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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 22-03-2008, 10.46.47   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
La parola creativa

La parola creativa

Le potenzialità creative della parola sono sempre in rapporto con la propria personalità e riflettono i personali stili cognitivi di pensiero, e come ogni estrinsecazione concettuale, raccontano la storia anche di chi non intende esplicitarla.
Richiedono di avere il coraggio di lasciare certe proprie abitudini verbali,di disaffezionarsi ai propri usuali copioni che ne sono alla base, per imboccare strade nuove di un pensiero che diverge da visioni del mondo improduttive, per allargare in orizzonti più ampi la conoscenza, per possibili nuove esperienze. Vigilando sulle trappole della mente e sull'illusione del sapere. Tuttavia qui s'intende più una significatività verbale che una scrittura “creativa”

In tale ambito la “creatività” non corrisponde quasi mai ad una immediata accensione della “lampadina”, né in improvvisazioni pseudoriginali , ma in un pensiero lento ed efficace capace di trasformare una conoscenza tradizionale in qualcosa di innovativo; nell' accorgersi di particolari che altri non vedono o che in quel momento non hanno notato, e che sull'istante forse nemmeno riconosceranno.

Se ci riferiamo a una specifica disciplina, come ad esempio la psicologia,significa essere critici e selettivi verso problemi reali e quotidiani, e non d'invenzione, con una mente flessibile e interdisciplinare, non relegati in un compartimento stagno
Soprattutto come fondamento che solleva dalla staticità delle idee, per essere capaci di un personale cambiamento partendo dai propri sentimenti ed emozioni, per poterli elaborare e ridefinire la realtà pure con immaginazione e memorie.
Proponendosi di essere essere indipendenti dal campo dei pregiudizi inverificati e delle rigide convinzioni secondo le aspettative giudizi e valutazioni specifici in ogni contesto sociale. Che finisce per appiattire in un unico magma le identità individuali.

Per un rapporto vitale con la realtà si deve esser curiosi per una più attiva percezione e stimolati da svariate situazioni direttamente vissute con discernimento e stabilendo connessioni significative e non casuali.
Saper giocare con l'essenzialità delle parole in connessioni di idee non necessariamente sempre nuove ma informative per quel determinato contesto a cui ci si rivolge. Fuggendo stereotipie, dogmi e ideologie, buon senso e senso comune, che ostacolano la fluidità di pensiero e le risorse della personalità. Anche per abituarsi a un pluralismo di punti di vista che renda più produttiva la comunicazione intersoggettiva.
Non estrinsecare le tortuosità del proprio pensiero in parole supponendo che riescano a confondere il nostro interlocutore e invece invano nascondono qualche lacuna sull'argomento in questione. E' solo la limpida coerenza delle frasi, da non confondere con la banalizzazione, che facilitano una condivisa accezione delle parole corrispondenti alle nostre reali ideazioni.
Giova conoscere se stessi, le proprie convinzioni e certezze, perchè si deve impegnarsi in un ascolto intenzionale verso l'altro scevri da condizionamenti, con scopo di capire l'argomento, altrimenti come si possono motivare, senza pretestuosità che non reggono, i propri dissensi?
Alcuni temi non si possono affrontare con “creatività argomentativa se non ci sono premesse come disponibilità, interessi comuni, essere in qualche misura cultori della disciplina, per possedere almeno qualche competenza o verifica , ed il riconoscimento di proprie lacune, per non dover ricorrere a qualche digressione che non ha attinenza con il topic proposto, a frasi fatte, a ripetizioni del risaputo o del già in precedenza discusso; soprattutto a banalizzazioni nel caso che non si comprende, non si approva o si teme un concetto che ci risulta estraneo o in eccessiva dissonanza con la nostra visione del mondo, con nostre ideologie radicate, ecc. Ad esempio un animo impoetico, non abituato a certe sfumate connotazioni di senso, potrebbe banalizzare pure un sonetto di Shakespeare.

Il dialogo è a priori falsato con chi ritiene di possedere verità assolute o interpretazioni prefabbricate.
Inoltre certi argomenti, in sé poco discutibili, più facilmente possono trasformarsi nel solo scambio di opinioni e pregiudizi personali.

Concludendo, la creatività può riassumersi, secondo me, in tre parole:
curiosità, fantasia e introspezione.



Il saltimbanco della parola

Vuoi sapere chi io sia?
Come mi chiamo?
Son solo un flusso di parole
in forma di fantasia:
son proteiforme
e difforme dai conformi.

Non sono centomila e nemmeno uno:
sono nessuno!
Tu cerchi qualcuno in particolare?
Con me sei in alto mare!

Amo ma di farmi amare
non sono più capace
sono un saltimbanco
della parola, se ti piace
privo d'identità e di pace

Ancora vivo ma son già stanco
del solito salto e dei battimani;
tu di' una parola sola
una soltanto ... ...
e l'anima mia si salva
e alta ri – vola.

arsenio
arsenio is offline  
Vecchio 23-03-2008, 11.41.10   #2
vero
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Data registrazione: 29-08-2007
Messaggi: 89
Riferimento: La parola creativa

[quote=arsenio]La parola creativa

Le potenzialità creative della parola sono sempre in rapporto con la propria personalità e riflettono i personali stili cognitivi di pensiero, e come ogni estrinsecazione concettuale, raccontano la storia anche di chi non intende esplicitarla.
Richiedono di avere il coraggio di lasciare certe proprie abitudini verbali,di disaffezionarsi ai propri usuali copioni che ne sono alla base, per imboccare strade nuove di un pensiero che diverge da visioni del mondo improduttive, per allargare in orizzonti più ampi la conoscenza, per possibili nuove esperienze. Vigilando sulle trappole della mente e sull'illusione del sapere. Tuttavia qui s'intende più una significatività verbale che una scrittura “creativa”

Concludendo, la creatività può riassumersi, secondo me, in tre parole:
curiosità, fantasia e introspezione.



Il saltimbanco della parola

Vuoi sapere chi io sia?
Come mi chiamo?
Son solo un flusso di parole
in forma di fantasia:
son proteiforme
e difforme dai conformi.

Non sono centomila e nemmeno uno:
sono nessuno!
Tu cerchi qualcuno in particolare?
Con me sei in alto mare!

Amo ma di farmi amare
non sono più capace
sono un saltimbanco
della parola, se ti piace
privo d'identità e di pace

Ancora vivo ma son già stanco
del solito salto e dei battimani;
tu di' una parola sola
una soltanto ... ...
e l'anima mia si salva
e alta ri – vola.

Véro:
Volevo semplicemente ringraziarti per le poesie che hai postato ultimamente..
sento le vibrazioni dell'animo che le scrive,come sento quelle che fanno echeggiare in me..
è secondo me la più bella cosa della vita..e te ne volevo rendere partecipe..
emozioni,sensazioni,sentimenti ...fanno sbocciare un'arcobaleno di sfumature in me..e intendo godermi il panorama..

ciao e non smettere mai di esprimere cio' che ti anima,e di condividerlo,è stupendo..

véro
vero is offline  
Vecchio 25-03-2008, 11.46.40   #3
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
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Riferimento: La parola creativa

[quote=vero]
Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
La parola creativa

Le potenzialità creative della parola sono sempre in rapporto con la propria personalità e riflettono i personali stili cognitivi di pensiero, e come ogni estrinsecazione concettuale, raccontano la storia anche di chi non intende esplicitarla.
Richiedono di avere il coraggio di lasciare certe proprie abitudini verbali,di disaffezionarsi ai propri usuali copioni che ne sono alla base, per imboccare strade nuove di un pensiero che diverge da visioni del mondo improduttive, per allargare in orizzonti più ampi la conoscenza, per possibili nuove esperienze. Vigilando sulle trappole della mente e sull'illusione del sapere. Tuttavia qui s'intende più una significatività verbale che una scrittura “creativa”

Concludendo, la creatività può riassumersi, secondo me, in tre parole:
curiosità, fantasia e introspezione.



Il saltimbanco della parola

Vuoi sapere chi io sia?
Come mi chiamo?
Son solo un flusso di parole
in forma di fantasia:
son proteiforme
e difforme dai conformi.

Non sono centomila e nemmeno uno:
sono nessuno!
Tu cerchi qualcuno in particolare?
Con me sei in alto mare!

Amo ma di farmi amare
non sono più capace
sono un saltimbanco
della parola, se ti piace
privo d'identità e di pace

Ancora vivo ma son già stanco
del solito salto e dei battimani;
tu di' una parola sola
una soltanto ... ...
e l'anima mia si salva
e alta ri – vola.

Véro:
Volevo semplicemente ringraziarti per le poesie che hai postato ultimamente..
sento le vibrazioni dell'animo che le scrive,come sento quelle che fanno echeggiare in me..
è secondo me la più bella cosa della vita..e te ne volevo rendere partecipe..
emozioni,sensazioni,sentimenti ...fanno sbocciare un'arcobaleno di sfumature in me..e intendo godermi il panorama..

ciao e non smettere mai di esprimere cio' che ti anima,e di condividerlo,è stupendo..

véro

Cara Véronique: sono io che devo ringraziarti, per un non comune apprezzamento, pure in forma di poesia, in tempi spoetizzati come i nostri. Ovviamente intendo come “poesia”, ma l'ho già ho detto, il saper vedere il mondo con occhi poetici, ed il comporre anche cose modestissime purchè non siano artificio e, non importa in quale forma, esprimano qualcosa che ci è personale e di vissuto: una propria condizione, un conflitto, un desiderio, un sogno, un delusione, per chi è ancora capace di moti del cuore. Ma anche solo la voglia di un gioco, per uscire dalla tetraggine quotidiana.E questo è alla portata di tutti.

arsenio is offline  
Vecchio 25-03-2008, 16.51.26   #4
azzurra3
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Riferimento: La parola creativa

Parapiglia di parole

Ho chiamato le parole a raccolta
per far loro una domanda colta

Erano tutte presenti
perfino le assenti

Ho chiesto:cos’è la creatività?
questa variopinta e cangiante capacità?

Tra le parole è scoppiato allegro parapiglia
che a tratti sembrava una alfabetica guerriglia

Cos’è la creatività quindi ci chiedi
è introspezione, fantasia, curiosità diremmo così su due piedi

...ma ecco che si alza, d’un tratto, la parola Elasticità
“la creatività è del pensiero l’agilità”
°sì! è anche leggerezza e duttilità°
gli fa eco la parola Facilità
°è un giocare con i vari piani di realtà°

...e poi, facendo subito il brusìo ammutolire
prende la parola il verbo Tradire
‘la creatività è anche capacità di sovvertire
del comune pensare il tradimento
perchè è del limite il travalicamento’

..e, alla fine, salta sù la parola Contorsionismo
“la creatività è pure gusto del ridicolo...insomma...umorismo! ”

Ho sorriso grata alle parole per la loro disponibilità
a definire la creatività
..poi le ho riguardate...ed erano tutte assenti
perfino le presenti.




..bellissimo il tuo saltimbanco...

da Amo in poi mi risuona dentro con esattezza..
un pezzo di te color amarezza

un sorriso
Azzurra
azzurra3 is offline  
Vecchio 26-03-2008, 13.07.42   #5
arsenio
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Riferimento: La parola creativa

Citazione:
Originalmente inviato da azzurra3
Parapiglia di parole

Ho chiamato le parole a raccolta
per far loro una domanda colta

Erano tutte presenti
perfino le assenti

Ho chiesto:cos’è la creatività?
questa variopinta e cangiante capacità?

Tra le parole è scoppiato allegro parapiglia
che a tratti sembrava una alfabetica guerriglia

Cos’è la creatività quindi ci chiedi
è introspezione, fantasia, curiosità diremmo così su due piedi

...ma ecco che si alza, d’un tratto, la parola Elasticità
“la creatività è del pensiero l’agilità”
°sì! è anche leggerezza e duttilità°
gli fa eco la parola Facilità
°è un giocare con i vari piani di realtà°

...e poi, facendo subito il brusìo ammutolire
prende la parola il verbo Tradire
‘la creatività è anche capacità di sovvertire
del comune pensare il tradimento
perchè è del limite il travalicamento’

..e, alla fine, salta sù la parola Contorsionismo
“la creatività è pure gusto del ridicolo...insomma...umorismo! ”

Ho sorriso grata alle parole per la loro disponibilità
a definire la creatività
..poi le ho riguardate...ed erano tutte assenti
perfino le presenti.




..bellissimo il tuo saltimbanco...

da Amo in poi mi risuona dentro con esattezza..
un pezzo di te color amarezza

un sorriso
Azzurra

Vuoi che mi arrenda? “Parapiglia di parole” è stupenda, un'azzurra folata di allegra creatività, che è un toccasana per le mie pesantezze discorsive di oggi, ti ringrazio e sono ... senza parole, pure di quelle che possiedo

La poesia è la forma più creativa di scrittura, se non si tratta di una casuale giustapposizione di parole fatta passar per sperimentalismo: in tal caso è meglio qualsiasi cosa, uno sciolilingua, una filastrocca, ecc.

Non so come contraccambiare ...



L'archivista

Nel mio archivio
vuoi entrare?
Conferme e rimpianti
smentite e disincanti
puoi trovare;
parole per niente
per me e per la gente

Entra pur
se puoi colmare
incompleti scaffali
e quadrar bilancio
di tempi inquieti
con pensieri inconsueti
e parole emozionali







Entra pur

Senza timore puoi entrare
se a curiosare t'ho invitato
ci trovi forse
solo illusioni cadute e speranze rincorse
perché l'attimo fuggente
non sta nel passato
ma nel presente.

Solo in un inaccessibile ripiano
non è portata della mano una cartella
ma non perchè ne sia geloso,
sia riservata
o d'aprirtela non oso:
un uomo pur sincero conserva
sempre un suo mistero:
e' come una scatola cinese
possedere sempre qualcosa
ancora da far scoprire
alla donna desideratadeve,
più che non volerle
far sapere

Spero che un dì nel tuo segreto archivio
di parole
- se non nel cuore -
io possa avere un posto riservato
e d'onore.

arsenio

sorriso

arsenio is offline  
Vecchio 27-03-2008, 10.45.46   #6
azzurra3
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Riferimento: La parola creativa

Caro Arsenio,
sono io che ti ringrazio per gli spunti e per esserti prestato al gioco,
le parole possono salvare e quando escono dall’anima sono speciali sempre
...nuove rime aprono nuovi orizzonti e il tuo bellissimo Archivista, imbevuto di
vita e di esperienze e custode del mistero, mi ha ispirato questo componimento
dedicato alla levità...spezia preziosa con la quale vorrei sempre saper profumare l’andare
e spesso non mi riesce per nulla...

Il soqquadro della levità

L’archivio segreto apri...poetico archivista
lì dove s’alimenta la vita come fà col fuoco il fuochista

M’addentro piano nel mondo dei tuoi significati ed emozioni
con delicatezza portando le mie sensazioni

L’archivio è il mondo delle ferite e del dolore
ma anche del sorriso e del furore

..e bisogna saperci danzare con levità
senza troppa serietà

...e allora, sai? Sai cosa ti dico?
Mettiamo tra le parole soqquadro!
Usciamo dalla cornice del quadro!


Buttiamo alte per aria tutte le cartelle
quelle con le parole scherzose e strane, serie e bricconcelle

Ribaltiamo ogni cosa, ogni parola come un guanto
per conoscerci con ogni esperienza..con tutto quanto!

Ridiamo delle delusioni, infilziamo col tacco ogni dolore
balliamo sulle tristezze e sopra il malumore

Capovolgiamo le frustrazioni e le illusioni
che siano come luce per nostre più interne visioni

Facciamo scoppiare una festa
attorno, dentro, durante la tempesta

...ancora godendo del caleidoscopico incanto
anche se colma è la cartella “disincanto”

Allarghiamo ed espandiamo i nostri sogni più belli
come fà il bicchier d’acqua che cade sugli acquerelli

..salvaguardando sempre alla lettera emme...il vitale mistero
balsamo dell’anima che riordina le domande: Chi sono? Chi sarò? Chi ero?

Giochiamo a nascondino con l’amarezza
usiamola e poi raggiriamola con destrezza

Rendiamo sempre più stellato l’immaginario
delle idee più feconde festoso planetario

Impariamo il guardare
che è guardarmi e guardarti, capire e vibrare

e amiamo

Sapendo sempre che come solitudini noi camminiamo
e non ci apparteniamo.

sorriso

Azzurra
azzurra3 is offline  
Vecchio 27-03-2008, 17.50.50   #7
nevealsole
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Riferimento: La parola creativa

Citazione:
Originalmente inviato da azzurra3
Allarghiamo ed espandiamo i nostri sogni più belli
come fà il bicchier d’acqua che cade sugli acquerelli



Tutta molto bella, ma questa strofa mi è piaciuta particolarmente.
Ho proprio visualizzato l'immagine.

Complimenti per la poesia, assolutamente creativa.

nevealsole is offline  
Vecchio 28-03-2008, 10.27.34   #8
azzurra3
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Riferimento: La parola creativa

Ciao Nevealsole!

e grazie...le parole sono come tante matite colorate liberate dall’uno nella mente dell’altro..io le ho solo messe in un certo ordine e liberate..poi sei stata tu a prendere la carta, aprire la scatola di acquerelli, riempire il bicchiere d’acqua..e colorare tutto di emozioni e sensazioni e ricordi fino a formare l’immagine sospesa in quello spazio tra te e me..

..certo, di persona, non avrei mai saputo nascondere quel senso di paralisi che mi prende quando si tratta di complimenti..e così mi è venuto alla mente un brano che mi fa sempre sorridere quando lo rileggo e che rende comicamente l’idea:

(al posto di nervosismo “leggi” imbarazzo)

“Cercai di dissimulare il mio nervosismo, ma il bicchiere che mi cadde di mano, le noccioline che sputai e forse soprattutto la mia caduta dalla sedia fecero sì che lei si accorgesse di qualcosa”
Stefano Benni “Baol”

Ciao e un sorriso
Azzurra
azzurra3 is offline  
Vecchio 28-03-2008, 10.43.08   #9
arsenio
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Riferimento: La parola creativa

Citazione:
Originalmente inviato da azzurra3
Caro Arsenio,
sono io che ti ringrazio per gli spunti e per esserti prestato al gioco,
le parole possono salvare e quando escono dall’anima sono speciali sempre
...nuove rime aprono nuovi orizzonti e il tuo bellissimo Archivista, imbevuto di
vita e di esperienze e custode del mistero, mi ha ispirato questo componimento
dedicato alla levità...spezia preziosa con la quale vorrei sempre saper profumare l’andare
e spesso non mi riesce per nulla...

Il soqquadro della levità

L’archivio segreto apri...poetico archivista
lì dove s’alimenta la vita come fà col fuoco il fuochista

M’addentro piano nel mondo dei tuoi significati ed emozioni
con delicatezza portando le mie sensazioni

L’archivio è il mondo delle ferite e del dolore
ma anche del sorriso e del furore

..e bisogna saperci danzare con levità
senza troppa serietà

...e allora, sai? Sai cosa ti dico?
Mettiamo tra le parole soqquadro!
Usciamo dalla cornice del quadro!


Buttiamo alte per aria tutte le cartelle
quelle con le parole scherzose e strane, serie e bricconcelle

Ribaltiamo ogni cosa, ogni parola come un guanto
per conoscerci con ogni esperienza..con tutto quanto!

Ridiamo delle delusioni, infilziamo col tacco ogni dolore
balliamo sulle tristezze e sopra il malumore

Capovolgiamo le frustrazioni e le illusioni
che siano come luce per nostre più interne visioni

Facciamo scoppiare una festa
attorno, dentro, durante la tempesta

...ancora godendo del caleidoscopico incanto
anche se colma è la cartella “disincanto”

Allarghiamo ed espandiamo i nostri sogni più belli
come fà il bicchier d’acqua che cade sugli acquerelli

..salvaguardando sempre alla lettera emme...il vitale mistero
balsamo dell’anima che riordina le domande: Chi sono? Chi sarò? Chi ero?

Giochiamo a nascondino con l’amarezza
usiamola e poi raggiriamola con destrezza

Rendiamo sempre più stellato l’immaginario
delle idee più feconde festoso planetario

Impariamo il guardare
che è guardarmi e guardarti, capire e vibrare

e amiamo

Sapendo sempre che come solitudini noi camminiamo
e non ci apparteniamo.

sorriso

Azzurra

Cara azzurra, brava, sei sempre più imprevedibile in tale contesto. Non so se riuscirò a starti dietro, anche perchè qui chi s'interessa al mio gioco di rime,ma anche alla poesia in se stessa,sei rimasta ormai solo tu, splendida new entry. Si fanno pure delle strane associazioni con qualche termine che uso, a parer mio non pertinenti. E' vero che proprio io ho teorizzato una “terapia delle rime”, dove una parola rimata con suggestioni condensate in metafore, simboli, ritmi ed assonanze, potesse contribuire nel contrastare stati di noia e di tristezza, senza altre pretese. Vedo che in altro sito funziona, ma anche in tal caso ci vuole cautela ed esperienza; infatti mi sono reso conto che una composizione rimata e “a chat” può suggestionare più che i concetti diluiti e senza cadenze della prosa, e con effetti a volte imprevisti.
Si vive in un mondo dove il linguaggio non è più uno strumento di comunicazione. A volte deve solo giustificare l'esistenza di certi medium, alimentandoli con frammenti grafico-fonetici o parole vuote di senso. Ionesco e Beckett furono tragici profeti. Tutti ci dovremmo adeguare; anche i libri saranno nuovamente destinati ai roghi nelle piazze; ma in senso figurato lo sono già da tempo . Chi si sarà creato un personale mondo interiore inalienabile potrà rifugiarvisi; come fecero prigionieri e internati. Potremmo essere noi gli ultimi giocolieri della parola, finchè anche tu parlerai il mio stesso linguaggio in codice umanistico-semantico, poi,se procedessimo, diverremmo pure noi stranieri l'un l'altro.

Nel mondo virtuale siamo tutti personaggi di una festa in maschera. C'è chi si si limita a fare da spettatore; chi come me riesce talora a fare qualche giro di danza con qualche gentile mascherina. Altri finiscono per accodarsi al “trenino” che procede a marcetta e gira in circolo, in circolo.
Ad un certo punto non hai scelta; balli da solo come Zarathustra sull'orlo del precipizio, saltando, finchè ne sei in grado, le siepi ed i fossati. Oppure esci dalla sarabanda.

Perchè è proprio vero, sono io l'unico, il solo che qui, in tale contesto, non sa dialogare, me l'hanno detto ormai tutte, anche con parole velate o in modo implicito e ipocrita, che fa ancor più male; restate solo tu cara, azzurra, vèronique, e forse alcune new entry volatili. Ma ora l'ho capito; le regole sono mutate, e non mi ero accorto e non tutti me l'avevano detto che il mio linguaggio era superato...


L'abbecedario della fantasia

Se viaggio con il treno della mia fantasia
più lento corre quand' arriva sul binario morto dell'afasia.
Ma quando al regno dell'Immaginario s'avvicina
in cui regina è la Fata Azzurra
deraglia dalla tetra via che ad “Afasica” porta,
la città oscura dove per sortilegio il linguaggio
è diventato tormento
e di comunicazione non è più strumento

Nell'Impero di Azzurra si ha ancor coraggio
e nel campo delle idee ci si avventura.
Con la benefica Fata, amica mia fidata
il pensiero uniamo in alchemica reazione
d'affinità poetica ed elettiva
e per magia mi risorge liberata l'immaginazione.
Qui le giornate sono più corte ma si tramuta la mia sorte
e della vita la voglia ritorna ancor più viva.

Con l'abbecedario della fantasia procediamo
in libera associazione, da scelte lettere dell'alfabeto.
Una frase, un'idea, un motto, un detto, inventar tu devi;
per esempio: Arsenio (son io), Azzurra; Alleati,Affiatati,Aedi
Vuoi tentare? Lanciami un tuo segno, se mi segui.

arsenio
arsenio is offline  
Vecchio 29-03-2008, 15.21.02   #10
azzurra3
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Riferimento: La parola creativa

La storia della città di Afasia

Anziana del paese: “Cosa c’è? Che hai? Perchè quel muso lungo?”
Ragazza: “... tu ti accorgi sempre di tutto..vorrei che fosse sempre così semplice...”
Anziana: “...ho capito...la tua mente farfuglia ancora sull’incomunicabilità?”
Gli occhi acquosi dell’anziana guardano le mani nervose della ragazza che annuisce piano con il capo.
Anziana: “...ci ho pensato anch’ io dopo l’ultima volta che sei venuta a trovarmi e così ti ho scritto una poesia.. parla di te e della tua
ricerca..prendila, è lì sul tavolino”
La ragazza allunga la mano verso un foglietto di carta e sorride, la grafia dell’anziana era di quelle di una volta, inclinata e perfetta, quasi tipografica.
Anziana: “...leggi a voce alta, dài!”
R:
Afasia non è un Dove ma un Come e un Quando

Ho chiesto al Luogo dove fosse Afasia
e lui ha riso forte ma senza allegria
m’ha detto: Afasia non è un Dove ma un Quando ragazza mia!

...allora sono andata dal Tempo e ho chiesto quando fosse Afasia
e lui, abbracciando triste le mie parole e la mia fantasia,
m’ha detto: Afasia è sì un Quando ma anche un Come ragazza mia!

...allora ho cercato il Modo e ho chiesto a lui come capire Afasia
e lui m’ha detto senza tanta cortesia:
Domandalo al tuo Sentire ragazza mia!

..e poi in coro, declamando in tono freddo, hanno detto:
Afasia non è un Dove ma un Come e un Quando
e questo è il nostro verdetto!

..così...incerta e confusa ho interrogato il mio Sentire
ho detto solo: “Afasia...” e non sapevo che altro dire

..ma già Afasia cominciavo a percepire
e forte i pugni stringevo perchè il corpo non sa mentire

Afasia è quel Quando della parola che non sa arrivare
e che poi si perde anche per tornare

Afasia è quel dolore che dentro dilaga e per uscire non trova la via
perchè la parola ha perso tutto il suo colore e tutta la magia

Afasia è quella prigione percepita all’istante
quando lo spazio tra “te e me” diventa distante

Afasia è il tormento di sentire che siamo soli
e ormai con pochi ti risvegli e voli

Anziana: “Afasia è quel vetro che ci separa
che, anche se intatto, ci taglia profondo mia Cara!....ma leggi, leggi!..continua..”

R:
Afasia è la triste perdita di curiosità
per quello spazio di scambio che è il “tra”

...Afasia è quel Quando della mente
dove il senso del “tu”...diventa niente!

La ragazza smette di leggere e dice: “..che triste però, non sopporto che sia così triste...”
Anziana: “...infatti non è triste, sai? Perchè tu hai sempre altra via..”
Ragazza: “...e cioè?”
Anziana: “...scartare la tua fantasia e regalarti l’allegria!”
L’ anziana e la ragazza ridono mentre si sciolgono dentro la mia mente e rido anch’io
che ho guardato dentro la mia fantasia per inventarmi una storia..la storia della città di Afasia.

Ciao Arsenio!
...l’ineffabile di certi dolori e di certe cose che ci accadono..e quel senso di fatica del dire e del farsi capire e quel non riuscire a comunicare che fa male..sono cose che sento molto e che hanno caratterizzato i miei ultimi mesi..
..poi ho deciso di scartare cioccolata e fantasia e di propendere per l’allegria!
un grande sorriso
Azzurra
azzurra3 is offline  

 



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