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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 17-10-2003, 00.00.03   #1
dawoR(k)
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2003
Messaggi: 876
Smile E la Solitudine ?

l'odore della solitudine
è una sensazione che m'inebria
da quando sono nato,probabilmente
e forse anche da prima
eppure la vera solitudine
è qualcosa d'impossibile
da realizzare in questo mondo
nemmeno salendo in orbita
o scendendo nella buca più profonda
si riuscirebbe ad esser veramente soli
perchè ovunque e tutto
è vita,vita pulsante
non ruote di gomma
a girare senza senso
ed impuzzolentire l'aria
ovunque e tutto
sono rondini,pesci,vermi
nulla è silenzio
cantano le foglie ed i fili d'erba
cantano i granelli di sabbia
ed i vuoti più vuoti d'aria
non sono vuoti
se li ascolti attentamente
(...)
avrei voluto
addomesticare quella sensazione
(la solitudine)
ma poi non sarei riuscito
a togliere la testa
dalle sue fauci
prima che si serrassero
...quindi
permango a dire che
fra tutte quante le utopie
quella della solitudine
è la più macroscopica !!!

Ehi tu che ti senti solo...
va un pò meglio ?

Un sorriso wahankh.
Musica : Solitude Standing -suzanne vega-
dawoR(k) is offline  
Vecchio 18-10-2003, 10.37.02   #2
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Carissimo

è uno splendido dipinto pieno di colori e suoni e forme.

Anch'io mi confronto con la solitudine da quando sono nata.
All'inizio non ne ero consapevole, e la vivevo come naturale.

Poi il mondo esterno l'ha trasformata in angoscia.
Anni e anni nel vano tentativo di sfuggirle, per poi accorgermi, come, giustamente, dici tu, che non puoi averla, la vera solitudine. No, non puoi averla perchè non sei mai veramente solo. Credi di esserlo ma non lo sei.

Oggi l'apparenza è quella di una persona sola, pur circondata da tante persone. Non posso condividere che su questo forum la parte più vera di me stessa.
No, non sono sola, qualche volta posso sentirmi sola, ma è solo una illusoria sensazione.

Ho sentito anch'io cantare i fili d'erba, ed il mio cuore batte pieno di tenerezza quando ascolto e vedo la vita che è intorno a me e di cui nessuno si cura.
Quando vedo un ragazzino strappare i fili d'erba, le foglie ad un albero, un fiore e poi gettarli via provo una grande tristezza e persino dolore. Che inutile violenza, che disprezzo per la vita.
Se aro il mio campo per piantarci la verdura è un conto, ma se strappo l'erba perché "tanto non serve" o per distrarmi dalla mia noia è un altro.
Come è diventato duro e freddo e cieco il cuore degli esseri umani.
Ed è diventato tale perché non è più capace d'amarsi.
Chi prova amore per se stesso lo prova per tutto il creato.

Ti abbraccio con tutto il mio cuore
Mary
Mary is offline  
Vecchio 20-10-2003, 23.21.17   #3
karol
Ospite abituale
 
L'avatar di karol
 
Data registrazione: 28-05-2002
Messaggi: 40
Io invece riesco a sentirmi sola, completamente sola. Non è una sensazione negativa, anzi. A volte mi fa bene, desidero essere sola, gli altri mi danno addirittura fastidio. Mi sembra che dentro di me riesco a ricaricarmi di energia che poi spendo nel vivere con gli altri.
Credo di non avere paura della solitudine.
E voi?
karol is offline  
Vecchio 20-10-2003, 23.27.38   #4
Vi@nne
Ospite abituale
 
L'avatar di Vi@nne
 
Data registrazione: 14-09-2003
Messaggi: 299
Brutta bestia la solitudine! Se non sai trasformarla in qualcosa di positivo è devastante. Parlo della solitudine non scelta ma subita, naturalmente. Poi piano piano cominci a volerti bene, sai che sei sola e non puoi farci nulla, allora ecco che si trasforma in uno stato di vita anche piacevole. Se poi la vita ti regala tanti amici...la solitudine sparisce, quella brutta intendo e come nella bellissima poesia di Quasimodo, ti ritrovi e te la assapori.

Ognuno sta solo nel cuore della terra
Trafitto da un raggio di sole
Ed è subito sera

Ecco, basta accorgersi del sole!
Vi@nne is offline  
Vecchio 21-10-2003, 00.18.21   #5
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Non ho nessuna difficoltà a stare da sola, anzi a volte penso che la solitudine sia la mia condizione esistenziale di elezione, tanto da poter dire, come Emily (Dickinson) che "sarei più sola senza la mia solitudine".
Il mio problema, semmai,è quello di indulgere con troppa frequenza in queste pause rigeneranti ( la solitudine, se vissuta creativamente, può essere davvero quasi un'oasi di splendore...)in cui, messo a tacere il chiacchiericcio più o meno alienante della quotidianità ordinaria, si riesce finalmente a prendersi cura delle proprie passioni, e delle proprie risorse interiori.
Quando ciò mi accade, e mi accade spesso, tendo a scivolare in una sorta di autismo nei confronti del mondo esterno...ad essere cioè emozionalmente poco presente nei confronti della vita che mi scorre accanto...E questo non è un bene.
In pratica, non sono (ancora?) capace di vivere la solitudine in una maniera che, per quanto creativamente ricca,non implichi una certa chiusura interpersonale, una necessità periodica di sprangare porte e finestre a tutto quello che non siano alberi, o fiori, o cielo sconfinato....In una parola, una buona dose di egoismo, del quale non vado affatto orgogliosa.

Ultima modifica di irene : 21-10-2003 alle ore 00.21.02.
irene is offline  
Vecchio 22-10-2003, 18.27.33   #6
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
La solitudine è come una fase del respiro: inspirare - espirare.

E' una fase della vita quotidiana. Se riusciamo a vivere tranquillamente la fase del nostro ritirarci in noi stessi e quella di aprirci agli altri, diventa una grande ricchezza.

Ho anche imparato che se non sei capace di vivere la tua solitudine non sei neppure capace di godere della compagnia.
La compagnia degli altri vissuta come una tecnica, un mezzo per scacciare la propria solitudine è negativa.

Chi cerca la compagnia degli altri per non sentirsi solo finirà, prima o poi, per dare la colpa agli altri dei propri malesseri, o anche a se stesso per la propria incapacità di circondarsi di amicizie.

L'amicizia poi, è quella cosa meravigliosa che non porta alcuna dipendenza ma permette di vivere l'amore nella totale libertà. Dando una immensa ricchezza.

Ciao
mary
Mary is offline  
Vecchio 26-10-2003, 17.07.24   #7
simo
Ospite
 
L'avatar di simo
 
Data registrazione: 19-10-2003
Messaggi: 15
alcune volte arriva senza che venga richiesta la sua compagnia...sembra quasi che tu, abituato a stare con lei, a un certo punto non riesca più a farne a meno...oppure è lei che si ricorda la strada x giungere a te? è lei che ti fa sentire in pieno suo possesso? non lo so..non so proprio..qualche giorno fa ho letto una poesia intitolata "l'hai mai conosciuta?" condivido pienamente quello che l'autore ha scritto, in fondo la copio, così se vorrete, e se non la conoscete, potrete sapere come la penso io...

Io ho cenato parecchie volte con lei, spesso e' stato piacevole, altre volte non sapevo cosa dirle.
Una volta l'ho vista che accarezzava una foglia secca sull'asfalto di un sentiero desolato. Un'altra volta rincorreva i miei sospiri e afferrandoli strappava loro qualche ricordo.
Ci sono sere in cui vola a bassa quota nel rosso dei tramonti più belli, tra le decorazioni indecise di luci e ombre del crepuscolo muto, che zittisce sempre anche me, inondandomi di quiete e di quell'incanto segreto che lei sapeva ravvivare con maestria, riempiendo la mia sensibilità di proposte nuove, di note rasserenanti e di nostalgiche raffigurazioni immortali che pretendono continuamente il primato tra i miei pensieri confusi.
Ci sono volte in cui mi ha visto mentre piangevo ricordando il mio amore perduto.
Ci sono mattine in cui mi fa rabbia perché spesso non è invitata, eppure si presenta con le prime voci del giorno. In alcuni momenti però l'ho amata più di ogni altra cosa.
Mi ha visto ridere in una stanza vuota, cammina spesso al mio fianco aggrappata alle mie spalle evitando così di curvarle troppo per qualche idea un po' più mesta, passeggia molto con me mentre per strada la folla mi spinge, corre, mi calpesta i piedi.
Ieri poi l'ho intravista mentre in tv si parlava di legami amorosi.
Credo che molte volte abbia provato pena per me.
Una volta credimi, l'ho vista seduta coraggiosamente su un petalo di rosa mentre soffiava nel vento le parole che non si possono dire, ma che alitavano l'atmosfera con le frasi che chiunque nasconde e che io in particolare reprimo ordinatamente sotto sorrisi tranquilli. Conosce tutti i miei sogni, le ho bisbigliato tutte le mie ambizioni, riesce a vestirsi di colori ogni volta diversi, lei è nel silenzio di un pianoforte che nessuno usa più, nell'indifferenza di chi finge di ascoltare la vita mentre in verità perisce di insoddisfazioni. Adora ascoltare le canzoni stonate dei barboni e le bestemmie degli infami, chiacchierava molte volte con mia nonna che era solita ripeterle sempre le stesse frasi, le solite memorie, ma lei è fatta così e non si stancava mai di ascoltare pazientemente mia nonna quando per l'ennesima volta parlava del marito scomparso.
E' la carezza desiderata da un cane abbandonato che aspetta spaventato un po' di conforto, mentre nei suoi occhi già si vede l'abbandono.
E' in quell'azzurro dei pomeriggi di primavera mentre gli altri si abbracciano, si baciano, lei sostiene chi non è toccato da nessuno.
Ha abbattuto tutti quelli che non avevano via di scampo, è stata l'unica capace di dire addio a molti suoi amici che dopo poco decidevano di suicidarsi. Non ha mai giudicato le coscienze sporche che si lamentavano nel buio.
Sa riconoscere sempre cosa dicono i miei occhi, spesso l'ho nominata, anche involontariamente, e non si è fatta negare mai, è stata sempre al mio fianco soprattutto in quelle notti in cui faceva caldo e la vedevo raggiungermi saltellando da quei prati illuminati dalla fervida fantasia della mia indistruttibile speranza e dalla luna, campi velati di rugiada sui quali esibivo le mie dolcissime glorie ormai inconcretizzabili e distanti dallo sguardo della realtà, erano le stesse notti in cui io pensavo troppo, fissando emozionato il tremolio dei miei rimpianti e delle stelle, lei era lì, e adesso mi detta le parole che sto scrivendo, mi tiene compagnia, vorrebbe aiutarmi ma non sa che già fa tanto solo guardando mentre gioco con questa penna...

è la solitudine.
simo is offline  
Vecchio 26-10-2003, 21.08.58   #8
mk1987
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Messaggi: 28
brava simo... non so come commentare il tuo bellissimo scritto...
mk1987 is offline  
Vecchio 27-10-2003, 17.02.39   #9
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Bellissimo, davvero un canto dolcissimo alla salitudine

Mia cara e temuta compagna, di una vita intera.

E proprio quando le ho chiesto di sedersi accanto a me e non andarsene più, lei mi ha abbandonato. Ha lasciato il suo profumo e se ne è andata.

Non c'è più e non posso rincorrerla, si è dissolta alla luce del giorno.
E' rimasto qualcosa di lei, ma è così infefinibile e sfuggente, eppure le sue tracce sono quasi indelebili intorno a me.

Ne sento parlare e quasi vorrei poter tornare indietro per lottare ancora, per sperare, per piangere con lei. Vorrei stringerla fra le mie braccia e dirle che le voglio tanto bene. Che mi manca, mi manca ora che la conosco, ora che so riconoscerla nelle sue straordinarie, meravigliose vesti. Mi manca ora che so quanto importante sia la sua compagnia, straordinaria maestra, straordinaria consolatrice.

Non posso più avere il dono della sua compagnia perché so che non esiste. Era solo l'Amore Celeste ad aver assunto le sue forme.
Era l'Amore ad usare quegli abiti così strani, così misteriori. La rincorrevo, le sfuggivo, la imploravo, la detestavo, le urlavo contro la mia disperazione. Ma era solo un riflesso, il riflesso di me stessa.

Ciao
Mary
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Vecchio 13-11-2003, 03.12.46   #10
gyta
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Messaggi: 2,614
La solitudine..? Quella di cui -là fuori- si parla poco,al pari della morte, come di un' inaugurabile...malattia?!

E' l'essere senza se stessi.
Negare -in noi- l' 'accoglienza' a noi stessi.
La morte dell'anima.
La fine del desiderio di se stessi.
I nostri occhi chiusi e insensibili alla nostra vita.

Al contrario,
l'essere soli (fisicamente) in 'pienezza'
è la coscienza di uno 'spazio' immenso e (come il pulsare del respiro o il danzare dell'allontanamento e dell'accoglimento fra due amanti) puntalmente colmato.
Non la distruzione ma un'atto d'arte.

Gyta
gyta is offline  

 



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