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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 17-12-2007, 16.19.44   #1
vagabondo del dharma
a sud di nessun nord
 
Data registrazione: 28-08-2006
Messaggi: 245
Analfabetismo emotivo

Umberto Galimberti nel suo ultimo libro parla di analfabetismo emotivo, inteso come incapacità, soprattutto da parte dei più giovani, di decifrare i propri sentimenti e le proprie emozioni.

L'incapacità di leggere nel proprio animo, provoca solo un impulso all'azione, spesso svincolato dal proprio vissuto interiore.

Lui parla della necessità di educare i giovani fin dall'infanzia a riconoscere i propri stati d'animo individuando nella letteratura una delle materie più importanti per imparare il linguaggio delle emozioni umane. Individua invece nella televisione una delle cause principali di questa incapacità di riconoscere il proprio "sentire".

Trovo sia una cosa molto vera. Vi è mai capitato di non sapere bene quello che state provando? Di confondere un sentimento o un'emozione con un altro/a e di dar luogo a comportamenti disallineati rispetto alla vostra interiorità?
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 17-12-2007, 18.18.39   #2
Nadége
Ospite
 
Data registrazione: 10-11-2007
Messaggi: 31
Riferimento: Analfabetismo emotivo

Uhm... no, direi di no! Forse perché non sono più così giovane...
Non credo neppure di esserlo mai stata!

Quello di guardarmi dentro e capire cosa provo, per me è un esercizio quotidiano.
Lettura e scrittura aiutano molto in tal senso.
Beh... la tv (o tanta parte di essa) credo che ottenga esattamente l'effetto contrario.
Ci distrae da noi stessi.

Nadége is offline  
Vecchio 18-12-2007, 15.53.33   #3
sentieroluminoso
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 18-04-2007
Messaggi: 60
Riferimento: Analfabetismo emotivo

Si mi capita di non sapere con esattezza cosa sto provando e perchè, ammanto tutto con l'euforia e lascio che le emozioni ne siano pervase, senza codificarle. Lo faccio come esercizio, sono spesso, troppo spesso, portata a desiderare di capire, a volte, quando nessun danno ne scaturirebbe, voglio provare le cose così, senza codificarle. Emozioni mie, euforia mia, stati d'animo non per forza rispondenti a quelli di altri, ma che invece ne sono dipendenti attraverso il mio filtro. Utilizzo tutto ciò per lasciare ogni tanto la testa (e le pigne contenute all'interno) in ferie, lasciarmi andare come da bambina senza limiti, senza pericoli. Non si può far sempre e non è adatto a chi non tiene in funzione la produzione di pinoli continuamente, ma per chi come me anela a volte alla spensierata vivacità è un vero toccasana!
sentieroluminoso is offline  
Vecchio 18-12-2007, 17.03.00   #4
klee
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 04-01-2005
Messaggi: 0
Riferimento: Analfabetismo emotivo

L'analfabetismo emotivo si intende :

La mancanza di consapevolezza e quindi
di controllo e di gestione delle proprie emozioni
e dei comportamenti ad esse connessi

la mancanza di consapevolezza delle ragioni per
le quali ci si sente in un certo modo
l
L'incapacità a relazionarsi con le emozioni altrui – non riconosciute e non rispettate – e con i comportamenti che da esse scaturiscono.


Manca anche l'abilità a sviluppare l'empatia..questa empatia che arriva quando siamo quasi totalmente consapevoli delle nostre proprie emozioni.
Possiamo sentire l'altro e capire meglio le sue azioni.

Riesco a gestire bene il mio sentire...perchè mi osservo,sono stata abituata
da bambina a stare spesso sola con me stessa anche se avevo tanti bambini intorno a me.
Stando insieme ad altri riesci a conoscere bene i tuoi sentimenti..ma devi saperti ascoltare.
Penso che tutto parta dal momento della nascita.Le mie sorelle sono diverse..non tutti abbiamo le stesse esperienze.

Più maturi e più inizi a dividere dentro di te le diverse emozioni e inizi a analizzare.
Questo è..
questo mi sembra che sia..
ecc..

Tutto dipende dall'ascolto che abbiamo con noi stessi..
klee is offline  
Vecchio 18-12-2007, 18.26.11   #5
nevealsole
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Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
Riferimento: Analfabetismo emotivo

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Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Vi è mai capitato di non sapere bene quello che state provando? Di confondere un sentimento o un'emozione con un altro/a e di dar luogo a comportamenti disallineati rispetto alla vostra interiorità?

Ogni giorno?

E' difficile avere sempre la percezione chiara delle proprie emozioni.
Avere la percezione chiara di ciò che provo necessitarebbe analisi minuziosa che non sempre affronto, a volte per superficialità, altre volte per vigliaccheria.
Però questo dà indubbiamente luogo a comportamenti disallineati o, ancor più, a non comportamenti. Resto immobile per non sapere come muovermi...

Bel tema!

nevealsole is offline  
Vecchio 20-12-2007, 01.00.47   #6
vagabondo del dharma
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Messaggi: 245
Riferimento: Analfabetismo emotivo

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Originalmente inviato da nevealsole
Ogni giorno?

E' difficile avere sempre la percezione chiara delle proprie emozioni.
Avere la percezione chiara di ciò che provo necessitarebbe analisi minuziosa che non sempre affronto, a volte per superficialità, altre volte per vigliaccheria.
Però questo dà indubbiamente luogo a comportamenti disallineati o, ancor più, a non comportamenti. Resto immobile per non sapere come muovermi...

Bel tema!


Ciao Neve,

mi riferivo a sentimenti di medio-lungo periodo. Quelli ad onda lunga, proprio quelli che creano più confusione.

Osservarli, imparando a riconoscerli trovo anch'io sia molto difficile, ma per ricollegarci alla nostra parte più vera, separandola dal resto, è forse indispensabile.


Comunque è vero, spesso facciamo di tutto per non volerli guardare in faccia evitando di scegliere.
vagabondo del dharma is offline  
Vecchio 20-12-2007, 19.07.56   #7
nevealsole
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Riferimento: Analfabetismo emotivo

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Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Ciao Neve,

mi riferivo a sentimenti di medio-lungo periodo. Quelli ad onda lunga, proprio quelli che creano più confusione.

Osservarli, imparando a riconoscerli trovo anch'io sia molto difficile, ma per ricollegarci alla nostra parte più vera, separandola dal resto, è forse indispensabile.


Comunque è vero, spesso facciamo di tutto per non volerli guardare in faccia evitando di scegliere.


Ho letto la recensione del libro (quello sul nichilismo?)

Credo però che dovremmo far chiarezza, perché emozioni sono una cosa... sentimenti sono altra cosa (Arsenio, se ci leggi dacci una mano tu!!!)

Io credo che i comportamenti apatici dei giovani siano provocati forse da una non consapevolezza delle proprie emozioni (es. rabbia, paura, angoscia) che dal mio punto di vista sono tratti caratteriali presenti in ognuno di noi (le emozioni, dico), che possono solo essere gestite.
Es. io sono ansiosa, però acquisita l'informazione sul cosa sia l'ansia e capite le reazioni che il mio organismo associa all'ansia, riesco a farla diminuire o comunque a controllarla: so che l'ansia mi dà tachicardia, la tachicardia non mi aumenta più l'ansia perché la consapevolezza dell'emozione mi aiuta a ridurre i sintomi (insomma un garbuglio, spero sia chiaro).
I sentimenti secondo me sono altra cosa.
Il discorso sul lungo periodo che fai tu non lo comprendo del tutto, però non vorrei che fosse abitudine a determinati sentimenti.
Però, ripeto, non ho capito cosa intendi.
Circa il problema dell'anaffettività dei giovani, credo sia vero che il sentimento taciuto può sul finale sfogare in modo incontrollabile (ad esempio, reprimo la rabbia non sfogata che degenera nel raptus di violenza del soggetto "tranquillo"), però credo anche che dipenda da altri fattori (vita ovattata dagli abusi e dal tentativo dei genitori di facilitare i propri figli, incapacità di metabolizzare il rifiuto perché non lo si è mai ricevuto nel percorso di crescita, e così via).
Certo è che una società basata sul "fai quello che ti senti" o "se ti va fallo" è una società pericolosa, ma a molti giovani sento esprimere concetti di questo genere.
Mi pareva tu dicessi, tempo fa, qualcosa in merito all'importanza dell'educazione civica. Condivido, è importante nella formazione avere delle regole, sapere perché esistono e imparare a rispettarle.
Non so se succede anche da te, io - per fare un esempio - sempre più spesso incontro adolescenti all'uscita della scuola che noncuranti del semaforo rosso attraversano in piccoli branchi la strada mentre passano le auto: ignoranza delle regole o voglia di trasgredirle?
nevealsole is offline  
Vecchio 21-12-2007, 00.24.01   #8
vagabondo del dharma
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Originalmente inviato da nevealsole
Ho letto la recensione del libro (quello sul nichilismo?)

Credo però che dovremmo far chiarezza, perché emozioni sono una cosa... sentimenti sono altra cosa (Arsenio, se ci leggi dacci una mano tu!!!)

Io credo che i comportamenti apatici dei giovani siano provocati forse da una non consapevolezza delle proprie emozioni (es. rabbia, paura, angoscia) che dal mio punto di vista sono tratti caratteriali presenti in ognuno di noi (le emozioni, dico), che possono solo essere gestite.
Es. io sono ansiosa, però acquisita l'informazione sul cosa sia l'ansia e capite le reazioni che il mio organismo associa all'ansia, riesco a farla diminuire o comunque a controllarla: so che l'ansia mi dà tachicardia, la tachicardia non mi aumenta più l'ansia perché la consapevolezza dell'emozione mi aiuta a ridurre i sintomi (insomma un garbuglio, spero sia chiaro).
I sentimenti secondo me sono altra cosa.
Il discorso sul lungo periodo che fai tu non lo comprendo del tutto, però non vorrei che fosse abitudine a determinati sentimenti.
Però, ripeto, non ho capito cosa intendi.
Circa il problema dell'anaffettività dei giovani, credo sia vero che il sentimento taciuto può sul finale sfogare in modo incontrollabile (ad esempio, reprimo la rabbia non sfogata che degenera nel raptus di violenza del soggetto "tranquillo"), però credo anche che dipenda da altri fattori (vita ovattata dagli abusi e dal tentativo dei genitori di facilitare i propri figli, incapacità di metabolizzare il rifiuto perché non lo si è mai ricevuto nel percorso di crescita, e così via).
Certo è che una società basata sul "fai quello che ti senti" o "se ti va fallo" è una società pericolosa, ma a molti giovani sento esprimere concetti di questo genere.
Mi pareva tu dicessi, tempo fa, qualcosa in merito all'importanza dell'educazione civica. Condivido, è importante nella formazione avere delle regole, sapere perché esistono e imparare a rispettarle.
Non so se succede anche da te, io - per fare un esempio - sempre più spesso incontro adolescenti all'uscita della scuola che noncuranti del semaforo rosso attraversano in piccoli branchi la strada mentre passano le auto: ignoranza delle regole o voglia di trasgredirle?

Sì, non sono stato chiarissimo sulla cosa, forse perchè ho assimilato sentimento ed emozione alla parte irrazionale di ognuno di noi, portandoti fuori strada.

Focalizzo la questione, sperando di risultare più chiaro. Diciamo che mi riferivo ai sentimenti. Se mi guardo intorno, nella mia cerchia di amicizia e conoscenza, anche non giovanissima, vedo una grande confusione. Scelte d'amore assolutamente funanboliche ed incoerenti. Credere di amare una persona e accorgersi dopo poco che non era così, ritornare sui propri passi e sbandare ancora. Insomma, molti sembrano disorientati quando si devono guardare dentro e capire quello che sentono, che spesso è diverso da quello che vogliono. Ma come capirlo? Quali i segnali?

A me è capitato un po' di tempo fa. Ho trovato un'estrema difficoltà a riconoscere i miei sentimenti, a certificarne l'esistenza o meno nei riguardi di una persona. Lo so che i sentimenti o sono o non sono, soprattutto in amore, ma spesso esiste un limbo, un alone incerto, che non ti permette di capire quello che provi. Parla una lingua che non comprendi, oppure il tono della voce è troppo basso.
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Vecchio 21-12-2007, 10.29.12   #9
nevealsole
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Riferimento: Analfabetismo emotivo

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Originalmente inviato da vagabondo del dharma
Insomma, molti sembrano disorientati quando si devono guardare dentro e capire quello che sentono, che spesso è diverso da quello che vogliono. Ma come capirlo? Quali i segnali?

Continuo a non capire del tutto.
Io, in realtà credo che in molti casi quando siamo chiamati a scegliere, facciamo equivalere il sentire al volere.
Ovvero: voglio dare spazio alle mie sensazioni.
Utilizziamo cioè quello che sentiamo come indice del nostro volere, forse perché l'individualismo a cui siamo ormai abituati ci porta a ritenere importante sopra tutto il soddisfacimento dei nostri bisogni o supposti tali (ovvero quelli che si manifestano col sentire).
Mentre ricordo (chi era Manzoni che diceva "Volli, fortissimamente volli?") che prima il volere era posto in contrapposizione col sentire ed unito alla nostra parte razionale (reprimo i miei sentimenti per agire secondo ragione).
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Vecchio 21-12-2007, 17.37.27   #10
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Riferimento: Analfabetismo emotivo

Purtoppo si.... appena ho letto il titolo della discussione mi è tornato subito in mente il ricordo di un lungo periodo della mia vita (dai 11 a 17 anni) dove mi sono sempre ritenuto un apatico, mentre ero esattamente l'opposto!
Sto parlando sia di sentimenti a lunga durata come emozioni temporanee.
Mi ricordo che non riuscivo ad esprimere alcun tipo di emozione, ma non perchè le stavo reprimendo, ma perchè proprio non sapevo cosa era!!!!
L'uniche emozioni che sapevo identificare erano la rabbia e l'imbarazzo, ma per il resto qualsiasi altra cosa provassi mi trovavo in alto mare senza sapere cosa stavo provando.
Io ho un ipotesi del perchè non riuscivo a identificare l'emozioni: ero estremamente lunatico!!! Ma una lunaticità da cambiare stato d'animo nell'arco di 2/10 min (provate a pensare nell'arco della giornata quante emozioni provavo), e quindi questa confusione emotiva, questo alternarsi di stadi in modo così drastico e istantaneo, penso che mi abbiano portato ad avere bisogno di un libretto personale d'istruzioni sulle emozioni.

Ma tutto il male non vien per nuocere... del resto l'unica cosa che potevo fare era di cercare una motivazione a quel tipo di emozione (anche se non sapevo di cosa si trattava). Ma riflettendo sul perchè provavo quello stato d'animo era come se trattenessi dentro di me quell'emozione... e quindi avevo la possibilità di identificarla, invece di far prendere il posto ad un'altra.
Così non è che non sono più lunatico, ma ho portato la mia lunaticità a livelli normali, dove gli stati d'animo cambiano solo in certi periodi (in base a quello che accade) ma perdurano per molto tempo, sia emoz. negative che positive (del resto si prende ciò che seminiamo).

Insomma... tutto questo discorso per arrivare al punto! L'analfabetismo emotivo è molto presente, e mi torna perfettamente ciò che ha detto Vagabondo del Dharma:

Citazione:
incapacità, soprattutto da parte dei più giovani, di decifrare i propri sentimenti e le proprie emozioni.

L'incapacità di leggere nel proprio animo, provoca solo un impulso all'azione, spesso svincolato dal proprio vissuto interiore.

Lui parla della necessità di educare i giovani fin dall'infanzia a riconoscere i propri stati d'animo individuando nella letteratura una delle materie più importanti per imparare il linguaggio delle emozioni umane

Nient'altro da aggiungere
CIAO
Mr.Chakra is offline  

 



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