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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 10-03-2008, 11.50.35   #1
arsenio
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Quelle note identità maschili

Quelle note identità maschili

L'uomo dell'epoca postmoderna ha ormai rinunciato a un appagante viaggio nell'interiorità. E' un narciso che vorrebbe alimentarsi a spese degli altri, considerati mezzi e specchi di rimando. Cerca d'indossare identità non possedute e si frantuma in vari io instabili: competitivi, buonisti spirituali anarchici.

Oggi la cultura di riferimento è un miscuglio di tecnologie, scientismi e pseudoscienze; irrazionalità, immagini kitsch, pubblicità, sport da bar di periferia, bassa politica ambiguamente antiprogressista.
Più che di conclamate nevrosi soffre di malesseri indotti,come stati borderline, finzioni velleitarie del Sé, struttura psichica con un Io e un Super Io affievoliti.

Fragili e bisognosi di sostegno; adoni palestrati, bamboccioni ; liberal femministi; sensibili e accoglienti ma solo di superficie e marginali. Le icone predilette dell'immaginario femminile sono sempre gli eroi avventurosi: gladiatori, cowboys, rambi, capitani, samurai, eroi mitologici impersonati da attori di successo. Per istinto ancestrale l'uomo prediletto è quello che ama il rischio: cacciatore,guerriero, esploratore, macho intrigante nelle varie varianti,o ruvidi con imprevisti sprazzi d'umanità. Imposti da cinema e tivù. Uomini coraggiosi emozionanti e non di grande spessore psicologico: i “complessi” sono da sempre “out”, casomai attraggono i “complicati”. Quelle che si accontentano possono popolare le loro fantasie con eroi minori da piccolo schermo: commissari siciliani, dottori burberi, “famosi” dell'isola, scrittorucoli astuti e sopravvalutati.
Tali “avventurosi” non hanno riscontro nel quotidiano; sostitutivi potrebbero essere certi maschi sfuggenti ed egoisti, ben concreti e forieri non di eroiche evasioni dalla routine, ma di venture anche molto pericolose. I misogini, gli asociali, i devianti, se disponibili a farsi redimere, sono sempre “classici” ambiti..
In definitiva l'uomo del 3° millennio è confuso, frammentato, smarrito, contradditorio, narciso che così nasconde una gigantesca insicurezza. Inautentico perchè spesso legato a false coscienze di derivazione religiosa o politica.

E il suo contraltare? Io lo delineo come un uomo equilibrato che affronta ogni situazione da assertivo e cautamente dubbioso, intuitivo e affidabile nelle relazioni, che fa coincidere essere e apparire, e quando giudica opportuno usa un “sembrare” quale ironia spiazzante. Considera l'intelligenza non un dono avuto e concluso, ma sempre in via di costruzione.

C'è un'icona corrispettiva? A me piacque sempre la figura di Ulisse, oggi rivalutato, ma più da occhi maschili. Ricordo un saggio di Citati che ne individuò la “greca” e superiore mente colorata, molteplice e flessibile. Che riesce a collegare tra loro le cose in legami difficili da sciogliere; è in accordo con il suo destino; sa fronteggiare gli eventi con un'astuzia che è equilibrio tra forze contrarie. E' un viandante perchè non ha mappe preconfezionate,ma si pone contro la sorte con i mezzi che ha in quel momento.
Infine torna a Itaca dopo aver raggiunto virtù, sapienza e amore. Ha lasciato Circe che rappresentò per lui la magia dell'amore; Calipso che lo condusse alla perdizione; Nausicaa che per contrasto gli fece conoscere grazia e malizia femminile. Torna a casa dove l'aspetta il placido affetto di Penelope. Non sappiamo se riprenderà ancora qualche viaggio.

Dopo l'ulisside del '900, ravvisato nell' antieroe europeo privo di fedi,sorridente e disperato, o indagatore degli abissi dell'inconscio, chi è oggi il rinnovato ”Ulisse”? Lo si contrappose al monaco zen che con forza centripeta si esilia nella passiva attesa di un'Illuminazione. Mentre Ulisse con inaudita forza centrifuga si scaglia nel mondo per confrontarvisi.
Se oggi Odisseo si rinnovasse ancora a parer mio sarebbe chi intraprende un viaggio all'interno di se stesso, attraverso il confronto con l'altro. In una realtà quotidiana che ci mostra ogni diversità, non servono più i viaggi fisici per apprendere , o per vedere con occhi opachi incapaci di penetrare la superficie dell' l'immagine. Né gli occorrono fughe nell'ultraterreno che lo soccorrano. La sfida è saper condividere con gli altri le proprie conoscenze.



Odissea nel ciberspazio

Ero un navigante della Gran Rete Virtuale
e veleggiavo ormai verso il paese mio natale
dopo aver cercato virtute e amore.
Una sera affaticato e stanco di viaggiare
da incauto mi tolsi i tappi di cera
finora mai levati per non ricadere irretito
in un ingannevole canto di perdizione.
Stavo all'erta, attento a qualche insidia di sirena
esperta in seduzione.

Ormeggiai nella darsena d'un 'isola lontana,
strana e sconosciuta.
Era popolata da gente viva ma che già morta sembrava,
come intorpidita in letargìa emotiva.
Spirava la tramontana ed udivo solo il tuo
flebile canto di sognatrice illanguidita e in viso smorta.
M'invitava ad una passione da bi-sogno: sogno doppio e condiviso.
Il disamore incombe e in abulia fatale giace chi vi soccombe.
Non dà mai pace e rallenta il tempo che pur fugace passa
e delle nostre ore migliori fa man bassa.

Sei risorta da innamorata ed anche un tuo minuto
ora è più intenso, più vissuto, e si dilata nell'eterno.
Sei rifiorita; a sorridere ed veder la vita di poesia filtrata
hai reimparato, splendida più di prima.
Ed hai scoperto che soltanto la parola densa di senso in una rima
d'un verso condensato comunica e conforta.

E l'amore che lamentavi per sempre perduto hai ritrovato.
Non va sciupato mai, anche quando Borea gelida infuria;
mentre la Via Lattea scompare.
E accogli le frecce scagliate da Cupido pur se ti faranno soffrire;
se è vero amore fanno sempre male

arsenio
arsenio is offline  
Vecchio 14-03-2008, 20.26.02   #2
Pipoca
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Riferimento: Quelle note identità maschili

Sono donna : vale anche la mia opinione ?
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
L'uomo dell'epoca postmoderna ha ormai rinunciato a un appagante viaggio nell'interiorità. E' un narciso che vorrebbe alimentarsi a spese degli altri, considerati mezzi e specchi di rimando. Cerca d'indossare identità non possedute e si frantuma in vari io instabili: competitivi, buonisti spirituali anarchici.
Son d' accordo , vale anche per le donne , ma non bisogna fare di tutta l' erba un fascio
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
la cultura di riferimento è un miscuglio di tecnologie, scientismi e pseudoscienze
Fortunatamente è anche altra . E lo dimostri tu, per esempio .

La mia preoccupazione è un 'altra : quanto durerà ? Se durerà ... Durerà ? O sarà sommersa alla fine , da quell'immonda ignoranza che vernicia tutte le nostre case ?

A volte , di fronte ad un qualcosa prodotto contemporaneamente rimango estasiata .
Allora mi sento giù ... come una cultural-conservatrice , anticulturalprogressista !

E altre a volte, più volte , soccombo , sprofondo :
ho paura , una fottuta paura che il mondo ci perda e perda anche tutti quelli che ci hanno preceduto.
Che perda non la mia cultura (che niente è in confronto a tutto ciò che esiste), ma il modo di desiderare la cultura , quella vetta altissima che mi hanno fatto intravedere i miei insegnanti.

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Più che di conclamate nevrosi soffre di malesseri indotti,come stati borderline, finzioni velleitarie del Sé, struttura psichica con un Io e un Super Io affievoliti.



Fragili e bisognosi di sostegno; adoni palestrati, bamboccioni ; liberal femministi; sensibili e accoglienti ma solo di superficie e marginali. Le icone predilette dell'immaginario femminile sono sempre gli eroi avventurosi: gladiatori, cowboys, rambi, capitani, samurai, eroi mitologici impersonati da attori di successo.
E tutto questo a causa di predilezione iconica femminile?
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Per istinto ancestrale l'uomo prediletto è quello che ama il rischio: cacciatore,guerriero, esploratore, macho intrigante nelle varie varianti,o ruvidi con imprevisti sprazzi d'umanità. Imposti da cinema e tivù.
Se parliamo di istinto ancestrale , possiamo parlare di imposizione mediatica ?
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
I misogini, gli asociali, i devianti, se disponibili a farsi redimere, sono sempre “classici” ambiti..
Si chiama la 'sindrome della crocerossina' , ma ti posso garantire che il gioco è molto più divertente se gli uomini non sono “disposti a farsi redimere “
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
In definitiva l'uomo del 3° millennio è confuso, frammentato, smarrito, contradditorio, narciso che così nasconde una gigantesca insicurezza. Inautentico
Non so se sia così , così lo siamo un po' tutti, sia uomini che donne .
Da quando non lo so .
Posso provare ad immaginare un uomo del I millennio;
ma non so se la mia fantasia possa risalire fin là ,
fino a percepire anche un solo un piccolo spiraglio,
un scaglia di autenticità dello stato d'animo
di uomo senza nome né voce, ma comunque uomo .
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
E il suo contraltare? Io lo delineo come un uomo equilibrato che affronta ogni situazione da assertivo e cautamente dubbioso, intuitivo e affidabile nelle relazioni, che fa coincidere essere e apparire, e quando giudica opportuno usa un “sembrare” quale ironia spiazzante. Considera l'intelligenza non un dono avuto e concluso, ma sempre in via di costruzione.
E quindi? ... il Principe Azzurro ?

Ulisse

Ulisse è un mito , non è un uomo.

Anche il Commisario Montalbano 'riesce a collegare tra loro le cose in legami difficili da sciogliere;' ;
anche l'attore di turno di una delle tante boiate del cinema americano , che poi , guarda caso
è anche in accordo non solo con il suo destino ,
ma anche con quello del mondo ,
perchè regolarmente riesce sempre a salvare l'umanità da qualche asteroide o da qualche invasione aliena , epidemia , carestia e/o distruzione del mondo . E lo fa proprio con i suoi mezzi ... un po' caserecci.
E guarda caso !
Anche se è imbavagliato , legato , ammanettato , infilato in un sacco ,
aggredito da Polifemi, chiuso dentro un baule , legato con una catena con un lucchetto di 150 chili, collegato con un ordigno a orologeria che sta per esplodere , gettato in un profondissimo fiume abitato da pesci mutanti, abbandonato da quei porci dei suoi compagni...
Lui, l'eroe hollywoodiano , riuscirà sempre a salvarsi , perchè in quel momento in quel esatto momento , in cui guarda la morte negli occhi , rimane freddo , impassibile e lucido e si ricorda ...
della sua dolce Penelope , che gli aveva lasciato un minuscolo stuzzicadenti, con il quale apre manette e lucchetti , trancia sacchi e disinnesca la bomba , che è già a 5 conto alla rovescia , in apnea combatte contro i pesci che si moltiplicano a dismisura , risale a galla , nuota , corre , ruba un elicottero e salva il mondo ...
Solo così si può ricongiungere alla sua Penelope ...

Ci sentiamo degli Ulisse , ma siamo solo scimmie .

E Penelope ...
...non è diventata nemmeno un po' isterica ,
deve resistere alla carne , senza più amplessi coitali da anni ,
cornuta di fatto,
forse vedova ...
a fare e disfare una tela , costretta ad avere, come l'alternativa a lui , solo il telaio.
Ma Penelope no, questa donna meravigliosa , non è cornuta , non è alterata , è serena e non gli dice niente ad Ulisse , proprio niente ... nemmeno uno 'stavo in pensiero'
... E né si sente uno schifo, anche se è stata Circe ad insegnare lui la magia dell'amore ... Calipso a portarlo alla perdizione ... Nausicaa a donargli il segreto della malizia e della grazia femminile ... Mica lei : Penelope.
Possibile che 'sta donna non abbia sentito nemmeno un briciolino di rabbia? O di frustrazione? O di gelosia?

Ho un po' flertato con alcune tue osservazioni.

L'uomo che tu hai dipinto, tramite quelle che definisci icone femminili , e che trova il suo contraltare in Ulisse , è comunque un ulteriore frutto , anche se peggiore o solo diverso, della nostra ancora immaginifica mitizzazione della percezione , senza la quale saremmo belve .
Pipoca is offline  
Vecchio 15-03-2008, 12.48.40   #3
arsenio
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Riferimento: Quelle note identità maschili

Citazione:
Originalmente inviato da Pipoca
Sono donna : vale anche la mia opinione ?

Ho un po' flertato con alcune tue osservazioni.

L'uomo che tu hai dipinto, tramite quelle che definisci icone femminili , e che trova il suo contraltare in Ulisse , è comunque un ulteriore frutto , anche se peggiore o solo diverso, della nostra ancora immaginifica mitizzazione della percezione , senza la quale saremmo belve .

gentile Pipoca

Graditissima l'opinione di soprattutto una donna! E benvenuta. Ormai posso sperare d'interagire soltanto con le new entry, non assuefatte a stili di gruppo prevalenti(non generali )
E' sottinteso che non potrei mai fare d'ogni erba un fascio, e che pure il “a parer mio”è implicito. Anche da riscontri che avvengono fuori Rete, potrei solo confermare alcune tendenze, pur espresse da ricercatori e studiosi ben più autorevoli di me. L'”uomo” di cui parlo non rappresenta tutta la specie civilizzata, per fortuna, anche se sta diventando una minoranza, da proteggere, eventualmente da una associazione di protezione di voi ragazze (suppongo che t'includeresti) che non ambiscano soltanto a maschi dominanti, spoetizzati, privi di una vera e riflessiva vita interiore, con un'ideologia decisamente maschile con cui affrontano pure problemi sociali che richiedono ben altre articolazioni concettuali.
Stessa cosa per la cultura omologata di riferimento. Posso solo dire che i vari forum che ho frequentato, a volte più da “analista” di alcuni testi, rispecchiano bene il trend politico-culturale dell'attuale società. Poi ognuno/a può preferire di autorealizzarsi concedendo spazi pure alle letture selezionate, agli spettacoli che arricchiscono la mente e alimentano il cuore, alla solitudine meditativa che è l'unica attività che può condurre all' autoconoscenza e al cambiamento. Puoi leggere il mio 3d di oggi sulle preferenze di massa.

Non ci sono responsabilità femminili nell'eclissi della maschilità migliore, quella auspicata pure da Risè, che è il massimo teorico di una rivalutazione delle virtù maschili Oggi è acritico conformista o figura di “padre assente”. E ' un argomento complesso che ho altrove affrontato. Per quanto riguarda le donne parlerei soltanto di rimandi di aspettative reciproche allineate ai nostri tempi. Come ho detto altrove i maschi si dimostrano peggiori di quello che in realtà sono, perchè il clichè maschile più ambito è sempre una versione del maschio volgare e maleducato, come scrive pure Lina Sotis in un recente articolo. Ritenuto a torto più “dominante”, più “uomo” perchè spoetizzato, privo di sentimentalità manifestata. Ed è vero che con la ragione amano l'uomo affidabile, emotivo, poetico, ecc. ma con il cuore sono attratte verso un certo stereotipo. E' ancora un retaggio ancestrale, perchè era il maschio capobranco ritenuto un migliore donatore di geni. (attrazione in particolare nel periodo fecondo per tratti maschili decisi, come la mascella quadrata) Lo “stanziale”, certo era più adatto e collaborativo, da tenere accanto a sè per altre esigenze delle tribù. Come dire, preferiscono le avventure amorose e sessuali con il “dominante” ( nel senso deteriore, non con le virtù di chi fronteggia gli eventi esistenziali) mentre per un'unione di convivenza tranquilla, lo stanziale accuditivo è il preferito. Ma permane tale conflittualità che è responsabile pure di abbagli e di coazioni a ripetere le stesse scelte sbagliate.
Qui che io sono un esemplare di maschio che dà spazio anche a un discorso non solo filtrato da un'ideologia tradizionalmente maschilista, sono praticamente ignorato, eccetto che dalle new entry come te. Altrimenti, anche inconsciamente, sanno , in seguito con chi l'istinto le porta a meglio interagire.
Nessuna donna cambia nessun uomo: inoltre non si tratta mai di amore ma dell'attrazione complementare di due patologie, o di riconosciuti modelli maschili analoghi a padri, fratelli, altri partner, amici, ecc. Il principe azzurro non esiste perchè per voi ragazze ce ne vorrebbero una decina: uno per andarci a letto, uno da sposare, uno buon conversatore colto,un altro capace di dr sostegno, uno viaggiatore instancabili che soddisfi le vostre mai sopite esigenze di girare il mondo, ecc.

Ulisse non è un uomo è un'icona con luci ed ombre. Se ha la “mente colorata”,flessibile, adattabile, geniale nei problem solving, se è emotivo e pur capace di piangere, avventuroso, coraggioso, ecc. è anche l'icona della menzogna. Vedi il bel volume di Odifreddi “Le menzogne di Ulisse. Come marito è più che altro un .. figliol prodigo. Avrei ancora molto da dire, ma devo scappare, sperando ti faccia ancora viva, prima che tu assuma le idee dominanti

arsenio is offline  
Vecchio 16-03-2008, 10.04.44   #4
Pipoca
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Riferimento: Quelle note identità maschili

E' da pochissimo che leggo questo forum , quindi non posso sapere se vi siano 'stili di gruppo prevalenti' ... l' impatto , per quello che può valere , spesso abbaglia .
Da una parte trovo interessante la partecipazione ad uno scambio mediatico : oltre che per un mero fattore di pigrizia , la comunicazione scritta mi permette di godere e ponderare meglio i contenuti e concetti , riflettere e approfondire , scegliere con maggiore calma una parola.

Mi Permette la Lentezza.

Caratteristica questa di fatto negata ad una conversazione orale . Dove le parole scorrono più fluide , afferrano , ma non fissano i concetti e non ti danno la possibilità di ritornare in dietro , di rivedere e chiarificare i dubbi , di soffermarti; essa mi permette la velocità .

Ma la ricchezza dell'oralità, quella del linguaggio non verbale , del linguaggio degli odori , del linguaggio delle energie , della sensibilità , dello sguardo , del suono , dell'atmosfera si sta distruggendo da sola , con la sua frenesia .

Di giorno comunichiamo al passo con le nuove sigarette appena immesse sul mercato , sempre più corte , come più corte sono le pause , i momenti di scambio . La sera condensa sui vetri , opacizza e inumidisce la voglia di parlare , si dipende dagli altri , dalla stanchezza , dalle cose in arretrato ancora da finire , dagli impegni del domani . In giro ci sono sempre meno panchine . I locali sono bombardati dal rumore , le entrate intasate , il divieto di fumo e poche le alternative : o ti ubriachi o ti stoni .

Ora in un casino come questo , dove non ci sono più i caffè letterari e le discussioni dopo il film si fanno solo in circoli clandestini , sottratti die domini dei cinema porno ...
... quale potrà mai essere l'identità maschile dominante ?
Con i corsi di autodifesa e le bombolette urticanti , da oggi introdotte anche nelle scuole superiori ,
la donna non ha più bisogno di protezione .
Con l'ufficializzazione dei pari diritti può smettere di lavorare a nero , ha il suo contratto di lavoro e quindi può acquistare a rate .
Con le strutture infantili che accudiscono i pargoli , può stare fuori tutto il giorno .
I rapporti tra donne si fanno sempre più intensi . Ci alleiamo in assetti di guerra .
Le danze dell'accoppiamento si fanno sempre meno colorate .
E le sulle riviste di moda si fanno confronti tra uomo e specie animale : tu lo sapevi che un uomo dovrebbe prendere lezioni da un orango per armonizzare e raffinare la dolcezza e la durezza necessarie ad una donna ? Anche la giraffa ha i suoi pregi , ma non li ricordo .

... quale mai potrà essere l'identità maschile destinata a diventare l'icona del nostro secolo ?

L'armonia del villaggio non serve più , l'affidabile oramai serve solo per le borse della spesa o a cambiare il disco orario che sta per scadere .

... quale mai potrà la più ricercata identità maschile ?

Masturbate dallo sguardo del coglione di turno che va da Maria de Filippi e sterilizzate dall'ignoranza , forse preferiamo l'uomo che esca presto la mattina e torni tardi la sera , che non parli in quel piccolo lasso di tempo che è in casa , dove dalla cravatta passa alla tuta per andare in palestra e finire la nottata in birreria . Che abbia pochi sprazzi di introversione , quindi di fatto, che rompa poco le palle con richieste e/o domande . Che al 'dobbiamo parlare' , risponda subito : sì , andiamo in vacanza con la mia tredicesima .

L'odore dell'ormone , del quale per anni sono stata una una sostenitrice , si è dissolto nel deodorante. Rimangono i calzini , che sostituiscono la magia della lavatrice (dove ancora si poteva guardare quel groviglio di abbracci dei rispettivi indumenti ) , spesso maleodoranti e poco idonei ahimè ad essere lavati con l'intimo femminile made in cina .

Il portatore sano dei geni dominanti ... L'icona sostitutrice...

L'uomo al di là della video scrittura .

Non ha problemi di identità , può improvvisarsi un professionista alla moda .
Statisticamente in una chat , l' 80 % degli uomini sono avvocati , manager o diplomatici .
Statisticamente sono tutti alti , occhi chiari e sportivi .
Sono tutti modesti , tutti hanno studiato e scrivono invariabilmente un con l'apostrofo , a prescindere dal sostantivo che segue .
Non sanno approfondire né motivare una discussione , a meno che non si tratti della propria descrizione fisica .

Es. di dialogo in chat .
Lui : M o F?
Lei : F.
Lui : single ?
Lei : sì e tu ?
Lui : anche . Da dove dgt ?
Lei : ufficio
Lui : descriviti
... mi dai la tua e.mail ?
... mi dai il tuo cell ?
... come sei vestita?


Per me i requisiti minimi :
imparare a scrivere
fare discorsi coerenti e coesi
sostituire l'estetica con la cultura : al posto della maschera al cetriolo , un buon libro di Dostojevski
imparare a disconnettere il fallo , prima di dgt
Pipoca is offline  
Vecchio 16-03-2008, 13.03.19   #5
hava
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Messaggi: 542
Riferimento: Quelle note identità maschili

Leggendo questo tuo post Arsenio, davvero interessante, e le descrizioni tue e di Pipoca, rimango in qualche modo sorpresa. E' un tipo maschile che non si incontra dalle mie parti, un tipo che mi e' sconosciuto.
Che il vostro mondo sia tanto differente dal mio?
La spiegazione che mi viene in mente e' che il tipo maschile di tutti i tempi e' quello che combatte per difendere la sua famiglia ed il suo paese. Il suo compito essenzialmente maschile si basa su forza fisica e virtu' morali---devozione, coraggio, lealta', e disponibilita' ad immolarsi per ideali.....
E' un compito che desta rispetto da parte femminile, e d'altra parte soddisfa istinti latenti di aggressivita'.
Vi confesso: per avere un po' di pace sono pronta ad accettare il vostro "maschio effemminato"....
hava is offline  
Vecchio 17-03-2008, 08.32.42   #6
paolo pil
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Data registrazione: 13-03-2008
Messaggi: 14
Riferimento: Quelle note identità maschili

Mi trovo d'accordo con hava.
nemmeno dalle parti mie si trovano corrispondenze con quelle descrizioni. Se non nei luoghi comuni, che oggi come ieri aleggiano dentro la mente dei più, specie quando vogliono sembrare originali. Qui come dalle parti mie
paolo pil is offline  
Vecchio 17-03-2008, 11.39.10   #7
visechi
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Messaggi: 1,150
Riferimento: Quelle note identità maschili

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Originalmente inviato da arsenio
gentile Pipoca

Graditissima l'opinione di soprattutto una donna! E benvenuta. Ormai posso sperare d'interagire soltanto con le new entry, non assuefatte a stili di gruppo prevalenti(non generali )
E' sottinteso che non potrei mai fare d'ogni erba un fascio, e che pure il “a parer mio”è implicito. Anche da riscontri che avvengono fuori Rete, potrei solo confermare alcune tendenze, pur espresse da ricercatori e studiosi ben più autorevoli di me. L'”uomo” di cui parlo non rappresenta tutta la specie civilizzata, per fortuna, anche se sta diventando una minoranza, da proteggere, eventualmente da una associazione di protezione di voi ragazze (suppongo che t'includeresti) che non ambiscano soltanto a maschi dominanti, spoetizzati, privi di una vera e riflessiva vita interiore, con un'ideologia decisamente maschile con cui affrontano pure problemi sociali che richiedono ben altre articolazioni concettuali.
Stessa cosa per la cultura omologata di riferimento. Posso solo dire che i vari forum che ho frequentato, a volte più da “analista” di alcuni testi, rispecchiano bene il trend politico-culturale dell'attuale società. Poi ognuno/a può preferire di autorealizzarsi concedendo spazi pure alle letture selezionate, agli spettacoli che arricchiscono la mente e alimentano il cuore, alla solitudine meditativa che è l'unica attività che può condurre all' autoconoscenza e al cambiamento. Puoi leggere il mio 3d di oggi sulle preferenze di massa.

Non ci sono responsabilità femminili nell'eclissi della maschilità migliore, quella auspicata pure da Risè, che è il massimo teorico di una rivalutazione delle virtù maschili Oggi è acritico conformista o figura di “padre assente”. E ' un argomento complesso che ho altrove affrontato. Per quanto riguarda le donne parlerei soltanto di rimandi di aspettative reciproche allineate ai nostri tempi. Come ho detto altrove i maschi si dimostrano peggiori di quello che in realtà sono, perchè il clichè maschile più ambito è sempre una versione del maschio volgare e maleducato, come scrive pure Lina Sotis in un recente articolo. Ritenuto a torto più “dominante”, più “uomo” perchè spoetizzato, privo di sentimentalità manifestata. Ed è vero che con la ragione amano l'uomo affidabile, emotivo, poetico, ecc. ma con il cuore sono attratte verso un certo stereotipo. E' ancora un retaggio ancestrale, perchè era il maschio capobranco ritenuto un migliore donatore di geni. (attrazione in particolare nel periodo fecondo per tratti maschili decisi, come la mascella quadrata) Lo “stanziale”, certo era più adatto e collaborativo, da tenere accanto a sè per altre esigenze delle tribù. Come dire, preferiscono le avventure amorose e sessuali con il “dominante” ( nel senso deteriore, non con le virtù di chi fronteggia gli eventi esistenziali) mentre per un'unione di convivenza tranquilla, lo stanziale accuditivo è il preferito. Ma permane tale conflittualità che è responsabile pure di abbagli e di coazioni a ripetere le stesse scelte sbagliate.
Qui che io sono un esemplare di maschio che dà spazio anche a un discorso non solo filtrato da un'ideologia tradizionalmente maschilista, sono praticamente ignorato, eccetto che dalle new entry come te. Altrimenti, anche inconsciamente, sanno , in seguito con chi l'istinto le porta a meglio interagire.
Nessuna donna cambia nessun uomo: inoltre non si tratta mai di amore ma dell'attrazione complementare di due patologie, o di riconosciuti modelli maschili analoghi a padri, fratelli, altri partner, amici, ecc. Il principe azzurro non esiste perchè per voi ragazze ce ne vorrebbero una decina: uno per andarci a letto, uno da sposare, uno buon conversatore colto,un altro capace di dr sostegno, uno viaggiatore instancabili che soddisfi le vostre mai sopite esigenze di girare il mondo, ecc.

Ulisse non è un uomo è un'icona con luci ed ombre. Se ha la “mente colorata”,flessibile, adattabile, geniale nei problem solving, se è emotivo e pur capace di piangere, avventuroso, coraggioso, ecc. è anche l'icona della menzogna. Vedi il bel volume di Odifreddi “Le menzogne di Ulisse. Come marito è più che altro un .. figliol prodigo. Avrei ancora molto da dire, ma devo scappare, sperando ti faccia ancora viva, prima che tu assuma le idee dominanti


Ma qual è l’idea dominante che pare tu voglia esorcizzare, se non quella che incasella l’uomo, inteso come specie, e il maschio, inteso come genere, in uno schema statico, che risponde a determinati pre-requisiti, pre-fissati e, starei per dire, anche pre-giudiziali, che certamente non si adattano alla dinamicità di un animo? A me pare che la scienza di cui ti fai portavoce sia troppo incline alla statistica, deducendo da essa non la particolarità ma la genericità, non l’approfondimento ma la superficialità, non l’anamnesi della patologia d’esistere il cui esito sia la cura ma l’analisi del problema fine a se stessa, eludendo il confronto con le possibili soluzioni: si propone come un dito indice colto nell’atto di mostrare l’aberrazione (sempre ravvisabile nel prossimo) e non nel momento in cui s’infila nella piaga per estrarne la materia suppurante. La sensazione che ricavo da questa compulsiva proposizione di tematiche sociali (davvero eccessiva e quasi mai seguite da approfondimenti), è quella di chi osserva il fenomeno con il distacco di chi si esclude a priori dalla ‘patologia’ segnalata. La tua psicologia mi suona davvero troppo massificata e massificante. L’uomo, e con esso il maschio, non è un monolito sempre uguale a se stesso, e la psicologia della massa, altrimenti detta sociologia, appare eccessivamente artefatta e vetrificata, come lo potrebbe essere un fiore di carta prodotto all’interno di un asettico laboratorio. Troppo distante dal fenomeno, troppo alieno dal turbinio che addita come un vulnus da curare.
Sono intervenuto perché sollecitato da questo florilegio di discussioni che non approdano a nulla, limitandosi solo a segnalare l’abnorme, senza neppure andare a vedere di quale tenore e corposità sia questo abnorme che infetta la società occidentale.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 17-03-2008, 13.20.04   #8
arsenio
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Riferimento: Quelle note identità maschili

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Originalmente inviato da Pipoca
E' da pochissimo che leggo questo forum , quindi non posso sapere se vi siano 'stili di gruppo prevalenti' ... l' impatto , per quello che può valere , spesso abbaglia .
Per me i requisiti minimi :
imparare a scrivere
fare discorsi coerenti e coesi
sostituire l'estetica con la cultura : al posto della maschera al cetriolo , un buon libro di Dostojevski
imparare a disconnettere il fallo , prima di dgt

Cara Pipoca ho letto con vero piacere anche il tuo presente post. Sai raccontare il web attraverso tue non falsate esperienze dirette,immagino. Sono in parte concetti che non solo approvo, ma che ho sviluppato nel corso del tempo alla luce di osservazioni dirette, analisi testuali, individuate dinamiche di gruppo virtuale che ormai riconosco, specialmente in altri forum in cui ho avuto modo di più accurate analisi. Ad esempio si continua con rara costanza a etichettarmi quale teorico di un nuovo maschio “effemminato” “transgender”, “metrosexual” (che tra l'altro è solo un vanitoso) omosessuale, gay, ecc. Sai perchè? Perchè in un post iniziale avevo osato dire che alla nostra società sempre più arida , in eclissi di sentimenti, emozioni, se non quelle false imitate per via mediata dalla tivù, urge una rinnovata virilità, più compiuta per che ha accolto pure la dimensione relazionale, empatica, degli affetti, delle emozioni , che risiede nell'emisfero destro, del Pathos, complementare a quello sinistro del Logos, sede del raziocinio , del calcolo,della scienza, ecc. Per un'altra forma di conoscenza ed autocoscienza, per una migliore comunicazione che avviene attraverso il mondo emotivo, anche sul piano educazionale della prima infanzia dove i genitori oggi non sono per niente collaborativi. Ho dalla mia parte i maggiori pedagogisti, educatori, psicologi della scuola, ecc. Ebbene si è scatenata quasi una "guerriglia" con post intrusivi, dove mi si dà dell' intellettuale disonesto, di chi non ha capito nulla dei sentimenti, dell'amore, ecc. Ovviamente nessuno finora ha osato affiancarmi per reinquadrare in una giusta e corretta prospettiva quanto da me affermato, nelle mie vere intenzioni e non in sempre più assurdi travisamenti che non tengono assolutamente conto delle mie precisazioni e fonti bibliografiche. e l'equivoco, come puoi constatare continua. Poi si nota una mia “inquietudine” nel partecipare. Se allargo un tema in svariati punti di vista, mi si dice che sono solo un “repertorio”, come se non fossi preparato a rispondere a qualsiasi approfondimento e ampliamento per quanto riguardo gli argomenti che io stesso propongo, se si vuole anche all'infinito

E' vero che un tratto tipico del nick maschio, ma ormai è così diffuso,che è d'obbligo e “da manuale”, è far credere di essere ciò che mai potrebbe essere: psichiatra (in stato confusionario ), medico, pubblicitario art director, storico ... con terribili cantonate, regista, scrittore affermato ... .... che trascorre 12 ore al monitor E' questo il motivo per cui il 95% di riscontri fisici fallisce. Ovvio che tra l'altro nessuno confessa che ha la pelata o la pancetta, o un'età avanzata, nemmeno quando il rapporto si trasferisce nell'email e sarebbe corretto rivelare chi si è veramente, al di là del comprensibile gioco virtuale. Le ragazze ci “credono” perchè lo vogliono , ne hanno bisogno, proprio come avviene nella realtà
Mi si ammonì : “Devi aver cautela verso chi ti contatta, tu non si con chi stai parlano ... sono un ...

Perfetto il dialogo una mia amica d'infanzia residente in America che si diletta a frequentare siti dove si gioca a scacchi, dama , ecc. Mi dice che la prima cosa che le chiedono è appunto età, sesso e da dove digita. E lei giustamente risponde, che c'entra? Io partecipo solo per giocare.

Sono molti gli spunti di conversazione che proponi, ora non posso dilungarmi, ma spero di rivederti.

arsenio is offline  
Vecchio 17-03-2008, 14.31.10   #9
arsenio
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Riferimento: Quelle note identità maschili

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Originalmente inviato da hava
Leggendo questo tuo post Arsenio, davvero interessante, e le descrizioni tue e di Pipoca, rimango in qualche modo sorpresa. E' un tipo maschile che non si incontra dalle mie parti, un tipo che mi e' sconosciuto.
Che il vostro mondo sia tanto differente dal mio?
La spiegazione che mi viene in mente e' che il tipo maschile di tutti i tempi e' quello che combatte per difendere la sua famiglia ed il suo paese. Il suo compito essenzialmente maschile si basa su forza fisica e virtu' morali---devozione, coraggio, lealta', e disponibilita' ad immolarsi per ideali.....
E' un compito che desta rispetto da parte femminile, e d'altra parte soddisfa istinti latenti di aggressivita'.
Vi confesso: per avere un po' di pace sono pronta ad accettare il vostro "maschio effemminato"....

Gentile hava sono sempre stato il primo ad affermare che un rapporto di coppia duraturo, e non effimero, a tempo determinato, o per solo un week end, ecc. richiede:

“Impegno” che sono tutte quelle doti che tu enumeri e dovute da un capofamiglia, dove io includerei pure l'educazione dei figli, una protezione della donna e non quella violenza che in molteplici forme oggi serpeggia in ogni unione; il provvedere al sostentamento economico, denaro condiviso e non da unico detentore dei cordoni della borsa, ecc. l'assicurare su un'unione a lungo termine, ecc.

Basta così per te?

Per me ci vuole ancora l'”Amicizia”, fondamentale anche tra marito e moglie: è la parte relazionale , comunicativa, empatica, che consente all'uomo di sostenere la compagna nei suoi momenti difficili che mai mancano, come mi confessano alcune mie conoscenti, i cui mariti sono pure coscienziosi ma nessuno ha insegnato loro come si dà sostegno a una donna quando è depressa , quando ha timori infondati, senza dirle, come mi confessò una signora recentemente: “mio marito sa dirmi solo “è solo questione di volontà”, parole di rara insensibilità maschile,pure comunissime secondo un'ottica maschilista che deve reprimere, ma non elaborare certe emozioni moleste. Come se anche il maschi opiù rude potesse imporsi moti dell'animo!

La “Passione” è l'attrazione erotica che con i il tempo inevitabilmente può non essere così vivace, anche nelle coppie che pur si propongono di rinnovarsi.

Io ti prego ora di non dire più che io propongo un maschio “effeminato” termine orrendo che io non ho mai detto, se mai “femminilizzato”, ma anche in tal caso può indurre in equivoco. Meglio sarebbe dire un uomo maggiormente assertivo e virile proprio perchè fronteggia ogni situazione esistenziale, essendo empatico-relazionale. Altrimenti, se ti riesce così difficile interpretare le mie parole., se mi scambi per qualcuno che forse conosci meglio di me che assimila la donna a una tavoletta di cioccolato da addentare, se mi inviti a imparare l'amore dagli esperti che qui cercano di definire tale indefinibile sentimento ecc. pure con allusioni non gradite che forse sono in pare inconsce per mentalità formata nel tempo; se neghi di aver detto che “non possiamo isolarci dl gruppo di cui facciamo parte” (io ne faccio parte,non sono isolato ma non mi adeguo supinamente alle teste altrui), è meglio che tu privilegi i contatti con i tuoi più assidui amici virtuali con cui hai una maggiori comunanza di vedute.
La conseguenza come puoi constatare, è che anche altri nick new entry sono indotti in errore e pensano chessò? che io lotto per una sorta di gay pride, cosa che non mi sono mai sognato, pur ripeto, non demonizzando nessuna preferenza sessuale come in genere usano proprio alcuni che poi sono i maggiori clienti di viados, ecc. Senza alcun rancore, ma solo per precisare cosa posso offrirti e indurti a riflettere su ciò che da me puoi accettare.

arsenio is offline  
Vecchio 17-03-2008, 16.57.31   #10
visechi
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Riferimento: Quelle note identità maschili

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Originalmente inviato da arsenio
Gentile hava sono sempre stato il primo ad affermare che un rapporto di coppia duraturo, e non effimero, a tempo determinato, o per solo un week end, ecc. richiede:

“Impegno” che sono tutte quelle doti che tu enumeri e dovute da un capofamiglia, dove io includerei pure l'educazione dei figli, una protezione della donna e non quella violenza che in molteplici forme oggi serpeggia in ogni unione; il provvedere al sostentamento economico, denaro condiviso e non da unico detentore dei cordoni della borsa, ecc. l'assicurare su un'unione a lungo termine, ecc.

Basta così per te?

Per me ci vuole ancora l'”Amicizia”, fondamentale anche tra marito e moglie: è la parte relazionale , comunicativa, empatica, che consente all'uomo di sostenere la compagna nei suoi momenti difficili che mai mancano, come mi confessano alcune mie conoscenti, i cui mariti sono pure coscienziosi ma nessuno ha insegnato loro come si dà sostegno a una donna quando è depressa , quando ha timori infondati, senza dirle, come mi confessò una signora recentemente: “mio marito sa dirmi solo “è solo questione di volontà”, parole di rara insensibilità maschile,pure comunissime secondo un'ottica maschilista che deve reprimere, ma non elaborare certe emozioni moleste. Come se anche il maschi opiù rude potesse imporsi moti dell'animo!

La “Passione” è l'attrazione erotica che con i il tempo inevitabilmente può non essere così vivace, anche nelle coppie che pur si propongono di rinnovarsi.

Io ti prego ora di non dire più che io propongo un maschio “effeminato” termine orrendo che io non ho mai detto, se mai “femminilizzato”, ma anche in tal caso può indurre in equivoco. Meglio sarebbe dire un uomo maggiormente assertivo e virile proprio perchè fronteggia ogni situazione esistenziale, essendo empatico-relazionale. Altrimenti, se ti riesce così difficile interpretare le mie parole., se mi scambi per qualcuno che forse conosci meglio di me che assimila la donna a una tavoletta di cioccolato da addentare, se mi inviti a imparare l'amore dagli esperti che qui cercano di definire tale indefinibile sentimento ecc. pure con allusioni non gradite che forse sono in pare inconsce per mentalità formata nel tempo; se neghi di aver detto che “non possiamo isolarci dl gruppo di cui facciamo parte” (io ne faccio parte,non sono isolato ma non mi adeguo supinamente alle teste altrui), è meglio che tu privilegi i contatti con i tuoi più assidui amici virtuali con cui hai una maggiori comunanza di vedute.La conseguenza come puoi constatare, è che anche altri nick new entry sono indotti in errore e pensano chessò? che io lotto per una sorta di gay pride, cosa che non mi sono mai sognato, pur ripeto, non demonizzando nessuna preferenza sessuale come in genere usano proprio alcuni che poi sono i maggiori clienti di viados, ecc. Senza alcun rancore, ma solo per precisare cosa posso offrirti e indurti a riflettere su ciò che da me puoi accettare.



“L’epicentro non cercato o voluto” è quel fenomeno oscillatorio che si origina a seguito dell’implosione del nucleo d’un soggetto affetto da ipertrofica stima di sé. Oscillazione che, col suo incessante moto, effonde intorno a sé un’onda centripeta che tende a fagocitare nelle sue spire tutto quel che gli gira intorno, nel tentativo – inconsulto – di ricondurlo a sé. Intorno al suo centro ruota tutto e tutto deve cascare al suo interno. Un buco nero, la cui forza d’attrazione, una volta entrati nel suo raggio d’influenza, è incontrovertibile. Tutto aspira, nulla fuoriesce dal suo nucleo intangibile: non una particella di luce, nemmeno un suono.
“L’epicentro non voluto” è impossibilitato a proporsi quale uno dei possibili termini di paragone, uno fra tanti, prediligendo proporsi, spesso inconsapevolmente, come il terminale di tutti i raffronti: l’unico vero punto di raffronto, ovviamente sempre positivo; mai davvero colloquiante con il mondo circostante, giacché la sua macroscopica forza gravitazionale – sovente sovrastimata - non consente che si formi e si accresca un diverso punto d’attrazione.
Non ammette alterità, se non quelle da additare, quelle da ricusare ed esecrare. Pretende per sé il consenso, solo per sé, esigendolo con malcelata protervia ri-velata (nella doppia accezione disvelante e ri-velante) dall’uso accorto delle parole che ruotano sempre intorno all’unico perno cui le sue facoltà possono dar credito e valenza.
Parole che dicono tanto senza però mai esprimere compiutamente nulla, se non il suono e il timbro delle particolari articolazioni fonetiche utilizzate per dirsi. Parole che ottundono l’udito e gli altri sensi, giacché, a causa dell’impellenza pretesa dall’ipertrofia del nucleo, che si esprime in un inesausto vorticare arioso, unico sincero prodotto della forza centripeta, l’eccessiva energia destinata al parlare è inevitabilmente sottratta all’ascolto, al tatto (anche qui nella doppia accezione), alla vista, all’olfatto.
Il mare magnum affabulatorio è il cordone ombelicale che mantiene “l’epicentro non voluto” coeso al suo dirsi, alla sua profferta di sé, unico suo sincero interesse: offrirsi, mostrarsi imbellettato con fiocchi e orpelli..
La parodia vetrinistica raggiunge l’acme al trasparire di qualche effimero sorriso femmineo, immaginato inebetito e trasecolato oltre l’orizzonte degli eventi. Immaginato e bramato come null’altro. Bramato, perseguito e, una volta avviluppato, anche ghermito.
Scontrosamente, “l’epicentro non voluto”, scarta di lato e, sdegnoso, rifiuta il proprio altero sguardo e le proprie graziosità affabulatorie a quanti sfuggono alla sua malia, avendogli opposto un’intima forza gravitazionale che, sebbene non sia finalizzata all’acchiappo mediatico, è sinceramente volta al riscontro riflessivo. Forza gravitazionale assolutamente indisponibile ad altro se non alla verifica della reale consistenza di quel che si suppone sia contenuto all’interno della teca opacizzata dall’eccessiva sicumera che soltanto dichiara, essendo presumibilmente inibita a mostrare altro che il lessico, la grammatica e la semantica dei segni grafici utilizzati per dirsi, e mai smettere di dire sempre e solo se stesso. Forza gravitazionale, non avversativa, più spesso propositiva, utile a preservare colui o coloro che lambiscono l’orizzonte sismico dal rischio – ove mai realmente ce ne fosse uno incombente – di precipitare all’interno della malia effusa dal suono prodottosi e espansosi a causa del tramestio verbale che abita “l’epicentro non voluto”.

BYe
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