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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 11-01-2008, 02.32.53   #31
Maura
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Riferimento: Perchè viviamo?

QUOTE=ZioZen]Quando ho cominciato ad indagare in maniera più consapevole, mi sono trovato di fronte a dimensioni di spazio e tempo prive di significato sotto l'aspetto dello spazio e del tempo come noi occidentali li concepiamo secondo i nostri schemi e il nostro linguaggio alquanto lineare[/quote]
Un cordiale saluto a te ZioZen.
Ti sarei grata se tu volessi approfondire la parte quotata. Questa frase mi ricorda un concetto espresso da una persona speciale che cercava di spiegarmi come il concetto lineare del tempo porti ad essere prigionieri di esso e quindi a non VIVERE PIENAMENTE LA PROPRIA VITA.
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Vecchio 11-01-2008, 02.51.13   #32
Maura
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Data registrazione: 08-01-2007
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Riferimento: Perchè viviamo?

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
feng qi, Mi raccomando,non prendarla come polemica,ma vorrei precisarti che condivido pienamente con te quando dici che il fine supremo della vita è il vivere,questo lo è per tutto il genere animale, ma all'umano,"Portroppo forse", gli è capitato addosso un'intelletto che lo rende un poco differente dal resto del suo genere,per cui se questo umano,credente o non credente,"nessuno escluso" agisce,pensa,si preoccupa,ecc.ecc.quale è lo scopo di tutte queste azioni? che cosa ne vuol ricavare? E' la risposta a questo che io vado in cerca.espert37

Caro expert37,
sono le 2,40 del mattino, ma voglio aderire alla tua ricerca, ponendoti un’altra domanda.
“Ma in fondo, in fondo, il nostro fine ultimo non è accoppiarci e far proseguire la nostra specie, come fanno tutti gli altri animali?"
Noi ereditiamo i geni dei nostri antenati e una spinta quasi incontrollabile ci porta a voler trasmettere questi geni ad altri perché continuino in eterno.
Che cosa ne pensi?
Continuerò a leggerti sul cellulare, anche se ormai la discussione è molto lunga e ci vuole pazienza a sfogliare tutte le pagine.
Maura is offline  
Vecchio 11-01-2008, 11.45.27   #33
ZioZen
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Riferimento: Perchè viviamo?

Citazione:
Originalmente inviato da Maura
QUOTE=ZioZen]Quando ho cominciato ad indagare in maniera più consapevole, mi sono trovato di fronte a dimensioni di spazio e tempo prive di significato sotto l'aspetto dello spazio e del tempo come noi occidentali li concepiamo secondo i nostri schemi e il nostro linguaggio alquanto lineare
Ti sarei grata se tu volessi approfondire la parte quotata. Questa frase mi ricorda un concetto espresso da una persona speciale che cercava di spiegarmi come il concetto lineare del tempo porti ad essere prigionieri di esso e quindi a non VIVERE PIENAMENTE LA PROPRIA VITA.Un cordiale saluto a te ZioZen.

Un cordiale saluto a te, Maura, bentrovata.
Immagino di essere il punto di una retta, la retta della mia vita. Percorrendo, ho un passato, che prosegue, diventa oggi, e diventerà futuro. Essendo una retta, della mia vita, ha un qualche inizio, e deve avere una fine. E se le altre vite le considero rette, quante volte ci toccheremmo? allora è tutto prevalentemente staccato? Non mi soddisfa! Se penso che la mia vita è circolare, da quel punto in cui sono, posso vedere tutto del cerchio. E mi torna anche a livello di esperienza. La primavera torna, sempre simile, ma mai uguale. Una temperatura simile, ma mai uguale. Un filo derba che rinasce simile, ma rinnovato. E così per tutte le stagioni. Ed il giorno e la notte, sempre simili, ma mai uguali. Tutto ritorna sempre, simile, ma rinnovato. In un ciclo di morte e rinascita. Io stesso ogni giorno, ogni momento, sono simile a ieri, ma oggi rinnovato. E sono simile a 10, 15, 30 anni fa, ma rinnovato.
Ogni giorno è come se morissi, e mi rinnovassi. Allora, la morte non potrebbe essere solo un movimento di un continuo divenire? Di una continua trasformazione in qualcosa d'altro? Qualcosa che si trasforma, e si manifesta col rinnovamento e nel rinnovamento?
E posso aumentare l'immagine, pensando a tutta la vita come una retta, e a tutta la vita come un cerchio: tutto cambia nella mia immagine del movimento rispetto all'una o all'altra.
Ed il nostro linguaggio. Così intrinsecamente ancora ancorato al meccanicismo, al riduzionismo, al dualismo, alla scomposizione, alla classificazione; bene e male, salute e malattia, paradiso e inferno. E lo stesso spazio e tempo, una dualità. Ma Einstein diceva che spazio/tempo sono intrinsecamente connessi. Sono una sola unità che si manifesta nel due, e che quel due siamo noi a scinderlo, ma è intrinsecamente inscindibile, intrinsecamente in relazione. E allora l'Unità, come dicevano gli antichi taoisti. Il dinamismo. Religiosamente parlando, non c'è DALL'uno nasce il due, DAL due nasce il tre, DAL tre i diecimila esseri, ma CON l'uno nasce il due, COL due nasce il tre. Nascono contemporaneamente, si generano contemporaneamente, senza un'origine che dà il via, la partenza a tutte le cose, ma tutto diviene, intrinsecamente connesso in rete, in relazione. E' tutto circolare, niente di lineare.
Pensare Dio in questa prospettiva? E' una possibilità! Dio non come origine, come il Creatore, come giudice, come "staccato" da noi, come duale, ma Dio che si rinnova continuamente al nostro rinnovarsi... lo si può applicare alla famiglia, ai nostri avi, a tutto; passsato, presente, futuro che divengono, in relazione, in rete.
Lo stesso spazio, noi concepiamo il vuoto come qualcosa di negativo, di passivo, quasi di non esistenza. Ma il vuoto è la potenza, ciò che mi consente di riempire e di svuotare. Il vuoto di questo forum, che mi consente di scrivere; senza il vuoto il forum sarebbe pieno. E nulla più diverrebbe. Ecco che tutti i concetti di bene e male, di positivo e negativo sono mutati, sono trasformati attraverso il concetto del divenire, della continua trasformazione, di morte, rinascita, rinnovamento, ciclicamente.
Ho messo giù solo un granellino della polverina di una pillolina, vogliate perdonarmi
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Vecchio 11-01-2008, 18.06.58   #34
veraluce
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Riferimento: Perchè viviamo?

Citazione:
Da ZioZen:
Ad esempio, quando si leggono i testi antichi cinesi, non c'è mai scritto che un saggio ha le emozioni equilibrate (leggi COSTANTEMENTE equilibrate); quindi che non prova rabbia, o sofferenza, o che è in uno stato COSTANTE di serenità interiore, di beatitudine. C'è scritto, invece, che il saggio prova tutte le emozioni di un essere umano, ma attraverso una pratica costante riesce velocemente ad equilibrarle
L'equilibrio, per quanto mi riguarda, è come il muovere il bastone di un equilibrista che cammina su un filo. sono piccolissimi spostamenti un po' di qua, un po' di là. Non è l'equilibrio statico di una bilancia, in cui non c'è movimento, ma è proprio l'adattamento al movimento che crea l'equilibrio.
Nella mia esperienza personale mi ci ritrovo perfettamente.

Ciao ZioZen!
Ammetto che non l'avevo mai messa in questi termini... comunque il punto fermo resta comunque nella conoscenza di sé stessi, no? Nel senso che devo sapere che sono un equilibrista... altrimenti non vado da nessuna parte... o sbaglio?



Citazione:
Da ZioZen:
Io credo che i rapporti altruistici debbano manifestarsi sempre in un rapporto circolare, e questa è una condizione interiore; l'altruismo è solo un rapporto unidirezionale. Io do, ma anche ricevo. Abbraccio, e mi torna indietro il piacere di essere abbracciato, ma anche di abbracciare. Questo anche se non sono corrisposto. Ci sono rimasto male se non mi è stato corrisposto, ma sono contento comunque di aver abbracciato. Non per essere un infermiere morale o psicologo, ma semplicemente perché riceviamo e diamo, costantemente diamo e riceviamo. E a volte si dà senza che l'altro ci ripaghi, ma ciò che ci torna indietro è il solo, semplice piacere di aver dato...ed è un modo anche questo di ricevere, e sentirsi appagati.

Non lo so sinceramente quale sia la condizione interiore per cui possono manifestarsi i rapporti altruistici... possono sicuramente essere circolari come dici tu... se sto bene come sono al naturale, e al naturale sono altruista vuol dire che questo mi fa star bene, mi appaga... altrimenti proverei a cambiare atteggiamento... credo...


Citazione:
Da ZioZen:
La vita stessa ce lo insegna. E' una regola naturale che si inspiri e si espiri. Ricevere e dare.
Se poi diventa spontaneo, credo sia la massima espressività di ciò che si chiama "cuore". Ma non per questo non posso ragionarci a posteriori, sia sulla semplicità che sulla spontaneità.

Probabile che io non ci ho mai ragionato molto... per questo "definire" mi riesce difficile... e forse scambio il significato di un termine per un altro... ad esempio avendo dato un significato egoistico al termine "piacere", mi sembrava strano usarlo per indicare qualcosa che si origina da un gesto altruistico... e invece ho capito che non necessariamente deve avere il significato che io gli attribuivo...



Citazione:
Da ZioZen:
Così come ci sarebbe da chiacchierarsela sui vari significati di "spontaneità", come la intendiamo e come la attuiamo, sulla spontaneità del bimbo, del vecchio, di chi è spontaneo ma rozzo, di chi ha acquisito la spontaneità attraverso una pratica e un'abilità.

Citazione:
Da ZioZen:
Si certo, si potrebbe dire che tu sei così, o anche che ci sei divenuta "così"...chissà. Si può parlare di vari punti di vista, di karma, di vite precedenti, di incontri "fortuiti", di direzioni più o meno consapevoli, di un tipo di educazione piuttosto che un altro, di alimentazione mediterranea che, magari, rispetto ad una alimentazione mc donald ti ha portato a fare un certo cammino piuttosto che un altro, rispetto a ciò che potevi essere, etc. etc. etc....si può parlare di tante cose e vederle sotto tanti punti di vista.
Ognuno di noi è unico e irripetibile, figuriamoci le relazioni che instauriamo con qualsiasi cosa nella nostra vita...mi vengono le vertigini solo al pensarci...

Belli questi spunti... direi lungimiranti... spero che si avrà occasione di approfondire anche queste cose...

Pace & Amore a te ZioZen!
veraluce is offline  
Vecchio 12-01-2008, 10.47.32   #35
espert37
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Riferimento: Perchè viviamo?

Citazione Da Maura:Caro expert37,
sono le 2,40 del mattino, ma voglio aderire alla tua ricerca, ponendoti un’altra domanda.
“Ma in fondo, in fondo, il nostro fine ultimo non è accoppiarci e far proseguire la nostra specie, come fanno tutti gli altri animali?"
Noi ereditiamo i geni dei nostri antenati e una spinta quasi incontrollabile ci porta a voler trasmettere questi geni ad altri perché continuino in eterno.
Che cosa ne pensi?
Continuerò a leggerti sul cellulare, anche se ormai la discussione è molto lunga e ci vuole pazienza a sfogliare tutte le pagine.

Carissima Maura, La tua affermazione,è legittima,ma non è il fine ultimo secondo mè,é un fine importante,ma di componente più fisica che morale. l'umano è composto di materia e di spirito,e la percentuale di spirito,(l'anima) è presente im percentuale maggiore nell'umano,intendo dire anche per importanza.per cui il nostro fine ultimo è sopratutto raggiungibile con valori morali. Nell'AMORE,del quale, il sesso,la procreazione e la continuazione della specie sono importantissimi componenti,ma non costituiscono la totalità.
Tutto ciò è solo il frutto di mie personali riflessioni,
Ciao Maura, è appagante colloqiare con tè. a risentirci. espert37
espert37 is offline  
Vecchio 12-01-2008, 12.00.36   #36
veraluce
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Riferimento: Perchè viviamo?

Per Espert:

Dalla mia risposta al post di ZioZen:
Citazione:
Probabile che io non ci ho mai ragionato molto... per questo "definire" mi riesce difficile... e forse scambio il significato di un termine per un altro... ad esempio avendo dato un significato egoistico al termine "piacere", mi sembrava strano usarlo per indicare qualcosa che si origina da un gesto altruistico... e invece ho capito che non necessariamente deve avere il significato che io gli attribuivo...

Caro Espert37,
ho capito che forse anche te non davi un'accezione egoistica al termine piacere... probabilmente quello che tu descrivi come "ricavare piacere", io lo indico come "essere me stessa". Ad esempio quando magari non faccio la cattivella e cerco di andare incontro agli altri, per me è "essere me stessa", mentre tu per indicare la stessa cosa usi dire che si "ricava piacere"... credo che le due cose combacino, per cui sto comprendendo che su questo punto condividiamo lo stesso pensiero...


Quindi, stavolta tocca a me chiederti scusa se non ti ho capito prima...
E poiché i tuoi input hanno contribuito ad espandere la mia comprensione... spero che ti faccia tanto "piacere" saperlo... Grazie...

Un per te!
veraluce is offline  
Vecchio 12-01-2008, 12.17.26   #37
ZioZen
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Riferimento: Perchè viviamo?

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Carissima Maura, La tua affermazione,è legittima,ma non è il fine ultimo secondo mè,é un fine importante,ma di componente più fisica che morale. l'umano è composto di materia e di spirito,e la percentuale di spirito,(l'anima) è presente im percentuale maggiore nell'umano,intendo dire anche per importanza.per cui il nostro fine ultimo è sopratutto raggiungibile con valori morali. Nell'AMORE,del quale, il sesso,la procreazione e la continuazione della specie sono importantissimi componenti,ma non costituiscono la totalità.
Tutto ciò è solo il frutto di mie personali riflessioni,
Ciao Maura, è appagante colloqiare con tè. a risentirci. espert37
Per un orientale (parlo chiaramente di qualcosa che si riferisce ai testi classici), una tale distinzione, tra fisico, mentale, morale, etico, spirituale, non avrebbe alcun senso, anzi, credo che ci guarderebbe in maniera un po' strana. Io sono fermamente convinto che non esista una "classifica" da attuare tra morale e fisico, nel senso che la morale si esprime con e attraverso il corpo, ma anche viceversa. Ricordiamoci che il corpo è la possibilità di ogni nostra azione, ma ho grosse difficoltà a percepirlo come "macchina al servizio della mente". E' chiaro che una simile distinzione ci arriva da un iperaccentuato modello culturale ed interpretativo, di cui noi siamo intrisi, il meccanicismo seicentesco, che ancora oggi la fa da padrone.
Sotto un certo punto di vista, caro Expert, ti do ragione, ma sotto un altro punto di vista, consentimi di dire in maniera un po' più ampia, che la procreazione non è affatto un semplice atto più fisico che morale, o viceversa: sinceramente non riesco a dare una valenza più all'uno che all'altro aspetto. Il sesso, inteso come procreazione è intriso di entrambi gli aspetti in egual misura, compreso l'amore per il proprio partner e la responsabilità che necessita nell'educare un figlio, che rappresenterà poi "il suo futuro, il futuro dei genitori, il futuro dell'umanità intera".
Ma è probabile che stiamo dicendo la stessa cosa tutti e tre, dato che un sano senso di responsabilità verso la famiglia, possa essere un buon punto di partenza anche per un sano senso di responsabilità verso il tutto.
Io credo che l'essere umano sia la più alta manifestazione di un potenziale equilibrio tra fisico, mentale e spirituale, ma non riesco, perdonatemi, a vederlo in maniera piramidale...
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Vecchio 12-01-2008, 14.56.36   #38
espert37
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Riferimento: Perchè viviamo?

Citazione da ZioZen:
Per un orientale (parlo chiaramente di qualcosa che si riferisce ai testi classici), una tale distinzione, tra fisico, mentale, morale, etico, spirituale, non avrebbe alcun senso, anzi, credo che ci guarderebbe in maniera un po' strana. Io sono fermamente convinto che non esista una "classifica" da attuare tra morale e fisico, nel senso che la morale si esprime con e attraverso il corpo, ma anche viceversa. Ricordiamoci che il corpo è la possibilità di ogni nostra azione, ma ho grosse difficoltà a percepirlo come "macchina al servizio della mente". E' chiaro che una simile distinzione ci arriva da un iperaccentuato modello culturale ed interpretativo, di cui noi siamo intrisi, il meccanicismo seicentesco, che ancora oggi la fa da padrone.
Sotto un certo punto di vista, caro Expert, ti do ragione, ma sotto un altro punto di vista, consentimi di dire in maniera un po' più ampia, che la procreazione non è affatto un semplice atto più fisico che morale, o viceversa: sinceramente non riesco a dare una valenza più all'uno che all'altro aspetto. Il sesso, inteso come procreazione è intriso di entrambi gli aspetti in egual misura, compreso l'amore per il proprio partner e la responsabilità che necessita nell'educare un figlio, che rappresenterà poi "il suo futuro, il futuro dei genitori, il futuro dell'umanità intera".
Ma è probabile che stiamo dicendo la stessa cosa tutti e tre, dato che un sano senso di responsabilità verso la famiglia, possa essere un buon punto di partenza anche per un sano senso di responsabilità verso il tutto.
Io credo che l'essere umano sia la più alta manifestazione di un potenziale equilibrio tra fisico, mentale e spirituale, ma non riesco, perdonatemi, a vederlo in maniera piramidale...

Carissimo ZioZen, mi sembra che a grandi linee ci troviamo sulla stessa strada. Circa la tua definizione di Fisico e Morale,ci tengo a precisare però che secondo me,ogni azione fisica include una percentuale di componenza morale,i nostri sentimenti,quali,amore,affetto ecc.ecc.hanno una più alta percentuale di valenza morale.E' questo che io intendo.
Senza voler uscire dal seminato,oso dire che questa componente ,(spero di non sbagliare letteralmente chiamandola Spirito) che fa parte di mè,non essendo materia scomponibile,quindi senza fine,è colei che mi da la vita eterna ,anche dopo la decomposizione di questo corpo materiale che mi ospita. Probabilmente leggendo questo ultimo paragrfo ti farai una risatina,ma, cosa vuoi,io vivo bene con questa convinzione,senza nessun timore della morte. Ciao ed a risentirti volentieri. espert37
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Vecchio 12-01-2008, 15.11.20   #39
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Riferimento: Perchè viviamo?

In riferimento allo scritto di Veraluce:
Quindi, stavolta tocca a me chiederti scusa se non ti ho capito prima...
E poiché i tuoi input hanno contribuito ad espandere la mia comprensione... spero che ti faccia tanto "piacere" saperlo... Grazie...

Carissima Veraluce, Grazie!!! Sappi che con questa tua esternazione,hai dato un grande,essenziale e da me tanto anelato soffio di vita alla mia esistenza. di nuovo Grazie,Grazie ;Grazie !!!!!!! Ciao espert37
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Vecchio 02-02-2008, 11.20.47   #40
espert37
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Riferimento: Perchè viviamo?

Carissimi tutti gli intervenuti in questo argomento da mè a suo tempo postato.Al fine di poter concludere il tutto con positività,dopo aver riletto tutte le argomentazioni, mi sembra che io possa rafforzare concretamente il credo del mio modo di pensare,che si riferisce a questo: Ogni azione espressa da ogni essere umano verso il suo prossimo ha come scopo per lo stesso l'ottenimento di un certo grado di soddisfazione,e la somma di tante soddisfazioni portano ad un buon grado di felicità,che è la meta maggiormente ambita da ogni essere umano nel periodo della sua esistenza su questo pianeta. il mezzo che può dare le maggiori soddisfazioni stà nel rapportarmi con il mio prossimo nel modo migliore,cioè quello dettatomi dalla tradizione, essendo questa la fonte più attendibile. Credo con questo di aver risposto abbastanza adeguatamente alla domanda in argomento.
Un ciao grande a tutti Voi. espert37
espert37 is offline  

 



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