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Vecchio 21-04-2006, 16.10.35   #11
Darkina
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-05-2005
Messaggi: 110
Leggendo questi post mi è venuta in mente una cosa riguardante la mia esperienza.
Per qualche tempo ho avuto una relazione con un ragazzo straniero che era qui in Italia...adesso lui è tornato nel suo Paese, ma continuiamo a sentirci. Ha ammesso ( ma tanto già lo sapevo, e apprezzo la sua sincerità!) che nel suo paese ha rapporti sessuali e incontri con le sue amiche, ma di questo non mi importa più di tanto...durante una conversazione gli ho detto che mi mancava e lui mi ha risposto " io non devo mancarti, costì te hai tutto, non ti manca niente" e io ho ribadito " manchi tu"...e lui "ma io non sono parte della tua vita, ne sono stato solo un pezzetto...tu sei la tua vita completa"...
ma che senso ha una vita così? che significa? secondo voi è una frase per dirmi elegantemente che non vuole avere relazioni serie con me?
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Vecchio 25-04-2006, 16.51.30   #12
Flavia2
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Data registrazione: 27-03-2006
Messaggi: 10
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Messaggio originale inviato da Darkina
Leggendo questi post mi è venuta in mente una cosa riguardante la mia esperienza.
Per qualche tempo ho avuto una relazione con un ragazzo straniero che era qui in Italia...adesso lui è tornato nel suo Paese, ma continuiamo a sentirci. Ha ammesso ( ma tanto già lo sapevo, e apprezzo la sua sincerità!) che nel suo paese ha rapporti sessuali e incontri con le sue amiche, ma di questo non mi importa più di tanto...durante una conversazione gli ho detto che mi mancava e lui mi ha risposto " io non devo mancarti, costì te hai tutto, non ti manca niente" e io ho ribadito " manchi tu"...e lui "ma io non sono parte della tua vita, ne sono stato solo un pezzetto...tu sei la tua vita completa"...
ma che senso ha una vita così? che significa? secondo voi è una frase per dirmi elegantemente che non vuole avere relazioni serie con me?

E' interessante questo tuo contributo, grazie di aver raccontato di te stessa. Pare essere tuttavia una sorta di "scuola di pensiero". Non escludo che (ahime) il tuo amico non ti abbia considerata in fondo soltanto una "parentesi italiana" e carinamente ti inviti a pensare a far felice te stessa come lui sa far felice se stesso...ma succede anche dove e quando queste distanze non ci sono. Capita che siano di moda i "trombamici" ( amici con cui si hanno rapporti per "non star soli" senza impegno), o che, come è emerso in quella ormai famosa (tristemente, a parer mio) inchiesta che il tradimento tra coniugi e/o affini sia ormai un peccato veniale. Ognuno è "la sua vita completa" e l'altro un incidente di percorso o esclusivo, o da condividere. Io lo trovo mostruoso. Non mi adatto. Mi verrebbe da risponderti che così la vita non ha senso , perché la nostra affettività è una base e una base non può essere traballante. O è soltanto sofferenza. La demolizione dei sentimenti, la tomba dell'amore in assoluto, perché chi non ha un'affettività propria felice non può espanderla ai bisogni sociali. E' la morte civile.

Flavia

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Vecchio 25-04-2006, 17.15.17   #13
elims
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Messaggio originale inviato da bside


Penso che sia un luogo comune quello di dire che chi non ama se stesso non può amare gli altri. Chi lo ha stabilito? Sulla base di quali considerazioni? Cos'è poi l'amore? Tutti presumono di sapere cosa sia l'amore, come bisogna amare, l'età che bisogna avere, gli ingredienti giusti per farlo durare, eccetera eccetera....
Sono propenso a credere che una persona che ama molto se stessa e quindi è molto centrata su di sè, difficilmente sarà portata a vivere passioni amorose intense. E' l'egocentrismo il vero ostacolo all'amore.
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Prima base l' Amore lo conosce davero bene solo chi lo sa praticare....
chi non ama se stesso non può di conseguenza amare gli altri...perchè ti chiederai? e da quali basi si ricavano certe considerazioni?

quando dentro di te non stai bene, sei scosso, sei agitato, stai male ogni cosa ti si dica....sei in un perenne malessere, hai bisogno di trovare un equilibrio.. umanamente diciamo che questo è il primo istinto.... per trovare rimedio occorre che tu ti conosca, occorre che tu sappia fondamentalemnte cos è che ti porta questo malessere, occorre che tu vada ALLA BASE del tuo malessere. Per fare questo devi lavorare su te stesso, non è così? è un duro lavoro, che tu scegli di compiere...per far cosa? star meglio con te stesso, no? non stai perciò attuando un sentimento d amore verso te stesso? non ti stai AMANDO?

Bene...tornando un attimino indietro, se nei tuoi periodi di malessere, incontri diverse persone, potrebbero spesso irritarti gesti o parole insignificanti, che magari in un tuo periodo di benessere non avrebbero scalfito il tuo "star bene" questo capita spesso un pò a tutti...
se tu perciò fossi sereno, non staresti bene oltre che con te stesso anche con chi ti sta intorno?
trovando un tuo equilibrio, non faresti del bene a te stesso e a chi hai vicino?
perciò.....trovando un tuo equilibrio non AMERESTI te stesso e chi hai intorno?

Se ci rifletti su è tutto un concatenarsi di cose.....

ecco perchè... "ama il prossimo tuo COME te stesso".


Ultima modifica di elims : 25-04-2006 alle ore 17.17.32.
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Vecchio 25-04-2006, 18.02.10   #14
bside
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Messaggi: 383
Secondo me confondi il sentimento, con la gestione del sentimento. Un malessere interiore può portare ad essere incapaci di gestire una relazione, una qualsiasi relazione quindi non necessariamente d'amore, o portare ad avere relazioni turbolente e instabili, ma ho dei dubbi che ciò influenzi la capacità di amare. In letteratura si possono trovare diversi esempi di autori il cui tormento e squilibrio non ha impedito loro di provare sentimenti d'amore verso una persona.

Credo l'amore sia un sentimento spontaneo e incontrollabile, che non ha a che fare con la razionalità, con l'equilibrio o col grado di conoscenza che uno può avere di se stesso.

Il detto "ama il prossimo come te stesso" non spiega l'amore, indica solo una linea di condotta da seguire nei confronti delle altre persone.
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Vecchio 25-04-2006, 20.38.28   #15
elims
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Messaggio originale inviato da bside
In letteratura si possono trovare diversi esempi di autori il cui tormento e squilibrio non ha impedito loro di provare sentimenti d'amore verso una persona.


Erich Fromm diceva che non puoi pretendere di amare l oggetto del tuo desiderio che può essere rappresentato da una persona di cui sei innamorato, se prima non sai amare il mondo....
se tu questo sentimento non lo sai esercitare verso tutti, e verso tutto ciò che ti circonda, è difficile che quello che provi verso una sola persona sia AMORE.... questo è assicurato....
se non conosci l amore ( e non metto in dubbio che la difficoltà di amare che eserciti verso gli altri sia diversa da persona a persona)....non puoi pretendere di dire ti amo solo a chi magari ricambia il tuo ...chiamiamolo "affetto".....mi riesco a spiegare?
io non confondo.... l amore dovrebbe essere esercitato ovunque, con tutti....ci sono in un secondo momento persone con cui lo fai e ti senti ricambiato...e sono coloro di cui ti innamori....



Ultima modifica di elims : 25-04-2006 alle ore 20.39.32.
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Vecchio 25-04-2006, 22.32.06   #16
Flavia2
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Messaggio originale inviato da bside
[color=green]Secondo me confondi il sentimento, con la gestione del sentimento. Un malessere interiore può portare ad essere incapaci di gestire una relazione, una qualsiasi relazione quindi non necessariamente d'amore, o portare ad avere relazioni turbolente e instabili, ma ho dei dubbi che ciò influenzi la capacità di amare. In letteratura si possono trovare diversi esempi di autori il cui tormento e squilibrio non ha impedito loro di provare sentimenti d'amore verso una persona.
Credo l'amore sia un sentimento spontaneo e incontrollabile, che non ha a che fare con la razionalità, con l'equilibrio o col grado di conoscenza che uno può avere di se stesso.
Il detto "ama il prossimo come te stesso" non spiega l'amore, indica solo una linea di condotta da seguire nei confronti delle altre persone.

Perfettamente d'accordo.
Il malessere interiore può portare a gestir male una relazione, o a sfuggirle per evitare responsabilità insostenibili, creare disturbi relazionali in amore, amicizia o lavoro. Non esclude tuttavia che il sentimento si provi, addirittura che esso diventi *salvifico*. Ci sono depressi che l'amore ha rassicurato, altri che l'amore non ha trattenuto, allora ecco che conta l'indole. Ci sono persone che detestano se stessi e gli altri, altre che sperano che altri restituiscano loro con le loro attenzioni un'autostima vacillante, infine persone che non sono in grado di provare sentimenti positivi.Anche "non amare se stessi" a volte induce un beneficio all'economia personale. Certi eterni scontenti fabbricano intorno a sé un alone di infelicità e mistero e diventano veri *vampiri* d'amore, captano la benevolenza di persone sensibili e se ne servono. Non le amano e non tornano ad amare se stessi.
Infatti nel mio post precedente ho evidenziato che c'è chi ama un altro piu' di se stesso e sviluppa una sorta di dipendenza affettiva che devia la paura di vivere in senso lato in direzione della paura di perdere l'oggetto amato. Ed ecco pronta la vittima ideale per un vampiro affettivo, di quelli che non amano nessuno se prima non riescono ad amarsi da sé. Campa cavallo che l'erba cresce. Non ameranno mai nessuno.

Flavia


Flavia
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Vecchio 26-04-2006, 15.32.24   #17
elims
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Messaggio originale inviato da Flavia2
Non esclude tuttavia che il sentimento si provi, addirittura che esso diventi *salvifico*. Ci sono depressi che l'amore ha rassicurato, altri che l'amore non ha trattenuto, allora ecco che conta l'indole. Ci sono persone che detestano se stessi e gli altri, altre che sperano che altri restituiscano loro con le loro attenzioni un'autostima vacillante, infine persone che non sono in grado di provare sentimenti positivi.Anche "non amare se stessi" a volte induce un beneficio all'economia personale. Certi eterni scontenti fabbricano intorno a sé un alone di infelicità e mistero e diventano veri *vampiri* d'amore, captano la benevolenza di persone sensibili e se ne servono. Non le amano e non tornano ad amare se stessi.


Io però penso che voi confondiate l Amore con l
innamoramento...e con quell infatuazione (che fa star bene....non lo metto in dubbio), e che tutti possono provare. L amore richiede maturità, conoscenza di se stessi ( e chi sta continuamente male non conosce evidentemente se stesso, perchè altrimenti si accetterebbe e starebbe meglio ).
L amore è un benessere che non ha a che vedere con l odio, la depressione, la chiusura in se stessi.....l amore è vitalità continua!da non confondere con l euforia....l amore è benessere interiore...è pace.....è vita vera....e questo lo si condivide con chi ti sta più vicino in quanto personalità affini... in un secondo momento!
Amare non è cercare di appoggiarsi all altro per star meglio! tu devi saper camminare solo nella vita, non devi aver bisogno di nessun SOSTEGNO, che forse per voi rappresenta la persona che ci ama....
amare è camminare insieme verso la stessa direzione, non appoggiarsi l uno all altro poichè da soli non ci si sorregge... no! quello non è un sano amore.... è solo dipendenza...

Ultima modifica di elims : 26-04-2006 alle ore 15.35.16.
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Vecchio 26-04-2006, 17.20.26   #18
Darkina
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E' interessante questo tuo contributo, grazie di aver raccontato di te stessa. Pare essere tuttavia una sorta di "scuola di pensiero". Non escludo che (ahime) il tuo amico non ti abbia considerata in fondo soltanto una "parentesi italiana" e carinamente ti inviti a pensare a far felice te stessa come lui sa far felice se stesso...ma succede anche dove e quando queste distanze non ci sono. Capita che siano di moda i "trombamici" ( amici con cui si hanno rapporti per "non star soli" senza impegno), o che, come è emerso in quella ormai famosa (tristemente, a parer mio) inchiesta che il tradimento tra coniugi e/o affini sia ormai un peccato veniale. Ognuno è "la sua vita completa" e l'altro un incidente di percorso o esclusivo, o da condividere. Io lo trovo mostruoso. Non mi adatto. Mi verrebbe da risponderti che così la vita non ha senso , perché la nostra affettività è una base e una base non può essere traballante. O è soltanto sofferenza. La demolizione dei sentimenti, la tomba dell'amore in assoluto, perché chi non ha un'affettività propria felice non può espanderla ai bisogni sociali. E' la morte civile.

Hai perfettamente ragione...è impossibile come io riesca a trovare sempre persone che non vogliono relazioni, che hanno problemi, che per starci insieme tocca pregarle o patire le pene dell'inferno...
questo ragazzo mi tratta da schifo..oggi gli ho chiesto " perchè tu non vuoi avere relazioni con nessuna?" e lui ha risposto "problema mio"...a me piace da morire, ma lui non ne vuol sapere di stare con me...e così mi è sempre successo...quelli che mi piacevano avevano tutti un problema o un altro e non sono riuscita mai a starci serenamente..arrivata un'altra donna se ne sono andati e con lei hanno instaurato una relazione duratura e senza problemi....ma qualcuno che vuole una relazione seria a questo mondo ci sarà mai?
Darkina is offline  
Vecchio 26-04-2006, 20.48.34   #19
bside
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"Amare il mondo"...mi stupisce che Erich Fromm abbia detto simili banalità. "Amare tutti" poi è come dire amare nessuno. Leopardi non era certo uno che amava il mondo, per lui luogo di pena e sofferenza, ciò non gli ha impedito di sperimentare ed indagare il sentimento dell'amore. Di esempi se ne possono trovare molti altri senza ricorrere ai poeti.
Vedi a differenza di te, io non giudico i sentimenti degli altri, ai quali non ho e non posso avere accesso. Quindi non direi mai ad una coppia che il loro non è amore perché non amano il mondo o solo perché il loro modo di stare assieme o di concepirlo è diverso dal mio; così come non direi mai ad una persona maggiorenne e vaccinata che non sa distinguere una l'infatuazione dall'amore.


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Vecchio 26-04-2006, 21.56.53   #20
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Quindi non direi mai ad una coppia che il loro non è amore perché non amano il mondo o solo perché il loro modo di stare assieme o di concepirlo è diverso dal mio; così come non direi mai ad una persona maggiorenne e vaccinata che non sa distinguere una l'infatuazione dall'amore.

Intanto il "Secondo me confondi il sentimento, con la gestione del sentimento" è di per se un giudizio ad un altra persona maggiorenne e vaccinata, perciò il tuo giudizio l hai già dato.
Poi io non mi permetto di giudicare finchè non conosco....e il mio giudizio potrebbe essere definito una semplice valutazione che faccio inevitabilmente dentro di me ogni qualvolta io stabilisco i miei parametri con apposite verifiche di vario genere, e poi vedo gente che deroga da questi parametri che io ho stabilito come mie "leggi", e non le definisco di certo universali, ma per lo meno verificate, studiate da diversi punti di vista prima di diventare tali. Logicamente credo che chiunque lo farebbe....chiunque sappia pensare e dare giudizi in modo autonomo. E tutto questo si differenzia di molto dal termine "condannare".

Leopardi ricercava, avrà assaporato,questo sentimento...ma per quanto possa aver studiato chi era, non lo saprò mai realmente, non l ho mai frequentato per poter affermare qualsiasi cosa su di lui...molti ricerchiamo...quanti troviamo veramente? non mi permetto di giudicare....è già difficile farlo con me stessa....

posso però affermare che se non si è disposti ad esercitare dentro di noi questo sentimento con tutto ciò che ci circonda, non possiamo pretendere che sia amore quello che si prova solo verso chi ci permette con più facilità di provarlo..di questo sono fermamente convinta...


per quanto riguarda la distinzione tra infatuazione a amore...se si afferma di non poter realmente definire cos è l amore, si può mai fare una netta distinzione tra le due cose?.....


Ultima modifica di elims : 26-04-2006 alle ore 21.59.26.
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