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Vecchio 29-08-2006, 19.21.11   #11
fuoriditesta
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Data registrazione: 19-03-2006
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Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

io ti consiglio di consultare un professionista perchè è evidente che ormai tra di voi si è creato un equilibrio che è difficile da cambiare se non cercando aiuto al di fuori del sistema stesso.
fuoriditesta is offline  
Vecchio 29-08-2006, 20.18.12   #12
VanLag
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Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Il tuo scritto inoltre mi irrita (in senso buono naturalmente) perchè è esattamente ciò che noi, nei nostri momenti benpensanti, andiamo a contestare proprio in questo forum relativamente allo stile di vita consumistico che io, un pò per imposizione di natura economica, un pò per scelta di vita, continuerò sempre e comunque a contestare.
Non ho dato giudizi di merito sulla società dei consumi verso la quale, per altro, potrei essere più in dissenso di te. Ho semplicemente evidenziato il fatto che, se prima della rivoluzione industriale e tecnologica un manufatto era cosa costruita col tempo e con la fatica e quindi prezioso, ora un nugolo di manufatti simili a quello di cui sopra, sbrodola dagli scaffali dei super mercati e dei negozi chiedendo di essere “consumato” per non finire in discarica nuovo.
Non è un caso che ad essere premiata nelle aziende moderne non è più la produzione ma la vendita la quale non produce nulla ma incentiva il consumo.

Il resto era un discorso per piccolaombra che mi pare di capire abbia un marito un po’ ossessionato dallo “spreco” del bene materiale. Un conto è essere parsimoniosi, qualità non disprezzabile, un altro è subordinare le proprie vite alla “merce”.
Parafrasando le parole di un saggio, ho sempre affermato che è la "roba" fatta per l’uomo e non l’uomo per la "roba".

VanLag is offline  
Vecchio 29-08-2006, 20.50.06   #13
mark rutland
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Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

....uhm.....

dici che lui è ossessionato dai consumi , bilancio ecc..

si preoccupa in buona sostanza del bilancio familiare e quindi , del lato economico della famiglia......
detto in altri termini pensa alla famiglia, non ne è avulso.

potrebbe risentirsi delle spese inutili (per lui)perchè lo portano a fare i conti con se stesso e probabilmente con il fatto che con una economia di casa più oculata si potrebbe impiegare più saviamente gli introiti, tutto sommato; non ci dici alcune cose e cioè l'estrazione economica d'origine di tuo marito , la tua, come sei stata cresciuta se lo stipendio è effettivamente tale da giustificare una maggiore attenzione ai consumi o meno.
chiediti se , con uno stipendio raddoppiato,il tuo compagno ti consentirebbe di non badare ad acqua luce e gas e se le sue recriminazioni nascondono delle tue mancanze effettive; forse sta cercando complicità e collaborazione in te, probabilmente nel modo sbagliato, ma cmq collaborazione.
Sarebbe peggio, tutto sommato ,se lasciasse passare tutto e arrivati a una settimana dalla fine mese dichiarasse'dieta per tutti', non credi?

poi ,ribadisco; se a te non sta bene sei libera di decidere
mark rutland is offline  
Vecchio 29-08-2006, 23.58.29   #14
tammy
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Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,287
Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

avevo un'amica cinese la quale, ai rimproveri del marito che le diceva di spendere troppo, rispondeva: "non sono io a spendere troppo, sei tu a guadagnare poco".
tammy is offline  
Vecchio 30-08-2006, 09.49.48   #15
piccolaombra
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Data registrazione: 02-08-2006
Messaggi: 18
Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Non è l’unica via di uscita….. almeno io ne intravedo un’altra che, non è detto che abbia successo però, è percorribile.

Da quanto hai scritto colgo, in tuo marito, un vezzo che conosco in altre persone, e che, a suo tempo, ho dovuto contrastare anche io, per cui mi permetto di darti qualche riflessione ben conscio dei limiti delle mie parole, dei limiti del mezzo e soprattutto dell’ignoranza che io ho sulla tua/vostra realtà, ma ciò che dico male non dovrebbe fare.

Si tratta di comprendere le motivazioni al risparmio di tuo marito e di fargli vedere come il tutto si basi su dei presupposti anacronistici che ora ti spiego.

Molte persone sono state cresciute con una mentalità che pone il bene materiale (consumi vari, vettovaglie della casa, la casa stessa), come valore primario, perché un seggiolone, (tanto per rimanere in tema), in un passato non tanto remoto, conteneva ore di lavoro e di impegno e la fatica ed il sudore dell’artigiano. E’ ovvio che, per chi non abbia preso atto dei cambiamenti della società, quel seggiolone sia “sacro” ed averne in casa due, quando non è strettamente necessario, sembri un insulto al lavoro ed alla fatica di altri uomini.
Oggi i beni sono fatti in serie, sono "usa e getta", cioè se si guastano vanno sostituiti perché è più facile produrli che riparali, perché il valore della società oggi si basa non sulla produzione ma sul consumo e quindi quella sacralità del "bene materiale" non ha più motivo di esistere.

Tuo marito, come altri, non ha preso atto di questo cambiamento, perché arroccato sui suoi valori e quindi occorre che qualcuno lo porti a capire, che i risparmi sulla bolletta del gas, sono il residuo di una cultura che ha lottato con lo spettro della fame, ma che oggi non è più così.

Se avete capacità di dialogo, quel qualcuno che può guidarlo verso la comprensione, potresti essere tu, ma bada che può non essere facile, perché vai a toccare i suoi valori, quindi devi farlo con calma e pazienza. Se lo capisce, mi sembra di intuire, che ti sei tolta una bella fetta di contrasti tra voi e forse potrebbe tornare anche la voglia di andare avanti assieme, ma questo lo dovete vedere voi.


Caro/a VanLag,

hai centrato un punto nodale: è vero, io e lui proveniamo da due modelli familiari molto diversi: io ho una madre che cambia cucina quando si stufa, lui una che dal 1950 ha lo stesso arredamento anche se la casa sta per cadere in pezzi. Non c'entrano questioni econimiche, entrambe le nostre famiglie di orgine non hanno avuto e non hanno problemi da quel punto di vista, ma si tratta proprio di due stili di vita diversi. Forse sono due estremi e io personalmente non condivido nè un approccio nè l'altro, avrei voluto costruire con lui un modello "compromissorio" che tenesse conto, come dicevi giustamente tu, dell'adeguamento ai tempi della nostra cultura senza piegarsi però alle ligiche consumistiche. Ma non è stato possibile perchè ogni mio tentativo di fargli capire che il risparmio che derivava da accendere meno una luce o usare con mederazione l'acqua calda non avrebbe cambiato il nostro modi di vivere in meglio è stato vano: lui mi rispondeva che da una bolletta più bassa poteva uscire una cena al ristorante in più, il che non è nemmeno sbagliato come ragionamento ma il fatto è che lui vive tutto questo in maniera ossessiva rendendo per me la vita in casa davvero difficile.
Per questo penso che sarà dura convincerlo che non vale la pena litigare per cose di questo genere perchè, come osservavi tu ,il significato che lui dà trascende quello puramente "materiale" ma va nella direzione dei suoi valori di origine, valori ai quali è molto attaccato avendo, tra l'altro, un rapporto ed un legame con la sua familglia di origine molto stretto, anche troppo....

PS: bella la citazione gucciniana..io Guccini lo adoro! E nei momenti di sconforto, mi faccio del male sentendo "Scirocco" che, non a caso, parla di una separazione tra amanti....
piccolaombra is offline  
Vecchio 30-08-2006, 10.05.12   #16
piccolaombra
Ospite
 
Data registrazione: 02-08-2006
Messaggi: 18
Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

Citazione:
Originalmente inviato da mark rutland
....uhm.....

non ci dici alcune cose e cioè l'estrazione economica d'origine di tuo marito , la tua, come sei stata cresciuta se lo stipendio è effettivamente tale da giustificare una maggiore attenzione ai consumi o meno.
chiediti se , con uno stipendio raddoppiato,il tuo compagno ti consentirebbe di non badare ad acqua luce e gas e se le sue recriminazioni nascondono delle tue mancanze effettive; forse sta cercando complicità e collaborazione in te, probabilmente nel modo sbagliato, ma cmq collaborazione.
Sarebbe peggio, tutto sommato ,se lasciasse passare tutto e arrivati a una settimana dalla fine mese dichiarasse'dieta per tutti', non credi?
Hai ragione Mark, lui cerca colaborazione e complicità....ma hai ragione anche sul fatto che lo sta facendo nel modo sbalgliato perchè in questo modo sta solo instaurando un "regime del terrore" e non un clima di collaborazione e condivisione.

La situazione economica non c'entra...non ne fa questione (solo) di soldi, ma di principio....
Ieri non ho specificato, forse, che alla fine il famigerato seggiolone ci era stato regalato (anche se da me "commissionato"), quindi nè io nè lui abbiamo speso niente, ma lui è uscito di testa per il fatto che io abbia anche solo voluto (e non acqistato) un oggetto a suo avviso superfluo e che mi aveva "vietato" di acquistare (ma non pensavo anche di farmi regalare...)

Non navighiamo nell'ora ma non siamo in una situazione econimica che ci imponga delle ristrettezze, lavoriamo entrambi e proveniamo entrambi da famiglie agiate, anche se (come dicevo nella mia risposta di prima...) con modelli e stili diversi.

Ti terrò aggiornato....
piccolaombra is offline  
Vecchio 30-08-2006, 13.02.26   #17
Weyl
iscrizione annullata
 
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Messaggi: 728
Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

Citazione:
Originalmente inviato da piccolaombra
Rieccomi da voi cari amici
Sono quella “del mobbing”…mi dispiace non essere riuscita a rispondere in tempo reale agli interventi di chi mi ha scritto
Non voglio tediare oltre ma ho un bisogno disperato di sapere questo:
Come si fa a trovare il coraggio di affrontare una separazione se si pensa che, una volta affrontata, probabilmente si starà peggio di prima?
E’ questo che mi sta succendo e che mi sta facemdo sentire davvero in un vicolo cieco: rimanere così è allucinante, lui non accenna a voler cambiare e non fa che ributtarmi addosso la responsabilità totale del fallimento del nostro rapporto e della distruzione della nostra famiglia;ma pensare di stare senza di lui mi fa ancora più paura: significa pensare che mio figlio crescerà senza un padre, significa pensarmi da sola a vita, pensare che non troverò mai più nessuno con cui condividere momenti che comunque con lui sono stati intensi e questo mi terrorizza.
L’unica via di uscita per andare d’accordo con lui è dargli sempre e comunque ragione su tutto, abdicare in maniera incondizionata alla sua volontà, sulle cose banali (che comunque sono sempre foriere di grandi discussioni) e su quelle più importanti. Ma questo mi fa covare una rabbia infinita e poi mi chiedo: ma questa è vita?

A volte la migliore delle scelte è quella che procura una sofferenza ed un dolore.
Una separazione è, certamente, un insuccesso.
Ma un matrimonio che non funziona e viene trascinato nel tempo per pavidità e timore del cambiamento, quello può essere un vero fallimento esistenziale.
Debbo aggiungere che, però, chi non vede soluzioni di convivenza possibile, difficilmente chiede aiuto, conforto o appoggio alle sue intenzioni: di solito dall'avvocato ci si va "da soli" (in tutti i sensi).
Pertanto, il fatto stesso che tu abbia posto questo topic, mi fa supporre che tu non abbia ancora maturato una effettiva convinzione in proposito.
Perchè non chiedi aiuto ad uno/a psicologo/a ?
(Eventualmente una/o psicoterapeuta "sistemica", e quindi esperta in terapie della famiglia).
Weyl is offline  
Vecchio 06-09-2006, 17.46.14   #18
Viola
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Messaggi: 48
Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

Dovete parlare, parlare, litigare, ma scambiare le idee, avere come scopo il capirvi. Con un figlio piccolo è facile essere nervosi, esasperati. Tutto sembra più difficile. Cercate con tutte le forze la strada della comprensione e dell'amore. La separazione è peggio di quanto si immagina all'inizio. Tentate tutti i mezzi per evitarla. Assieme.
Viola is offline  
Vecchio 12-09-2006, 11.21.51   #19
Jiva
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Messaggi: 1
Riferimento: Un appello disperato (il coraggio di affrontare una separazione)

quando si pensa ad una separazione è inevitabile che si debbano affrontare molte difficoltà..soprattutto quando ci sono dei figli.Ma è anche vero che nel momento in cui si ci pensa, più di qualcosa è svanito..e la convivenza diventa impossibile..
io non sono brava a dare consigli ma credo che la cosa da fare è mettere in una bilancia te e tuo figlio..e scegliere se affrontare la separazione e vivere per te o tenere tutto dentro e cercare quella serenità per tuo figlio..
io vivo qualcosa di simile e so che spesso non si cambia per paura,perchè sei sola nella scelta..
in bocca al lupo
Jiva is offline  
Vecchio 19-09-2006, 09.32.57   #20
feng qi
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Messaggi: 560
[quote=piccolaombra]Caro/a VanLag,
"..hai centrato un punto nodale: è vero, io e lui proveniamo da due modelli familiari molto diversi: io ho una madre che cambia cucina quando si stufa, lui una che dal 1950 ha lo stesso arredamento anche se la casa sta per cadere in pezzi."
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La tua situazione assomiglia molto alla mia. Io ho origini più benestanti di mio marito e anche io ho litigato molto con lui per i tuoi stessi motivi.

Poi, quasi sull'orlo della separazione, ho cominciato a vedere con i suoi occhi le cose che lui vedeva, e ho capito che aveva ragione.

Lasciar correre l'acqua, sprecare energia elettrica, spendere soldi inutili, inutili e ancora inutili, è così infantile e offensivo per chi deve fare chilometri per un sorso di acqua sporca, per chi non ha luce elettrica, per chi non nemmeno il latte del suo seno per il suo bambino, che sono cresciuta.

Cresciuta nel vero senso della parola!

Allora ho cominciato a dare un grande valore al lavoro ed ai soldi del nostro sudore, perché il lavoro bello o brutto, pesa sempre. Sono tornata indietro, ai valori sani e forti dei miei nonni, che nella loro unione gioiosa, non si facevano mancare nulla ma riciclavano tutto ciò che era recuperabile, e risparmiavano come formiche per i giorni incerti. Noi pensiamo di essere salvi dalla povertà perché ignoriamo la storia dei popoli e la sorte di milioni di persone che vivono la miseria e la guerra.

E mio figlio cresce con idee sane nel cervello, certo con i suoi capriccetti che a volte vengono soddisfatti, a volte no, ma sempre nel rispetto di ciò che ci é donato dagli uomini e da Dio.

Lo sperpero inutile dell'occidente é la vera piaga del mondo. E' come un cancro che si diffonde, di gente che deve sempre comprare, riempirsi, sperperare, perché ha il vuoto dentro di sé e cerca di colmarlo coi beni materiali.

Io non so che modi usa tuo marito, ma lo ammiro perché resiste al consumismo e cerca di inculcare nella sua compagna un po' senso critico verso il mondo del consumismo e i suoi tranelli.

Senza offesa, ma non é cosa bella una madre che cambia cucina quando si stufa, sai?

E' un bel modello di comportamento quello di buttar via le cose ancora buone perché se ne é stufi?

Un modello da inculcare in tuo figlio, che si sentirà prestissimo stufo di tutto, e delle persone e della vita perché ha troppo, più di quanto gli serve, e non desidera più nulla, non sogna più nulla?

E dimmi ancora, ma dillo a te stessa: è più forte e serena la tua famiglia di origine o quella di tuo marito?

..ma capisco che faccio discorsi troppo impegnativi. Lo faccio solo perché sono stata un po' simile a te..ti chiedo scusa in partenza e buona fortuna.

feng qi
feng qi is offline  

 



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