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Vecchio 27-12-2003, 12.31.21   #11
tammy
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Data registrazione: 03-04-2002
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Talking un giorno come tanti....diverso

semplicemente volevo dire che ho trascorso una bellissima giornata, indipendente dalla festività, e quindi avrei anche potuto morire ........ di gioia!

Per Dana:

Il donare o meno gli organi non fa ancora parte del mio modo di essere o di pensare, ogni tanto ci ragiono sù, ma non ho ancora trovato risposta. Dire che lo farei è una grossa balla, ma rispetto senz'altro la scelta altrui e trovo che sia un gesto notevole.

Per Ady

bellissima la poesia ed anche la traduzione




Per Vi@nne

Nemmeno io vado spesso al cimitero anzi, trascorrono anni per la verità, ci vado solo quando sento la necessità di parlare con qualcuno (non vuol essere una battuta)

tammy is offline  
Vecchio 27-12-2003, 14.54.44   #12
edali
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Da bambina, la mamma mi portava spesso al cimitero. Era abbastanza vicino a casa nostra e mi piaceva andare perché assomigliava con un parco grande avendo molti alberi. Ci fermavamo davanti a molte tombe e la mamma mi raccontava un po’ di come erano quelle persone quando vivevano. In seguito mi costruivo delle storie tutte mie e consideravo tutti come dei vecchi conoscenti. Soprattutto ero affascinata da una lapide in marmo nero con una rosa bianca molto grande, vicino alla quale c’era sempre una donna molto addolorata. Era scritto soltanto “Margareta” e sono venuta a sapere che era stata una ragazza di 19 anni. La storia di Margareta, così come me la immaginavo io, vive pure oggi dentro di me. Può darsi che in quel paesino del cimitero gioioso la morte è considerata come una porta per un altro mondo. Questa, insisto, non vuol dire che non c’è dolore e partecipazione al dolore.
edali is offline  
Vecchio 27-12-2003, 15.04.56   #13
Vi@nne
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per Tammy
anch'io parlavo con i miei cari, ma poi la domanda diventava straziante...perchè? nessuno ha mai risposto! poi non ho più creduto in niente...

per Edali
la porta...quale?
chi è al cimitero non varca più nulla!
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Vecchio 27-12-2003, 18.28.29   #14
tammy
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perchè?

Citazione:
Messaggio originale inviato da Vi@nne
per Tammy
anch'io parlavo con i miei cari, ma poi la domanda diventava straziante...perchè? nessuno ha mai risposto! poi non ho più creduto in niente...

per Edali
la porta...quale?
chi è al cimitero non varca più nulla!

"perchè" la domanda diventava straziante?:
"perchè parlavi con loro o perchè sono trapassati?

Spieghi?

Sai, razionalmente chiacchierando ho solo risposto a me stessa, per me stessa. In effetti parlare ad una mattonella di marmo può essere considerato da neurodeliri a maggior ragione se, su quella mattonella, ci bussi sopra sperando che qualcuno ti risponda. Quelle povere ossa una volta indossavano un corpo fatto di carne e cuore, c'erano due lunghe braccia, due lunghe gambe, capelli neri resi lucidi dalla brillantina, occhi chiari, sorriso sempre acceso, alto e magro da far invidia alle top model e pensare che se ne stia lì: chiuso in una scatola di metallo, in effetti non è allegro, è di una tristezza infinita.
Allora, per sentirmi meglio, non m'importa un fico secco se sono da neurodeliri, ho di queste fantasie, quando gli sarà possibile, mi verrà a prendere, col suo cammion, per portarmi da qualche parte. Oltre la porta del cimitero lasceremo solo le nostre ceneri e qualche lacrima per chi vorrà piangere.

Però non sarebbe male un bel cimitero gioioso pensando all'unica dimora certa per le nostre spoglie!
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Vecchio 27-12-2003, 20.10.30   #15
Fragola
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Messaggio originale inviato da edali
Da bambina, la mamma mi portava spesso al cimitero. Era abbastanza vicino a casa nostra e mi piaceva andare perché assomigliava con un parco grande avendo molti alberi.

... ti immagino... mescolata ad un mio ricordo.

Ho letto anche la poesia che hai scritto più sopra. E' bellissima.
Sai se esitono pubblicazioni tradotte in italiano di quel poeta?

Il tuo racconto mi ha fatto venire in mente un bel capitolo del "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Kundera in cui si descrive il modo diverso in cui sono visti i cimiteri da Sabine (di Praga) e dal suo fidanzato svizzero di cui al momento mi sfugge il nome. Parla di come i cimiteri cechi siamo pieni di alberi, fiori, persone, vita, mentre quello svizzeri (come i nostri, del resto) siano gelidi di marmi e di silenzio. Da cui (causa o effetto?) anche una diversa relazione con la morte e con i morti.

ciao
Fragola is offline  
Vecchio 27-12-2003, 20.41.56   #16
Attilio
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Fragola
... ti immagino... mescolata ad un mio ricordo.



Ooops, scusa...

Tammy, mi sento parzialmente responsabile di avere causato la deviazione del tuo discorso (nato da una serena domenica di Dicembre e sol con un riferimento casuale alla morte...) su questa linea di lapidi, cimiteri ed espianto di organi.

Però, già che ci siamo... volevo dire che pure io non vado mai al cimitero. Non sento per niente la presenza o la vicinanza del defunto in una visita al cimitero. Semmai, delle volte, i cari estinti fanno capolino dentro di me: molto semplicemente si mostrano tra un pensiero e l'altro facendomi ricordare di quando erano con me.

Vi@nne: la tua disperazione l'hai riversata su chi non c'è più. Purtroppo il rapporto con i morti non consola della loro scomparsa, semmai possono aiutare in un silenzioso dialogo sui problemi di tutti i giorni ma niente di più. (esperienza mia, magari altri la vedono diversamente).

Edali, vorrei si potesse vivere la morte più allegramente. Il cimitero allegro è già un buon passo.
Attilio is offline  
Vecchio 27-12-2003, 20.54.55   #17
Vi@nne
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"perchè" la domanda diventava straziante?:
"perchè parlavi con loro o perchè sono trapassati?

Spieghi?

Perchè capii che non potevo fare nulla...la morte non ha superstiti...passa e ti lascia solo! Da allora ho contato solo su me stessa...
Vi@nne is offline  
Vecchio 27-12-2003, 21.02.39   #18
tammy
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è già....

un buon inizio ......
tammy is offline  
Vecchio 28-12-2003, 00.52.10   #19
edali
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Ah Fragola! Lo so che tu ne sai qualcosa del cimitero grande della mia città ! Io parlavo di uno più piccolo vicino a casa mia, ma anche quello grande è bello, così bello che in una notte di Natale quando andavamo a cantare sotto le finestre ed alle porte dei cristiani (generalmente dai nostri conoscenti) per tagliare la strada e fare prima ad arrivare nel centro della città, siamo passati per il cimitero grande. Era tutto bianco di neve. La notte stellata. E noi eravamo giovani studenti un po’ brilli e molto spensierati. Abbiamo impiegato poco tempo ad arrivare giù utilizzando i nostri giubbotti come slitte.
Non trovo niente di Sorescu tradotto in italiano. Per te qualche poesia la posso tradurre pure io, anche se è peccato non leggerlo tutto perché è stato anche un ottimo drammaturgo.

Qualcosa come la preghiera – M. Sorescu (1936 – 1996)
“Non so che cosa ho,
Perché non dormo quando dormo
Non so che cosa ho,
Perché non sono sveglio,
Quando faccio la veglia.

Non so che cosa ho,
Perché non arrivo da nessuna parte,
Quando cammino.
Non so che cosa ho,
Perché stando fermo
Sono, molto lontano.

Signore, che tipo di humus
Hai preso tra le tue mani caldi
E con quale saliva
Hai lavorato il mio humus?

Perché non so che cosa ho
Perché esisto,
Non so che cosa ho
Perché non mi è rimasto più niente,
Fuori di Te.”
Scritta un po’ prima di morire
edali is offline  
Vecchio 28-12-2003, 02.14.38   #20
Dunadan
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VITA = ESSERE IN MILLE MODI POSSIBILI

MORTE = NON ESSERE MAI PIù, IN NESSUN MOMENTO, è LA FINE TOTALE, LA VERA FINE.


VIVETE E STATE DISTANTI DALLA MORTE. NON VEDETELA COME UNA COSA DELLA VITA, è UNA REGOLA DELLA NATURA, MA NON FA PARTE DELLA VITA, è NON VITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Dunadan is offline  

 



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