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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 30-11-2006, 10.00.07   #11
falbala48
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Data registrazione: 18-09-2006
Messaggi: 110
Riferimento: I/le rovinafamiglie esistono?

Citazione:
Originalmente inviato da Darkangel
Ciao a tutti, sono nuova del forum anche se è da un pò che vi leggo, e infatti dopo aver letto il topic "il richiamo dell'ex" ho deciso di porvi il mio quesito. In un altro forum di psicologia dopo che aver raccontato la mia storia qualcuno mi ha risposto che le rovinafamiglie non esistono. La storia è questa: sono stata fidanzata per 10 anni (dai 18 ai 28) con un ragazzo della mia età. Circa un anno fà abbiamo attraversato un periodo di profonda crisi e ci stavamo per lasciare, poi una disgrazia, la morte improvvisa di suo padre ci ha fatti riavvicinare tanto che stavamo progettando di sposarci. Un giorno vengo a sapere da conoscenti che lui è uscito un paio di volte con una ragazza amica di una coppia di nostri amici, e mi crolla il mondo addosso...
Praticamente questa tipa aveva messo gli occhi sul mio fidanzato da un pò di tempo, ma non aveva trovato nessuna "porta aperta", poi approfittando di un nostro momento di debolezza si è rifatta sotto, aiutata anche dagli amici che avevano intuito la nostra crisi passata, comincia un martellamento di dolci sms e e-mail, regali e racconti inventati su di me tipo "mi hanno detto che l'hanno vista là...mi hanno detto che ha fatto colà... (che infantile). Il mio ex che purtroppo è una persona insicura e con scarsa autostima, si sente lusingato da queste attenzioni e pur ammettendo la scorrettezza di questo comportamento, cede, perchè dice "ma lei tutto questo lo ha fatto per me..."
Per la cronaca, quando io ho scoperto la tresca lui mi ha detto che si sentiva confuso xchè non voleva buttare via una storia di 10 anni per una cosa di cui non era convinto, io ho rispettato questo suo stato d'animo e l'ho lasciato in pace per pensare (se ami qualcuno lascialo libero ecc...), ma lei no.
Ora io non dò tutta la colpa a lei perchè so che pure lui c'ha messo del suo, ma questo non è un comportamento da rovinafamiglie? Lei all'inizio si fingeva mia amica per carpire informazioni su di lui, e cosa ancora più grave si è intromessa in una storia di 10 anni senza avere alcun rispetto per me, per le nostre famiglie (la mamma di lui da quando è rimasta vedova non aveva altri parenti che me e i miei genitori e ora è ripiombata nella disperazione),e forse non ha rispetto nemmeno per lui nè per se stessa visto che sa che lui mi cerca ancora e con lei non si fa praticamente vedere in giro. Voi, cosa ne pensate?

Io penso che i/le rovinafamiglie esistano nella misura in cui uno/a dei componenti della famiglia voglia essere rovinato, scrivo con cognizione, mio marito durante una crisi nostra, ha incontrato un’altra donna e da lì è iniziato l’inferno per tutti, potrei dare a lei tutte le colpe, (si tende sempre a giustificare chi si ama) ma non è così, lei si è comportata come la maggior parte delle persone e cioè ha voluto l’oggetto del suo desiderio e l’ha preso, ma c’è da dire che lui si è fatto prendere, dice tommy “tu glielo hai lasciato come si lascia un cagnolino, no ,proprio perché penso che un uomo non sia un oggetto, ma un essere pensante c’è anche la sua volontà, il suo desiderio, che poi le modalità siano state più o meno squallide, che abbiano comportato profondo dolore negli altri componenti delle rispettive famiglie, i figli di entrambe p. es. ,(il giudice ha assegnato i suoi figli per altro piccoli!!! Al marito, i miei me compresa siamo stati tutti in terapia) queste ahimè sono le conseguenze dolorose e devastanti che queste situazioni generano, ma vedendo l’altro lato della medaglia, in fondo loro hanno lottato e perseguito ciò per cui tutti noi ci affanniamo …l’amore….trattandosi di persone adulte e palpando personalmente il dolore che ciò ha comportato e che loro hanno vissuto di riflesso e penso anche personalmente, mi rifiuto di pensare che sia semplice infatuazione. Spesso tutti noi abbiamo un’idea sbagliata del’amore o meglio pensiamo solo al nostro benessere a ciò che è giusto per noi, c’è un’abbondante dose di egoismo ,del resto viviamo in una società “moderna” dove ciò che prevale è l’individualismo, tutto è lecito se va bene per me. Concludendo l’amore eterno a quanto pare non esiste, in ultimo quanto conosciamo veramente la persona che ci sta a fianco? Quante cose di questa non vogliamo vedere o sapere? …le avvisaglie... ci sono sempre. Personalmente non potrei vivere un amore costruito sull’infelicità altrui, ma queste sono scelte “individuali e personali.
Ciao e buona fortuna
falbala48 is offline  
Vecchio 30-11-2006, 10.40.12   #12
Tommy2005
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Data registrazione: 05-09-2006
Messaggi: 176
Riferimento: Ciò che è vero è semplice

Citazione:
Originalmente inviato da Weyl
Vero, vero e vero!
Solo un uomo può essere tanto stupido da pensare che una donna possa provare un interesse o un affetto "immediato" per lui, ossia rivolto al suo esserci effettivo, al suo modo particolare di stabilire relazioni tra gli enti del mondo.
Le donne sono infinitamente più intelligenti, sotto il profilo affettivo-relazionale: sanno bene ciò che "vendono", sanno valorizzarlo e spenderlo massimizzando gli utili.
Sfortunatamente non ogni verità è confessabile: so bene che le mie ormai trite recriminazioni saranno, come al solito, censurate.
Del resto viviamo in un Paese in cui, in caso di separazione, gli uomini vengono depredati di ogni loro possibilità economica, messi sul lastrico sia in senso economico che affettivo.
Conosco casi di uomini che, traditi dalle ex mogli con extracomunitari, si trovano a dover pagare alimenti che servono al sostentamento dell'amico di lei, ed al suo "accomodamento".
Loro, invece, italiani espulsi dalle mura domestiche ed anche dalla società civile, dormono in macchina perchè un altro alloggio non possono permetterselo.
Il matrimonio, in questo Paese, è un'assicurazione sulla vita per le donne, senza pagamento del "premio".
Questa la realtà.
Ma temo che, come al solito, mi verrà censurata, a beneficio di non so quale mondo di valori e di pegni che sovrasta la società reale, densa delle più cocenti e inespresse sofferenze: le quali non possono essere dette, poichè contrastano e sono dissonanti rispetto al concerto e al coro che le elide.
Vite alla berlina, uomini spogliati della propria dignità, per il solo fatto di appartenere al genere sbagliato in un momento folle di questa evoluzione delle idee e dei costumi, della storia e del diritto.
Uomini schiacciati e resi molluschi dall'impossibilità di ribellarsi, poichè soffocati nel loro tentativo di avere voce.
Uomini che non chiederebbero nulla di meglio se non la possibilità, almeno, di cessare, una volta per tutte, quell'istanza idiota e suicida che li spinge nelle spire mortifere dell'altro genere.

Ripeto ciò che più volte ho detto, e sempre mi è stato cancellato: la pulsione dell'uomo verso la donna è del tutto istintuale e contrasta con ogni altra progettualità esistenziale dell'Esserci, maschile ed unico, dell'Umanità.
E' una sfida che, sento e credo, questo millennio raccoglierà e risolverà: quella di neutralizzare gli istinti residuali dell'Uomo, emancipandolo definitivamente dalle più inutili, controproducenti e insensate passioni.
A questo fine ripeto che questo millennio avrà tra i suoi compiti quello di modificare il genoma umano, non soltanto in relazione alle più gravi malattie.
Dovrà farlo anche in relazione alle patologie "strutturali" dell'esistenza: correggendo ciò che l'evoluzione, operando tumultuosamente, in modo casuale e naive, ha reso disarmonico e disfunzionale, ossia il rapporto tra i sessi.
Solo la specie umana conosce il mercimonio del corpo, solo l'Uomo ha elaborato forme complesse di sfruttamento della disparità del desiderio tra i sessi.
Riguardo a ciò, ed alla latitanza assoluta del diritto in materia, oserei dire: "Nullum ius, nulla iniuria et maxima poena".
Solo l'essere umano ha elaborato la prostituzione femminile come strumento compensatorio della disparità di desiderio tra i sessi: solo l'Uomo ha potuto concepire forme di vessazione e di discriminazione della donna al fine di guadagnare un equilibrio sociale.
Tutto questo deve approdare a soluzioni strutturali e definitive.
Credo che l'umanità tutta non ne trarrebbe che del bene.

Ciao,
credo la tua visione, profondamente pessimistica, soffra di cospicua parzialità, forse dettata più dall'amarezza di un vissuto non proprio felice, piuttosto che di un bonario errore di valutazione.

Riconosco che molte delle cose che dici sono vere, ma non rappresentano tutta la verità : c'è anche una realtà di uomini e donne uniti da amore, dove la sessualità è una conseguenza, non il fine della loro unione...conosco persone che si vogliono bene da una vita, donne che sopportano con pazienza uomini che io non sopporterei nemmeno 5 min., uomini (giovani) a cui gli è morta la moglie e che non sentono il bisogno di avere un'altra donna perchè qualcosa di più forte dell'istintualità sessuale li teneva legati insieme...ecc.ecc.ecc....potre i andare avanti, e che ci creda o no, sono reali gli esempi che qui ti ho proposto.

Per carità, riconosco come vero anche quello che dici : però, per par-condicio, bisogna mostrare anche l'altra faccia della medaglia.

Ti saluto, ciao.
Tommy2005 is offline  
Vecchio 30-11-2006, 15.00.49   #13
Bunny
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Data registrazione: 15-02-2006
Messaggi: 222
Riferimento: I/le rovinafamiglie esistono?

quoto l'ultimo intervento,
penso non ci siano rovinafamiglie.
se un uomo si interessa ad un'altra è responsabilità sua, se un nuomo non è interessato per assurdo una donna gli si può presentare nuda ma a lui continua a non interessare.
Bunny is offline  
Vecchio 30-11-2006, 16.28.13   #14
nevealsole
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Messaggi: 706
Riferimento: Ciò che è vero è semplice

Citazione:
Originalmente inviato da Tommy2005


Riconosco che molte delle cose che dici sono vere, ma non rappresentano tutta la verità : c'è anche una realtà di uomini e donne uniti da amore, dove la sessualità è una conseguenza, non il fine della loro unione...conosco persone che si vogliono bene da una vita, donne che sopportano con pazienza uomini che io non sopporterei nemmeno 5 min., uomini (giovani) a cui gli è morta la moglie e che non sentono il bisogno di avere un'altra donna perchè qualcosa di più forte dell'istintualità sessuale li teneva legati insieme...ecc.ecc.ecc....potre i andare avanti, e che ci creda o no, sono reali gli esempi che qui ti ho proposto.

Per carità, riconosco come vero anche quello che dici : però, per par-condicio, bisogna mostrare anche l'altra faccia della medaglia.

Ti saluto, ciao.




Bellissimo intervento!

Per tornare al discorso di darkangel insisto sulla necessità di distinguere tra i sentimenti provocati da un comportamento e la valutazione oggettiva.
La persona che si è intromessa tra me e il mio ex mi starà sempre antipatica, ma ciò non significa che avrebbe potuto ottenere qualcosa se a monte ci fosse stato un "noi" solido.

Quanto a Falbalà, credi sono dispiaciuta della tua vicenda personale... cose tristi che vedo accadere ogni giorno. Questo succede perché parliamo d'amore ma non lo conosciamo... seguire il proprio egoismo non è amore. Amore è semmai portare a termine il percorso che si era deciso di intraprendere creando una famiglia.

Infine, caro Weyl: non potrei essere + d'accordo con te sulla sperimentazione genetica tesa a creare un modello di uomo migliore... interverrei però sulla parte neuronale, maggiormente deficitaria...
nevealsole is offline  
Vecchio 02-12-2006, 01.07.20   #15
Weyl
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Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Riferimento: Ciò che è vero è semplice

Citazione:
Originalmente inviato da Tommy2005
Ciao,

Riconosco che molte delle cose che dici sono vere, ma non rappresentano tutta la verità : c'è anche una realtà di uomini e donne uniti da amore, dove la sessualità è una conseguenza, non il fine della loro unione...conosco persone che si vogliono bene da una vita, donne che sopportano con pazienza uomini che io non sopporterei nemmeno 5 min., uomini (giovani) a cui gli è morta la moglie e che non sentono il bisogno di avere un'altra donna perchè qualcosa di più forte dell'istintualità sessuale li teneva legati insieme...ecc.ecc.ecc....potre i andare avanti, e che ci creda o no, sono reali gli esempi che qui ti ho proposto.

Per carità, riconosco come vero anche quello che dici : però, per par-condicio, bisogna mostrare anche l'altra faccia della medaglia.

Ti saluto, ciao.

Ciò che affermi è vero, lo condivido.
Ma non devi confondere l'affettuosità "domestica" con quelle che sono le "aspettative", atavismi della specie, riposti da un uomo nel rapporto di coppia.
Sul piano dell'"amore" in genere, della dedizione e della pazienza molte altre specie animali sanno dare e sono oggettivamente assai più generose della femmina umana: numerose sono le storie di cani che muoiono sulla tomba del loro uomo, notoria la pazienza e la tolleranza dei felini.
Vedi, sul piano meramente "affettivo" sussistono compatibilità ed affiatamenti tra specie che superano di gran lunga le affinità che intercorrono tra esseri umani e donne.
E, credimi, di gran lunga maggiore è il numero delle coppie in cui la sopportazione reciproca è la matrice sgretolata dalle, legittime, istanze della donna.
Tra le coppie over 50, per una donna che sopporta la pressione della propria aggressività nei confronti del partner, rassegnandosi a tollerarne la presenza fisica, ve ne sono almeno dieci che confidano nelle statistiche WHO e nell'impotenza della medicina per sperare almeno di trascorrere gli ultimi anni di vita in una solitudine meno rabbiosa e impotente.

Più il tempo passa, più vedo come "il mio terreno incarco/ si va struggendo come fresca neve", e più mi rendo conto di quale assurda mistificazione sia l'amore di coppia, ispirato da pure istanze biologiche del tutto prive di sovrastrutturazioni culturali adeguabili al mondo in cui agiamo e respiriamo.
La realtà, becera e cruda, è la seguente: le pulsioni dell'uomo verso la donna hanno lo stesso identico background biologico di ogni altra pulsionalità primaria.
Intendo: le stesse istanze arcaiche che ci rendono bestie sanguinarie negli stadi e assassini congrui quando si tratti di premere un bottone per devastare città e popolazioni.
Non vi è null'altro, salvo la tolleranza ipocrita che il genio della specie impone obnubilando la capacità di intendere della società civile, determinando le scelte della "volontà in genere" delle collettività.

Certo, le mie utopie devasterebbero un sistema informativo che si fonda sull'acquiescenza, inerte ma non pacifica, delle più bieche e inconcludenti istintualità scimmiesche dell'uomo.
Me ne compiaccio, ma non molto. Alla lunga, ne sono convinto, i vantaggi di un mondo costituito da uomini emancipati dalla tossicofilia verso la donna, supererebbero immensamente le difficoltà di un ripensamento radicale della comunicazione subliminale.
E, poichè "was vernuenftlich ist, das ist wirklich", sarà operativo e pacifico tutto questo.
Non per noi, naturalmente, che siamo nati troppo presto.
Weyl is offline  
Vecchio 03-12-2006, 19.50.44   #16
Patri15
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Riferimento: I/le rovinafamiglie esistono?

Ciao a tutti!

Vorrei far notare questo:

Gli uomini sono più predisposti a cadere nella trappola delle lusinghe;
forse le donne sono più abituate ai corteggiamenti e ci fanno molto meno caso.

Mi è capitato spesso di guardare un uomo con la massima indifferenza, a volte pensando ad altro, a volte guardando come era orribile o bella la sua cravatta o ridicoli i suoi capelli: intendo dire cioè che non ero minimamente interessata a nient'altro.

Eppure tanti di loro cominciavano ad atteggiarsi un po' come il gallo del pollaio, raddrizzando le spalle, espandendo il torace e, ovviamente, ricambiando lo sguardo ...

Non condannatemi troppo, ma - dopo essermene accorta, per un po' mi sono divertita a fare questo "gioco" - decisamente stupido - quando andavo a ristorante (non da sola). Funziona quasi sempre.
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Vecchio 04-12-2006, 08.35.44   #17
Tommy2005
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Riferimento: Ciò che è vero è semplice

Citazione:
Originalmente inviato da Weyl
Ciò che affermi è vero, lo condivido.
Ma non devi confondere l'affettuosità "domestica" con quelle che sono le "aspettative", atavismi della specie, riposti da un uomo nel rapporto di coppia.
Sul piano dell'"amore" in genere, della dedizione e della pazienza molte altre specie animali sanno dare e sono oggettivamente assai più generose della femmina umana: numerose sono le storie di cani che muoiono sulla tomba del loro uomo, notoria la pazienza e la tolleranza dei felini.
Vedi, sul piano meramente "affettivo" sussistono compatibilità ed affiatamenti tra specie che superano di gran lunga le affinità che intercorrono tra esseri umani e donne.
E, credimi, di gran lunga maggiore è il numero delle coppie in cui la sopportazione reciproca è la matrice sgretolata dalle, legittime, istanze della donna.
Tra le coppie over 50, per una donna che sopporta la pressione della propria aggressività nei confronti del partner, rassegnandosi a tollerarne la presenza fisica, ve ne sono almeno dieci che confidano nelle statistiche WHO e nell'impotenza della medicina per sperare almeno di trascorrere gli ultimi anni di vita in una solitudine meno rabbiosa e impotente.

Più il tempo passa, più vedo come "il mio terreno incarco/ si va struggendo come fresca neve", e più mi rendo conto di quale assurda mistificazione sia l'amore di coppia, ispirato da pure istanze biologiche del tutto prive di sovrastrutturazioni culturali adeguabili al mondo in cui agiamo e respiriamo.
La realtà, becera e cruda, è la seguente: le pulsioni dell'uomo verso la donna hanno lo stesso identico background biologico di ogni altra pulsionalità primaria.
Intendo: le stesse istanze arcaiche che ci rendono bestie sanguinarie negli stadi e assassini congrui quando si tratti di premere un bottone per devastare città e popolazioni.
Non vi è null'altro, salvo la tolleranza ipocrita che il genio della specie impone obnubilando la capacità di intendere della società civile, determinando le scelte della "volontà in genere" delle collettività.

Certo, le mie utopie devasterebbero un sistema informativo che si fonda sull'acquiescenza, inerte ma non pacifica, delle più bieche e inconcludenti istintualità scimmiesche dell'uomo.
Me ne compiaccio, ma non molto. Alla lunga, ne sono convinto, i vantaggi di un mondo costituito da uomini emancipati dalla tossicofilia verso la donna, supererebbero immensamente le difficoltà di un ripensamento radicale della comunicazione subliminale.
E, poichè "was vernuenftlich ist, das ist wirklich", sarà operativo e pacifico tutto questo.
Non per noi, naturalmente, che siamo nati troppo presto.

Mah...il tuo discorso lo vedo troppo generalizzato, tanto da distaccarsi considerevolmente da quello che era il thread iniziale : la capacità degli uomini e delle donne di crearsi un rapporto stabile.

Tirare in ballo l'istintualità sessuale dell'uomo non ha senso, perchè non spiega le ragioni per quali, sia uomini che donne, cercano di crearsi un rapporto stabile !

Se il fine di tutto è la riproduzione, a che serve il rapporto stabile ?

Il fatto poi, che, statisticamente, il numero dei rapporti stabili, è in continuo calo, non dimostra affatto che l'istintualità è la ragione che stà alla base del rapporto uomo-donna, ma semmai che sia uomini che donne hanno compiuto un regresso nella loro maturazione, visto che, neanche tanto tempo fà (i ns genitori tanto per intenderci) erano capaci di instaurare rapporti più saldi.... magari qualitativamente meno equi, ma sicuramente più stabili.

Ciao.
Tommy2005 is offline  
Vecchio 05-12-2006, 03.09.03   #18
Lucio Musto
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Riferimento: Istinto di coppia

Citazione:
Originalmente inviato da Tommy2005
Mah...il tuo discorso lo vedo troppo generalizzato, tanto da distaccarsi considerevolmente da quello che era il thread iniziale : la capacità degli uomini e delle donne di crearsi un rapporto stabile.

Tirare in ballo l'istintualità sessuale dell'uomo non ha senso, perchè non spiega le ragioni per quali, sia uomini che donne, cercano di crearsi un rapporto stabile !

Se il fine di tutto è la riproduzione, a che serve il rapporto stabile ?

Il fatto poi, che, statisticamente, il numero dei rapporti stabili, è in continuo calo, non dimostra affatto che l'istintualità è la ragione che stà alla base del rapporto uomo-donna, ma semmai che sia uomini che donne hanno compiuto un regresso nella loro maturazione, visto che, neanche tanto tempo fà (i ns genitori tanto per intenderci) erano capaci di instaurare rapporti più saldi.... magari qualitativamente meno equi, ma sicuramente più stabili.

Ciao.



Scusate se mi intrometto, ma questo argomento mi intriga proprio!

Noto spesso come l’istinto venga visto in negativo, come appannaggio esclusivo delle bestie e retaggio quasi vergognoso per l’uomo, intelligente e civile.

Non è così! l’istinto è la meravigliosa eredità di innumerevoli generazioni passate, la saggezza esperenziale che dall’archeobatterio primitivo, all’ameba, al mollusco, al vertebrato, all’uomo ci ha plasmato e rifiniti nelle creature coscienti ed efficienti che oggi siamo.
Pensiero ed emozioni, logica e poesia non sono che le ultime, stupefacenti conquiste che coronano lo sforzo creativo di madre Natura, e ci permettono di “capire” molte cose, oltre che “farle”.
Ma tutto qui.
La nostra guida, la nostra garanzia evolutiva è ancora lui: l’antico, saggio istinto. Ed è bene che sia così; proprio perché è il sistema sperimentato, il sistema saggio, quello che ha funzionato, e probabilmente funzionerà ancora bene per molto tempo.

Sforziamoci quindi di vedere le cose in questa logica, e ridimensioniamo molto la nostra presunzione umana. I salmoni che risalgono la corrente in sforzo immane per un unico accoppiamento e la morte, sanno forse cosa fanno?... probabilmente no. Per il loro piccolo cervello quella è la sola cosa giusta da fare e loro la fanno. Basta.

Noi? altrettanto! Solo che abbiamo un grande cervello e sforzandoci un pochino possiamo anche intuire (almeno in parte) “perché” lo facciamo. Qualche esempio?... vediamo.

I

Il nostro thread iniziale era sulla “capacità degli uomini di crearsi uno stabile rapporto di coppia”.
E’ solo dell’uomo questa esigenza?... deriva dalla sua natura, o dalle realtà esterne sociali e dell’ambiente circostante?... può cambiare? e quando?... e perché?...

Gli altri, in natura, che fanno?

Gli esseri più semplici, fanno le cose più semplici: un bell’accoppiamento fra una madre più grossa ed un maschio finalizzato a quello, un gran mucchio di uova per una prole numerosa, e la probabilità statistica che fra tante almeno qualcuna maturi e cresca fino a riproporre una nuova generazione. Finché tutto quello che serve può stare codificato nel DNA della cellula, questa è la tecnica che si è dimostrata migliore, e funziona benissimo in mille varianti.

Più oltre nasce l’esigenza di un qualche indottrinamento, e la prole diventa più scarsa e le cure parentali della madre si fanno più attente e raffinate. Se si impone la difesa, i genitori collaborano fra loro, se la difesa è prioritaria ci si scorda della riservatezza e si creano mandrie, branchi, stormi di uccelli e banchi di pesci.
Laddove la specie è molto evoluta, come nei cetacei, gli elefanti ed i primati, l’addestramento del nuovo nato è fondamentale, addirittura più importante dell’istinto, ed ecco nascere la figura delle zie e dei fratelli maggiori, dedicati a tempo pieno o part-time ai nuovi cuccioli… e nell’Uomo?

Assolutamente nello stesso modo, anzi in tutti questi modi contemporaneamente!... la razza umana ha mostrato di essere la più adattabile di tutte, la più elastica, e diventa fra i grandi animali, la specie dominante.

II

La “tendenza a creare un rapporto stabile” è nell’uomo, e nella sua storia, non esclusivo ma relativamente comune semplicemente perché l’uomo spesso si trova in quell’ “ambiente” in cui per l’addestramento del cucciolo occorre molto tempo, molta fatica e molte risorse. Mamma da sola ha difficoltà a farcela ed allora occorre che papà collabori nella ricerca dei mezzi di sussistenza, nella difesa e nell’educazione stessa del piccolo o della bambina.
Ma attenzione! concretizzando l’adattabilità che dicevo, nell’uomo disponibilità delle risorse, insidie esterne e livello culturale da raggiungere determinano, direi quasi con rigore aritmetico, la dimensione del clan, la fedeltà coniugale, la durata ed il tipo di rapporto coniugale: monogamico, poligamo, patriarcale, patriarcale, tollerante o assolutista.

La “comune” hippie non fu che un ennesimo tentativo sociale di quando parve che i problemi di sussistenza erano superati. Non funzionò, ma solo perché il presupposto era illusorio, e quel tipo di “villaggio globale” non era affatto autosufficiente.

La prolificità dell’uomo è funzione diretta della mortalità, dell’aumento demografico, delle risorse e dello spazio disponibili.
E’ duro da ammettere, ma è esattamente quanto avviene nelle colonie sperimentali di ratti: limitando lo spazio, anche in presenza di sovrabbondanza di cibo, ad un certo punto smettono di aumentare di numero… semplicemente non accoppiandosi finché l’affollamento ritorni ad una densità accettabile.

La famiglia patriarcale dei nostri nonni era una sorta di tribù, efficace soluzione per i problemi del tempo e generava usi, costumi, norme morali e comportamentali, etichette, gerarchie ed autorità funzionali alle specifiche esigenze, e non il contrario, vittima di bigottismi e spauracchi imposti dall’alto, come spesso si tende ad affermare.

Ed esattamente accade anche ora. La donna sente il bisogno di “una sua strada” di una “carriera” ed una “realizzazione personale” fuori dal focolare domestico, perché il focolare domestico può essere facilmente delegato, perché c’è l’asilo, perché Assicurazione e Carabinieri proteggono l’orticello. Ed il legame di coppia si allenta perché non è più così indispensabile, e prende il sopravvento, meno vitale ma parimenti importante, quell’altra esigenza, istintuale perché utile alla specie ed alla sua evoluzione: il rimescolamento dei geni…. e le coppie si fanno e sfasciano con disinvoltura in cerca di nuovi partner.

Le “incompatibilità di carattere” non sono che parapioggia di una chiamata istintiva profonda..

Lassezza dei costumi?... decadenza del senso morale?... certamente!, chiamiamoli pure così! Ma costumi e morale non sono parole di un poeta sognante, ma attributi di precise esigenze evolutive, cerniere e chiavistelli messi a protezione di quella stupefacente costruzione che è la Creazione!
ove possibile, si aprono, quando occorra si serrano!

III

Certo sembra duro il voler ridurre tutto ad un mero meccanismo evolutivo, all’istinto di sopravvivenza che protegge ugualmente uomini e bestie, forza bruta della natura che mira alla riproduzione, e solo a quella, in un funzionale susseguirsi di generazioni, una dopo l’altra, infilate come grani di un rosario infinito, senza senso, senza bellezza!... e regola il destino degli uomini esattamente come quello dei fiori del campo!... che umiliazione!.

E tutte le odi d’amore, i sospiri, i palpiti, i “per sempre” sussurrati fra le lagrime, gli addii disperati ed i trovarsi luminosi… le attese, le speranze, le preghiere e le promesse?... solo scariche ormonali per accalappiare il partner migliore, per assicurare una discendenza più forte, più dura, più “adattabile”?... che schifo!

Pensando così mi accorgo, di nuovo, di peccare di presunzione e voler mettere il mio giudizio ad un gradino più alto della saggezza della Natura.

La capacità speculativa, il pensiero, l’emozione astratta, la creatività artistica, non sono anche esse degli atti creativi?... o per chi preferisce le conseguenze di trasformazioni naturali?... [Per me, credente, le due cose sono perfettamente equivalenti. NdA] Il giusto approccio allora dovrebbe essere: se la Natura non spreca nulla, e non fa nulla senza un motivo, a che serve che io comprenda queste cose? dove è utile?...

Se il maschio animale monta ogni femmina che gli capita a tiro, purché sia in calore e non riesca a sfuggirgli, e va bene così, perché per l’uomo non dovrebbe bastare?... perché evidentemente l’uomo ha qualche esigenza in più, e la ricerca del partner ideale non è sufficiente farla sulla scorta di muscoli e chiome splendenti.
E quel pezzo in più, la nuova invenzione della Natura in cammino che sta cercando di affrancarsi dalla chimica e dagli ormoni ha bisogno di più sottili intese, di più sofisticati corteggiamenti, che impalpabili ai sensi usuali, non sono per questo meno reali.

E mi vengono in mente le parole del Poeta:

"... Non vogliate negar l’esperienza
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza".


Rudello 5 dicembre 2006 parole 1400 FR “I rovinafamiglie esistono”

Ultima modifica di Lucio Musto : 05-12-2006 alle ore 03.40.36.
Lucio Musto is offline  
Vecchio 05-12-2006, 08.31.59   #19
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Riferimento: I/le rovinafamiglie esistono?

Credo che nessuno può rovinare qualcosa se a monte il rapporto è solido, ovvio è che se nel rapporto di coppia esistono incomprensioni che minano alla base la relazione allora qualsivoglia amico/a che s'avvicina ad uno dei due "soggetti in causa" puo apparire quale rovinafamiglie ed aggiungo che è molto più facile scaricare colpe su altri piuttosto che fermrsi a riflettere in merito alla propria relazione (pro e contro). Alleggerirsi la mente delegando ad altri colpe o pseudotali è tipico dell'umana natura. Io ho avuto una situazione analoga a quella di falbala48 ma dissimile per la disposizione degli oggetti, ovvero, io sono fuggita dalla mia famiglia rincorrendo un sogno che non aveva alcuna base solida, mi sono separata per 5 mesi credendo che la nuova vita avrebbe dato stimolo ed incentivo al mio essere che allora barcollava tra insicurezze e timori. Ho sbagliato dato che la persona da me trovata non era poi così "luminosa e trasparente" come voleva mostrarsi e così mi sono ritrovata ad aver rovinato la mia famiglia per colpa di una chimera ma attenzione, quella chiemera l'avevo creata io e conseguentemente non do tutte le colpe al tizio (libero da legami familiari) che con le sue belle parole, i suoi gesti e le false premure aveva incantato il mio "sistema immunitario".
Ho pagato il mio errore ed ora sono tornata con mio marito riscoprendo il bello d'avere accanto una persona che davvero mi ama.
Non mi definisco una rovinafamiglie per ciò che ho fatto, tanto meno appioppo quest'epiteto al signore che mi ha illusa, preferisco pensare che le cose sono andate in dato modo perché il fato ha così voluto, certo non nego le mie colpe come quelle di lui (quando ha visto che facevo sul serio poteva anche fermarmi ma non ha avuto il coraggio d'interrompere quella relazione). Siamo umani e come tali tendiamo all'errore, non è una giustificazione ma semplice verità.
deirdre is offline  
Vecchio 05-12-2006, 08.50.04   #20
Tommy2005
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Riferimento: Istinto di coppia

Citazione:
Originalmente inviato da Rudello
Scusate se mi intrometto....

E' un bel discorso, a condizione che si ammetta che l'uomo sia un animale.

D'accordo che ci sono animali migliori di certi uomini e donne, ma dalla tua esposizione ciò che se ne ricava è che l'uomo non è nient'altro che un animale con qualche esigenza, magari anche raffinata, in più.

Ti dimentichi di un piccolo particolare : l'uomo è l'unico fra gli aminali ad essere emerso dalla vita selvatica che la natura impone a tutti gli esseri viventi.

Giustificare l'instabilità dei rapporti uomo-donna con delle leggi naturali, significa non riconoscere l'emersione dell'intelletto umano dalla vita di natura.

La prima parte della tua relazione l'approvo : l'istinto non è malvagio, ci indica una via giusta per vivere...è il "come" tu segui questo istinto che ti distingue dall'animale o dalla bestia.
In pratica, l'istinto ti incammina, ti indica la direzione, poi tu, col tuo cuore e con la tua mente, segui questi direzione rispettando delle regole che si chiamano : valori morali.

Il problema è che molti, non tutti per fortuna, hanno compiuto un profondo regresso nel campo del bene, dei valori e sopratutto della giustizia, concetto sempre più in via di estinzione in questa società.

Ed il risultato quale è ?

Ci si incontra, ci si piace, dopo poco tempo si và a letto insieme, si fanno vacanze insieme, si fà tuttto insieme...come degli sposi...ma con la sostanziale differenza che davanti a noi non c'è alcuna promessa, alcun progetto, alcun futuro...non ci si conosce perchè non c'è bisogno di conoscersi, non si è mai sentito il bisogno di fondere le ns anime...le cose vanno bene lo stesso così !

Poi, dopo i fatadici 7 anni, la macchina dell'amore, o meglio della passione, comincia a perdere colpi e va rimessa in ordine : o viene aggiornata in un progetto di vita che, necessariamente, consiste nel matrimonio, oppure la si rottama per passare ad una nuova.

Ribadisco : fortunamente non è sempre così : ancora uomini e donne che credono in quell'antico progetto paradisiaco ci sono...purtroppo non sempre si incontrano...spesso si incontrano gli individui delle fazioni opposte...e così, vedendo il progressivo aumento degli sfasci nei rapporti uomo-donna, molti trovano le ragioni più disparate.

Ma la colpa è solo in noi stessi : i padri hanno dimenticato i valori e la giustizia, ed i figli non hanno avuto l'educazione necessaria, cadendo vittime degli sbagliati modelli sociali che continuamente i media ed il "gregge" gli propongono.

Ti saluto, ciao.
Tommy2005 is offline  

 



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