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Vecchio 03-03-2008, 09.05.45   #21
katerpillar
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katerpillar
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Mi sembra strano che sia proprio tu, Véronique, a chiedere delucidazioni su un qualcosa che ti dovrebbe essere "famigliare", giacché ne abbiamo parlato qualche altra volta.
Se invece hai formulato la domanda per aprire una visione più ampia al dibattito vengo subito al dunque: In questo thread si sta parlando dell'amore, e dopo aver letto i vari interventi mi è venuto da pensare:
vero
Citazione:
Era si anche per aprire una visione più ampia, per sentire il parere altrui al proposito, il mio non voleva essere un "tête à tête" solo con te..
katerpillar

Non ho mai pensato con quello scritto di voler aprire un "tête à tête", Véronique, e da quello riportato si dovrebbe comprendere, ma poiché se ne era parlato in altri Thread, appunto, ho voluto domandarti se ne volevi discuterne ancora per ampliare l'argomento. Come vedi...puoi stare tranquilla...

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 03-03-2008, 09.24.59   #22
katerpillar
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pallina
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Complimenti Giancarlo, anche per me è vero quello che scrivi.
C'è solo una cosa che vorrei aggiungere riferendomi alla parte che ho evidenziato.
Capita, qualche volta, che per paura o perchè crediamo poco in noi, nella nostra potenzialità, unicità, peculiarità e pensando quindi, a priori, di essere poco "attraenti" (e non intendo in senso fisico) per l'altro, neghiamo a noi stessi, non ci permettiamo, di vivere quell'amore che magari in quel momento attraversa la nostra vita.
katerpillar

Mi riferivo proprio a quei problemi, Patrizia, che possono essere migliaia ma che, alla fine, portano sempre alla stessa conclusione: non vivere l'attimo fuggente che, in amore, può diventare l'attimo che dura una vita. Però, bisogna ammettere che tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il mare, nel senso che qualche volta ci si può innamorare pur essendo già innamorati: perché magari le caratteristiche della nuova persona corrispondono in qualche modo ad altre nostre aspettative; ma in quel caso avremo cura di fare un bilancio del rapporto amoroso che abbiamo in piedi, per poi dirci, magari che, il nostro può resistere ancora alle tentazioni del tempo. E quella sarà un'altra dimostrazione del nostro amore soprattutto, se lo dovessimo confidare al nostro partner.

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 03-03-2008, 11.34.08   #23
nevealsole
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Originalmente inviato da katerpillar
Benissimo, nevealsole, e ti sei data anche una risposta?

La risposta è che la mia vita, sino ad oggi, è stata come passeggiare in una foresta: ho intravisto sprazzi di luce per brevi momenti.
La riflessione sulla paura l'ho collegata a questo perché in me la paura è stata (ed è) spesso presente.
Non credo però sia solo assenza di fiducia nell'altro, quanto piuttosto paura di me stessa (difficile da spiegare, al momento)...

Grazie della domanda (all'inizio mi è parsa un po' marzulliana a dire il vero).
[/quote]

PS. Quale libro di Krishnamurti parla di questo?
nevealsole is offline  
Vecchio 03-03-2008, 12.56.35   #24
arsenio
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Originalmente inviato da nevealsole
Arsenio,
con quattro righe hai detto più tu di quanto è stato detto in decine di altre discussioni... cambierei forse "tollerare" con "amare"
(in realtà ho letto con piacere tutto l'intervento)


PS: Quali sono i film che consiglieresti di vedere?


cara nevealsole risponderò con più ... riflessione al tuo presente post di oggi.
per ora ti invio questo...terzo capitolo sull' @amore, che avevo già abbozzato.
Se ti fa piacere rispondimi pure ciò che credi, non lo rivolgo agli altri perchè il mio stile di scrittura è semrpe più distante dall'attuale trend di partecipazione.

Le fantasie che sorgono nel corso di una situazione amorosa virtuale non coincidono, se c'è un riscontro di verifica faccia a faccia. Perchè Internet è soprattutto un luogo di immaginazione. Ma sarebbero da distinguere i siti dove certi incontri sono programmati e quelli dove sono imprevisti e possono avvenire nei forum dove si partecipa per interessi comuni,affascinati da personalità trascendenti.

Credo che sia difficile fingere caratteristiche che ci sono del tutto estranee, e le personalità multiple sono improbabili.
La scelta dei nick, dei topic, e la qualità delle interazioni raccontano molto di noi,anche mostro malgrado,e a volte portano a utili autoscoperte. Si può essere anche più autentici che nella vita reale, estrinsecando potenzialità adombrate. Sulla propria cultura c'è poco margine per la finzione, agli occhi di chi è in grado di notare incongruenze. Se s'imbroglia in vista di un incontro ci si potrebbe aspettare, dall'uno o dall'altro ,con incredibile stupore, una realtà ben diversa. Come la sorpresa della fioraia in Luci della città di Chaplin,quando vede che il suo straordinario amico era solo un vagabondo. Splendida sequenza finale entrata nell' immaginario collettivo.
Ricordando che l'essenza delle seduzione è l'obliquità e il mistero. Come si accorse Psiche quando volle vedere in faccia Eros.

Quindi verrebbe smentito un mito romantico per cui ci si può innamorare della sola personalità,come suggerisce la favola della Bella e la Bestia. Una personalità che ha suggestionato,quando ci sta ci sta di fronte non supera la prova della verifica corporea. In realtà nel gioco amoroso, ho sempre saputo che l'apparire è vittorioso. La prova è che si attribuiscono le migliori qualità alla persona di cui ci s'innamora; ma in chi le possiede veramente,se non attrae fisicamente, passano inosservate,lasciano indifferenti o destano sospetto. Anche le doti culturali non attraggono,specie per le donne, se no corrispondono ad uno status di successo pubblico che riverbera un alone di fascino sulla persona;allora sì, qualsiasi ne sia l'aspetto fisico

In un forum,a seguito delle frequentazioni c'è sintonia con chi è più affine, o per l'intuizione di complementarità,anche alternate,di ruoli. Ma anche nel mondo virtuale chi più seduce non è tra i dialoganti migliori. Chi cerca il dialogo ad ogni costo finisce per prenderle da tutti.
Una mia sensazione pur senza dati oggettivi, è che anche nel virtuale le partecipanti sono in maggioranza attratte dai vari aspetti del machismo ,che subodorano per doti intuitive in alcuni nick: meglio se hanno sfumature di ruvidezza o se sono aspri per certe certe consonanti. Ho verificato che con un nick soft non ottenevo consensi come con un nick più aggressivo adottato su consiglio di una partecipante.
Ma in ogni contesto, è soprattutto il negativo che attrae? Come afferma Lina Sotis nell'ultimo Magazine del Corriere della sera: “Gli uomini sono sempre quelli, consolante banalità che ci rassicura tutte. Il fatto pesante è la banalità nella banalità,ovvero più sono mascalzoni e più ci piacciono. Tutto cambia,ma a signore e signorine ,nello scorrere di alcuni millenni, l'uomo piace sempre uguale: tutte vogliono il genere vir”
Ma non si tratta di una virilità fondata su equilibrate virtù maschili, bensì di uno stereotipo rappresentato da qualcosa di volgare e maleducato. La storia, continua la Sotis, era già minata all'inizio, tra entusiastico sentimento e masochismo insito in ognuna di noi. Spesso si tratta di uomini moralmente e intellettualmente inferiori. O partner fragili,disagiati, incapaci di crescere, di gestire la loro vita, orientati all'autodistruzione e violenti. Su tale pulsione istintiva femminile esiste ormai una vasta bibliografia, anche da parte di femministe, che da alcuni anni non hanno difficoltà ad ammettere questi amori “dannosi” di donne che “amano troppo”.
arsenio is offline  
Vecchio 03-03-2008, 13.04.51   #25
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pallina
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Capita, qualche volta, che per paura o perchè crediamo poco in noi, nella nostra potenzialità, unicità, peculiarità e pensando quindi, a priori, di essere poco "attraenti" (e non intendo in senso fisico) per l'altro, neghiamo a noi stessi, non ci permettiamo, di vivere quell'amore che magari in quel momento attraversa la nostra vita.
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Mi riferivo proprio a quei problemi, Patrizia, che possono essere migliaia ma che, alla fine, portano sempre alla stessa conclusione: non vivere l'attimo fuggente che, in amore, può diventare l'attimo che dura una vita.
katerpillar

Chiedo scusa a pallina perché sono incappato in un lapsus avendola chiamata Patrizia scambiandola con un'altra forumista. Ciao. .

katerpillar.
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Vecchio 03-03-2008, 14.08.38   #26
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nevealsole
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La risposta è che la mia vita, sino ad oggi, è stata come passeggiare in una foresta: ho intravisto sprazzi di luce per brevi momenti.
La riflessione sulla paura l'ho collegata a questo perché in me la paura è stata (ed è) spesso presente.
Non credo però sia solo assenza di fiducia nell'altro, quanto piuttosto paura di me stessa (difficile da spiegare, al momento)...

PS. Quale libro di Krishnamurti parla di questo?
katerpillar

Mi sono soffermato solo ad aprire un piccolo varco nell'ampio parterre con la paura di amare, ma le motivazioni sono infinite, pur portando ad un'unico risultato. Gli sprazzi di luce, a mio modo di vedere, dovrebbero essere un incentivo a far valutare quali siano le strade migliori per farli diventare una luce incessante, poiché tutti hanno il diritto di provare il sentimento d'amore e il dovere di cercarlo, eliminando tutto ciò che gli si frappone.

In effetti la domanda alla marzullo me la sono meritata tutta....ma ti prego di non nominarlo più in mia presenza, se non vuoi che stia male per tutta la giornata e oltre.

Le frasi da me riportate sono state ascoltate in televisione tanti anni or sono, quando Krishnamurti venne in viaggio in Italia; ma sono talmente banali che non credo le possano aver riportate sulle sue memorie, ora che non c'è più.

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 03-03-2008, 19.08.56   #27
nevealsole
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Originalmente inviato da arsenio
cara nevealsole risponderò con più ... riflessione al tuo presente post di oggi.
per ora ti invio questo...terzo capitolo sull' @amore, che avevo già abbozzato.
Se ti fa piacere rispondimi pure ciò che credi, non lo rivolgo agli altri perchè il mio stile di scrittura è semrpe più distante dall'attuale trend di partecipazione.


Il tuo ultimo intevento Arsenio, mi dà la possibilità di sviluppare alcune mie riflessioni.
La prima riguarda il passaggio virtuale/reale: è traumatico pressoché sempre, quando non c'è una immediata percezione visiva di chi si ha di fronte.
Questo, dal mio punto di vista, non perché si privilegia il visivo sulla mente ma più semplicemente perché nel leggere qualcuno ce ne formiamo un'idea che tendiamo a far combaciare con un nostro ideale di riferimento.
Il che non vuol dire che penso di star parlando con Brad Pitt, ma che mi faccio comunque una idea, costruita sui miei canoni estetici e su quelli che io posso ritenere pregi o difetti.
Costruisco un interlocutore secondo il mio "ideale" di uomo/donna medio.
Evidentemente, visto che le combinazioni genetiche sono infinite, è abbastanza raro che questo ideale si riproduca in realtà.
Questo sperimentato su di me che, solitamente, nel reale non ho particolari problemi circa il mio aspetto ma che con i miei corteggiatori virtuali poi "realizzati" ho avuto.
Questo, mia opinione, dipende dalla costruzione del personaggio sulla base degli scritti.
La vita, poi, è fatta di molte cose e ognuno di noi dà priorità all'uno o all'altro aspetto quando si confronta col sesso opposto, anche scendendo a compromessi (esempio terra, terra: l'amore per l'arte. Io ce l'ho, se l'uomo con cui sto ce lo ha pure lui meglio ma se devo scegliere tra un pittore e un ingegnere che non sa neppure chi è Michelangelo è abbastanza probabile che scelga il secondo, senza ipocrisie).

Circa il reale, riporto un esempio indicativo sul quale mi sono scervellata abbastanza nelle ultime settimane.
Ho conosciuto due fratelli, più o meno coetanei, per due differenti motivi di lavoro, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro.
Come mi era stato preannunciato scherzosamente da chi me li ha presentati, due bei partiti tra cui scegliere (senza ulteriori aggiunte circa la affidabilità o meno).
Ho conosciuto prima uno e poi l'altro, in entrambi i casi per un colloquio di lavoro di non più di una mezz'ora.
Uno dei due l'ho trovato decisamente più attraente dell'altro, sebbene fisicamente si somiglino abbastanza e siano entrambi due bei ragazzi.
E fin qui niente di strano...
Qualche settimana dopo ho scoperto che quello che sul momento avevo giudicato più attraente era anche il più inaffidabile (sconclusionato, bambinone, egoista, irresponsabile) mentre il fratello è il razionale, perfetto, inappuntabile "uomo da sposare".
Mi sono detta: "eh basta, cavoli, questi manco li conoscevo, sono belli entrambi, sono fratelli, possibile che tra due abbia tirato su l'inaffidabile?"

E così mi sono messa a rimuginare sui due incontri... facendo una "scopertina" abbastanza interessante, che ha ad oggetto la prossemica.

Ed infatti, il "razionale, perfetto inappuntabile" mi si è parato di fronte per tutto il tempo standomi tanto più lontano quanto più era possibile; pur trattenutosi a parlare del più e del meno lo ha fatto con aria esitante, saltellando da una gamba ad un altra e tenendo entrambe le mani rigorosamente dentro le tasche posteriori. Al momento di salutarmi mi ha stretto la mano frettolosamente.

Lo "sconclusionato, bambinone, egoista, irresponsabile", au contraire, non appena gli è stato possibile e con molta disinvoltura ha ridotto ogni distanza fisica tra di noi, quando mi sono chinata per vedere una cosa si è chinato posizionandosi esattamente di fianco a me fino a sfiorare con la sua spalla la mia. E da così vicino, prima di rialzarsi, ha cercato un contatto visivo per "fissare" il tutto. Sulla porta, non potendo dato il contesto, darmi un bacio di saluto, mi ha preso la mano tenendola nella sua per qualche istante mentre prendeva commiato.

Alla fine del ragionamento ne sono venuta a capo ed ho pensato: "mi avevi quasi fregato...", però devo dire che questa è proprio arte... sgamato il seduttore, mi sono rimessa nei ranghi.
Questo per dire quando è facile l'inganno, prescindendo dalla conoscenza.
E basta un niente, perché poi ci si affeziona all'idea della prima impressione e si resta su quella... quando invece il meglio di un uomo viene fuori con il tempo.
Vabbe', per stavolta pericolo scampato!!
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Vecchio 03-03-2008, 20.51.23   #28
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estratto di un libro di Raffaele Morelli "Le piccole cose che cambiano la vita" appena letto, da condividere con voi.

E la donna che cambierà il mondo

Ma dov'è finita l'interiorità,dove si è rifugiata?Perché passiamo ore davanti alla tv a guardare programmi demenziali,dove il banale,l'inutile,conduce la sua danza?Perché consumiamo droghe,psicofarmaci,analgesici e farmaci in generale,come fossero caramelle e come mai nessuna epoca ha fatto?
Perché,secondo i sondaggi,il sentimento più sgradito,più temuto,più sofferto è la solitudine?
Perché non sappiamo stare da soli?Quali mostri temiamo di incontrare quando siamo con noi stessi?
Siamo diventati "esterni",guardiamo solo la superficie,e crediamo che i nostri pensieri siano tuuto cio' che c'è dentro di noi.E cosi,pensiamo,pensiamo...
Siamo diventati "grandi programmatori",abbiamo sempre in mente grandi progetti,mete da raggiungere.Ma,ammonisce Alan Watts:"un mondo che s'interessa solo di "arrivare in qualche posto" il più rapidamente possibile,diviene un mondo senza sostanza"
Quando siamo da soli,non facciamo che ragionare,quasi mai ci lasciamo andare alle fantasie,alle immagini,al silenzio interiore,al vuoto.Crediamo che senza pensieri non siamo niente e...ci sbagliamo.Ci sbagliamo per davvero.Pensiamo che il mondo sia tutto qui:pieno di cose da dire,da fare,pieno di "efficenza" da dimostrare.Dobbiamo sempre essere all'altezza...Essendo diventati solo esterni,ci sembra di non avere più risorse interne,di non possedere soluzioni se non quelle che ci arrivano dai rotocalchi,dal gossip,dove i nostri modelli,gli attori,i politici,le star della tv sono tutti centrati sull'apparire,sull'essere belli,sull'artificiale,sul lifting.Crediamo che il mondo sia solo quello che vediamo fuori di noi...
Insomma:siamo diventati stranieri a noi stessi,non sappiamo più chi siamo,dove andiamo,qual'è la nostra via,il nostro destino.
Siamo fragili come non mai,e i disaggi collettivi come l'ansia,la depressione,il panico,insonnia,obesità vengono a trovarci,ad assalirci,ad anientarci.
La nostra anima è scontenta di noi,le nostre forze interiori sono stanche,sfinite dal continuo pensare e ripensare alle cose,dai continui giudizi e critiche che facciamo su noi stessi.Eppure,dentro di noi esiste,nel silenzio,qualcosa che ci vuole aiutare,che ci vuole portare via da tutto questo,che ci vuole ridare la vita,che ci vuole restituire cio' che non sappiamo più di avere o che abbiamo perduto.
Non stiamo male perché sono tramontati i "valori di una volta"(coppia,matrimonio,famig lia,figli),ma perché ci ostiniamo a ritenerli perenni,perché ci sforziamo a voler essere sempre uguali,sempre identici ai nostri padri,ai nostri nonni.
Di questo gli uomini hanno fatto il loro credo fondamentale:figli di un'idea antiquata di virilità,di dominio e di possesso,hanno concepito e fissato dentro di loro dei condizionamenti atavici,ereditati,da cui non riescono ad allontanarsi,di cui non riescono a fare a meno.
Quando una civiltà,una cultura,un'epoca si ripiega sulle sue certezze,l'evoluzione si arresta,e allora gli dei scendono in campo:ci "prendono per mano",spazzano via cio' che di vecchio ci si è attaccato adosso,ci preparano al cambiamento,alla trasformazione.
Trasformarsi significa ampliare la coscienza,essere più "ricchi",più liberi,meno ancorati all'esterno,meno prigionieri delle gabbie in cui siamo chiusi.
Che ne sarà di noi se siamo solo pensieri ripiegati sull'esteriorità,sull'apparire ,sulla credenza che il mondo che vediamo è tutto quello che c'è?
La donna è infelice
E allora la Dea tra le dee,la signora del mondo per eccellenza,quel feminile dal volto misterioso e senza tempo,scende in campo e chiama a raccolta le donne,le invita a prendere parte alle cose del mondo,a cambiare il maschile,a farlo diventare e ritornare utile all'evoluzione.
"Dove sono i veri uomini?" si chiedono le donne di oggi.
Significa che la loro donna interiore è scontenta,che la Donna di tutte le donne che abita ognuno di noi,maschi e femmine indistintamente,è infelice.Si,l'anima del mondo si sente relegata dalla vita,inaridita,allontanata,sco nfitta.Come chiamare questa Donna senza volto e senza tempo di cui nessuno è mai riuscito a sollevare le vesti,a toglierle il velo?
Apuleio,autore delle Metamorfosi e di quella fiaba magistrale che è Amore e Psiche,la chiama Iside,la sola vera unica Dea che sia mai esistita.E sempre lei che,cambiando forma e nome nei luoghi e nei tempi,si trasforma in Venere,in Minerva,in Giunone,in Proserpina..sino ad arrivare alla Maria e alla Maddalena dei cattolici,alla Miriam degli ebrei,alla Sofia dei filosofi.Iside ha tante sfumature,tanti volti,tante faccie,tante anime,e tutte sconosciute,tutte misteriose.
In qualsiasi forma Iside si presenti,la Dea tra le dee incarna tutto il feminile del mondo,e la carattersitica che la rende unica è la sua inafferrabilità...Vive nel mistero,nel buio,nella notte,eppure illumina i nostri atti;anche se per pochi bagliori.
Iside non ama gli uomini "miopi",che vogliono trasformare le donne in "regine della casa".Lo accettava un tempo,quando gli uomini erano i sovrani incontestati del mondo.Li subiva,e solo grazie a Eros,il dio che decide le attrazioni fra gli uomini e le donne,riusciva a far perdere loro la testa,a confonderli,a indebolirli.
Si,gli uomini dominavano il mondo,ma il feminile di Iside li portava comunque alla follia d'amore,rendendoli fragili,persi;era la sua vendetta.
Ma oggi,gli uomini dominatori non l'interessano più.Le chiavi del mondo che aveva loro consegnato,solo per un certo tempo,adesso Iside vuole riprendersele.Non è soddisfatta la "dea splendente immersa nel buio più totale"di come i maschi hanno condotto e conducono il mondo.Pensa che senza il feminile non ci sarà più evoluzione:è stanca dei padri di famiglia seduti a capotavola che ripetono sempre le stesse cose,non sopporta la sagezza scontata dei terrificanti proverbi maschili (come "donne e buoi dei paesi tuoi"),non ne puo' più degli uomini "mammoni" e dei pranzi della domenica dalle suocere..Ma più di tutto,non vuole donne senza interessi,senza passioni,senza desideri,spente e relegate sullo sfondo.
Iside vuole le donne vive,costi quello che costi,le vuole disposte a rimettere tutto in discussione,matrimoni,fidanzam enti,abitudini,tradizioni...E a chi non comprende il "multiforme e variegato volto della Dea",Iside è pronta a regalare grandi dolori;a chi le resiste prepara sofferenze come la depressione,l'infelicità,l'ins oddisfazione.
segue...
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Vecchio 03-03-2008, 21.04.05   #29
vero
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Ma dov'è finita l'interiorità,dove si è rifugiata?Perché passiamo ore davanti alla tv a guardare programmi demenziali,dove il banale,l'inutile,conduce la sua danza?Perché consumiamo droghe,psicofarmaci,analgesici e farmaci in generale,come fossero caramelle e come mai nessuna epoca ha fatto?
Perché,secondo i sondaggi,il sentimento più sgradito,più temuto,più sofferto è la solitudine?
Perché non sappiamo stare da soli?Quali mostri temiamo di incontrare quando siamo con noi stessi?
Siamo diventati "esterni",guardiamo solo la superficie,e crediamo che i nostri pensieri siano tuuto cio' che c'è dentro di noi.E cosi,pensiamo,pensiamo...
Siamo diventati "grandi programmatori",abbiamo sempre in mente grandi progetti,mete da raggiungere.Ma,ammonisce Alan Watts:"un mondo che s'interessa solo di "arrivare in qualche posto" il più rapidamente possibile,diviene un mondo senza sostanza"
Quando siamo da soli,non facciamo che ragionare,quasi mai ci lasciamo andare alle fantasie,alle immagini,al silenzio interiore,al vuoto.Crediamo che senza pensieri non siamo niente e...ci sbagliamo.Ci sbagliamo per davvero.Pensiamo che il mondo sia tutto qui:pieno di cose da dire,da fare,pieno di "efficenza" da dimostrare.Dobbiamo sempre essere all'altezza...Essendo diventati solo esterni,ci sembra di non avere più risorse interne,di non possedere soluzioni se non quelle che ci arrivano dai rotocalchi,dal gossip,dove i nostri modelli,gli attori,i politici,le star della tv sono tutti centrati sull'apparire,sull'essere belli,sull'artificiale,sul lifting.Crediamo che il mondo sia solo quello che vediamo fuori di noi...
Insomma:siamo diventati stranieri a noi stessi,non sappiamo più chi siamo,dove andiamo,qual'è la nostra via,il nostro destino.
Siamo fragili come non mai,e i disaggi collettivi come l'ansia,la depressione,il panico,insonnia,obesità vengono a trovarci,ad assalirci,ad anientarci.
La nostra anima è scontenta di noi,le nostre forze interiori sono stanche,sfinite dal continuo pensare e ripensare alle cose,dai continui giudizi e critiche che facciamo su noi stessi.Eppure,dentro di noi esiste,nel silenzio,qualcosa che ci vuole aiutare,che ci vuole portare via da tutto questo,che ci vuole ridare la vita,che ci vuole restituire cio' che non sappiamo più di avere o che abbiamo perduto.
Non stiamo male perché sono tramontati i "valori di una volta"(coppia,matrimonio,famig lia,figli),ma perché ci ostiniamo a ritenerli perenni,perché ci sforziamo a voler essere sempre uguali,sempre identici ai nostri padri,ai nostri nonni.
Di questo gli uomini hanno fatto il loro credo fondamentale:figli di un'idea antiquata di virilità,di dominio e di possesso,hanno concepito e fissato dentro di loro dei condizionamenti atavici,ereditati,da cui non riescono ad allontanarsi,di cui non riescono a fare a meno.
Quando una civiltà,una cultura,un'epoca si ripiega sulle sue certezze,l'evoluzione si arresta,e allora gli dei scendono in campo:ci "prendono per mano",spazzano via cio' che di vecchio ci si è attaccato adosso,ci preparano al cambiamento,alla trasformazione.
Trasformarsi significa ampliare la coscienza,essere più "ricchi",più liberi,meno ancorati all'esterno,meno prigionieri delle gabbie in cui siamo chiusi.
Che ne sarà di noi se siamo solo pensieri ripiegati sull'esteriorità,sull'apparire ,sulla credenza che il mondo che vediamo è tutto quello che c'è?
La donna è infelice
E allora la Dea tra le dee,la signora del mondo per eccellenza,quel feminile dal volto misterioso e senza tempo,scende in campo e chiama a raccolta le donne,le invita a prendere parte alle cose del mondo,a cambiare il maschile,a farlo diventare e ritornare utile all'evoluzione.
"Dove sono i veri uomini?" si chiedono le donne di oggi.
Significa che la loro donna interiore è scontenta,che la Donna di tutte le donne che abita ognuno di noi,maschi e femmine indistintamente,è infelice.Si,l'anima del mondo si sente relegata dalla vita,inaridita,allontanata,sco nfitta.Come chiamare questa Donna senza volto e senza tempo di cui nessuno è mai riuscito a sollevare le vesti,a toglierle il velo?
Apuleio,autore delle Metamorfosi e di quella fiaba magistrale che è Amore e Psiche,la chiama Iside,la sola vera unica Dea che sia mai esistita.E sempre lei che,cambiando forma e nome nei luoghi e nei tempi,si trasforma in Venere,in Minerva,in Giunone,in Proserpina..sino ad arrivare alla Maria e alla Maddalena dei cattolici,alla Miriam degli ebrei,alla Sofia dei filosofi.Iside ha tante sfumature,tanti volti,tante faccie,tante anime,e tutte sconosciute,tutte misteriose.
In qualsiasi forma Iside si presenti,la Dea tra le dee incarna tutto il feminile del mondo,e la carattersitica che la rende unica è la sua inafferrabilità...Vive nel mistero,nel buio,nella notte,eppure illumina i nostri atti;anche se per pochi bagliori.
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Iside non ama gli uomini "miopi",che vogliono trasformare le donne in "regine della casa".Lo accettava un tempo,quando gli uomini erano i sovrani incontestati del mondo.Li subiva,e solo grazie a Eros,il dio che decide le attrazioni fra gli uomini e le donne,riusciva a far perdere loro la testa,a confonderli,a indebolirli.
Si,gli uomini dominavano il mondo,ma il feminile di Iside li portava comunque alla follia d'amore,rendendoli fragili,persi;era la sua vendetta.
Ma oggi,gli uomini dominatori non l'interessano più.Le chiavi del mondo che aveva loro consegnato,solo per un certo tempo,adesso Iside vuole riprendersele.Non è soddisfatta la "dea splendente immersa nel buio più totale"di come i maschi hanno condotto e conducono il mondo.Pensa che senza il feminile non ci sarà più evoluzione:è stanca dei padri di famiglia seduti a capotavola che ripetono sempre le stesse cose,non sopporta la sagezza scontata dei terrificanti proverbi maschili (come "donne e buoi dei paesi tuoi"),non ne puo' più degli uomini "mammoni" e dei pranzi della domenica dalle suocere..Ma più di tutto,non vuole donne senza interessi,senza passioni,senza desideri,spente e relegate sullo sfondo.
Iside vuole le donne vive,costi quello che costi,le vuole disposte a rimettere tutto in discussione,matrimoni,fidanzam enti,abitudini,tradizioni...E a chi non comprende il "multiforme e variegato volto della Dea",Iside è pronta a regalare grandi dolori;a chi le resiste prepara sofferenze come la depressione,l'infelicità,l'ins oddisfazione.
segue... segue.
La Dea vuol scendere in campo,vuole "rimettere" il feminile al giusto posto nel mondo;vuole riprendersi le" chiavi della vita".
La Dea non sa che farsene di uomini che non capiscono,gelosi,attaccati ai modelli,o dei bigotti che si permettono di dire alle donne come si deve amare,cosa è giusto e sbagliato.
Iside ricerca la magia,l'incanto,il sogno,vuole spostare lo sguardo sull'interno,detesta la tanto decantata "sapienza razionale" dei maschi,rifugge dalle cose scontate;vuole seguire la sua natura imprevidibile.Iside è entrata nel cuore e nella mente di ogni donna.Iside ama gli opposti e i contrari,adora le contraddizioni,ed ecco allora le donne che vogliono un uomo a cui legarsi ma da cui essere libere,mentre i maschi pretendono che siano "completamente" di loro proprietà.Ma noi,maschi,si sa,vediamo in modo unilaterale..
I "veri uomini",quelli che sono diventati maturi estimatori della vita,adorano questa irragiungibilità del feminile,questo suo "esserci e non esserci",questo suo lascairsi afferrare e poi sfuggire.Sanno che la Dea gli ha scelti per parlare del "nuovo mondo feminile",e la guardano con gli occhi misteriosi che hanno acquisito dalla sagezza degli anni,sapendo che la legge di Iside è che tutto muta,tutto cambia,che la padrona è Lei,e che occorre seguire i suoi desideri.
Gli uomini infantili,invece,dicono:"non ci sono più le donne di una volta",ma non si arrendono:vogliono dominare le donne,trasformarle in spose,madri,mamme..Vogliono donne "all'antica",imprigionando le nelle abitudini che hanno ereditato dai loro padri.
A questo proposito è interessante notare che gli uomini,nella ricerca delle "donne di una volta",hanno in mente modelli antiquati,antichi,arcaici,quel li delle madri,delle nonne.
Le donne,invece,si chiedono:"ma dove sono gli uomini?"e non intendono uomini che assomigliano ai modelli del passato,ai padri,ai capofamiglia.No,le donne intendono "uomini nuovi",aperti,liberi,amturi,ca paci di legami profondi,intensi,e non abitudinari.
La differenza è sostanziale:le donne cercano "uomini nuovi",i maschi invece rimpiangono cio' che non c'è più,cio' che è già morto.
Ma Iside vuole ridere,giocare,godere.Mentre le nostre nonne e le nostre mamme ritenevano che il matrimonio dovesse andare avanti costi quello che costi,Iside ha sussurato alle orecchie di ogni donna,del femminile del mondo,che il piacere,l'eros,la esaltano,trasformano le fibre della sua carne,esaltano la sua anima,la elevano.Tutto il contrario delle sciocchezze che abbiamo imparato sull'eros,relegandolo nella sfera del peccato.
Chissà come sarà il mondo quando Iside avrà finito il suo lavoro.
Forse avremo solo donne-dee.Forse noi uomini saremo diventati portatori di una sagezza che mai l'umanità ha posseduto cosi diffusamente a livello collettivo.E la qualità più grande di Iside,l'inafferrabilità associata all'imprevedibilità,ci riserverà un mondo pieno di soprese.
Non saremo più,noi uomini,previdibili,razionali,p ieni di pensieri organizzati,di abitudini;forse al mattino non sapremo per davvero come saremo e cosa faremo la sera.Saremo forse capaci di trasmutare,saremo pronti al nuovo e alle sorprese che la vita ci prepara.
Si sa quanto le donne,come i bambini e la loro mente sempre aperta,pronta a tutto,adorano le sorprese più di ogni altra cosa...
Forse non avremo più uomini che ripetono le solite frasi scontate,tipo:"perché mi ha lasciato nonostante i regali,i viaggi che le ho fatto fare,la vita agiata che le ho dato?"
Il maschile di oggi ragiona ancora cosi/per il maschio contemporaneo la donna è un possesso da accudire,un oggetto fra gli oggetti della sua vita.
Ma Iside ama l'interiorità,le sue contraddizioni,le innovazioni,i mille volti dell'anima...Iside non ci sta a diventare una tra le tante"cose degli uomini'.Vuole possedere ed essere libera,vuole essere accudita,ascoltata,e non essere ostacolata.
Le donne sanno che il feminile vive nascosto,nei silenzi,nelle profondità dell'anima.Si rivela nelle sfumature,nel "non detto",in un battito di ciglia,in un'espressione del volto.
Quanto male hanno causato gli uomini solo per il fatto di non essere stati attenti,presenti?
Quante carezze non sono state date al momento giusto?Quante parole non sono arrivate nei momenti d'intimità,e quanto dolore ha creato la loro assenza?
Che cosa significa essere attenti,presenti,per il mondo feminile?
Significa ascoltare l'interno,percepire i propri stati d'animo,sentire quello che la tua donna ti trasmette senza parole,cogliere le sue tristezza,i suoi desideri,i suoi cambiamenti,i suoi rifiuti di quelle cose scontate in cui noi uomini siamo,quasi sempre,immersi.Essere attenti a lei,alla tua donna,vuol dire percepire Iside dentro di te,dentro il mondo maschile;cogliere la sua impercettabilità,la sua inafferrabile presenza misteriosa.
Piaccia o no, noi uomini,quando siamo con le nostre donne,amiamo parlare,raccontare,spiegare,es primer la nostra visione del mondo.Ci delizia parlare di noi,delle cose che ci capitano,della nostra storia.
Essere attenti è invece saper ascoltare le donne,cio' che dicono,senza giudicarle,senza condirle con la nostra visione,senza collocarle nei nostri pregiudizi;lasciandole cosi come sono.
Noi uomini pensiamo ancora di dover guidare le donne,e questo Iside non lo sopporta più.
Il cammino che spetta alle donne non sarà solo rose e fiori:sarà costellato anche da disagi,da sofferenze,percorsi tortuosi,ripensamenti,da salite e discese,cadute e sconfitte.
A volte i "vecchi modelli" torneranno a chiamare le donne,cercheranno di riempirle di sensi di colpa,rinfacceranno loro di non essere "bravi madri" perché si stanno separando o perché stanno seguendo le loro aspirazioni.Ma il cammino del femminile nel mondo è già tracciato,e Iside non le farà sentire sole.Insegnerà loro a non giudicarsi,a seguire il loro "talento"dove solo le donne possono essere tante anime insieme:quella erotica,quella gravida,quella mistica,quella che partorisce,quella che accudisce i bambini,quella che lavora,quella che consola,quella che realizza le passioni,i talenti,e più di tutto,quella che si affida all'interiorità,a quel luogo misterioso dove Iside,silenziosa,le protegge e le custodisce.Mentre gli uomini temono la solitudine,le donne sanno che è una compagna preziosa verso l'autorealizzazione,e sanno che guardarsi dentro dà consolazione e non fa paura.Lo sanno perché facendo quello che va fatto per loro,Iside sta provvedendo al loro destino.
Insomma,Iside sta spazzando via "il vecchio",e le donne sono le sue preziose ancelle.Si,Iside sta spazzando via tutti i vecchi pensieri del mondo,i "gusci vuoti",le parole senza senso.
E noi,uomini?Dobbiamo essere contenti,perché la Dea sta pensando anche a noi.Ci sta facendo incontrare la nostra anima,la nostra sagezza,quella che i superficiali modelli di mascolinità non potevano darci,anzi,avrebbero distrutto la nostra vera essenza.Isideverso le donne,la possibilità di essere noi stessi.
Dobbiamo imparare ad affidarci alle donne.

Véronique: per stasera mi fermero' qui..se ispira qualcuno/qualcuna...impressioni
vero is offline  

 



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