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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 10-10-2005, 14.24.39   #11
Braveheart
Ospite abituale
 
Data registrazione: 20-09-2005
Messaggi: 162
Concordo con tutti voi! Secondo me la vera debolezza è proprio la prepotenza, la cattiveria e ogni comportamento che cerca di prevaricare l'altro. Torno al classico esempio della scuola: mi è capitato tante volte di sentire persone timide che avevano problemi con i compagni di classe affermare che gli altri li schiacciavano perchè erano più forti di loro. In realtà è proprio il contrario, perchè una persona che sta bene con se stessa non ha proprio bisogno di denigrare gli altri! Le persone impegnate sempre a parlare male degli altri o cercare di fare il male in ogni maniera agiscono solo ed escuslivamnete per colmare i propri vuoti...niente di più!
Ovviamente è un mio parere^_^
Braveheart is offline  
Vecchio 11-10-2005, 10.58.32   #12
rodi
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
Citazione:
Messaggio originale inviato da Mistico
Gi animali di branco, come i lupi, i cani, i maiali, i topi, ...giù giù giù fino all'uomo ( eheheh! ), hanno un organizzazione sociale gerarchica innata.
...
Chiaro il senso?

vorrei condividere un'esperienza, qualcosa che mi ha insegnato un animale...uno dei miei cani 'speciali'...

un pastore maremmano formato gigante...
che però aveva una capacità di sopportazione innata quando si trattava di bambini ed era disposto a farsi torturare da loro...al massimo ti guardava con occhi che chiedevano di togliergli di torno il bambino che lo stava tormentando...non si scuoteva neanche liberandosi da solo, consapevole di potergli far male anche con quel gesto per niente aggressivo...

un capobranco...di altri quattro cani come lui...

un giorno ero in passeggiata sola con lui...tranquilli tutti e due...su una strada di campagna deserta...
nel giardino di una villa c'erano 7 boxer ed un alano...hanno iniziato a sbraitare...più i boxer che l'alano....ma all'attacco è partito lui, perchè era l'unico in grado di scavalcare la recinzione...
e me lo sono visto venire contro maledettamente ringhiante...ho ritenuto opportuno lasciare libero il mio di comportarsi come meglio credeva (e sinceramente era un modo di dargli la possibilità di scappare, perchè la situazione si presentava maluccio...)
lui ha scelto di accucciarsi davanti a me, frapponendosi tra me e l'alano...solo sdraiato per terra...col collo a terra in un atteggiamento di difesa...non si è mosso...e ha fatto comprendere all'alano che non lo voleva aggredire, ma solo impedirgli di arrivare a a me...
l'alano ha sbraitato...ha zompettato facendo dei grossi salti...ha spalancato la sua bocca, minaccioso...cercava di darsi un contegno...(quant'è brutta la bocca di un cane che ti mostra i denti e sbava!)...

però non ha oltrepassato la linea...non ne ha avuto il coraggio, quello che aveva minacciato con i suoi atteggiamenti non lo ha portato a termine con i fatti...

e noi abbiamo continuato tranquilli la nostra passeggiata domenicale...

ti ringrazio per l'ennesima volta per gli spunti di riflessione che mi metti davanti...


Ultima modifica di rodi : 11-10-2005 alle ore 11.00.29.
rodi is offline  
Vecchio 11-10-2005, 12.33.52   #13
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
Il tuo cane aveva invaso il loro territorio. Il capobranco non si sarebbe mosso da dov'era (pur minacciando da lontano) se il suo branco non 'avesse messo nella condizione di dimostrarsi degno, ...ma, il suo onore è stato salvato dalla saggia sottomissione del tuo cane, che sapeva benissimo di essere dalla parte del torto essendo lì senza essere stato scortato dal branco dopo opportuna eventuale accettazione.

Forse ti deluderò, ma il tuo cane non voleva difenderti in quel momento, voleva difendere entrambi: sapeva che l'attacco sarebbe stato rivolto esclusivamente contro di lui. L'uomo nel territorio di un lupo è una preda o uno scocciatore, non un nemico competitore alimentare. Il branco, se fossi stata sola, avrebbe fatto solo un gran chiasso giocando a spaventarti, salvo che tu non avessi scavalcato il recinto.
Mistico is offline  
Vecchio 11-10-2005, 14.09.01   #14
rodi
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
non conosci i maremmani...
per loro proteggere il collo e 'ridere', cioè mostrare solo i denti, tutto è fuorchè un gesto di sottomissione...

e poi che capobranco è uno che non capisce che se passi sull'altro lato della strada non stai cercando di invadere il suo territorio'

il mio cane non è mai uscito al di fuori del cancello, anche quando era aperto...al massimo si incazzava se qualche male intenzionato cercava di entrare...

il capobranco , come tu hai ben detto nei post precedenti, è quello che molla la presa quando non è strettamente necessario...

ma non mi deludi...che c'entra la delusione...
siamo qui ad elucubrare un po'...niente altro...
rodi is offline  
Vecchio 11-10-2005, 14.14.43   #15
rodi
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Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
p.s.:

l'alano in questione si è rilevato essere un cane che aveva molto sofferto per aver vissuto da solo in un giardino tutto il suo primo anno di vita...solo ccon una persona che andava a portargli da mangiare...
preso per essere abbandonato a se stesso...

il padrone dei boxer lo aveva portato a casa sua per curarlo...e dopo un po' il suo carattere si è riequilibrato...ma mai al punto di essere un cane da guardia affidabile...
rodi is offline  
Vecchio 14-10-2005, 10.56.44   #16
rodi
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Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
maremmano

ho trovato un articolo interessante su questo particolare gigante bianco, che può far comprendere meglio, a chi non conosce la razza, quali sono le sue caratteristiche significative ed il suo modo di agire:

'...
Il rischio di essere aggrediti lo si ha solamente se si arriva a distanza brevissima dal gregge o addirittura in mezzo alle pecore, ma in questo caso la responsabilità è dell'uomo e non del cane.
Anche il comportamento del pastore maremmano abruzzese "urbanizzato" riflette questo suo carattere notevolmente equilibrato e per questa sua dote è conosciuto ed apprezzato dagli estimatori della razza. La sua azione anche nella vita di città è quasi nella totalità dei casi di deterrenza ed il suo grande equilibrio lo porta a non aggredire mai immotivatamente. Il cane, infatti, non arriva mai, se non in condizioni estreme, alle vie di fatto, ma generalmente si limita a scoraggiare, con il suo atteggiamento aggressivo, l'eventuale intruso, bloccando immediatamente la propria aggressività al cessare della minaccia.
...'

tratto da:
http://www.enci.it/rivista/200301/allemand.php
rodi is offline  
Vecchio 14-10-2005, 11.21.57   #17
kri
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Data registrazione: 11-06-2002
Messaggi: 1,297
x rodi

Molto spesso ho visto persone forti non reagire a provocazioni, e ho sentito persone dire a queste: ma come non reagisci? sei un debole!

Ho visto quelle persone sorridere e non reagire neppure a queste frasi !

La forza, quella vera, non è manifestabile, è uno stato di fatto dell'essere. E' secondo me, il buon senso nell'agire, la saggezza nel valutare, la capacità di discernere. Il mettersi da parte senza subire il giudizio altrui ( ...... ) . La forza, non ha motivo di manifestarsi agli occhi di chi vuol vedere un'interpretazione di debolezza in forza ...

L'esempio del maremmano è calzante secondo me !
kri is offline  
Vecchio 20-10-2005, 10.10.19   #18
rodi
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Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
e poi ci sono quelli che vendono gli agnelli al miglior offerente...
ma questa caratteristica è decisamente umana...
almeno non mi è mai capitato di osservarla nei miei fedeli maremmani...
forse in qualcuno col carattere deviato...tipo l'alano di cui facevo l'esempio...

e questo è buono spunto di riflessione...

una carezza a tutti coloro che non sono in grado di badare al loro gregge...

che abbiano almeno la forza interiore di mettersi da parte e non diventare strumento di ulteriore malessere...
rodi is offline  
Vecchio 24-10-2005, 12.12.35   #19
feng qi
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Messaggi: 560
Citazione:
Messaggio originale inviato da r.rubin
Talvolta accade che sia presa di mira una persona non proprio debole, che però inizia a vacillare e a indebolirsi per i ripetuti attacchi dell'esercito nemico.
Il processo di indebolimento può innescarsi più facilmente nei periodi critici dello sviluppo personale e sociale (come l'adolescenza) periodo in cui la personalità ha bisogno di essere accettata e rinforzata da amici per poter crescere solida e fiduciosa nel mondo e in se stessa.
Invece, se si ritrova nel mezzo di un'arena circondata da belve feroci, probabilmente inizierà a dubitare della cordiale ospitalità del mondo, e di conseguenza potrebbe cancellare la sua fiducia in un mondo che inizia ad apparirgli decisamente ostile, e non riuscendo a parare tutti i colpi, forse inizierà a dubitare anche della propria capacità di affrontare il mondo, nonchè potrebbe dubitare della propria "amabilità" (se non mi accettano forse è colpa mia), con conseguente messa al tappeto dell'autostima, e generale indebolimento se non depressione.
A questo punto il nemico potrà iniziare a calpestare il debole.


Comunque, una mia spiegazione di alcune forme di attacco al debole.
In alcuni casi, secondo me, la motivazione che spinge l'aggressore ad aggredire il debole è la necessità di catarsi alla sua propria insicurezza interiore. Ha bisogno di sentirsi forte perchè sotto sotto è un debole dentro (come molti adolescenti). Questa debolezza la percepisce confusamente come senso d'ansia che causato da una minaccia, un nemico, ossia la sua debolezza. Per eliminare l'ansia interiore che minaccia di sopraffarlo, ma stando ben attento ad evitare di prenderne atto per non indebolire la propria autostima, proietta il senso di debolezza che causa l'ansia all'esterno, su una persona con caratteristiche analoghe a quelle della sua debole persona interiore, e la domina, dominando di riflesso la propria debolezza interiore.
Quindi prima temeva di essere meno forte della sua debolezza interiore, era insicuro in quanto non era certo di avere la forza necessaria per tenere a freno l'impetuosità di questa prorompente debolezza, che minacciava seriamente di sopraffarlo. Ora invece, che ha sotto gli occhi (e sotto i piedi) la prova della sua forza, è rassicurato circa la sua capacità di non farsi sopraffare dalla debolezza, e si sente meglio.
Il debole un pò meno.


per rodi emistico
condivido e grazie per la spiegazione lucida e semplice.

un abbraccio


feng qi
feng qi is offline  

 



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