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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 28-03-2008, 16.18.27   #11
carlojump
individuo confuso
 
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Data registrazione: 26-03-2008
Messaggi: 9
Riferimento: Anestesia della mente?

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Mi auguro che gli aggettivi superficialità e ipocrisia non siano relativi al mio commento, perché mi sembra che ci siano proprio nuove teorie economiche che parlano della necessità di rivedere a livello mondiale il sistema incentrato su consumismo e pil, perché questo non funziona più
Ignoravo l'esistenza di queste teorie e leggere il tuo post mi ha fatto venire un bel po' di curiosità, ragion per cui vedrò d'informarmi. Ma se si tratta solo di teorie economiche dubito che siano applicabili, in quanto ogni sistema economico è indissolubile da una cultura e da un sistema di valori. Probabilmente nel post precedente ho sottolineato eccessivamente la nostra dipendenza economica dal capitalismo- dato perlopiù scontatissimo e che avrei potuto tranquillamente tacere. Ma al capitalismo siamo legati anche sul piano culturale: il capitalismo, inteso come sistema economico, è troppo legato alla cultura europea perchè sia pensabile un radicale cambiamento economico. Il capitalismo non nasce dal nulla: per secoli si è sviluppato di pari passo con la nostra cultura, è causa ed effetto di dati politici, sociali e persino filosofici che hanno determinato la nostra attuale identità. E' sacrosanto cercare di migliorare il capitalismo cercando di renderlo più umano e "sostenibile"( non ne posso più di questa parola ) e diminuendone gli sprechi, ma non possiamo cambiarne gli aspetti strutturali (è così che ho interpretato la parola "rivoluzione"- parola che ha più significati, ragion per cui potrei aver completamente frainteso quello che intendevi dire; se é andata in questo modo, chiedo scusa a te e agli altri per essere andato OT).
Tornando al nocciolo del topic precedente, forse non riusciamo più ad "oggettivare" il nostro disagio perchè rispetto al passato la negatività è molto meno presente nelle nostre vite, almeno dal punto di vista materiale. Fino a pochi decenni fa, la maggior parte delle persone doveva convivere ogni giorno con la fame, la miseria, le malattie, la morte: tutte manifestazioni di una negatività che minaccia il singolo e in cui è facile per l'uomo individuare le ragioni della sua instabilità esistenziale.
Psicologicamente parlando, forse l'identificare qualcosa di esterno a noi come fonte di un disagio che nasce in realtà dal nostro profondo è un meccanismo di difesa a livello inconscio; ma conosco pochissimo la psicologia, quindi per quanto ne so la mia affermazione può anche essere un'eresia o una disarmate ovvietà; se c'è qualcuno più ferrato di me può approfondire lo spunto in senso psicologico
@nevealsole: nella genesi del disagio individuale dobbiamo dare maggior importanza ai moti interiori del singolo o- come fai tu, e non a torto- alla situazione storica? E' un tema su cui si potrebbe discutere a lungo e che meriterebbe a mio avviso un topic.
carlojump is offline  
Vecchio 28-03-2008, 17.04.02   #12
nevealsole
Moderatore
 
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Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 706
Riferimento: Anestesia della mente?

Citazione:
Originalmente inviato da carlojump
@nevealsole: nella genesi del disagio individuale dobbiamo dare maggior importanza ai moti interiori del singolo o- come fai tu, e non a torto- alla situazione storica? E' un tema su cui si potrebbe discutere a lungo e che meriterebbe a mio avviso un topic.

Domanda da un milione di dollari.
Necessiterebbe, a mio avviso, di studi antropologici.
Nelle culture non "capitalizzate" (ce ne sono ancora?) come vive il singolo il conflitto interiore?
Tanto per buttarci dentro qualche ovvietà, perché ai Caraibi sono tutti allegri? (Ma lo sono?)

Non so se sia vero o se i sondaggi siano affidabili, però qualche mese fa è uscita una statistica circa depressione e suicidi che ci vedeva perdenti (noi, l'Italia il "Paese del sole") rispetto alla Danimarca.
Il perché? La frustrazione generata dalla bassa qualità della vita.
Però la nostra qualità della vita non è bassa in senso assoluto. E' bassa in rapporto alle nostre aspettative, non solo individuali ma della società nel suo complesso.
Esempio cretino: in Egitto, un uomo che fa il cameriere in un albergo è contento, guadagna bene rispetto ai suoi conterranei, ha forse una qualità della vita migliore. Nel nostro paese, spesso, è un frustrato. Perché ha altre aspettative.
Ma le altre aspettative le ha perché non si sente realizzato come cameriere o perché la nostra società non permette ad un cameriere di sentirsi realizzato (stipendio basso, scarso prestigio sociale)?
Circa il discorso sui sistemi economici alternativi, ne parlavano a Report, rai tre, qualche settimana fa.
Non so se su internet siano visibili le puntate già messe in onda.
Sinceramente non so dirti di più.
nevealsole is offline  
Vecchio 28-03-2008, 17.20.40   #13
hava
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Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: Una nuova generazione nella societa' odierna

Io penso che più che dell’assenza dei genitori si debba parlare dell’ assenza di rispetto per se stessi in prima persona per gli altri dopo. Cosa passa per la testa di ragazzine che si prostituiscono per una ricarica del cellulare? Che fanno orgie, che si stordiscono con porcherie di vario genere.Come fanno a rispettare gli altri se non rispettano neanche loro stessi? [quote] [FALBALA]


Cara Falbala, non credi che i comportamenti da te citati come pure tanti altri individuali o di gruppo, possano essere collegati con l'assenza dei genitori? E la mancanza di rispetto per se stessi e gli altri?
E qui sono d'accordo con Carlojump e con Donella che non tutto si puo' spiegare su base di organizzazione sociale, sarebbe troppo semplice.
hava is offline  
Vecchio 29-03-2008, 08.47.42   #14
Maura
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-01-2007
Messaggi: 50
Riferimento: Una nuova generazione nella societa' odierna

Citazione:
Originalmente inviato da hava
Nelle ultime settimane ho letto alcuni dei libri dello scrittore giapponese Haruki Murakami e sono rimasta impressionata dal racconto di una gioventu' senza speranza in un abisso di tremenda solitudine. Nel loro mondo non ci sono genitori : sono scomparsi o mai esistiti, ed i ragazzi in preda a se stessi, senza guida ed appoggio.
Seguono i frequenti suicidi, il ricovero negli istituti per malati psichici, e una vita nella quale predominano impossibili fantasie.
Ed in questa desolazione anziche' sviluppare violenza i giovani si sostengono a vicenda in un mondo senza adulti, eppure ordinato e civile. Ed in questo loro mondo c'e' dignita' e delicatezza, senza alcun segno di rivoluzione giovanile, o distruzione di tipo Saramago.
Cerco di comprendere una crisi forse mondiale, alla quale ci sono risposte e reazioni diverse. La reazione presentata qui e' certamente singolare.
Ciao Hava,
Non ho mai letto Haruki Murakami, ho provato a cercare sue notizie su internet. Noto che in Italia sono stati pubblicati alcuni suoi romanzi e libri di racconti. Un solo saggio "Underground: racconto a più voci dell'attentato alla metropolitana di Tokio."
Perdona la mia curiosità, ma hai lanciato questo topic sulle impressione trasmesse da romanzi o da quelle ricavate dal saggio? Tanto per andare a colpo sicuro, mi consiglieresti alcuni titoli?
Un cordiale saluto Maura
Maura is offline  
Vecchio 29-03-2008, 09.43.15   #15
hava
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Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: Una nuova generazione nella societa' odierna

Ciao Maura---ecco due titoli dei libri di Murakami :

Noruwei no mori [titolo giapponese ispirato dalla canzone "il bosco norvegese"]

Kafka on the shore

ne ho letto ancora un altro secondo me meno bello, di cui mi sfugge il titolo.
Spero che siano tradotti in italiano.
Se li trovi raccontami le tue impressioni.
hava is offline  
Vecchio 29-03-2008, 11.15.49   #16
espert37
Ospite abituale
 
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Messaggi: 498
Riferimento: Una nuova generazione nella societa' odierna

Citazione da Hava:
Nelle ultime settimane ho letto alcuni dei libri dello scrittore giapponese Haruki Murakami e sono rimasta impressionata dal racconto di una gioventu' senza speranza in un abisso di tremenda solitudine. Nel loro mondo non ci sono genitori : sono scomparsi o mai esistiti, ed i ragazzi in preda a se stessi, senza guida ed appoggio.
Cerco di comprendere una crisi forse mondiale, alla quale ci sono risposte e reazioni diverse. La reazione presentata qui e' certamente singolare.

Carissima Hava,ciò che tu descrivi non è solo storia romanzata,ma triste realtà,ed è null'altro che il lugubre prodotto del capitalismo e globalizzazione.
Nei paesi dove il capitalismo prende piede gradatamente dando la possibilità alla persona di adattarcisi, i traumi e le patologie descritte anche se esistenti,risultano meno pronunciate. In una società come quella giapponese, da secoli fondata su ben radicati valori morali,dove l'onore personale è sempre stato di primaria importanza, è avvenuto negli ultimi decenni un cambiamento verso il materialismo ed il capitalismo troppo repentino al quale la mentalità umana non è riuscita ad adeguarsi,causando il grave malessere esistente. Causa primaria,l'annullamento della famiglia.Evento che anche nel nosto mondo occidentale,se pur lentamente sta purtroppo avvenendo non avendo questa nessuna difesa sindacale che la possa difendere, anzi spinta anche da altre forze alla sua dissoluzione,creando così una società non più fondata da piccoli nuclei di reciproco ausilio,ma una società fondata sull'individualismo,dove i vari gruppi automaticamente selezionati per età adottano un loro sistema di vita,spesse volte privo di sani fondamenti morali e sociali.
Queste, a mio avviso sono le reali cause di quanto da Murakami denunciato nelle sue pubblicazioni.

Un saluto amichevole espert 37
espert37 is offline  
Vecchio 29-03-2008, 13.22.36   #17
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Riferimento: Una nuova generazione nella societa' odierna

Psicologicamente parlando, forse l'identificare qualcosa di esterno a noi come fonte di un disagio che nasce in realtà dal nostro profondo è un meccanismo di difesa a livello inconscio......
[quote] [CARLOJUMP]


Ci deve essere una reciprocita' fra fattori all'infuori di noi e quelli che si sviluppano dentro noi, in parte per influenza esterna. Ma anche questo non basterebbe a spiegare le differenti reazioni in popolazioni diverse che vivono in simili regimi e condizioni economiche.
Non credo in facili interpretazioni [e facili rimedi] quando si tratta di comportamenti umani, e questa e' pure la mia risposta a Expert che sembra essere piu' fiducioso di me.
hava is offline  

 



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