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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 11-01-2005, 18.19.49   #11
dana
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Data registrazione: 18-10-2003
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Messaggio originale inviato da bomber
cosa intendi per casi più lievi ???

Per casi più lievi intendevo riferirmi al tuo esempio del 4 in matematica, oppure del cattivo burocrate: in questi casi penso che più che di cattiveria (nel senso di azione malvagia) si possa parlare di incomprensione, incompetenza, mancanza di impegno o anche di indifferenza per i problemi altrui.
Non riesco a definire cattivo uno studente che prende un 4 in matematica, e neppure riesco a definire cattivo il prof. che glielo dà.
...però sto cominciando a confondermi, perciò è meglio se mi fermo qui.
dana is offline  
Vecchio 12-01-2005, 01.17.03   #12
bomber
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Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
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Messaggio originale inviato da dana
Per casi più lievi intendevo riferirmi al tuo esempio del 4 in matematica, oppure del cattivo burocrate: in questi casi penso che più che di cattiveria (nel senso di azione malvagia) si possa parlare di incomprensione, incompetenza, mancanza di impegno o anche di indifferenza per i problemi altrui.
Non riesco a definire cattivo uno studente che prende un 4 in matematica, e neppure riesco a definire cattivo il prof. che glielo dà.
...però sto cominciando a confondermi, perciò è meglio se mi fermo qui.


beh in questo momento tu non lo definisci cattivo ma immagina lo studente sconfitto, e preso alla sprovvista dall'interogazione a sopresa.
non so come mai ma gli adolescenti o preadolescenti a volte anche i bambini vedono il professore come una figura molto cattiva nella loro vita qualcosa di estremamente difficile da sconfiggere ...
spesso lo vedono come un cattivo che gode delle loro pene e dei loro pianti una persona senza umanaità ...
questo e quello che vede lo studente che poi dopo qualche anno magri il tutto si ridimensiona ...pero in quei momenti li di difficolatà loro non penso che darebbero la definizione di cattivo lieve al loro odiato professore...
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Vecchio 12-01-2005, 01.37.52   #13
nicola185
al di là della Porta
 
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Messaggio originale inviato da Nel
... come può un calcolatore essere un non consapevole?

Io mi pongo questa domanda al contrario: "Come può essere un calcolatore consapevole?" Chi sa non ha bisogno di calcolare. Nicola
nicola185 is offline  
Vecchio 12-01-2005, 04.38.37   #14
bomber
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Messaggio originale inviato da nicola185
Io mi pongo questa domanda al contrario: "Come può essere un calcolatore consapevole?" Chi sa non ha bisogno di calcolare. Nicola


va bene che è un orario un po particlare per capire ma che stai a dire???
bomber is offline  
Vecchio 12-01-2005, 09.12.12   #15
@lice
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certo che si rende conto di essere cattivo..

Un cattivo si rende conto di essere il cattivo della situazione e di stare facendo la cosa sbagliata ???
e poi pensandoci se tutti hanno avuto tutti questi cattivi nella nostra vita come mai nessuno si è mai sentito cattivo mentre pero spesso ne ha trovati nella sua strada ...



mah..a mente fredda il cattivo non dira' mai di essere cattivo..forse ragionandoci sopra,con calma,riflettendo,se ne accorge..ma poi ci ricasca sempre..

il cattivo lo vedo come una clessidra..all0inizio la sabbiolina esce con tanta forza poi man mano che scende ne ha sempre di meno per arrivare alla fine,esausto,ma non è che finisce li' è solo in pausa per poi ricominciare subito dopo..

tempo fa ho letto da qualke parte..

"preferisco i cattivi dai cretini..almeno i cattivi ogni tanto si riposano"








ciao..
@lice is offline  
Vecchio 12-01-2005, 09.35.51   #16
Ettore
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Messaggi: 398
Beh, visto che il "calcolatore " l'ho tirato fuori io, spiego meglio.

Appoggio la teoria che il male si basi più sull'indifferenza, l'omologazione, la "normazione", il calcolo.
E' vero, effettivamente, come dice Nel che il calcolare è consapevole (anche se io intendevo la consapevolezza in senso "spirituale", ma lasciamo perdere qui..).

Il problema è anche un problema di valore: come è possibile accettare verso sè stessi di essere indifferenti, omologati, in sostanza di accettare una scala di valori che non può essere la propria, ma quella di ALTRI.
Quindi, SI: consapevolmente si può accettare una serie di valori che non sono i nostri (il mio esempio era quello dei sistemi totalitari in cui al primo posto c'è il capo, il reich, l'ideologia e tutto il sistema di valori si appoggia sull'esistenza del totalitarismo)

Traslato ad oggi, potremmo dire che non c'è il totalitarismo, ma .... che ne so....uno a caso....il consumismo, il marketing.
Le strategie di comunicazione sono strutturate (CALCOLATE!!!!) con modalità,mezzi e strumenti immensi.

Non vorrei uscire dal seminato ma sempre qualcuno ha detto: " il fatto che una cosa sia successa, non vuol dire che non si possa ripetere".
Dove quel si "possa ripetere" può voler dire anche con modalità e facce diverse.....ma qui sono veramente uscito dalla discussione...

un saluto a tutti ciao
Ettore is offline  
Vecchio 13-01-2005, 10.59.35   #17
bomber
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Messaggi: 4,154
Re: certo che si rende conto di essere cattivo..

Citazione:
Messaggio originale inviato da @lice
Un cattivo si rende conto di essere il cattivo della situazione e di stare facendo la cosa sbagliata ???
e poi pensandoci se tutti hanno avuto tutti questi cattivi nella nostra vita come mai nessuno si è mai sentito cattivo mentre pero spesso ne ha trovati nella sua strada ...



mah..a mente fredda il cattivo non dira' mai di essere cattivo..forse ragionandoci sopra,con calma,riflettendo,se ne accorge..ma poi ci ricasca sempre..

il cattivo lo vedo come una clessidra..all0inizio la sabbiolina esce con tanta forza poi man mano che scende ne ha sempre di meno per arrivare alla fine,esausto,ma non è che finisce li' è solo in pausa per poi ricominciare subito dopo..

tempo fa ho letto da qualke parte..

"preferisco i cattivi dai cretini..almeno i cattivi ogni tanto si riposano"








ciao..

riprendendo la frase sui cretini ...
Se hai bisogno di un cretino siediti ti trovera lui ....
cmq il discorso in se può essere giusto ma a volte mi chiedo chi e realmente il cattivo fra i due ...
faccio un esempio ...
la guerra del vietnam ...
gli americani che erano andati la si sentivono eroi ed i cattivi erano i vietnamiti perchè anzi vietcong perche gli sparavano contro ...
ma cosa pensavano i nemici ??
che loro stavono difendendo il loro paese e che questi americani erano venuti ad invadere...
cambia la pèrospettiva cambia il cattivo ..
cosa penseranno ora i soldiati ameircani ??
che dei " cattivi " terroristi gli stanno massacrando con colpi subdoli ...
cosa pensano invece gli iracheni cosi detti terroristi ??
che loro stanno difendendo la loro nazione e stanno combattendo come ribelli di questo sopprosuo contro il " cattivo " americano invasore...

insomma chi in questi casi ha ragione a definire l'altro "cattivo "
bomber is offline  
Vecchio 13-01-2005, 11.08.00   #18
bomber
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Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Citazione:
Messaggio originale inviato da Ettore
Beh, visto che il "calcolatore " l'ho tirato fuori io, spiego meglio.

Appoggio la teoria che il male si basi più sull'indifferenza, l'omologazione, la "normazione", il calcolo.
E' vero, effettivamente, come dice Nel che il calcolare è consapevole (anche se io intendevo la consapevolezza in senso "spirituale", ma lasciamo perdere qui..).

Il problema è anche un problema di valore: come è possibile accettare verso sè stessi di essere indifferenti, omologati, in sostanza di accettare una scala di valori che non può essere la propria, ma quella di ALTRI.
Quindi, SI: consapevolmente si può accettare una serie di valori che non sono i nostri (il mio esempio era quello dei sistemi totalitari in cui al primo posto c'è il capo, il reich, l'ideologia e tutto il sistema di valori si appoggia sull'esistenza del totalitarismo)

Traslato ad oggi, potremmo dire che non c'è il totalitarismo, ma .... che ne so....uno a caso....il consumismo, il marketing.
Le strategie di comunicazione sono strutturate (CALCOLATE!!!!) con modalità,mezzi e strumenti immensi.

Non vorrei uscire dal seminato ma sempre qualcuno ha detto: " il fatto che una cosa sia successa, non vuol dire che non si possa ripetere".
Dove quel si "possa ripetere" può voler dire anche con modalità e facce diverse.....ma qui sono veramente uscito dalla discussione...

un saluto a tutti ciao



beh il "calcolo "come lo intendo io è presente in tutti quei dittatori hce hanno fatto tanto male...
insomma Hitler probabilmente nella sua politica nascondeva un vero progetto iper calcolato al dettaglio ...e se gli fosse andata bene invece che denigrarlo saremmo stati qui a fargli i complimenti di come ha attuato i suoi piani e non sarebbe allora cosi cattivo come lo dipingono oggi ...
sinceramente non so se paragonare la cattiveria di Hitler cinica e calcolatrice con quella idealmente uguale dei politici corrotti vedi Craxi ecc... che invece di fare il loro lavoro pensavano a quello che ...
lo paragonerei ad un Bush perche lui le ha fatte le guerre ma con la faccia della domenica ...per cui anche con la ragione in mano non so quanta differenza ci possa essere fra i due ....
Pragonare in questo senso prima di essere frainteso volevo intendere confrontare cercando di capire chi è stato in quel caso più cattivo ...
chi lo sa forse hitler nel suo piano pensavo di fare il bene del mondo mentre penso che i politici non abbiano piu queste ideologi..
o meglio piuttosto che il bene totale preferiscono fare il bene al loro portafoglio ...



Ok in effetti il discorso è un po contorto ma per ora non ho tempo di riguardarlo ...spero che sia compreso bene ...
bomber is offline  
Vecchio 13-01-2005, 16.46.34   #19
armonium
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per me il cattivo è una persona che non ha saputo reagire a situazioni spiacevoli della vita.

invece di imparare da esse le ha accumulate e riversa sugli altri le proprie frustrazioni.

credo però che nel 95% dei casi il cattivo sa bene cosa sta facendo ed il + delle volte ne prova piacere perchè pensa di rendere quello che è stato fatto a lui
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Vecchio 13-01-2005, 17.22.35   #20
Ettore
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Messaggi: 398
Beh, certamente i campi di sterminio erano una cosa molto terribile e difficilmente paragonabile con una persona che utilizza il proprio potere per i suoi intrallazzi.

In ogni caso non conosciamo a pieno gli effetti di certi movimenti di potere ad alto livello.... i lager erano un effetto tangibile....

Chi è più cattivo di? Beh, gli esempi che hai accennato vanno tutti bene....si può anche fare la classifica...ma sempre cattiveria è.... quella calcolata, normata, indottrinata (o attraverso l'ideologia 50 anni fà , o attraverso il marketing oggi...)

Ettore is offline  

 



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