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Vecchio 04-02-2008, 10.24.14   #1
arsenio
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Il potere della libido femminile

Il potere della libido femminile

La mentalità maschilista, anche nelle forme occulte e sottili, in genere fondata su rigide credenze stereotipate, è difficile da contrastare, come ogni altro pregiudizio con radici ideologiche o dogmi integralisti. Si pensi alle leggi del Corano, alle interpretazioni bibliche, ecc. Tali tradizioni retrive ed oggi anacronistiche continuano pure oggi, nel terzo millennio.
Su tale problema le stesse attuali donne sono disinformate e confuse, nonostante l'argomento sia presente in un'ampia saggistica, sia rappresentato dai topos nella letteratura d'ogni tempo, in periodici specialistici, ma pure su riviste femminili non autorevoli ma significative. Attraverso lettere di lettori/trici, proposti sondaggi, svariati articoli di esperti del settore,femministe storiche, filosofi esperti della coppia, ecc. ecc. Oltre che nell'attendibilità di testimonianze dirette,specie in gruppi dove è più diffuso un disagio psicosociale.
Preannuncio che a conclusione del presente 3d proporrò alcune domande di verifica, anche quale invito ad ampliare le nostre conoscenze su tale fondamentale tema. Sempre per migliorare i rapporti problematici tra uomo e donna; diversi per genere. come intreccio e interdipendenze di natura e cultura.

Il potere maschile passa attraverso la repressione della libido femminile. Per il patriarcato borghese era quasi offensivo ricordare che anche la donna aveva bisogni sessuali. Oggi c'è liberalità,anche se s'incanala ancora il desiderio femminile nella maternità, suo limitante destino.
L'asservimento della donna fu favorito grazie alla sua disabituazione sessuale. Reprimendone la libido il patriarcato l'ha trasformata in schiava della riproduzione. Freud ammise che la civiltà è costruita sulla repressione delle pulsioni e sulla libido sublimata: quale esempio migliore? Si dimostrò che la donna era un uomo incompiuto: la clitoride sarebbe un pene atrofizzato e le grandi labbra uno scroto spaccato. Invece è proprio il contrario.

Il primo femminismo affermò che si diventava donne per condizionamenti ambientali e culturali ( oggi si ammette in percentuale una componente biologica). La libido femminile, temuto e indecifrabile “continente nero” freudiano, ha un potenziale enorme, ma represso dal fallocentrismo dell'Occidente.

Il secondo femminismo sembra aver rinunciato alla differenza da rivalutare. Eppure alla base ci sono state molte conquiste sociali. Inoltre si separò sessualità e procreazione e la donna finalmente si accorse che poteva essere un soggetto sessuale, e non solo un oggetto che subisce. Si estese la concezione dell'erotismo: dalla mera unione di organi ,alla fusione tra sensualità, emozione, passione,tenerezza, sentimento e consapevolezza di una possibile e reciproca conoscenza e comunicazione. Questo anche per maschi meno tradizionalisti.
Ma ci sono ancora aspetti di dominanza maschilista. Anche perchè le donne non rivendicano, come negli anni '60 e '70 le loro peculiarità da porre sullo stesso piano di quelle maschili. ( non si dimentichi che empatia ed abilità relazionale sono di genere femminile. L'intelligenza emotiva è oggi ritenuta indispensabile anche nei rapporti di lavoro. Sono diventate più concilianti e cercano compromessi con il maschio che tende a sottometterle con suo stesso svantaggio. Non è nuovo che i maschi siano inibiti dalla loro intraprendenza,a imitazione di deteriori modelli mediatici, assecondate da una cultura che le mette in competenza con i maschi sul loro stesso terreno.

La divisione dei ruoli tra uomini e donne ha dato molto potere ai primi; il lavoro femminile è ritenuto ancora da confinare nelle tradizionali mansioni femminili. Eppure talora le più accanite antifemministe, in tempi abbastanza recenti, furono le donne stesse. Ciò mi rammenta altri gravi abbagli Storicamente oppositori dell' antischiavismo furono gli sessi negri, e gli ebrei italiani agli inizi si tesserarono al partito fascista;e si potrebbe continuare.

E oggi, sotto l'aspetto sessuale? La maggioranza dei maschi vede sempre la sessualità sotto un'ottica di prestazione e conquista; disconoscono la vasta gamma delle sensazioni erotiche, e così hanno bisogno di eccitarsi con trasgressioni, a volte estreme, con le mercenarie/i.

Secondo voi,quanto è diffusa oggi la mentalità maschilista? Quali ne sono i pregiudizi rivelatori? Gli stereotipi? Dipende da scarsa informazione sui problemi della donna o da rigidità ideologiche?
Le femministe sono state sostituite da donne disorientate che hanno assunto come modello e sé ideale l'identità maschilista? Per diventare “maschi compiuti” e non “ imperfetti come furono stigmatizzate dalla stessa psicoanalisi?

Quale origine hanno avuto le conquiste sociali (pillola, aborto, riappropriazione del corpo,lavoro, diritti di famiglia revisionati, ecc.)? Perchè non sono approvate da chi è a favore del permanere di una femminilità tradizionalista?

L'educazione sentimentale, secondo chi si occupa di problemi educativi, è più importante dei quella sessuale, nell'epoca dell'eclissi emozionale,delle “passioni tristi”, della “società liquida” (saggi ormai noti e citati), ecc. E' vero?

Chi sono i metrosexual: omosessuali? Potreste indicarne un'icona?
La virilità consiste soprattutto in una personalità maschilmente equilibrata, a seguito dell' aver beneficiato di un'educazione familiare armoniosa, che non abbia trascurato le ineludibili ragioni del cuore, come riconobbero Pascal e Rosseau ( “il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”). L'arroganza maschilista spesso nasconde una fragilità caratteriale. Si tratta di autentiche nullità in difensiva disconferma verso una cultura critica non posseduta, preoccupati di far credere di “essere”, di “sapere” (carenze da colmare non sono tollerate) e perfino di “avere”, pure con gravi contraccolpi all'immagine che vorrebbero rappresentare. Li troviamo in ogni “ceto”. Inabili a una dialettica dialogica e di confronto su reali problemi femminili,alla ricerca di sole conferme ai loro pregiudizi e stantii luoghi comuni. Abbagliano le donne con linguaggi artificiosi e inesistenti, che ad analisi possono solo confermare una gran confusione mentale. E la tradizione maschilistica continua.
arsenio is offline  
Vecchio 05-02-2008, 02.49.31   #2
marco gallione
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Solo un po' di confusione, per vendere le merci

Tale dj vee fu' la prima icona nostrana di metrosexual, che io mi ricordi.
Esso non è omosessuale. Esso era fidanzato con una bella ragazza.
Non mi pare una disconferma .
l'iconografia del metrosexual è una grossolana tecnica atta allo scopo di vendere le merci.
Stando dentro dei consigli di amministrazione banalmente si scoprirebbe che dietro supposti fenomeni che attraggono sociologia e psicologia, a ben vedere non c'è proprio nulla
marco gallione is offline  
Vecchio 05-02-2008, 19.13.21   #3
iulbrinner
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Riferimento: Il potere della libido femminile

Citazione:
originalmente inviato da arsenio
Ma ci sono ancora aspetti di dominanza maschilista…. il lavoro femminile è ritenuto ancora da confinare nelle tradizionali mansioni femminili…. La maggioranza dei maschi vede sempre la sessualità sotto un'ottica di prestazione e conquista; disconoscono la vasta gamma delle sensazioni erotiche, e così hanno bisogno di eccitarsi con trasgressioni, a volte estreme, con le mercenarie/i.
Ma da quali analisi sociali, serie e metodologicamente fondate, trai una visione tanto malevola e colpevolizzante del mondo maschile?
Quali evidenze, che non siano la tua personale percezione della realtà sociale, avvalorano simili “giudizi”?
Io ho una visione differente della realtà di cui parli, sessualità compresa, e dati molto diversi.
Io vedo un mondo femminile, lo stesso che tu descrivi come vittima sacrificale, assai meno encomiabile di come lo vedi tu. E parlo di oggi, non del passato remoto come tu sei costretto a fare per imputare al mondo maschile “colpe senza tempo”.
Io vedo un mondo femminile che si serve del proprio appeal sessuale brandendolo come una clava per ottenere ogni sorta di favore nei modi più utilitaristici.
Io vedo un mondo femminile che strumentalizza il proprio sempiterno potere seduttivo sui sensi maschili, con il calcolo e la precisione di un ragioniere d’azienda che sfrutta il proprio capitale e massimizza i ricavi monetari.
Io vedo un utilizzo spudorato del potere sessuale femminile, nei confronti del mondo maschile, che non vede censure di sorta, né sul piano etico, né su quello giuridico.
Io vedo un’etica scomposta e sconclusionata che giustifica le prostitute ma non altrettanto fa con i clienti, perché il “porco” è sempre lui, non lei che si commercia per denaro.
Secondo studi condotti nel 1997 in Russia, tra un campione di studentesse quindicenni, il 70% di loro affermava, per il proprio futuro, di volersi affermare come prostituta (cfr. Mikhailina Karina, “The mith of Pretty Woman”, 1999).
Il mondo femminile sfrutta il proprio corpo ed il desiderio maschile così come sfrutterebbe una miniera d’oro; ovviamente una parte, certo, ma una parte rilevante che oggi vede anche ordinariamente studentesse inglesi, non povere nigeriane, dedicarsi all'antico mestiere.
Di quale società stai parlando? Di quali vittime stai parlando? Di quale maschilismo stai parlando? Di quale “uomo compiuto” stai parlando?...e, soprattutto, di quali donne stai parlando?
Io vedo “questo” potere della libido femminile, su quella maschile, che non ha più delimitazioni etiche, non quello astratto e freudiano che vedi tu.
iulbrinner is offline  
Vecchio 06-02-2008, 00.38.43   #4
xman
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Riferimento: Il potere della libido femminile

Mi rendo conto che le statistiche ormai hanno una credibilità relativa.
A ogni modo ecco cosa è emerso da uno studio norvergese sui flirt in ambiente lavorativo (solo la parte che che qui potrebbe interessarci):


*******
Gli studi sottolineano l'alta percentuale di donne, 65 per cento, che hanno una relazione con un uomo in posizione gerarchica superiore. Nel 20% dei casi la relazione è con un pari grado mentre soltanto il restante 15% del campione ha una love story con un uomo in una posizione inferiore. Quelle donne che hanno una liaison con un superiore sono anche disposte ad ammettere (una su tre) che tra i loro obiettivi c'è anche la possibilità di un avanzamento di carriera. Tuttavia appena il 15 per cento delle donne definisce la propria relazione lavorativa "strumentale" alla promozione.

Significativo infine il numero di donne che non giudicano negativamente quelle che ricorrono a una relazione per migliorare la posizione sociale. Ben il 24% ammette di capirle, mentre un tollerante 12% non le condanna. Tuttavia rimane un corposo 43% che le definisce "poco serie".

******

Dal sito di Repubblica
xman is offline  
Vecchio 06-02-2008, 08.51.31   #5
marco gallione
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Tempus fugit

Ho risposto ieri alla domanda più urgente di arsenio, per tamponare l'urgenza. Ora rispondo alle altre sue numerose domande.

il potere della libido femminile, così come il concetto di maschilismo in senso arseniano, attengono al passato. E' un mondo che corre veloce. Uno scrive, cita, e disconferma, e poi si accorge che ha commentato una realtà che non esiste più, se non solo come chimera dentro la propria testa.
marco gallione is offline  
Vecchio 06-02-2008, 11.03.54   #6
arsenio
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Riferimento: Il potere della libido femminile

A chi ha risposto. M. gallione, julbriner, ecc.

Sì : è molto diffuso l'utilitarismo nella mercificazione di corpi belli e giovani da parte delle donne, rese oggetto del potere maschile; potere della bellezza Vs belezza del potere: accordo ad armi pari Seduzione strumentale, unioni opportunistiche dove gli affetti non c'entrano per nulla, ecc. sono d'accordo.

Prostitute: sterminato esercito di prostitute in proprio,comprese studentesse e casalinghe coniugate al di là dei ogni sospetto, per beni di consumo “necessari”. Padronissime.
Prostitute, sfruttate, vendute, schiavizzate.

La donna si sta maschilizzando: lo stanno dicendo anche quelle residue femministe “vecchio stampo”.
A tal punto che nemmeno partecipano a un 3d che discute di un loro tipico problema.

Le mie fonti le ho dette: non posso intervistare 50 donne per settimana,certamente, ma sono informato dalla stampa dalle riveste, da dibattiti, da saggistica, da interventi tivù, ecc. I mie discorsi non difendono le donne: si propongono solo un dialogo per verificare, in collaborazione , come stanno veramente le cose. L'uomo sensibilizzato che ho proposto in realtà potrebbe essere anacronistico. Perchè non sarebbe capito dall' universo femminile, anche perchè il loro riferimento è proprio .... volete sapere chi? Ma il maschilista, certo, competitivo, che aspira al successo, al denaro. Del maschio esautorato del suo ruolo tradizionale ed ora disorientato, ho già parlato. Ma forse meglio “padri assenti che patriarchi autoritari,normativi e padroni. Hanno fatto abbastanza danni educativi, e di questo ho le maggiori testimonianze dirette.

In ogni caso le angherie degli uomini anche molto subdole, alla riscossa per riconfermare il loro potere, si situano in un continuum che arriva fine alle violenze più estreme. Spesso purtroppo sono difesi dalle stesse donne. Perchè? A volte ci sono interessi economici, ma spesso per una masochistica, ancestrale sottomissione che emerge spesso pure nelle donne più colte, più disincantate, e ... femministe .Lo disse pure Alberoni

Chi vive in un' oasi di provincia forse, anzi per mia esperienza credo sia proprio così, forse non si rende conto di certi fenomeni sociali. Nella mia città al pronto soccorso ci sono ogni giorno un decina di donne reticenti sulle origini delle loro contusioni e ferite ... in genere hanno sbattuto inavvertitamente contro uno spigolo
arsenio is offline  
Vecchio 06-02-2008, 11.24.27   #7
marco gallione
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Riferimento: Il potere della libido femminile

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
A chi ha risposto. M. gallione, julbriner, ecc.

Sì : è molto diffuso l'utilitarismo nella mercificazione di corpi belli e giovani da parte delle donne, rese oggetto del potere maschile; potere della bellezza Vs belezza del potere: accordo ad armi pari Seduzione strumentale, unioni opportunistiche dove gli affetti non c'entrano per nulla, ecc. sono d'accordo.

Prostitute: sterminato esercito di prostitute in proprio,comprese studentesse e casalinghe coniugate al di là dei ogni sospetto, per beni di consumo “necessari”. Padronissime.
Prostitute, sfruttate, vendute, schiavizzate.

La donna si sta maschilizzando: lo stanno dicendo anche quelle residue femministe “vecchio stampo”.
A tal punto che nemmeno partecipano a un 3d che discute di un loro tipico problema.

Le mie fonti le ho dette: non posso intervistare 50 donne per settimana,certamente, ma sono informato dalla stampa dalle riveste, da dibattiti, da saggistica, da interventi tivù, ecc. I mie discorsi non difendono le donne: si propongono solo un dialogo per verificare, in collaborazione , come stanno veramente le cose. L'uomo sensibilizzato che ho proposto in realtà potrebbe essere anacronistico. Perchè non sarebbe capito dall' universo femminile, anche perchè il loro riferimento è proprio .... volete sapere chi? Ma il maschilista, certo, competitivo, che aspira al successo, al denaro. Del maschio esautorato del suo ruolo tradizionale ed ora disorientato, ho già parlato. Ma forse meglio “padri assenti che patriarchi autoritari,normativi e padroni. Hanno fatto abbastanza danni educativi, e di questo ho le maggiori testimonianze dirette.

In ogni caso le angherie degli uomini anche molto subdole, alla riscossa per riconfermare il loro potere, si situano in un continuum che arriva fine alle violenze più estreme. Spesso purtroppo sono difesi dalle stesse donne. Perchè? A volte ci sono interessi economici, ma spesso per una masochistica, ancestrale sottomissione che emerge spesso pure nelle donne più colte, più disincantate, e ... femministe .Lo disse pure Alberoni

Chi vive in un' oasi di provincia forse, anzi per mia esperienza credo sia proprio così, forse non si rende conto di certi fenomeni sociali. Nella mia città al pronto soccorso ci sono ogni giorno un decina di donne reticenti sulle origini delle loro contusioni e ferite ... in genere hanno sbattuto inavvertitamente contro uno spigolo

Grazie della risposta Arsenio.
Solo per precisazione: io vivo prevalentemente a Milano, e per parte dell'anno a Londra.
Però, mi piace sempre pensare che vengo dalla provincia, dove sono nato cento anni fa. Più che un oasi mi sembra un altro luogo dove registrare dei fatti.
Il pronto soccorso è un altro luogo dove registrare fatti. Magari da una angolazione un po' particolare, da rivedere ragionatamente forse.
marco gallione is offline  
Vecchio 07-02-2008, 01.19.19   #8
Simaptico
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Riferimento: Il potere della libido femminile

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio

La mentalità maschilista, anche nelle forme occulte e sottili, in genere fondata su rigide credenze stereotipate, è difficile da contrastare, come ogni altro pregiudizio con radici ideologiche o dogmi integralisti.
Si pensi alle leggi del Corano, alle interpretazioni bibliche, ecc. Tali tradizioni retrive ed oggi anacronistiche continuano pure oggi, nel terzo millennio.
Su tale problema le stesse attuali donne sono disinformate e confuse, nonostante l'argomento sia presente in un'ampia saggistica, sia rappresentato dai topos nella letteratura d'ogni tempo, in periodici specialistici, ma pure su riviste femminili non autorevoli ma significative. Attraverso lettere di lettori/trici, proposti sondaggi, svariati articoli di esperti del settore,femministe storiche, filosofi esperti della coppia, ecc. ecc. Oltre che nell'attendibilità di testimonianze dirette,specie in gruppi dove è più diffuso un disagio psicosociale.
Secondo me è fuorviante parlare di mentalità maschilista.
Non è possibile trovare una definizione che generalizzi un insieme di pregiudizi in un'unica etichetta mentalità maschilista.
Facendo questo, si dimostra pigrizia intellettuale e si viola il rasoio di Occam: se sono osservabili fenomeni di discriminazione, non c'è bisogno di valutare l'intenzione del discriminatore in relazione a un vago concetto di mentalità maschilista, basta semplicemente analizzare la discriminazione in se', senza generare un conflitto inutile maschio-femmina.

Io penso che la condanna della libido femminile da parte delle religioni non sia segno di maschilismo, ma di misandria.
L'impulso che sta dietro a questa penalizzazione della libido femminile che c'è nelle religioni, secondo me, è un intimo senso di impotenza da parte dell'uomo (che ha fondato/divulgato/interpretato quelle religioni) di fronte alla donna che desidera.
L'uomo si sentiva succube del potere sessuale che le donne facilmente avevano su di loro, di conseguenza si è formata la percezione della donna come tentatrice, come chiodo fisso che impediva alle loro menti di concentrarsi su materie intellettuali.
Il giudizio di inferiorità delle donne riscontrabile nelle religioni, più che farmi pensare a uomini che si sentono superiori alle donne, mi fa pensare a uomini che non riescono ad accettare le loro pulsioni sessuali, spesso impellenti e maniacali, di conseguenza è come se ce l'avessero più con loro stessi che con le donne (il processo logico sarebbe quindi: "queste pulsioni mi mortificano, mi fanno sentire un maniaco"=> "allontaniamo il più possibile le donne dalle cariche sacerdotali").

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio

Il potere maschile passa attraverso la repressione della libido femminile. Per il patriarcato borghese era quasi offensivo ricordare che anche la donna aveva bisogni sessuali. Oggi c'è liberalità,anche se s'incanala ancora il desiderio femminile nella maternità, suo limitante destino.
La frase iniziale è la conclusione che trai dall'argomentazione che la segue. Secondo me la conclusione è sbagliata, perchè non analizza un particolare livello di psicologia.

E' osservabile, nella storia, una tendenza di repressione della libido femminile. La domanda è "perchè"?
Sicuramente deve esserci una spiegazione (non una giustificazione) psicologica, che non mi sembra ragionevole attribuire a un difetto della psicologia maschile.

Consideriamo intanto, che tutti i comportamenti sociologici sono la risultante di variabili situate su numerosi piani di contesti sociali: dal contesto ricreativo al contesto lavorativo, al contesto familiare, etc...

Un'ipotesi mi sembra ragionevole fare: se gli uomini hanno represso la libido femminile è perchè vedevano in questa un pericolo.
Un pericolo per cosa? Per particolari interessi... quali interessi? In che piano sono questi interessi? Ovviamente (ma non tanto) nel piano sessuale.

Consideriamo una variabile sociologica: l'interesse dell'uomo ad avere la donna (per appagare i suoi bisogni sessuali).

Vediamo se possa essere questo interesse a spiegare il fenomeno osservato della repressione della libido femminile.

Si potrebbe obiettare dicendo "proprio l'interesse maschile sessuale ad avere una donna dovrebbe spingere, al contrario, a incoraggiare l'emancipazione sessuale femminile, perchè così si aumenterebbe la probabilità di trovare una donna che abbia l'interesse reciproco, e quindi, per la logica della teoria dei giochi, sarebbe più conveniente per gli uomini emancipare le donne: questo dimostra che la repressione non può essere causata dall'interesse dell'uomo di avere una donna sessualmente".

Ma questa obiezione non tiene conto di un fatto.
L'emancipazione sessuale femminile non aumenterebbe affatto la probabilità di trovare donne disponibili, anzi genererebbe una complicazione in più: le donne emancipate, imporrebbero le loro regole nel corteggiamento, di conseguenza tutti gli uomini che non riescono a seguire quelle regole comportamentali imposte dalle donne nel corteggiamento verrebbero penalizzati.
Secondo me la tendenza storica di reprimere la libido femminile, non è causata da ideologie maschiliste, ne dal fallocentrismo, ma da interessi meramente sessuali degli uomini.
Questa preoccupazione non è del tutto infondata, perchè oggi, per esempio, si può osservare il comportamento delle donne emancipate, e osservandole è facile notare come, sul piano dell'interesse sessuale, le regole necessarie a soddisfare questo interesse vengono postulate da loro, e si osserva come queste donne (emancipate) riescano a soddisfare i loro interessi sessuali più facilmente degli uomini (addirittura, molti uomini neanche riescono a soddisfarli).
Quindi l'emancipazione sessuale femminile implica necessariamente, almeno per un certo periodo, una penalizzazione maschile sul piano dell'interesse sessuale.
Ed essendo, per un uomo, l'interesse sessuale molto importante, è logico che farà di tutto per salvaguardarlo.

Questa non è una giustificazione del maschilismo, ma una congettura psicologica che mi sembra coerente e probabile.
Non credo che i femministi abbiano abbastanza interesse di valutare questa congettura, ma se è così vuol dire anche che il sistema femminista, per quanto affidabile quando si tratta di dimostrare discriminazioni particolari, non è affidabile per quanto riguarda la ricerca delle cause.
Simaptico is offline  
Vecchio 07-02-2008, 11.12.05   #9
arsenio
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Riferimento: Il potere della libido femminile

Xmarco gallione, iulbrinner, xman, simaptico, ecc.


Ognuno, uomini e donne decide da sé i propri modelli etici, senza lasciarsi condizionare da certi valori collettivi, ma quali? Non esiste un'etica sociale che ci faccia discernere? Si può essere felici in una società infelice? Senza alcun progresso volto a tentare di migliorarla per tutti attraverso estesi dialoghi sul bene comune, dove ognuno è padrone di dire la sua? Sarà ovvio che certe volte ognuno non può distanziarsi dalle proprie idee, specie se sono o sono diventate dogmi. E' come fare un dibattito sull'aborto con il Papa e seguaci laici ideologizzati, è come aderire al suo invito “razionale” di sottomettere la scienza alla religione. Avranno sempre e comunque ragione loro a priori e con trucchi sofistici; perciò è meglio astenersene,anche quando ipocritamente invitano al “dialogo”. Così in ogni dibattito che mai si trasforma in dialogo cooperativo Oggi viviamo nel migliore dei mondi possibili,come diceva Candido? Anche per quanto riguarda i rapporti donna -uomo? Le donne femministe non esistono più, si stanno rapidamente maschilizzando. Gli uomini saranno anche confusi, deboli, bamboccioni, poco virili nell' accezione migliore del termine. Se virilità non è affatto femminilizzazione, ed io non intendo assolutamente questo!, come tutti i maschi qui travisano. Ho proposto solo un uomo che si accorga dei valori della “lievità” come indicò Nietzsche, di un nuovo umanesimo non ipocrita,dove sentimenti ed emozioni siano rivalorizzati dall'uomo capace di donare non soltanto la sua arida mediocrità. Negli uomini più che nelle donne. Perchè per tradizioni educative dell'Occidente non vi hanno mai avuto accesso. Perdendo in una sensibilità che può essere uno strumento in più per una più ampia percezione e visione del mondo.

La premessa del mio discorso sono alcune residue ideologie del tradizionale potere Patriarcale borghese e normativo, ammesse dallo stesso Risè, noto analista, oggi teorico di una necessaria rimaschilizzazione dell'uomo, specialmente dei padri assenti e ineducativi. Dice infatti tra l'altro, che per “essere uomini” si devono rifiutare gl' immediati,ciechi, obbedienti schemi sociali che sottraggono invenzione e creatività. Ora un uomo divergente e creativo deve considerare anche altri tratti di personalità che non facciano rigidamente parte di un ruolo di genere.
La libido maschile è limitata rispetto a quella delle donne capaci di orgasmi multipli. Ma è stata repressa proprio per relegarla unicamente a madre e massaia. Che la sessualità maschile sia diversa per esigenze poligamiche dovute all'evoluzione della specie ,che per le donne non sono ancora molto manifeste, è vero, ma non c'entra con il mio discorso.
Comunque se si rifiutano o non si conoscono per carente informazione certe premesse storiche, etiche, tradizionali, ecc. oppure si rimuovono perchè troppo dissonanti con le proprie condizionanti linee educative costruite durante l'infanzia, non ci può essere dialogo su certi temi che richiedono soprattutto duttilità e discernimento, e non volute deformazioni, storiche, ecc. Per arrivare a una finale sintesi dialettica dove ognuno possa mutare in qualche misura certe sue posizioni. la discussione ha dimostrato, in conclusione quello che immaginavo. Maschi arroccati iin una presunta difesa di "virilità",donne orami assenti da dibattiti sulla loro emancipazione incompiuta, che deve avvenire su basi diverse di una rivalutazione di quella "differenza". Sono loro, i futuri maschi.
arsenio is offline  
Vecchio 07-02-2008, 12.08.46   #10
acquario69
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Riferimento: Il potere della libido femminile

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Originalmente inviato da Simaptico
Secondo me è fuorviante parlare di mentalità maschilista.
Non è possibile trovare una definizione che generalizzi un insieme di pregiudizi in un'unica etichetta mentalità maschilista.
Facendo questo, si dimostra pigrizia intellettuale e si viola il rasoio di Occam: se sono osservabili fenomeni di discriminazione, non c'è bisogno di valutare l'intenzione del discriminatore in relazione a un vago concetto di mentalità maschilista, basta semplicemente analizzare la discriminazione in se', senza generare un conflitto inutile maschio-femmina.

Io penso che la condanna della libido femminile da parte delle religioni non sia segno di maschilismo, ma di misandria.
L'impulso che sta dietro a questa penalizzazione della libido femminile che c'è nelle religioni, secondo me, è un intimo senso di impotenza da parte dell'uomo (che ha fondato/divulgato/interpretato quelle religioni) di fronte alla donna che desidera.
L'uomo si sentiva succube del potere sessuale che le donne facilmente avevano su di loro, di conseguenza si è formata la percezione della donna come tentatrice, come chiodo fisso che impediva alle loro menti di concentrarsi su materie intellettuali.
Il giudizio di inferiorità delle donne riscontrabile nelle religioni, più che farmi pensare a uomini che si sentono superiori alle donne, mi fa pensare a uomini che non riescono ad accettare le loro pulsioni sessuali, spesso impellenti e maniacali, di conseguenza è come se ce l'avessero più con loro stessi che con le donne (il processo logico sarebbe quindi: "queste pulsioni mi mortificano, mi fanno sentire un maniaco"=> "allontaniamo il più possibile le donne dalle cariche sacerdotali").


La frase iniziale è la conclusione che trai dall'argomentazione che la segue. Secondo me la conclusione è sbagliata, perchè non analizza un particolare livello di psicologia.

E' osservabile, nella storia, una tendenza di repressione della libido femminile. La domanda è "perchè"?
Sicuramente deve esserci una spiegazione (non una giustificazione) psicologica, che non mi sembra ragionevole attribuire a un difetto della psicologia maschile.

Consideriamo intanto, che tutti i comportamenti sociologici sono la risultante di variabili situate su numerosi piani di contesti sociali: dal contesto ricreativo al contesto lavorativo, al contesto familiare, etc...

Un'ipotesi mi sembra ragionevole fare: se gli uomini hanno represso la libido femminile è perchè vedevano in questa un pericolo.
Un pericolo per cosa? Per particolari interessi... quali interessi? In che piano sono questi interessi? Ovviamente (ma non tanto) nel piano sessuale.

Consideriamo una variabile sociologica: l'interesse dell'uomo ad avere la donna (per appagare i suoi bisogni sessuali).

Vediamo se possa essere questo interesse a spiegare il fenomeno osservato della repressione della libido femminile.

Si potrebbe obiettare dicendo "proprio l'interesse maschile sessuale ad avere una donna dovrebbe spingere, al contrario, a incoraggiare l'emancipazione sessuale femminile, perchè così si aumenterebbe la probabilità di trovare una donna che abbia l'interesse reciproco, e quindi, per la logica della teoria dei giochi, sarebbe più conveniente per gli uomini emancipare le donne: questo dimostra che la repressione non può essere causata dall'interesse dell'uomo di avere una donna sessualmente".

Ma questa obiezione non tiene conto di un fatto.
L'emancipazione sessuale femminile non aumenterebbe affatto la probabilità di trovare donne disponibili, anzi genererebbe una complicazione in più: le donne emancipate, imporrebbero le loro regole nel corteggiamento, di conseguenza tutti gli uomini che non riescono a seguire quelle regole comportamentali imposte dalle donne nel corteggiamento verrebbero penalizzati.
Secondo me la tendenza storica di reprimere la libido femminile, non è causata da ideologie maschiliste, ne dal fallocentrismo, ma da interessi meramente sessuali degli uomini.
Questa preoccupazione non è del tutto infondata, perchè oggi, per esempio, si può osservare il comportamento delle donne emancipate, e osservandole è facile notare come, sul piano dell'interesse sessuale, le regole necessarie a soddisfare questo interesse vengono postulate da loro, e si osserva come queste donne (emancipate) riescano a soddisfare i loro interessi sessuali più facilmente degli uomini (addirittura, molti uomini neanche riescono a soddisfarli).
Quindi l'emancipazione sessuale femminile implica necessariamente, almeno per un certo periodo, una penalizzazione maschile sul piano dell'interesse sessuale.
Ed essendo, per un uomo, l'interesse sessuale molto importante, è logico che farà di tutto per salvaguardarlo.

Questa non è una giustificazione del maschilismo, ma una congettura psicologica che mi sembra coerente e probabile.
Non credo che i femministi abbiano abbastanza interesse di valutare questa congettura, ma se è così vuol dire anche che il sistema femminista, per quanto affidabile quando si tratta di dimostrare discriminazioni particolari, non è affidabile per quanto riguarda la ricerca delle cause.

condivido in pieno!...secondo me e' vero pure che l'umanita,dalla sua comparsa della terra fino a pochissimo tempo fa,se si considera l'intera esistenza di migliaia di anni,
vivendo in un ambiente cui richiedeva la forza fisica per sopravvivere e che questa era indispensabile,ed oggi
che questa puo venir meno ce stata anche da questo punto di vista una ribaltazione dei ruoli..ecco che il sesso,che nell'uomo ha una valenza molto piu importante diciamo per motivi piu istintivi diventa altresi fonte di "ricatto" da parte femminile essendo ora svincolata definitivamente dal rapporto forza=sopravvivenza=uomo...for se in aggiunta dei motivi di cui sopra gli antichi sapevano bene che qualora la donna avrebbe preso il sopravvento si sarebbe ridotto a una servile dipendenza e che solo attraverso la forza fisica e poi morale sarebbe stato in grado di contrastarla e di salvaguardare il suo interesse..
acquario69 is offline  

 



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