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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 07-05-2006, 03.14.08   #1
Piero82
Ospite
 
Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 20
Accettazione della sofferenza

Salve a tutti,

vorrei porre una domanda che più che altro è un invito a riflettere.

Consultando materiale su internet, testi di psicologia o questo stesso forum, si individua sempre uno schema, sostanzialmente c'è qualcuno in uno stato di sofferenza che vuole trovare una via per uscire da quello stato di sofferenza, per far questo o si rivolge a degli psicologi che cercano di convincerlo che lo stato di sofferenza non è una condizione normale per l'individuo è dunque va risolta e superata o peggio al mondo religioso che sostiene che la sofferenza verrà ripagata in un altra vita o forma di esistenza (tesi entrambe talmente sciocche che mi infastidisce solo scriverle).

Perchè nessuno invece ammette quella che appare essere la conclusione più naturale?

La sofferenza è la norma, bisogna vivere nella sofferenza, è l'emozione o sensazione fisica o mentale che si sperimenta maggiormente nella vità e non ha nessun senso tentare di trovare soluzioni o giustificazioni!!!!

Mi direte che sbaglio, che si nasce per essere felici, ma queste sono solo difese che vi siete creati per sfuggire alla realtà, un pò come qualcuno prima di voi si è inventato le religioni.

Uno cerca di migliorare se stesso, di imparare, ben presto si accorge che per quanto può migliorare resterà sempre un misero e limitato uomo, con capacità limitate e soffre per questo.
In seguito cerca qualcuno per non essere solo, o nei casi più squallidi anche solo per istinto, quando inizi a tenere a quel qualcuno inevitabilmente soffri perchè lo perdi, perdi parenti, compagne, persino animali domestici a cui tenevi allora soffri sia per la loro perdita, sia per l'ulteriore prova della limitatezza delle tue capacità.

Non importa i risultati che riesci a raggiungere, alla fine, per quanto felice sei, hai sempre da soffrire per il rendersi conto della fatica che hai fatto per raggiungere il risultato e dunque per l'ulteriore prova delle tue scarse capacità, di che cosa è la tua natura umana.

Quando ti rendi conto di tutto questo allora inizi a pensare di farla finita, prepari tutto con cura, sai che puoi con un atto privo di fatica e di sofferenza porre fine a tutte le tue sofferenze ma!!!

Ma sai cosa succede? Succede che la natura umana tanto lodata da filosofi, religiosi e psicologi ti impedisce di compiere quel atto, l'istinto di sopravvivenza infatti cancella quel unica speranza che fino a quel momento credevi di avere per smettere di soffrire.

Così capisci finalmente che l'uomo è nato per soffrire, la morte non ti fa più paura e inizi a sentirti un pò più forte di quanto non eri prima, al mattino, quando ti alzi, soffri già perchè sai che durante la giornata dovrai soffrire, ma a questo punto lo trovi quasi ironico, non hai più nessuno, i tuoi conoscenti dicono di te che sei una persona normale e disponibile, ma non capiscono perchè sei così riservato, intanto tu lavori con una grande dedizione, non ti pesa più lavorare, faticare, soffrire, tanto sai che è inevitabile, trovi persino divertenti le paure degli altri:
paure di che? Di soffrire? Che senso ha avere paura del inevitabile?

La tua vita privata è assente, ti dedichi solo al lavoro e nel tempo libero a divertimenti sempre più estremi ma tassativamente senza fare amicizia con nessuno, trovi divertente che per affrontare un raund o un lancio col paracadute si soffra e si prova molta più paura che non per compiere quel atto liberatorio, capisci allora che tutto torna, la natura umana permette di soffrire, di provare paura, negatività persino di vergognarsi di quella natura stessa, ma non di porvi fine.

E adesso vediamo se qualcuno vuole venirmi a dire che non si vive per soffrire o vuole elogiarmi l'essenza umana!!!

La natura umana è la causa della sofferenza è un qualcosa di cui tutti dovremmo vergognarci, è giusto soffrire perchè si è uomini e gli uomini devono soffrire, è solo questione di aprire gli occhi è di capirlo.

Nella sofferenza puoi anche ottenere qualcosa, nella beatitudine puoi solo ottenere di perderla!!!
Piero82 is offline  
Vecchio 07-05-2006, 04.52.49   #2
Weyl
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Dovere

Mi dispiace contraddirti laddove, forse, non ti attendi la critica.
Vivere è un dovere, è una responsabilità che ciascun uomo degno di questo nome, ha la cura di destinare a tutti coloro che ama.
E' un dovere imperativo: nessun maggior dolore può essere indirizzato a coloro che restano.

Con il tempo, vedrai, imparerai a capire che il più grande onore di un uomo consiste nel potersi specchiare alla sua coscienza e poter dire: ho reso la mia esistenza una dignitosa intenzione.
Una dignitosa intenzione: il requisito minimo di una vita.
Ciò che ne può venir di più è grande, come "grande" è il piacere di superare la propria meschinità.

Che l'Uomo sia una passione inutile è un fatto evidente a qualsiasi persona intelligente che sia capace di riflettere sul senso complesso della sua vita.
Ma l'intelligenza non può accontentarsi di questo, trovando questa come mille altre consimili locuzioni, semplicemente stucchevoli.

Esaurito, dunque, il vano e sciocco riconoscere la "prevalenza del dolore", sorge la necessità cui solo l'effettiva e autentica disperazione può dare risposta.
Ed essa è "dovere", dovere verso coloro che ami.
Weyl is offline  
Vecchio 07-05-2006, 10.39.18   #3
Monica 3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 697
"Alcuni tra voi dicono: "La gioia è più grande del dolore," e dicono altri: "No, più grande è il dolore."

Ma a voi io dico che sono inseparabili.

Insieme giungono, e quando l'una siede con voi alla vostra mensa, l'altro dorme nel vostro letto.

In verità siete sospesi come bilance tra la gioia in voi e il dolore"

(Kalil Gilbran)

Io credo che vivere sia accettare umilmente di godere e soffrire. Passiamo però molto tempo a negarci la gioia e a mascherare il dolore.

Monica 3 is offline  
Vecchio 07-05-2006, 15.38.53   #4
Piero82
Ospite
 
Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 20
Re: Dovere

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
Mi dispiace contraddirti laddove, forse, non ti attendi la critica.
Vivere è un dovere, è una responsabilità che ciascun uomo degno di questo nome, ha la cura di destinare a tutti coloro che ama.
E' un dovere imperativo: nessun maggior dolore può essere indirizzato a coloro che restano.

Con il tempo, vedrai, imparerai a capire che il più grande onore di un uomo consiste nel potersi specchiare alla sua coscienza e poter dire: ho reso la mia esistenza una dignitosa intenzione.
Una dignitosa intenzione: il requisito minimo di una vita.
Ciò che ne può venir di più è grande, come "grande" è il piacere di superare la propria meschinità.

Che l'Uomo sia una passione inutile è un fatto evidente a qualsiasi persona intelligente che sia capace di riflettere sul senso complesso della sua vita.
Ma l'intelligenza non può accontentarsi di questo, trovando questa come mille altre consimili locuzioni, semplicemente stucchevoli.

Esaurito, dunque, il vano e sciocco riconoscere la "prevalenza del dolore", sorge la necessità cui solo l'effettiva e autentica disperazione può dare risposta.
Ed essa è "dovere", dovere verso coloro che ami.

Senza offesa, ma non dici nulla di nuovo, aggiungi solo un motivo in più per soffrire alla lunga lista, comunque il discorso non riguarda il dovere o meno di vivere (che tra l'altro più che un dovere è un obbligo biologico-istintivo), riguardava piutosto l'ammettere che la sofferenza è lo stato naturale in cui una persona deve stare, la normalità. Trovo ridicoli quelli che non riescono ad ammetterlo, inutile tergiversare con mille discorsi, i fatti dimostrano che è cosi, spiacente per te che non lo accetti!!!

ciao ciao
Piero82 is offline  
Vecchio 07-05-2006, 16.14.38   #5
acquario69
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si pero non ce solo sofferenza!
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Vecchio 09-05-2006, 17.08.33   #6
Sirtaki
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Citazione:
psicologi che cercano di convincerlo che lo stato di sofferenza non è una condizione normale per l'individuo è dunque va risolta e superata


che strano...
il mio psicologo non smette mai di dirmi che il primo passo per stare meglio con se stessi, "risolvere" le proprie inquietudini, ecc. è INNANZITUTTO accettare il proprio stato, la propria confusione talvolta e via dicendo...

l'accettazione però la intendo in maniera ben diversa da rassegnazione , la quale implica passività.

tu Piero sei d'accordo con questa distinzione?
Sirtaki is offline  
Vecchio 09-05-2006, 20.20.29   #7
Mirror
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Sirtaki
che strano...
il mio psicologo non smette mai di dirmi che il primo passo per stare meglio con se stessi, "risolvere" le proprie inquietudini, ecc. è INNANZITUTTO accettare il proprio stato, la propria confusione talvolta e via dicendo...

l'accettazione però la intendo in maniera ben diversa da rassegnazione , la quale implica passività.

tu Piero sei d'accordo con questa distinzione?

Non sono Piero ma sono d'accordo.

In effetti la capacità di "risolvere" il nostro rapporto con la sofferenza si rivela proporzionale al grado di accettazione di noi stessi e degli altri, così come siamo, cosi come sono...e nella accettazione della vita cosi com'è, così come ci è data, attimo dopo attimo.

Però non è così semplice stabilirsi in questo profondo spirito d'accettazione...e quindi va cercato... trovato e cristallizzato attraverso un "viaggio" che porta alla scoperta di se stessi.

Una buona chiave per non essere "sofferenti cronici" per me è questa:

La Felicità non sta nel fare o avere ciò che si desidera
ma nel desiderare ciò che si fa e ciò che si ha, compresa
la sofferenza che possiamo incontrare lungo il cammino esistenziale.

P.S. C'è una assoluta opposizione fra l'accettazione e la rassegnazione.
Da non confondere.
La prima contiene e si appoggia il SI' alla vita e al Tutto mentre la seconda contiene un NO di fondo al ciò che é.


Ultima modifica di Mirror : 09-05-2006 alle ore 20.24.06.
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Vecchio 09-05-2006, 21.44.02   #8
fuoriditesta
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Re: Accettazione della sofferenza

Citazione:
Messaggio originale inviato da Piero82
La natura umana è la causa della sofferenza è un qualcosa di cui tutti dovremmo vergognarci, è giusto soffrire perchè si è uomini e gli uomini devono soffrire, è solo questione di aprire gli occhi è di capirlo.

la sofferenza esiste, quindi esiste anke la felicità; l'uno esiste in relazione all'altro;
è vero ke la sofferenza "fa parte" della natura umana (non "è", ma "fa parte"), ma è proprio la sofferenza ke ci fa capire molte colse e ci dà 1000 insegnamenti.
Ti immagini un mondo senza sofferenza? sarebbe un mondo iunumano, di robot senza emozioni.
E' decisamente meglio essere fragili, sapere di esserlo, rendersi conto dei nostri limit, e di conseguenza capire quanto è importante prendersi cura l'un l'altro = solidarietà

Ultima modifica di fuoriditesta : 09-05-2006 alle ore 21.45.06.
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Vecchio 09-05-2006, 22.31.53   #9
borderline65
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Messaggi: 107
<la sofferenza e' implicita nella vita dell'uomo come la gioia e non si puo' fuggire o crearsi falsi rifugi,io personalmente sono una che ultimamenten soffre tantissimo per non sentirmi stimata , realezzata non mi amo come dovrei questo mi procura un sensio di vuoto tanto che a volte vorrei farla finita. M a l'istinto di sopravvivenza prevale cosi' vado avanti assaporando ogni giorno la mia soffernza ,non c'e' un rimedio la devo subire e basta eppure sto male e vorrei che qualcuno mi aiutassse a stare meglio ma nessuno puo' farlo cosi' tiro avanti nel buio dellsa mia inquetudine.
borderline65
borderline65 is offline  
Vecchio 10-05-2006, 09.37.15   #10
feng qi
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Data registrazione: 15-10-2005
Messaggi: 560
[quote]Messaggio originale inviato da Piero82
..l'ammettere che la sofferenza è lo stato naturale in cui una persona deve stare, la normalità. Trovo ridicoli quelli che non riescono ad ammetterlo, inutile tergiversare con mille discorsi, i fatti dimostrano che è cosi, spiacente per te che non lo accetti!!!
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Chiunque tu sia, é un po' inquietante leggere le tue parole e comprendere che in te non esiste nemmeno un dubbio.
La vita é sofferenza, é vero, ma molta di questa sofferenza ce la procuriamo noi.

Non vorrei essere presa per pedante e ripetitiva ma i grandi saggi erano già arrivati tanto tempo prima di te a capire che la vita é sofferenza. Eppure non si sono fermati lì. Sono andati avanti ed hanno trovato che essa in gran parte é dovuta al nostro attaccamento alle cose. E' questo che in gran aprte ci fa soffrire. Lo diceva buddha, lo diceva gesù, e tutti i grandi santi e saggi del mondo lo hanno detto.

attaccarsi alle cose, ai sentimenti buoni o cattivi che siano, agli eventi..genera sofferenza.

Anche l'attaccarsi alle paure..paura di legarsi, di perdere qualcosa o qualcuno, é attaccamento. E' attaccamento alle proprie autodifese.

Che tu sia spiacente per noi che nonostante tutto abbiamo fede nel futuro e nella vita é davvero ridicolo!

Siamo noi che siamo spiacenti per te che di questo meraviglioso viaggio che é la vita, non vedrai mai niente altro che la sofferenza.

feng qi
feng qi is offline  

 



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