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 Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
Vecchio 19-06-2006, 17.34.01   #11
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggio originale inviato da acquario69
E' una fatica inutile. Bisogna semplicemente non pensare ai propri difetti, perchè in realtà non esistono

d'accordo ma qualcosa mi sfugge lo stesso...non viviamo in una realta ambivalente e che sovente troviamo anche dentro di noi?

non riesco a capire, puoi spiegarti con altre parole?
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Vecchio 20-06-2006, 04.49.48   #12
uranio
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Messaggio originale inviato da spada di fuoco
Forse per poterla togliere dovremmo sapere come funziona. Conoscendone il suo funzionamento allora potremmo anche decidere se tenerla quando ci conviene o toglierla se ci fa piacere.
E conoscere l'armatura è forse conoscere se stessi. Ma per conoscere se stessi forse dovremo conoscere l'altro. Attraverso la relazione con l'altro possiamo vedere la nostra "armatura", ma se abbiamo timore della relazione cosa mai potremmo conoscere?


ciao
spada di fuoco
Magari sapere come funziona......il problema è che s'innesca da sola improvvisamente, non riesco a razionalizzarla quindi non la gestisco è questo il dramma
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Vecchio 20-06-2006, 04.53.23   #13
uranio
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Messaggio originale inviato da r.rubin
bisogna darsi fiducia incondizionata, assoluta. Allora capirai di essere perfetto così come sei, di non aver bisogno di niente che ti protegga e di nulla di diverso per essere migliore. Bisogna pensare di più ai propri pregi, e smetterla di pensare ai propri difetti. E smetterla di pensare a come superare i propri difetti. E' una fatica inutile. Bisogna semplicemente non pensare ai propri difetti, perchè in realtà non esistono: infatti la combinazione organica di tutta la personalità è perfetta, anche se prendendo in considerazione solo qualche particolare, esso può sembrare un difetto. Siete perfetti, gente, perfetti così come siete, splendidi, ottimi, potete incontrare chi volete!
Non credo di difendermi da un difetto quanto non provare un dolore interiore
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Vecchio 20-06-2006, 06.07.29   #14
acquario69
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d'accordo ma qualcosa mi sfugge lo stesso...non viviamo in una realta ambivalente e che sovente troviamo anche dentro di noi?
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non riesco a capire, puoi spiegarti con altre parole?

provo...quello che vorrei dire e' che possiamo ritenerci perfetti ma nello stesso tempo imperfetti..se ci sentivamo perfetti dall'inizio(forse questo e' un sentimento che proviamo solo nella nostra infanzia?) allora perche in seguito dobbiamo combattere con noi stessi per ricercare quella perfezione perduta?..possiamo realmente pensare che esiste qualcuno che sia immune da tale procedimento?..un altro punto e' questo;la perfezione di per se non credo che esista,almeno per noi,per tutte le cose esistenti,ce' sempre un ambivalenza,per esempio quando dici ..Bisogna pensare di più ai propri pregi, e smetterla di pensare ai propri difetti...dal momento che lo penso non e' contenuta in se una ambivalenza,una specie di paradosso che ci portiamo dietro sempre e comunque?, altrimenti come avrebbe mai potuto venir fuori un simile ragionamento?
spero di essere stato chiaro,mi interesserebbe sentire la tua o altre opinioni su cio che ho appena detto
grazie
acquario69 is offline  
Vecchio 20-06-2006, 08.13.55   #15
spada di fuoco
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Messaggio originale inviato da uranio
Magari sapere come funziona......il problema è che s'innesca da sola improvvisamente, non riesco a razionalizzarla quindi non la gestisco è questo il dramma
Ciao uranio,
dici che non sai come funziona, ma lo vuoi sapere o non ti interessa?
Quando vuoi sapre il funzionamento di qualcosa cosa fai? la studi, la osservi attentamente, vero?
E perchè non studiare cosa accade quando l'armatura si presenta? Se non senti la presenza dell'armatura allora non devi preoccuparti di niente, ma dal momento che senti qualcosa che entra in conflitto, allora da quel momento osserva cosa accade.
Ma puoi osservarti se giudichi l'osservato? Dal momento che lo giudichi non lo stai oservando, ma forse lo stai solo paragonando a qualcosa che vorresti che fosse, ma che sembra non essere. Possiamo eventualemnte togliere solo ciò che si conosce, altrimeti cosa toglieremo?
L'osservazione, credo, sia scoprire al di là di ciòche crediamo di dover essre... ciò che sentiamo di essere. Ed è appunto nelle relazioni che questo emerge.

Ciao
spada di fuoco
spada di fuoco is offline  
Vecchio 20-06-2006, 12.02.58   #16
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggio originale inviato da acquario69
provo...quello che vorrei dire e' che possiamo ritenerci perfetti ma nello stesso tempo imperfetti..se ci sentivamo perfetti dall'inizio(forse questo e' un sentimento che proviamo solo nella nostra infanzia?) allora perche in seguito dobbiamo combattere con noi stessi per ricercare quella perfezione perduta?..possiamo realmente pensare che esiste qualcuno che sia immune da tale procedimento?

il bambino è spontaneo, ma nel corso della sua crescita attraversa strade gremite di educatori(non perfetti) che lo inibiscono instillandogli sensi di colpa, minaccie, punizioni, che lo fanno sentire inadeguato. Mentre in realtà il bambino è, in sè, adeguatissimo. Casomai sono i suoi comportamenti che talvolta possono essere non adatti alla situazione.

L'errore di quegli educatori che con i loro interventi inibiscono la spontaneità del bambino, sta nel loro criticare, più o meno consapevolmente, non i comportamenti, ma il bambino. Ciò causa un calo dell'autostima, della fiducia in se stesso, sentimenti di inadeguatezza, ossia senso di imperfezione da colmare sforzandosi di assomigliare il più possibile al modello di bambino imposto. Questo modello è la corazza: dura perchè inibisce la fluida spontaneità naturale, protettiva perchè protegge dalla propria inadeguatezza, distruttiva perchè allontana l'individuo dalla sua profonda identità.


Citazione:
..un altro punto e' questo;la perfezione di per se non credo che esista,almeno per noi,per tutte le cose esistenti,ce' sempre un ambivalenza,per esempio quando dici ..Bisogna pensare di più ai propri pregi, e smetterla di pensare ai propri difetti...dal momento che lo penso non e' contenuta in se una ambivalenza,una specie di paradosso che ci portiamo dietro sempre e comunque?, altrimenti come avrebbe mai potuto venir fuori un simile ragionamento?

Ho parlato di difetti solo per farmi capire. In realtà i difetti sono tali solo per gli altri. "difetto" significa "mancanza di qualcosa". Ma io sono convinto che ogni persona sia dotata di tutte le qualità che le sono necessarie per vivere al meglio la sua vita. Ad esempio, per un'acquila il pesce ha un grave difetto: è senza ali e non può volare. Se l'acquila si trovasse ad educare il pesce, gli insegnerebbe che per vivere bene bisogna volare. Il pesce si sentirà inadeguato e cercherà di usare le sue pinne come ali. Fallendo, inevitabilmente. Falloimento che lo farà sentire ancora più inadeguato, e lo porterà ad aumentare i propri sforzi, e i propri fallimenti. Ma quanto sarebbe felice il pesce di nuotare, nuotare e basta?
E per fare un altro esempio: se una persona non è accettata in un gruppo, significa che ha un difetto? Perchè se avesse quelle qualità che gli sono richieste dal gruppo allora potrebbe entrare a farne parte? No, assolutamente. Quello semplicemente non è il suo ambiente, e non gli gioverebbe farne parte. Sarebbe un pesce fuor d'acqua.


L'ambivalenza c'è, ma è causata dall'interiorizzazione dei modelli proposti dall'esterno, modelli che portano l'individuo a vedersi difettoso. L'ambivalenza non esisterebbe se la persona fosse profondamente a contatto con se stessa, con la sua identità più autentica.

Ultima modifica di r.rubin : 20-06-2006 alle ore 12.05.13.
r.rubin is offline  
Vecchio 20-06-2006, 12.08.16   #17
r.rubin
può anche essere...
 
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Messaggio originale inviato da uranio
Non credo di difendermi da un difetto quanto non provare un dolore interiore

Però se temi che l'altro possa darti dolore, significa che attribuisci all'altro un potere notevole, e a te una debolezza corrispondente.
Una debolezza è un "difetto" di forza. Sei sicuro di non essere capace di fronteggiare con serenità qualsiasi situazione?
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Vecchio 20-06-2006, 12.13.55   #18
acquario69
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L'ambivalenza c'è, ma è causata dall'interiorizzazione dei modelli proposti dall'esterno, modelli che portano l'individuo a vedersi difettoso. L'ambivalenza non esisterebbe se la persona fosse profondamente a contatto con se stessa, con la sua identità più autentica.

credo anchio a questo ma mi domando e ti domando ..e' un concetto applicabile nell'"individuo-societa" oppure rimane un concetto utopico?
acquario69 is offline  
Vecchio 20-06-2006, 12.35.11   #19
r.rubin
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L'ambivalenza c'è, ma è causata dall'interiorizzazione dei modelli proposti dall'esterno, modelli che portano l'individuo a vedersi difettoso. L'ambivalenza non esisterebbe se la persona fosse profondamente a contatto con se stessa, con la sua identità più autentica.

credo anchio a questo ma mi domando e ti domando ..e' un concetto applicabile nell'"individuo-societa" oppure rimane un concetto utopico?

Essere profondamente se stessi è applicabilissimo. Il difficile è arrivarci. E ti dirò di più: essere profondamente se stessi costituisce addirittura un vantaggio, per la propria vita in società. Un vantaggio per se stessi perchè si sta bene, rilassati e sicuri di se, e perciò forti e resistenti alle avversità; perchè si è in grado di orientarsi con sicurezza tra le diverse alternatuive e proposte, scartando quelle che non fanno al caso proprio e approfittando di quelle adatte a sè. E sarebbe un vantaggio anche per la società nel suo insieme ovviamnete, se tutti gli individui riuscissero ad essere in sintonia con se stessi. Quest'ultima è un utopia: mai la terra sarà popolata di soli saggi.

Ma per quanto riguarda il singolo non è un utopia. Essere se stessi non significa diventare asociali o antisociali. Non significa cedere a tutti i propri impulsi. Ma anzi saperli gestire con equilibrio. Essere in equilibrio con se stessi e con gli altri.
Certo che a volte la propria più spontanea personalità potrebbe spingere verso comportamenti socialmente(dal punto di vista della morale comune) biasimevoli. Ma una persona a contatto con se stessa è anche più creativa, e può scorgere diverse alternative di comportamento, e adottare quella che gli sembra migliore, tenendo conto anche della situazione.

Ecco, diciamo che la persona a contatto con se stessa non è impulsiva, ma creativa. La spontaneità non è impulsività.
r.rubin is offline  
Vecchio 20-06-2006, 13.37.42   #20
idaboss
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uranio - è la corazza

per mia esperienza posso dirti che questa armatura è una difesa personale nei confronti della sofferenza. questa si instaura quando hai ricevuto dei torti, allora per non soffrire si crea inconsciamente questa difesa. Quindi parti in una relazione già pronta a difenderti da eventuali delusioni. Spero di essere stata chiara. Ti auguro di potertene liberare ciao
idaboss is offline  

 



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