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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 25-02-2015, 21.41.53   #1
sym.zx
 
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Feedback negativo durante momenti di felicita`

Buonasera a tutti. Leggendo i vari topic ho potuto constatare che in questo forum ci sono persone che riescono a dare interpretazioni e risposte esaurienti ai piu` diversi interrogativi in ambito psichico. Cosi` ho deciso di porvi anche io una domanda riguardo un fenomeno che si verifica quando sono particolarmente felice. Ovvero, nei momenti di contentezza, quando questa raggiunge livelli piu` alti del normale, nella mia coscienza si presenta un pensiero negativo, destabilizzante, che fa precipitare il mio umore sotto le scarpe. La sua comparsa e` improvvisa e puo` riguardare temi diversi ma tutti con delle caratteristiche in comune: la convizione di non essere adatto, di essere meno degli altri, di avere qualita` inferiori rispetto alla media. Faccio una vita normale e apparentemente questo pensiero non e` giustificato. Ho cercato di analizzarlo da varie prospettive, ma una spiegazione del suo meccanismo non sono ancora riuscito a trovarla. Leggendo su internet e per conoscenze personali inizialmente avevo ipotizzato un disturbo conosciuto come "paura di essere felici" , ma questa tesi non mi convince molto. Voi cosa ne penste? Grazie
 
Vecchio 25-02-2015, 22.31.17   #2
Jacopus
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Riferimento: Feedback negativo durante momenti di felicita`

La prima cosa che mi viene da dire è che stai rispettando una vecchia massima stoica: in hilaritate tristis, in tristitia hilaris. A parte le battute, intanto ti ricordo che non è possibile via forum fare sostegno psicologico o addirittura diagnosi a distanza.
Però ti posso aiutare proponendoti delle domande:
1) questo fenomeno accade sempre e comunque?
2) Accade di più in certe situazioni e meno in altre?
3) Accade di più con certe persone e meno con altre?
4) Quanto ti fa soffrire? E' una sofferenza sopportabile, oppure il senso di inadeguatezza e tristezza è molto doloroso?
5) Quando hai iniziato ad avere questa sensazione? L'hai sempre avuta?

Prova a scrivere su un blocco notes quello che senti quando questo fenomeno si verifica e con che frequenza. Così puoi stabilire se stai migliorando o peggiorando e se questo stato si sta modificando. Le cause possono essere molteplici, legate a processi momentanei o strutturati in profondità.
La cosa migliore sarebbe quella di andare da un bravo psicoterapeuta, descrivergli il problema e lui potrà dirti se hai bisogno di un sostegno in forma relazionale oppure no, o anche se hai bisogno di altri tipi di sostegno di tipo farmacologico (in questo caso ti indirizzerà ad un medico, poiché gli psicologi non possono prescrivere medicine).
Jacopus is offline  
Vecchio 26-02-2015, 05.46.41   #3
acquario69
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Originalmente inviato da sym.zx
Buonasera a tutti. Leggendo i vari topic ho potuto constatare che in questo forum ci sono persone che riescono a dare interpretazioni e risposte esaurienti ai piu` diversi interrogativi in ambito psichico. Cosi` ho deciso di porvi anche io una domanda riguardo un fenomeno che si verifica quando sono particolarmente felice. Ovvero, nei momenti di contentezza, quando questa raggiunge livelli piu` alti del normale, nella mia coscienza si presenta un pensiero negativo, destabilizzante, che fa precipitare il mio umore sotto le scarpe. La sua comparsa e` improvvisa e puo` riguardare temi diversi ma tutti con delle caratteristiche in comune: la convizione di non essere adatto, di essere meno degli altri, di avere qualita` inferiori rispetto alla media. Faccio una vita normale e apparentemente questo pensiero non e` giustificato. Ho cercato di analizzarlo da varie prospettive, ma una spiegazione del suo meccanismo non sono ancora riuscito a trovarla. Leggendo su internet e per conoscenze personali inizialmente avevo ipotizzato un disturbo conosciuto come "paura di essere felici" , ma questa tesi non mi convince molto. Voi cosa ne penste? Grazie

secondo me invece sembra un argomento a tutti gli effetti che probabilmente riguarda più o meno tutti..
naturalmente posso dirti il mio punto di vista da non esperto quale sono (ma esisteranno davvero esperti in materia?)

comunque nemmeno a me convincerebbe la tesi della "paura di essere felici" mi sembra anche questo uno dei soliti slogan "commerciali",anche questo un parametro consumista…"la felicita un tanto al chilo"
forse in quei momenti in cui uno ritiene di essere felice,potrebbe essere in realtà uno stato euforico che pero osservandolo più a fondo darebbe più l'idea di uno sbilanciamento,così che per ritornare all'equilibrio,vi succede subito dopo un normale stato di abbattimento..ci si sgonfia un po,anzi direi parecchio.
cosa potrebbe indicarci tutto questo?…che forse non siamo fatti per gli eccessi? oppure che non può esserci ne felicita o infelicita,o che non vi e' l'una senza l'altra e viceversa?…o forse che bisognerebbe andare oltre queste dicotomie?
mi viene pure da pensare che purtroppo viviamo in uno stato di eccitazione costante e sopratutto artificiale per cui e' davvero difficile rimanere stabili,il che non vuol dire rimanere "fermi" ma sereni…in un certo senso un atteggiamento di accoglienza privato di qualsiasi giudizio.
allora anziché cercare di forzarsi per finire poi immancabilmente da uno stato all'altro,come farebbe una pallina da ping pong sbattuta da una racchetta a un altra,(dunque sempre all'interno di suddette dicotomie) bisognerebbe uscire dalle regole di questo gioco..semplicemente liberandosene.

io anziché andare da uno strizza cervelli mi farei una bella camminata in aperta natura..ma no in un banalissimo parco cittadino..solo osservandola (l'atteggiamento descritto sopra) ,lontano dal caos,dal traffico,dall'inquinamento,dal cemento,per ricollegarsi al nostro stato naturale che e' quello in simbiosi con la natura stessa…vi sarà' un momento in cui tutti i nostri vecchi,ripetitivi,angustissimi e meccanici pensieri,quali pure la felicita,l'infelicita..non hanno più alcun senso,perché non vi sarà nemmeno più il pensiero…ma un "unica cosa"
acquario69 is offline  
Vecchio 26-02-2015, 09.21.20   #4
CVC
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Originalmente inviato da acquario69
secondo me invece sembra un argomento a tutti gli effetti che probabilmente riguarda più o meno tutti..
naturalmente posso dirti il mio punto di vista da non esperto quale sono (ma esisteranno davvero esperti in materia?)

comunque nemmeno a me convincerebbe la tesi della "paura di essere felici" mi sembra anche questo uno dei soliti slogan "commerciali",anche questo un parametro consumista…"la felicita un tanto al chilo"
forse in quei momenti in cui uno ritiene di essere felice,potrebbe essere in realtà uno stato euforico che pero osservandolo più a fondo darebbe più l'idea di uno sbilanciamento,così che per ritornare all'equilibrio,vi succede subito dopo un normale stato di abbattimento..ci si sgonfia un po,anzi direi parecchio.
cosa potrebbe indicarci tutto questo?…che forse non siamo fatti per gli eccessi? oppure che non può esserci ne felicita o infelicita,o che non vi e' l'una senza l'altra e viceversa?…o forse che bisognerebbe andare oltre queste dicotomie?
mi viene pure da pensare che purtroppo viviamo in uno stato di eccitazione costante e sopratutto artificiale per cui e' davvero difficile rimanere stabili,il che non vuol dire rimanere "fermi" ma sereni…in un certo senso un atteggiamento di accoglienza privato di qualsiasi giudizio.
allora anziché cercare di forzarsi per finire poi immancabilmente da uno stato all'altro,come farebbe una pallina da ping pong sbattuta da una racchetta a un altra,(dunque sempre all'interno di suddette dicotomie) bisognerebbe uscire dalle regole di questo gioco..semplicemente liberandosene.

io anziché andare da uno strizza cervelli mi farei una bella camminata in aperta natura..ma no in un banalissimo parco cittadino..solo osservandola (l'atteggiamento descritto sopra) ,lontano dal caos,dal traffico,dall'inquinamento,dal cemento,per ricollegarsi al nostro stato naturale che e' quello in simbiosi con la natura stessa…vi sarà' un momento in cui tutti i nostri vecchi,ripetitivi,angustissimi e meccanici pensieri,quali pure la felicita,l'infelicita..non hanno più alcun senso,perché non vi sarà nemmeno più il pensiero…ma un "unica cosa"
Credo che, senza mettermi nei panni dello psicologo nei quali mi sentirei ridicolo, tu debba soltanto fare una piccola ricerca su cosa sia la felicità. Da parte mia ti consiglierei i testi antichi, perchè credo che attualmente si sia affermata una concezione di felicità basata più sull'esteriorità che sullo stato interiore dell'individuo. All'interno del sito potresti già trovare un buon materiale per la tua ricerca https://www.riflessioni.it/testi/lettera_meneceo.htm
Tutto sta nello stabilire chiaramente cosa sia per te la felicità
CVC is offline  
Vecchio 26-02-2015, 10.00.02   #5
nikelise
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Buonasera a tutti. Leggendo i vari topic ho potuto constatare che in questo forum ci sono persone che riescono a dare interpretazioni e risposte esaurienti ai piu` diversi interrogativi in ambito psichico. Cosi` ho deciso di porvi anche io una domanda riguardo un fenomeno che si verifica quando sono particolarmente felice. Ovvero, nei momenti di contentezza, quando questa raggiunge livelli piu` alti del normale, nella mia coscienza si presenta un pensiero negativo, destabilizzante, che fa precipitare il mio umore sotto le scarpe. La sua comparsa e` improvvisa e puo` riguardare temi diversi ma tutti con delle caratteristiche in comune: la convizione di non essere adatto, di essere meno degli altri, di avere qualita` inferiori rispetto alla media. Faccio una vita normale e apparentemente questo pensiero non e` giustificato. Ho cercato di analizzarlo da varie prospettive, ma una spiegazione del suo meccanismo non sono ancora riuscito a trovarla. Leggendo su internet e per conoscenze personali inizialmente avevo ipotizzato un disturbo conosciuto come "paura di essere felici" , ma questa tesi non mi convince molto. Voi cosa ne penste? Grazie
A volte i genitori in vari modi , non solo a parole , inculcano il pensiero ''che non si possa e quindi non si debba essere felici , che la vita e' sacrificio eccc .
Questo perché in effetti la loro e' stata la generazione del sacrificio e della ricostruzione post bellica .
E' un problema che merita attenzione perché puo' limitare e nuocere grandemente .
E' una struttura della psiche che va corretta , modificata a mio parere con attenzione e serieta' anche facendosi aiutare da qualche cd. strizzacervelli .
nikelise is offline  
Vecchio 26-02-2015, 11.19.56   #6
acquario69
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ma forse il nostro amico symzx più che della felicita voglia parlarci del feedback in questione (come da titolo del post)..mi sembra che gli alti e bassi riguardano tutti..allora dovremmo essere tutti analizzati da uno psicologo…non penso!
..sarebbe il caso che ce lo chiarisse meglio l'autore del post…secondo me e' di questo che vuole trattare


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@CVC
leggero' senz'altro il link che mi hai indicato…ma era rivolto proprio a me?...
acquario69 is offline  
Vecchio 26-02-2015, 13.09.45   #7
CVC
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Originalmente inviato da acquario69
ma forse il nostro amico symzx più che della felicita voglia parlarci del feedback in questione (come da titolo del post)..mi sembra che gli alti e bassi riguardano tutti..allora dovremmo essere tutti analizzati da uno psicologo…non penso!
..sarebbe il caso che ce lo chiarisse meglio l'autore del post…secondo me e' di questo che vuole trattare



leggero' senz'altro il link che mi hai indicato…ma era rivolto proprio a me?...
Mi sono accorto di aver commesso un errore clamoroso, ho quotato te invece di sym.zx
Comunque l'invito alla lettera sulla felicità di Epicuro lo estendo volentieri anche a te e a chiunque abbia voglia di rinfrancarsi un pò lo spirito
CVC is offline  
Vecchio 26-02-2015, 13.50.23   #8
paul11
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Buonasera a tutti. Leggendo i vari topic ho potuto constatare che in questo forum ci sono persone che riescono a dare interpretazioni e risposte esaurienti ai piu` diversi interrogativi in ambito psichico. Cosi` ho deciso di porvi anche io una domanda riguardo un fenomeno che si verifica quando sono particolarmente felice. Ovvero, nei momenti di contentezza, quando questa raggiunge livelli piu` alti del normale, nella mia coscienza si presenta un pensiero negativo, destabilizzante, che fa precipitare il mio umore sotto le scarpe. La sua comparsa e` improvvisa e puo` riguardare temi diversi ma tutti con delle caratteristiche in comune: la convizione di non essere adatto, di essere meno degli altri, di avere qualita` inferiori rispetto alla media. Faccio una vita normale e apparentemente questo pensiero non e` giustificato. Ho cercato di analizzarlo da varie prospettive, ma una spiegazione del suo meccanismo non sono ancora riuscito a trovarla. Leggendo su internet e per conoscenze personali inizialmente avevo ipotizzato un disturbo conosciuto come "paura di essere felici" , ma questa tesi non mi convince molto. Voi cosa ne penste? Grazie

Ciao sym.zx
se pensi che questo sia un tuo problema....allora siamo in due.
I due estremi sono, non riusciamo ad essere completamente felici, ma per fortuna non moriamo quando un amore per noi importantissimo finisce o qualche persona familiare o da noi amata...va nel mondo dei più. Io la definisco temperanza nel dominio della morale e forse è l'istinto di sopravvivenza, o una pulsione della libido, dell'eros.
Insomma ,una regola di compensazione, di equilibrio all'"estremismo" di un'emozione positiva o negativa.

Può anche essere che da bambino si abbia gioito e qualcuno ci abbia rimproverato per qualcosa o sia accaduto qualcosa di spiacevole legata a quella gioia; il meccanismo perverso diventa gioia=rimprovero o gioia=evento spiacevole, allora non gioisco perchè poi c'è il rimprovero o l'evento spiacevole.

Un'altra spiegazione ancora potrebbe essere che la ragione e la psiche cercano un equilibrio "conflittuale". Ad un estrema felicità o ad un estremo dolore, la ragione si frappone trovando nella felicità un pizzico di razionalità ( la felicità è in fondo un battito d'ali, sappi che dovrai tornare alla realtà e quella felicità diventerà malinconia di un ricordo di un tempo), oppure il "sentirsi" morire perchè si vedono persone amate finire, morire, trova nell'ordine della ragione una motivazione sufficiente a pensare che questa è la regola del gioco e il gioco continuerà nonostante noi o i nostri amati scompaiono, la vita, questo show, continua....

Sono solo opinioni di un profano.

paul11 is offline  
Vecchio 26-02-2015, 14.47.10   #9
sym.zx
 
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Riferimento: Feedback negativo durante momenti di felicita`

Vi ringrazio per tutte le informazioni, gli spunti e le teorie che state condividendo, con questo materiale c'e` molto su cui riflettere e sono sicuro che mi aiuteranno a dare una spiegazione a questo meccanismo psichico.
Vorrei sottolineare che non ho aperto questo topic per un sostegno psicologico: la mia non e` una richiesta di aiuto o sostegno, ma una curiosita` nata dalla mia condizione e alimentata dalla consapevolezza che questo fenomeno e` comune a molti. Quello di cui volevo trattare infatti e` proprio questo meccanismo di feedback, aldila` di tutte le discussioni che possono sorgere in merito al vero concetto di felicita`.
Dalle mie osservazioni ho notato che questo feedback negativo, per quanto diffuso, non rappresenti la norma: l'uomo tipo, nei suoi momenti di felicita`, cavalca semplicemente l'onda, senza porsi problemi di alcun tipo. Io invece, dopo che il meccanismo e` entrato in azione, non torno semplicemente alla normalita`, bensi in una condizione di sconforto, apatia.
Ancora non ho dato una spiegazione completa al fenomeno, ma a grandi linee ho tracciato un possibile funzionamento dello stesso, senza soffermarmi troppo sul punto di vista sociologico.

Eccolo

Nei momenti di felicita` la coscienza pensa di poter affrontare gli ostacoli e per assolvere al compito viene liberata una notevole quantita` di energia; c'e` ottimismo sulla buona riuscita della/e sfide. Questo aumento di energia non rigarda solo il sistema muscolare ma anche l'IO. L'aumento di tensione nella coscienza porta, nei soggetti predisposti, a quello che gli inglesi chiamano overthinking. L'energia, che non riesce a scaricarsi attraverso il sistema muscolare (come potrebbe nella societa` di oggi), trova nell'overthink un canale per passare nell'inconscio: qui va a caricare vecchi conflitti o memorie di fallimenti che poi si manifestano attraverso il sintomo, il feedback negativo. Nel mio caso questo prende la forma una convizione della mia inadeguatezza alla sfide, di una mia inferiore capacita` rispetto alla societa`. Viene detto alla coscienza che gli ostacoli non si possono superare e lei risponde comandando al corpo di inibire tutta l'energia liberata: questo genera apatia, insieme al senso di inadeguatezza che permane nei pensieri.
Mi interrogo ancora su cosa abbia generato questo conflitti inconsci: non mi dilunghero` molto ma per ora penso siano nati dall'educazione impartitami dai miei genitori, che mi hanno sempre intimorito riguardo al futuro.
 
Vecchio 26-02-2015, 16.17.19   #10
jolly666
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Riferimento: Feedback negativo durante momenti di felicita`

Premetto che questa euforia e felicità che poi sfoga in pacchezza e ridimensionalita, sia normale per tutti, come è normale che se uno arriva in cima alla montagna non potrà far altro che scendere successivamente, mi sembra abbastanza logico..noi siamo fatti di energia..possiamo accumulare e rilasciare energia in qualsiasi momento, tutte le emozioni positive provocano un accumulo di energia che necessariamente poi dobbiamo rilasciare, non si può essere felici per sempre..anche un masso sollevato d terra accumula energia potenziale che nel momento in cui viene lasciato cadere a terra la perde..come la pietra anche noi partiamo da uno stato 0 e la nostra energia oscilla tra accumulare e rilasciare..quindi se la tua domanda è..è normale che quando accumulo energia interiore poi la debba rilasciare la risposta e si.....quindi è normale che quando sono molto felice poi provo tristezza la risposta è sì. ..
jolly666 is offline  

 



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