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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 02-08-2006, 17.07.43   #31
Lucy
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Riferimento: Chi è un "vero" uomo?

Capisco bene l´ira di tammy.

Ma forse si deve dare ragione anche a Weyl.

Nella Bibbia Dio a parlato della sudditanza della donna.
Ho provato di trovare un sense ragionevole per questo.

Dio a creato l´uomo che non era perfetto, che aveva un ego fragile.
Allora la donna per la sua ammirazione può fortificare questo ego. Una sudditanza vera non è necessaria. Basta una commedia di sudditanza.
Per esempio la donna guarda per la finestra e dice: Che bella tua Torre Eiffel. Continua carino.
Quando la torre è terminata, l´uomo a un ego forte, e allora la donna non deve più fare la commedia e tutti e duo possono cominciare una relazione interessante.
Lucy is offline  
Vecchio 02-08-2006, 21.08.03   #32
odissea
torna catalessi...
 
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Riferimento: Modelli

Citazione:
Originalmente inviato da Weyl

Un vero "Uomo"...?
In realtà, credo si tratti proprio di un Uomo divenuto sostanzialmente indifferente al fascino femminile.
Penso che, in effetti, le donne aspirino a quel genere, improbabile, di "maschio".
Per assurdo che possa sembrare, nutro il convincimento che un angolo negletto dell'animo femminile aspiri a qualche forma servile di "sudditanza", purchè giustificata da una specie di "ammirazione" acritica.
Il femminismo ha certamente "spazzato via" dall'autocoscienza femminile questa elementare forma di bisogno: ma è un fatto che, tra trentenni, quarantenni, cinquantenni, l'insoddisfazione domina l'universo femminile assai più di quello maschile.
Gli uomini vanno oltreconfine, e trovano in altre lande ciò che neppure osavano sognare in patria.
Alle donne resta il "dominio" di una sessualità più ostentata che sentita, ed il senso di vuoto che un rapporto di coppia alimentato semplicemente dagli attributi virili di un "bambolo" acefalo comporta.


Bambolo acefalo.....ammetto che ci vuole una certa dose di creatività per coniare certe espressioni!

Io sono un po' fissata, ma non posso fare a meno di pensare che queste sembrano parole scritte da una specie di "pappone".Quello che traspare è un uomo che se ne va oltreconfine per cercare non una compagna, quanto una graziosa gattina che lo veneri in svariati modi. Per carità, uno è libero di fare quel che gli pare, a patto che la gattina sia maggiorenne e non sia nel giro dello sfruttamento.
Detto questo, non credo che le donne straniere siano questi "angeli del focolare" ingenui e trasparenti, che vivono in attesa di un uomo da adorare acriticamente. Ho lavorato con donne straniere, specie giovani ragazze dell'est, e ammetto che le ho trovate superiori alle italiane in almeno un paio di cose:capacità di comprendere cosa vogliono gli uomini; capacità di far fare loro quello che esse desiderano. Questa cosa me la sono spiegata dal momento che in una società di origine dove gli uomini detengono il "potere", le donne si sono ingegnate per cogliere ogni sfumatura, gesto e particolare in grado di rivelare le intenzioni del "capo"; dopodichè hanno affinato la capacità di abbindolarlo senza farsi tanti scrupoli: e fanno bene.
Mi auguro che siano ben altre le caratteristiche femminili che attraggono gli uomini, al di là di una specie di vuoto e acritico servilismo....io non ci credo.
E non credo nemmeno alle donne che assumono la parte della docile sottomessa....non mi quadra. Un conto è dedicarsi al proprio uomo e, cosa molto importante, stimarlo. Ma dubito che si debba attraversare mari e monti per trovare questo genere di relazione: forse li si attraversa per cercare qualcos'altro, qualcosa che onestamente non arrivo (o non voglio) comprendere.
odissea is offline  
Vecchio 02-08-2006, 21.56.09   #33
steady
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Messaggi: 8
Riferimento: Chi è un "vero" uomo?

Calma!
Più che soddisfare attraverso le parole (diciamo scritte con una certa fretta!) alcune insoddisfazioni sentimentali, sarebbe meglio essere propositivi, utili al raggiungimento di un traguardo dove uomo e donna si apprezzino attraverso le tante virtù che possiedono e che riflettono la donazione di sé, per vivere meglio al cospetto della natura e della vita.
Se vogliamo proprio far echeggiare le provocazioni mi viene in mente quella di un noto furbacchione, Sant'Agostino: ama e fa ciò che vuoi.
Odissea fa bene a svelare certi atteggiamenti maschili e, con la sua agile e umanista intelligenza, a togliere il velo dal volto della donna moderna!
Un sano percorso del VERO applicato all'uomo, e senza che questi diventi materia di idolatria da parte dell'universo femminile è:
Diventare un uomo capace di essere responsabile della propria vita, secondo una "misura" non data, ma frutto del volere, in libertà, in cui consiste la realizzazione propria di sé, ossia il "piacere" come misura.
Se, in questa preziosa condizione, l'uomo non sa prendere ancora per mano una donna...
Saluti
steady is offline  
Vecchio 03-08-2006, 01.42.12   #34
acquario69
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Riferimento: Chi è un "vero" uomo?

Ho lavorato con donne straniere, specie giovani ragazze dell'est, e ammetto che le ho trovate superiori alle italiane in almeno un paio di cose:capacità di comprendere cosa vogliono gli uomini; capacità di far fare loro quello che esse desiderano. Questa cosa me la sono spiegata dal momento che in una società di origine dove gli uomini detengono il "potere", le donne si sono ingegnate per cogliere ogni sfumatura, gesto e particolare in grado di rivelare le intenzioni del "capo"; dopodichè hanno affinato la capacità di abbindolarlo senza farsi tanti scrupoli: e fanno bene.

eh ma bisogna essere proprio polli a farsi abbindolare cosi..parecchi ma non solo sono le persone anziane che ci cascano,perche dire che fanno bene?! e allora li' ce' pure una certa cattiveria secondo me..o e' la fame che fa diventare cattivi,giustamente la morale va a farsi benedire in questi casi.
..comunque ogni societa adotta le sue strategie di"sopravvivenza",in italia appena finita la guerra molte donne si prostituivano con i soldati per portare a casa un pezzo di pane altre per uscire dalla miseria..a napoli ci hanno pure fatto una canzone rimasta famosa..."e' nato n creatur.. e' nat nir..nir nir cumma che'!"
acquario69 is offline  
Vecchio 03-08-2006, 02.08.22   #35
Weyl
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Riferimento: Modelli

Citazione:
Originalmente inviato da odissea

Bambolo acefalo.....ammetto che ci vuole una certa dose di creatività per coniare certe espressioni!

Io sono un po' fissata, ma non posso fare a meno di pensare che queste sembrano parole scritte da una specie di "pappone".Quello che traspare è un uomo che se ne va oltreconfine per cercare non una compagna, quanto una graziosa gattina che lo veneri in svariati modi. Per carità, uno è libero di fare quel che gli pare, a patto che la gattina sia maggiorenne e non sia nel giro dello sfruttamento.
Detto questo, non credo che le donne straniere siano questi "angeli del focolare" ingenui e trasparenti, che vivono in attesa di un uomo da adorare acriticamente. Ho lavorato con donne straniere, specie giovani ragazze dell'est, e ammetto che le ho trovate superiori alle italiane in almeno un paio di cose:capacità di comprendere cosa vogliono gli uomini; capacità di far fare loro quello che esse desiderano. Questa cosa me la sono spiegata dal momento che in una società di origine dove gli uomini detengono il "potere", le donne si sono ingegnate per cogliere ogni sfumatura, gesto e particolare in grado di rivelare le intenzioni del "capo"; dopodichè hanno affinato la capacità di abbindolarlo senza farsi tanti scrupoli: e fanno bene.
Mi auguro che siano ben altre le caratteristiche femminili che attraggono gli uomini, al di là di una specie di vuoto e acritico servilismo....io non ci credo.
E non credo nemmeno alle donne che assumono la parte della docile sottomessa....non mi quadra. Un conto è dedicarsi al proprio uomo e, cosa molto importante, stimarlo. Ma dubito che si debba attraversare mari e monti per trovare questo genere di relazione: forse li si attraversa per cercare qualcos'altro, qualcosa che onestamente non arrivo (o non voglio) comprendere.

No, mi dispiace.
Non credo che vi siano "altre" caratteristiche femminili che attraggono l'uomo.
Parlo del'uomo in senso maschile e naive, naturalmente.
Essendo, ormai, catalogato come supporter delle ragazze e donne del nord e dell'est, mi permetto una certa libertà: care amiche emancipate, a voi potrà anche dispiacere, ma agli uomini interessano proprio caratteristiche di dolcezza, disponibilità ad una sudditanza "attiva" e costruttiva, bellezza e cura del proprio corpo e cura del proprio uomo.
Parlo di "uomini", naturalmente, un po' particolari.
Uomini che ambiscono a fare della propria donna il riferimento essenziale della propria progettualità di coppia, uomini autonomi e autosufficienti, non lacrimosi "mammoni".
Non intendo, in effetti, nè gigolo domestici, nè travagliati e capricciosi, instabili e vuoti fanciulloni ad oltranza: abituati a mamme che, quando si alzano la notte per fare pipì, si alzano a loro volta per rifar loro il letto.
Ragazze care, magari vi siete perse qualcosa in mezzo a tanta evoluzione dei costumi.
Da qualche parte, forse, tra recessi atavici e rimossi del vostro animo, l'idea di uomini che vi amino senza aver alcun bisogno di voi, si conserva.
Uomini a cui dovreste "insegnare" e "rivelare" quanta necessità essi hanno di voi.
Ma io credo che siate mille miglia lontane dalla possibilità concreta di esercitare un simile modello: preferite l'aggressività ed il contrasto, ed intendete la coppia come il luogo elettivo delle contraddizioni sociali.
Ahimè, sbagliate in tutto.
Le vostre nonne, che erano in maggioranza "donne vere", a dispetto della tanta sicumera con cui ve ne tenete a parte, vissero forse, e mediamente, rapporti di coppia più soddisfacenti e sereni.

Scusatemi: sarà perchè, in genere, io piaccio invece alle nonne italiane, che tendo ad apprezzarle.
Eppure mi sembrano così simili, per temperamento, praticità e visione del mondo, a tutte le altre donne del globo terracqueo...
Forse furono e sono "donne vere" cui piacevano e che ambivano a "uomini genuini" ed autentici, senza troppe sbavature nè orpelli criptoculturali, senza mezze misure e confusioni tra adulti e bambini.
Forse, al tempo in cui furono giovani, erano curiose del mondo maschile: nel modo ingenuo e semplice di chi non presume di "saper già come vanno le cose".
Forse non aspiravano al "fuco riproduttore", ma ad un autentico e realistico compagno per la vita.
E forse, infine, sapevano osservare, valorizzare ed ascoltare.

Io non voglio essere provocatorio, credetemi. Ho l'impressione che, troppo spesso, la realtà lo sia.
Weyl is offline  
Vecchio 03-08-2006, 07.50.30   #36
cincin
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Riferimento: Chi è un "vero" uomo?

[quote=maxim]

L’uomo non sente la necessità di categorizzare il mondo femminile perché tende, in particolare, ad una sola caratteristica…per l’appunto quella estetica
In questa maniera io ritengo che la natura sia stata molto più benevola con le donne in quanto ha permesso loro più parametri di giudizio sull’uomo e questi, possono essere pesati e valutati in base alle molteplici caratteristiche che lo renderebbero poi “idoneo”.
Ciao maxim, questa tua valutazione mi sembra contraddittoria.
Se l'uomo tende solo all'estetica nel giudicare una donna, vuol dire che egli non è gran chè, ma non lo è nemmeno la donna perchè da quello che dici non ha altro, oltre la bellezza.
Ma se la donna ha a disposizione più parametri per giudicare l'uomo, allora vuol dire che essa non è poi così stupida e non lo è nemmeno l'uomo che dovrà giudicare perchè egli non è solo estetica ma anche cervello.


Se la donna quindi ha il mito del “vero”, valutato in più aspetti, l’uomo ha il mito del “bello” a senso unico. Egli si fa rapire, ammaliare, ipnotizzare dalla bellezza che consente alla donna quel paravento a copertura dei suoi eventuali difetti che, se fossero valutati da una mente femminile, potrebbero essere sufficienti a troncare un rapporto.
Io credo che questo sia vero in una fiction.
Nella realtà di tutti i giorni sia gli uomini che le donne vogliono un partner con cui fondare un rapporto basato sul rispetto, sull'amore, l'amicizia, sugli interessi in comune, sulla serietà, intesa come poter contare sull'altro nei momenti di difficoltà...


Teoricamente è quindi più facile che sia l’uomo a “portarsi a casa” la persona sbagliata perché la bellezza e l’apparenza svaniscono mentre rimangono saldamente ancorate alle mura domestiche quelle incompatibilità caratteriali non visibili in un primo momento a causa di quell’incantesimo che aveva rapito la ragione all’uomo.
Come è possibile che all'interno di una coppia lui abbia davanti a sè la persona sbagliata e lei abbia davanti a sè la persona giusta?
Questo non è possibile, maxim; o si sta bene in due o si sta male in due.


Tuttavia si accorgerà ben presto che le caratteristiche ricercate sono impossibili da trovare in un uomo e relegherà in un angolo della sua mente l’immagine di “uomo vero” che con tanta cura si era costruita fin da piccina.
L'immagine di uomo vero che fin da piccina si era costruita, non è tutta farina del suo sacco, perchè essa vive in un mondo dominato dall'uomo, ed è lui il principale artefice dello stereotipo dell'uomo vero.

A meno che, come spesso accade, non diventi “feticista” (così mi ricollego anche all’altra discussione) e scopra in una sola caratteristica di quell’uomo la valorizzazione di tutte le altre…che ne so…sparo a caso…ad esempio il suo conto in banca.
I soldi piacciono a tutti, anche agli uomini, tanto che il potere economico ce l'hanno loro.
E allora mi sembra più che accettabile che una donna aspiri al conto in banca; da qualche parte dovrà pur riprendere tutti i soldi che l'uomo le ha rubato.

Ciao e buona giornata
cincin is offline  
Vecchio 03-08-2006, 09.13.35   #37
catoblepa
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Messaggi: 282
Riferimento: Chi è un "vero" uomo?



Scusate ma mi sembra che si sita andando progressivamente fuori tema.....posso umilmente chiedervi di "rientrare" nell'argomento iniziale del topic?
Lo so non sono un moderatore, ma siccome l'ho proposto io e ho visto che il tema ha preso piede (per la gioia dei feticisti del piede, tra l'altro.... ) non mi dispiacerebbe se ci si concentrasse sulla questione, che brevemente riassumo:
uomo vero: esiste? E' uno stereotipo? E' il "macho" o è l'uomo "sincero", "autentico"?
uomo vero contapposto a "uomo-bambino-immaturo"?
Esiste la "vera donna"? E come si può definire? Vera donna = donna con "femminilità"? O altro?

Incrociate le "spade".......
catoblepa is offline  
Vecchio 03-08-2006, 09.29.25   #38
arsenio
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Riferimento: Chi è un "vero" uomo?

Citazione:
Originalmente inviato da catoblepa
Ciao!

Vi propongo un tema che nasce soprattutto da espressioni femminili (ma il tema è aperto a tutti) che riguardano l'oggetto dei loro desideri.
Molte donne dicono di cercare (e di non trovare) il cosiddetto "vero uomo".

Ma chi è questo leggendario "vero uomo"?

E' solo il frutto di stereotipi e condizionamenti culturali, o c'è qualcosa di oggettivo?

Perché quasi mai si sente dire da parte maschile di cercare "una vera donna"?
Forse perché diamo per scontato che tutte le donne abbiano gli "attributi femminili" ? Ma poi quali sarebbero questi "attributi"?

E infine: come può una donna sapere cosa significhi essere "vero uomo" se non è mai stata uomo?

Spero ci sia abbastanza carne al fuoco...... chi assaggia?

Grazie a tutti e tutte coloro che risponderanno.


Chi è l'uomo giusto?

l'Uomo Giusto, eterno miraggio dell'immaginario della donna, da sempre sconfina , per una dialettica antitesi, con l'Uomo Sbagliato, suo destino storico-culturale e filogenetico, presenza interiorizzata dell'inconscio femminile. Quest'ultimo è il maschio privo di vere qualità ma con un potere carismatico e più frequente oggetto di desiderio. Anche le postfemministe a parer mio oggi riconfermano una più esplicita volontà di mimetismo e assoggettamento nei confronti della “maschilità” tradizionale dominante e “superiore”, comunque conforme a trend collettivi. Ne consegue il ritiro e declino del maschio sensibile ed empatico che non corrisponde all'identità più apprezzata.

L'Uomo Giusto è un'astrazione convenzionale perchè la persona che susciterà bramosia non occorre possieda prefissate doti, infatti chi si ama, a volte per motivi imperscrutabili, acquista tout court ai nostri occhi fantasiose e stupefacenti qualità anche se ne è indegno. A nulla vale l'acume femminile nel saper discernere a prima vista i maschi più affidabili e matrimoniabili, che per loro sventura sono ritenuti i meno seduttivi. Nessuno in genere inganna: per chi vuol vedere e non soggiacere all'illusione d'amore trapelano sempre indizi rivelatori di tratti di personalità. Sovente le donne con scarsa autostima e sensi di colpa sono suggestionate da chi le sottomette anche con aggressività, ma che in realtà è parimenti fragile e solo in apparenza protettivo perchè irrigidito in false sicurezze. Alcune proiettano sul maschio inadeguato loro carenze affettive risalenti all'infanzia, per qualche ragione riferentisi alla figura del padre, con coazioni a ripetere le stesse scelte fallimentari.

Per trovare l'uomo a loro misura, non effimero e con minor probabilità di un brusco disincanto, pur senza garanzie nell'evoluzione del rapporto, è opportuno aver raggiunto un'autonomia e un equilibrio emotivo, chiedendosi se ciò che è in grado di dare l'altro corrisponda ai propri più sentiti desideri, compatibilmente anche con esigenze future; domandarsi ancora cosa noi stessi possiamo offrire facendo tesoro anche di una ridefinizione di aspettative alla luce delle passate esperienze.

La Donna Giusta è un termine che per l'uomo, più attratto dall'aspetto sessuale, non ha le implicazioni dell'Uomo Giusto per la mentalità femminile, e si riferisce ai soliti ideali standardizzati: bella, dolce , femminile, ecc.
Oggi anche le donne stanno separando sesso e amore, eppure nel segreto del loro cuore sognano sempre un romantico e tenero coinvolgimento amoroso, sebbene siano piuttosto confuse sulla reale natura dei loro sentimenti.
L'Uomo Giusto che io auguro alle donne? Secondo me , forse più per una proiezione futura, dovrebbe essere relazionale e comunicativo, solidale e abile nell'esprimere le proprie emozioni, di decifrare quelle altrui, capace di trasportare nell'avventura di un arricchente processo di crescita, sia nell'esplorare l'autentico e reciproco “essere” che nel condurre in un rinnovantesi Altrove alternativo all'ovvietà quotidiana.

Sono a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

arsenio is offline  
Vecchio 03-08-2006, 10.42.45   #39
maxim
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Riferimento: Chi è un "vero" uomo?

Citazione:
Originalmente inviato da catoblepa
Bell'intervento, Maxim!
A questo punto mi piacerebbe una tua opinione anche sulle altre considerazioni che ho fatto...
in pratica queste:

"Cerco di spiegarmi meglio....l'idea espressa da Cincin di un uomo "vero" in quanto sincero, trasparente, e consapevole di sé, ossia dei propri pregi e dei propri difetti, è secondo me quello che dovrebbe essere considerato come "vero uomo", ossia uomo che non ha paura di mostrarsi per quello che è NEL BENE E NEL MALE....
invece l'idea o lo stereotipo del "vero uomo" che sembra prevalere nell'accezione comune (ma, devo ammettere, non in questo forum!) è invece quello dell'uomo sempre deciso, sempre roccioso, sempre efficiente con la partner, nel lavoro, coi figli, ecc.....e che, ovviamente NON ESISTE se non nell'immaginario alimentato da condizionamenti culturali (vedi "machismo") a cui talvolta anche le donne (o meglio alcune donne) aderiscono senza pensarci su."
Grazie!

L’immagine di “vero” espressa da Cincin credo possa estendersi tranquillamente all’idea "tipo" di persona in generale. Chi non desidererebbe avere accanto nella vita, nel lavoro, nelle amicizie una persona che non ha paura di mostrarsi, nel bene e nel male, per quel che è?
Il machismo penso sia invece un po’ passato di moda. L’acquisita indipendenza della donna, in particolare quella economica, ha definitivamente distrutto il macho. Poi l’uomo roccioso presenta per la donna un’arma a doppio taglio…il macho, quello che non deve chiedere mai, nasconde le sue debolezze e la sua ignoranza trasformandole spesse volte in atteggiamenti “violenti”. Se questo tipo di uomo poteva essere tollerato ed in parte giustificato in una società ove la donna era ancora segregata e dipendeva completamente dall’uomo, la donna d’oggi non potrebbe sopportare.

Ora, come un tempo, la costruzione della famiglia spetta alla donna proprio in virtù del suo ruolo di ricercatrice di quegli aspetti necessari alla buona conduzione familiare. Siano gli aspetti descritti da Cincin, siano le belle qualità del macho, mi sembra evidente che l’obiettivo sia sempre quello di accaparrarsi l’uomo giusto per la famiglia…cura dei figli in primis!

Per rispondere a Odissea e Tammy, forse nel mio precedente intervento ho un po’ enfatizzato l’importanza del bello come caratteristica principale ricercata dall’uomo…ma è proprio così!... e credo che la realtà, seppur potrebbe sembrare una triste realtà, sia sotto gli occhi di tutti.

Che poi l’uomo, nel corso della vita familiare, sappia anche valorizzare altri aspetti della donna e che una volta sfiorita la “bellezza” che l’aveva ipnotizzato, riversi le attenzioni sulle altre buone caratteristiche è un’altra (questa volta positiva) realtà.

La dimostrazione…e qui ritorniamo a mio avviso ad una triste realtà…è quanto evidenziato anche da Weyl. Egli dice…
“Gli uomini vanno oltreconfine, e trovano in altre lande ciò che neppure osavano sognare in patria.”
Cosa trovano Weyl?
Effettivamente la bellezza delle ragazze dell’est neppure possiamo sognarla qui in Italia…ecco cosa troviamo…e per un uomo questa caratteristica è più che sufficiente…per noi uomini che troppe spesse volte pensiamo che la donna sia quella parte inutile esistente attorno alla………….

Mi fermo
maxim is offline  
Vecchio 03-08-2006, 11.37.57   #40
odissea
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eh ma bisogna essere proprio polli a farsi abbindolare cosi..parecchi ma non solo sono le persone anziane che ci cascano,perche dire che fanno bene?! e allora li' ce' pure una certa cattiveria secondo me..o e' la fame che fa diventare cattivi,giustamente la morale va a farsi benedire in questi casi.
..comunque ogni societa adotta le sue strategie di"sopravvivenza",in italia appena finita la guerra molte donne si prostituivano con i soldati per portare a casa un pezzo di pane altre per uscire dalla miseria..a napoli ci hanno pure fatto una canzone rimasta famosa..."e' nato n creatur.. e' nat nir..nir nir cumma che'!"

Si, ci vuole una certa dose di cattiveria, pura e sacrosanta cattiveria.
Ti racconto una storia, solo per fare un esempio che potrà chiarire il mio punto di vista.
Anni fa ho conosciuto una strana coppia; lei una 21enne rumena, lui un 55enne Italiano. Si sono conosciuti in Olanda dove lei lavorava (c'è dietro però una storia di tratta, non aveva scelto liberamente la professione, era stata ingannata). Lui se ne è invaghito, e ha deciso di riscattarla pagando un sacco di soldi all'organizzazione che "gestiva" quel giro di ragazze.
Lui se ne proclamava innamorato e assumeva atteggiamenti da santo-salvatore; lei era il ritratto dell'infelicità, occhioni tristi, non parlava quasi mai: ricordo a stento la sua voce. Hanno convissuto qualche mese.
Un giorno lei sparì....di punto in bianco. E' riuscita a prelevare un sacco di soldi dal conto di lui e a fuggire in patria. E io sono stata felice, sinceramente e profondamente felice di questa cosa.
Le mie colleghe mi dissero che ero una pazza,e che questa ragazza si era comportata malissimo!!Io invece stappai una bottiglia di vino e festeggiai per questa ragazza che aveva compiuto una scelta coraggiosa, drastica, senza farsi scrupoli. Che scrupoli si era fatto lui come cliente, come compratore, come santo-salvatore? Non era sempre stato comunque un rapporto basato sul dare-avere?
Questo vale per le prostitute, ma anche per quelle ragazze che versano in uno stato di grave difficoltà e che accettano di dare per avere; non credo che un uomo sia così sciocco da non rendersi conto di cosa ci sia alla base di determinati rapporti, giovane o vecchio che sia. E le ragazze in determinati contesti, fanno bene a prendere e a profittarne più che possono: lo fa anche l'uomo, solo che è dall'altra parte.

Ora, io so che tu vivi all'estero e mi ricordo che spesso hai parlato bene delle qualità delle ragazze straniere: va benissimo. Non ti sto accusando di essere uno di quei personaggi tristi e pericolosi, come il 50enne italiano di cui parlavo sopra.Il tutto partiva da un messaggio di Weyl, il quale mi ha fatto venire la pelle d'oca perchè mi è parso di averci visto dentro un riflesso di quegli istinti peggiori che possiedono alcuni uomini e che li portano alle azioni peggiori......questo secondo me.
odissea is offline  

 



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