cultura con i suoi condizionamenti da un altra quale ruolo occupano?...possibile che se il corpo della donna che e' pure strutturato sin dalla sua nascita,in modo che un giorno possa potenzialmente avere un figlio non abbia una qualche influenza nella vita stessa di una donna?..pensate possa comunque esistere un "conflitto" che prima o poi ognuna di voi senta in uno specifico momento della vostra vita,presumibilmente in una fascia d'eta dove la scelta in questione si fa "critica" e i tempi si riducono in spazi molto ristretti?
acquario69 is offline  
Vecchio 18-12-2007, 08.05.52   #26
senzanome
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Data registrazione: 17-04-2006
Messaggi: 163
Riferimento: La progettazione

Citazione:
Originalmente inviato da marco gallione
Grazie senzanome. Ora è più chiaro.
La maternità è dunque un fatto di pressione culturale. In verità, l'istinto alla maternità non esiste.
Anche questa è una tesi.

Le ragioni delle tue tesi ce le devi spiegare tu, come hai appena fatto. Mica devo farlo io. Cosa vuoi che ne sappia io?

E dove esattamente avrei chiesto io a te di spiegare le ragioni della "mia" tesi?
senzanome is offline  
Vecchio 18-12-2007, 10.30.41   #27
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: Desiderio di maternità. Si sa quando comincia, ma non quando finisce?

Citazione:
Originalmente inviato da marco gallione
Apprezzo molto gli interventi di tutti.
La mia domanda è articolata. E' divisa in 3 domande in sequenza, a ben vedere.

La prima questione è: quando una donna si rassegna alla idea di non essere madre?

Come dice giustamente la mia migliore amica del cuore Donella ( ) se la risposta fosse semplicemente "quando una entra in menopausa", non avrei posto il quesito, pur essendo io un sempliciotto.
Siccome però - stando agli esempi di cui sopra - credo che vi possa essere in alcuni casi una componente soggettiva che determina il passaggio di cui stiamo discutendo qui (la accettazione della rinuncia alla maternità), mi sarebbe piaciuto sapere da voi quando una si accorge, o prevede, di entrare in quella fase nuova. Se invece credete che sia solo una questione biologica che determina il prima e il dopo, allora va bene così lo stesso.
Personalmente però - ed è questo un profilo che trovo piuttosto serio da discutere - ho visto che alcune donne che tecnicamente potrebbero avere dei figli, che li hanno anche desiderati al pari di altre donne, a un certo punto decidono - loro - che non è più il caso. Immaginate il caso della single 35 di cui dicevo all'inizio, ben commentato sopra da Donella peraltro (la mia amica Donella ).

La seconda domanda è: e quella donna se ne fa una ragione? Come converte le proprie pulsioni, se occorre convertire qualcosa? E attraverso quale percorso mentale, se ve ne è uno?

Non credo di avere ricevuto moltissime indicazioni al riguardo. Ma sono fiducioso. Sono fiducioso nei forumisti.
Immaginate qui due casi possibili: la donna che non ha avuto relazioni adeguate per fare un figlio, o la donna che ha avuto problemi clinici. Elementi impeditivi diversi.

La terza domanda è dal mio punto di vista la più importante: la rassegnazione (magari anche deliberata, oppure subìta) ad una non maternità quali effetti ha su di sè, e sulle proprie relazioni con gli altri, anche sentimentali?

Non ho ricevuto indicazioni al riguardo. Ma sono sempre molto fiducioso.
Un aspetto che mi pare di intravedere è quello - forse possibile - relativo alla mancanza di entusiasmo rispetto a nuove relazioni sentimentali, laddove quella donna, per via del fatto che non ha avuto relazioni adeguate per fare un figlio, oppure perchè ha avuto problemi clinici, o per altre ragioni ancora, ha deciso o le è stato imposto di rinunciare alla maternità.

Grazie mille e Buon Natale.




Mettere al mondo un bambino non e' un "progetto" che si valuta razionalmente, ma realizzazione della nostra femminilita'. Il non riuscirci e' frustrante e porta con se conseguenze.

Se la donna che rinuncia se ne fa una ragione? dipende dalla sua capacita' di interpretare i propri sentimenti [non tutti ne sono capaci]. E' possibile che cerchi di spiegare razionalmente qualcosa che con ratio ci ha poco a che fare.

Seconda e terza domanda: la donna che non ha avute relazioni adeguate per fare un figlio, potrebbe forse avere problemi che influenzeranno le sue relazioni con altri anche in seguito [?]
Potrebbe essere una persona con difficolta' a legare o ad impegnarsi [?] E' possibile.

Alla fine tu parli della possibilita' di un trauma che impedisca di impegnarsi in nuove relazioni sentimentali.
E' possibile,ma nonostante la tua fiducia nei forumisti una risposta non la potrai avere qui.

Auguri di buon Natale e Capodanno.
hava is offline  
Vecchio 18-12-2007, 13.36.16   #28
Catone
Ospite abituale
 
Data registrazione: 10-01-2006
Messaggi: 193
Riferimento: Desiderio di maternità. Si sa quando comincia, ma non quando finisce?

Una donna ha come compito biologico quello di mettere al mondo figli. E' come mangiare: non è un atto cosciente, anche se ci sembra tale, dobbiamo farlo. Solo che se non mangi muori, se non fai figli vivi lo stesso.
La vita, per perpetuarsi, le studia tutte: una donna, arrivata all'età fertile, viene presa da una sorta di smania materna e riproduttiva, un impulso incontrollabile che serve proprio a spingerla a procreare, a perpetuare la vita. Se una donna non riesce a soddisfare questo impulso c'è da aspettarsi che lo stesso cresca smisuratamente fino a quando c'è una teorica possibilità di soddisfarlo. Altrimenti non si capirebbe perchè le donne si sottompongano a tutto pur di avere un figlio.
E' ovvio che quando una donna palpa con mano l'impossibilità definitiva di avere figli abbia un crollo. Psicofisico. E questo non deve necessariamente avvenire con la menopausa, può avvenire anche prima.
Un tempo le donne sterili, o meglio le donne di coppie sterili, subivano una sorta di dannazione sociale: al momento del crollo difficilmente si riprendevano (avete in mente le maestre zitelle di una volta?)
Ora una donna, con molto coraggio, può costruire un percorso nuovo e dare un senso alla propria esistenza al di là della maternità. Se ha forza, intelligenza e coraggio può contribuire in mille modi indiretti alla continuazione della specie.
Certo però che se la mancata maternità è stata una scelta allora il percorso sarà più difficile: il rimorso, più che la rassegnazione, sarà sempre dietro l'angolo.
Catone is offline  

 



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