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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 01-03-2005, 16.54.43   #21
Naima
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Hai detto bene,il suo convivente è trasparente. Direi che fa più danno che altro, ma non posso mettermi in mezzo più di tanto, io gliel'ho detto che se lui ha paura e non è mosso da un grande amore è meglio che la lasci perdere. Poi sta a lui e a lei decidere. Vorrei che stesse nella mia città per poterle stare più vicino, ma pare che lei voglia tornare da lui, anche se lui mi ha fatto capire che accondiscende solo per non farle venire crisi e per paura. Finora, per quel pò che ho letto, la sua personalità mi sembra molto vicina alla borderline, più che ad altre disfunzioni, ma stasera sentiremo anche il parere dello psichiatra. Se così fosse ho letto che la terapia farmacologica non ha dato statisticamente buoni risultati, mentre pare più efficace la psicoterapia cognitivo comportamentale. Penso però che in una prima fase i farmaci potrebbero aiutarla a non avere crisi violente e pericolose. Ribadisco che io so pochissimo di questi argomenti e solo per via di letture personali, ma intanto voglio avere una diagnosi, o una conferma di quella fatta dalla psichiatra del ps. Non voglio però identificare mia sorella con una patologia. Lei è una persona che ha una disfunzione, non è la disfunzione e nel caso di disturbi di personalità il discorso è ancora più complesso.
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Vecchio 01-03-2005, 22.26.28   #22
gyta
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Il corpo muta con i pensieri
miracolosamente la luce si fa strada
attraverso percorsi segreti
e rinasciamo alla vita..
Ed ogni particella di buio
diventa chiaramente leggibile
al nostro cuore
come infinitesima possibilità
di rinnovamento..

Ancora un abbraccio, Naima.. !



Gyta
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Vecchio 02-03-2005, 08.05.15   #23
Naima
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Ieri sera lo psichiatra della casa di cura a cui ci siamo rivolte ha confermato la diagnosi di personalità borderline, anche se dice che questa "personalità" o "carattere" è molto complessa e articolata e dare una definizione tipo etichetta non è corretto nè preciso. Comunque, in questi casi, la psicoterapia fatta da uno con le cosiddette, specializzato in questi disturbi, è la terapia principale, correlata dai farmci, per tentare di evitare crisi troppo violente che precluderebbero la libertà dell'individuo. Ha prescritto EN 10 gocce la sera e Depakin (farmaco stabilizzatore dell'umore, che prende anche mio nipote epilettico) sempre e solo la sera per le prime due settimane. Poi la rivedrà e valuteranno gli eventuali effetti collaterali e altro. Mia sorella ieri sera è tornata dal suo compagno il quale è sempre più confuso e incerto, non non capiamo cosa intenda fare. Intanto è là ed io non posso controllare più di tanto se farà la terapia, questo un pò mi preoccupa. Ha voluto mantenere il suo attuale psicologo facendolo mettere in contatto con lo psichiatra di ieri sera (ho ancora abbastanza energia per dirvi che ho notato essere un gran bell'uomo, almeno questo.. anche se un pò freddino, ma questo penso sia utile a mantenere il dovuto distacco dai pazienti altrimenti andrebbe fuori di testa anche lui). Siamo sempre sul chi va là, ma per ora il momento peggiore è passato. Grazie tante per le vostre parole e spero di non stufarvi con i miei assilli. P.S. Ygramul quando hai voglia il tuo parere sul farmaco mi interessa (anche sul resto se ti va..grazie).
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Vecchio 02-03-2005, 10.41.43   #24
La_viandante
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Citazione:
questa "personalità" o "carattere" è molto complessa e articolata e dare una definizione tipo etichetta non è corretto nè preciso.


digiàmooolooooo

raga' qui state a fa un casino, e' vero ke e' sempre meglio parlarne, per raddrizzare tanti punti d vista sbagliati, tanti pregiudizi, sfatarli e portare magari alla luce tanti aspetti, ma qui se ne stanno creando altri, mi sembra ke dire intanto malata d mente, nn so quanto sarebbe contenta tu' sorella, poi l'hai descritta come una specie d mostro... mi viene da precisare una cosa, il borderline e' quasi assodato ke e' il risultato d abusi, sessuali o psicologici e maltrattamenti subiti, sikke' magari c'ha ragione tua sorella a darti qlk colpa, se invece d risentirti provassi un po' a starle vicina... coi farmaci eh? (a proposito grazie d esistere ygramul) e ascoltare d cosa t incolpa? e magari farti un piccolo esamino d coscienza? forse anke cosi' potresti aiutarla, e' difficile riconoscere le proprie colpe soprattutto quando nn c si e' nemmeno resi conto ke agivamo per egoismo e nn per amore d giustizia
e..... sui borderline se ne dicono troppe, nn state ad ascoltarle tutte
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Vecchio 02-03-2005, 14.39.50   #25
Naima
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Forse hai letto un pò di fretta. E' vero che ho intitolato la discussione Vivere coi malati di mente, intendendo abbracciare argomenti piuttosto ampi e tentando, anche se non è andata poi così, di coinvolgere anche chi vivesse effettivamente con un malato di mente. Poi ancora non sapevo la diagnosi, mi basavo, sicuramente sbagliando, soltanto sugli effetti devastanti a cui avevo assistito. A parte che è mia sorella che insiste a definirsi matta, mentre io ogni volta le ripeto che quel termine è improprio nel suo e in molti altri casi. Io non so che tipo di trauma abbia eventualmente subito mia sorella, sono più giovane di otto anni e passata l'infanzia, ci siamo allontanate per via della differenza di età (lei faceva già l'amore quando io giocavo con le bambole). Ho scritto, se hai notato, che sono disposta quando e se sarà necessario o se lei me lo chiederà a partecipare ad una terapia famigliare. Non posso costringerla a dirmi di cosa mi incolpa se lei non vuole farlo. Sono d'accordo che il termine borderline sia una specie di calderone e come dici tu se ne dicono tante.. forse una di queste è dare per assodato che sia una personalità derivante da abusi subiti. Comunque confrontarsi con chi ha avuto di questi problemi o problemi assimilabili è sempre utile, anche se a spesso fa molto male. Grazie.

Citazione:
Messaggio originale inviato da La_viandante
digiàmooolooooo

raga' qui state a fa un casino, e' vero ke e' sempre meglio parlarne, per raddrizzare tanti punti d vista sbagliati, tanti pregiudizi, sfatarli e portare magari alla luce tanti aspetti, ma qui se ne stanno creando altri, mi sembra ke dire intanto malata d mente, nn so quanto sarebbe contenta tu' sorella, poi l'hai descritta come una specie d mostro... mi viene da precisare una cosa, il borderline e' quasi assodato ke e' il risultato d abusi, sessuali o psicologici e maltrattamenti subiti, sikke' magari c'ha ragione tua sorella a darti qlk colpa, se invece d risentirti provassi un po' a starle vicina... coi farmaci eh? (a proposito grazie d esistere ygramul) e ascoltare d cosa t incolpa? e magari farti un piccolo esamino d coscienza? forse anke cosi' potresti aiutarla, e' difficile riconoscere le proprie colpe soprattutto quando nn c si e' nemmeno resi conto ke agivamo per egoismo e nn per amore d giustizia
e..... sui borderline se ne dicono troppe, nn state ad ascoltarle tutte
Naima is offline  
Vecchio 02-03-2005, 18.23.56   #26
Ygramul
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Il Depakin è il Valproato di sodio, visto che lo prende solo la sera presumo che sia la formulazione Chrono, a lento rilascio. E' un farmaco eccellente, usato (io lo uso spessissimo) per rendere meno ampie le oscillazioni dell'umore in pazienti con disturbo bipolare o con semplice ciclotimia. Lo conosco bene non solo perchè lo uso come psichiatra, ma anche perchè, essendo a mia volta ciclotimica, lo assumo anch'io da qualche anno (ricordi quando dicevo che ho avuto bisogno di un collega farmacologo? Ecco!). A qualcuno dà sonnolenza (a me non l'ha mai data), ma di solito questa viene smaltita la notte con il riposo notturno.

La sua azione però si vede solo con l'assunzione a lungo termine, diciamo che ci vuole almeno un mese o due perchè ci si accorga che la persona acquieti gli eccessi emotivi o di aggressività. Però alla lunga attenua tanto il senso di angoscia che danno certi eccessi emotivi.

Gli stabilizzanti dell'umore che sono anche antiepilettici sono usati molto per calmare almeno in parte le esplosioni emotive e aggressive tipiche di alcuni disturbi della personalità, soprattutto nel tipo borderline. Però tua sorella dovrebbe essere costante nell'assumere le terapie sennò non ne ricava alcun beneficio.

La psicoterapia è un punto fondamentale nella terapia dei disturbi della personalità, ma soprattutto nel caso di una persona borderline dev'essere fatta da qualcuno veramente esperto, in quanto il trattamento che richiedono questi pazienti è molto difficoltoso, richiede moltissime energie da parte del terapeuta.

Per darti l'idea: il disturbo borderline è caratterizzato dal fatto che le persone non percepiscono nè le sfumature nè vie di mezzo e sono incapaci o molto scarsamente capaci di percepire il senso di continuità nelle relazioni. Che vuol dire questo? Vuol dire che per sentirsi vivi non è sufficiente per loro avere i segnali corporei che percepiamo tutti: tepore, fresco, contatto, sensazioni muscolari ecc. Hanno bisogno di sentire dolore perchè solo attraverso il dolore hanno la percezione di essere vivi. Vedono il mondo in bianco e nero, sono incapaci di comprendere che ci sono innumerevoli sfumature in ogni cosa nella vita, e questo comporta che ti mettano di fronte praticamente ogni giorno a continui aut-aut che diventano pesantissimi per chi vive con loro. Hanno un terribile senso di discontinuità nella percezione del tempo: passata un'esperienza, questa semplicemente non c'è più. Sparita, annullata, fino a che non venga riproposta. Negli affetti questo è davvero fonte di grande sofferenza perchè hanno la continua percezione di essere abbandonati: quando il proprio caro non è fisicamente sotto i suoi occhi, "non esiste più". Non è, per loro, una sensazione. Quella è la loro realtà. Purtroppo il lavoro di ricucitura di questi "strappi" e di queste discontinuità esistenziali è faticosissimo sia per la persona che soffre, sia per il terapeuta, il quale dev'essere tanto bravo da proporsi come esempio di continuità. E questo non è facile, e talvolta neppure possibile, dato che la vita porta a cambiamenti (cambi di residenza del terapeuta, malattia ecc...)

A mio parere l'atteggiamento più proficuo in questi casi è quello di dare per scontato il fatto che qualunque intervento è destinato ad avere continui fallimenti e continuamente tua sorella farà due passi avanti e uno indietro. Prendi di buono, come se cadesse la manna dal cielo, ogni conquista anche piccolissima, e qualora essa venga apparentemente persa non scoraggiarti: non è colpa di tua sorella. Ripigliate la situazione dal punto in cui è avvenuta la caduta e rincominciate. Con infinita pazienza, tipo quella di Penelope con la sua tela e la sua attesa di Ulisse.

Prendi ogni cosa buona che ricavi da tua sorella pensando che quella è "veramente lei", e ogni cosa brutta pensando che "quella è la malattia". Non ti eviterà le sofferenze, ma forse avrai qualche strumento in più per farvi fronte.

Ti abbraccio, carissima.

Ygramul is offline  
Vecchio 03-03-2005, 22.16.14   #27
Fragola
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Re: Re: Vivere coi malati di mente

Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta
P.S. :.Parlo di psicanalisi (la stessa cui spesso facciamo negli scritti riferimento
sia io che Fragola.. Non a pseudo-terapie di sorta.. !

Gyta

Premetto che non ho letto tutto, però, chiamata in causa, una cosa la devo dire.
Premetto che non sono una psicanalista, non sono una psichiatra, non sono una psicologa, almeno per ora, e quindi la mia è un'opinione non professionale.
Ma è importante dire che con i pazienti in cui è presente una patologia seria di tipo psichiatrico, a volte è praticamente impossibile utilizzare la sola psicoterapia.
Io sono convita che i farmaci da soli non bastino mai (lasciamo perdere l'esempio iniziale dell'alzheimer che è proprio una cosa diversa) e che tendenzialmente abbiano solo un effetto contenitivo, ma a volte da questo effetto non si può prescindere anche solo per impostare una relazione terapeutica.
Poi, ovviamente, ogni caso va valutato a sè. Nel senso che sono frequentissimi i casi di diagnosi affrettate in cui una persona fisicamente sana viene comunque medicalizzata, ma un bravo psichiatra (e credo che Ygramul lo sia) di solito non utilizza i farmaci con leggerezza.



Fragola is offline  
Vecchio 04-03-2005, 09.24.24   #28
r.rubin
può anche essere...
 
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ygramul, disfunzioni neurologiche

la scienza medica, con la sua avanzatissima tecnologia, avrebbe quindi appurato che le "malattie mentali" sono originate da disfunzioni cerebrali (neurotrasmettitori ecc.).

quindi, tutti i folli che affollano le pagine di innumerevoli romanzi di ogni tempo, scritti da scrittori appassionati all'osservazione dell'animo umano, che con sapienza descrivono il precipitare nella follia di uomini che si trovano ad affrontare sofferenze troppo grandi per essere accettate, traumi troppo sconvolgenti per farsene una ragione, e che così preferiscono ritirarsi nella vita fantasmatica della loro mente, o che vi sono sbalzati dalla troppo potente energia oscura degli avvenimenti... tutto questo è solo una favola primitiva? non può essere la vita, e gli avvenimenti troppo potenti per essere affrontati la causa della follia, perchè la follia è causata da disfunzioni cerebrali?

ciao
r.rubin is offline  
Vecchio 04-03-2005, 12.07.25   #29
La_viandante
stella danzante
 
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la domanda era per ygramul e io lascio la risposta agli esperti

pero' da quel poco ke ho letto, ... nn e' poi tanto poco, c sono delle problematike ke hanno origini genetike e altre ke invece si presentano dopo qlk avvenimento della vita,

ad es. l'altra sera a elisir lo psikiatra diceva ke dopo un lutto si cade inevitabilmente in depressione, ma questa dura il tempo ke deve durare, poi l'umore torna naturalmente ai suoi livelli normali, esattamente come un'influenza, fa il suo decorso

se invece nella persona c sono delle 'disfunsioni' c'e' il riskio ke a seguito del lutto la malattia si cronicizza

ma puo' avvenire anke ke come in una persona normale se a un certo punto smette d mangiare puo' mandare in tilt il metabolismo, l'ipofisi e anke mangiando poco o normalmente tendera' ad ingrassare cosi' immagino avvenga coi neurotrasmettitori

quindi ogni caso e' a se'.... imho
La_viandante is offline  
Vecchio 04-03-2005, 12.15.40   #30
rodi
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questa cosa che dici, che ogni caso è a se, mi sembra tanto vera.
Si cade troppo spesso nel generalizzare, mentre ogni persona ha un suo percorso e una sua storia e non bastano le medicine da sole nè le parole da sole.

I medici dovrebbero avere capacità tecniche ed umane unite insieme, e quel minimo di sensibilità e di voglia di entrare dentro il meccanismo dell'altro, con amore e con fermezza.
Alcuni medici si mettono in cattedra e sputano sentenze, altri si mostrano troppo superficiali, anche se di cuore.

Poi ogni tanto ti capita di vederne passare uno bravo, che racchiude in se tutte queste caratteristiche necessarie.

e osserva e ama...ogni singolo essere umano.
rodi is offline  

 



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