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Scienze - Ciò che è, e ciò che non è spiegato dalla scienza.
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Vecchio 06-01-2004, 00.56.41   #21
Dunadan
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Data registrazione: 19-11-2003
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Citazione:
Messaggio originale inviato da alessandro f.
...non capisco il problema...
..se qualcuno ti dicesso che quello splendido albero di mele non nasce dalla Natura ma da una presenza SUPERIORE per te non sarebbe più uno splendido albero di mele?
NO
Se parliamo di un Dio che d'à un INCIPIT iniziale all'universo e poi lascia tutto agli eventi...posso anche accettare la cosa. Ma se si parla di un TUTTO che sta sotto il disegno di Dio, NO.
Ho spiegato perchè, l'albero deve per me esprimere un senso di infinita naturalezza, e questa necessita di non avere avuto un disegno, non essere stata disegno, idea, progetto di nessuno.

Citazione:
...forse il tuo odio non è nei confronti di un Dio ma nei confronti di chi lo rappresenta o lo vorrebbe rappresentare...
Chi? spiegati.
Dunadan is offline  
Vecchio 07-01-2004, 10.19.17   #22
pennac
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mi ricordo

un passaggio di un libro , carino ... ricordava la " semina della carne " che consisteva nel lasciare una coppia di maiali o pecore da parte degli storici navigatori in un isola considerata deserta , ovvero con una vegetazione priva di spine o altri elementi di difesa perchè mai messa in pericolo , con la fauna locale completamente disponibile all'avvicinamento dell'uomo perchè mai visto prima ... questo con lo scopo di avere una riserva di carne nel caso il destino avesse voluto far naufragare la nave in prossimità di tale isola ... al ritorno dopo diversi anni lo spettacolo che si presentava era disastroso : una mandria infinita di maiali e più niente della natura incontaminata ... immagina quando Dio verrà a dare un ' occhiata alla sua isoletta di nome terra
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Vecchio 08-01-2004, 11.09.42   #23
alba
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Messaggio originale inviato da alessandro f.
...non capisco il problema...
..se qualcuno ti dicesso che quello splendido albero di mele non nasce dalla Natura ma da una presenza SUPERIORE per te non sarebbe più uno splendido albero di mele?

Ciao a tutti
Scusate un momento, ma la “natura” , compreso il bellissimo albero di mele e gli animali che siano maiali o pecore poco importa , NON SANNO DI ESSERE CIO’ CHE NOI DEFINIAMO e tanto meno sanno o fanno ad essere belli ,buoni o utili all’uomo. Dovremmo tentare di guardare senza leggere sempre e solo noi stessi, Dovremmo tentare l’osservazione senza interpretazioni. L’albero con le mele o senza, alto o basso, l’albero è.

Credo di capire che duran sottolineasse proprio questo, il piacere di osservare una natura che esiste a prescindere , senza l’umana (troppo umana)necessita di sapere sempre come e perché. Già la distinzione tra bello e brutto, implica criteri di giudizio che sono del tutto “innaturali” perché arbitrari. Non si tratta di guardare una foto e dire oh! Che bravo il fotografo, si tratta di sentirsi in mezzo all’essenza dell’esistenza.






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Vecchio 29-01-2004, 16.59.22   #24
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Si! Bravo Dunadan, l'inizio topic è bello! E anche queste mi paiono cose concrete: ^Il caso e il disordine(caos) non esistono in natura (sono solo semplificazioni umane).^
^NON SANNO DI ESSERE CIO’ CHE NOI DEFINIAMO^
^Già la distinzione tra bello e brutto, implica criteri di giudizio che sono del tutto “innaturali” perché arbitrari.^
Per quanto si potrebbe scoprire fra un pò, tutta la natura così come la sperimentiamo oggi potrebbe essere frutto di coincidenze indeterministiche seppur 'intelligenti' (proprio come i sistemi aperti che infatti siamo, come le nuvole e i fulmini). e se fosse così, perché non vedere proprio il 'miracolo' in questo? Già, altroché miracoli mistici, non sarebbe questo il vero miracolo in senso lato, oltre tutti i creazionismi?
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Vecchio 31-01-2004, 15.52.25   #25
alba
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Sei romantico Sté-detonator quando dici che “quello è il vero miracolo”ed è pure bella come immagine, ma si abusa anche involontariamente di un aggettivo assolutamente sciocco, che ha creato essere umani schiavi e contribuisce tutti i giorni a far del male agli uomini e farli soffrire. (vedi guerre e carneficine varie) E lo è anche nel caso che tu intendi e cioè che il miracolo è che non esiste un principio creatore .Infatti miracolo significa una realtà inspiegabile ? Quindi avvenimenti di cui non conosciamo il procedimento di attuazione? Può essere semplice ignoranza. Ad esempio, io non capisco proprio come sia tecnicamente possibile atterrare sulla luna o su marte. Devo pensare che alcuni uomini sanno fare miracoli? Novelli Dei. Eppure milioni di persone sanno che non lo sono , hanno solo, si fa per dire, conoscenze specifiche che il resto degli uomini non hanno. Del resto io, ogni qualvolta pigio sull’interruttore di casa , faccio un atto di fede. So che potrò illuminare la stanza senza sapere e capire esattamente qual è tutto il procedimento. ( e che valga di più il principio logico , poco mi importa, nulla muta rispetto la mia soggettiva conoscenza e perciò io compio sempre un atto di fede) . Eppure non vedo nessuno innalzare altari ed inni al mio “b-ticino”.
Continuiamo a fare davvero tanta fatica a percepirci esseri infiniti e contemporaneamente sentirci ben definiti..Uno e tutto, particolare e universale. Soggetto e oggetto simultaneamente. Pura astrazione razionale. E’ davvero difficile, almeno per me, sentire il mondo ed esserlo allo stesso tempo. Guardare la vita e viverla. Tale difficoltà ha origini molto lontane, quando l’uomo credette di poter spiegare ad un altro uomo la verità sull’uomo (e per fagocitarlo , ci fu un tempo che gridava al miracolo e un altro alla logica matematica e oggi a questo e a quello) , non suona bene quest’ultimo pensiero, ma è il suo significato ad essere davvero spaventoso.

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Vecchio 31-01-2004, 21.14.12   #26
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Non mi stavo abusando, forse ci sarebbero volute altre duemila righe per spiegare come mi stavo servendo del termine, tanto siamo duri. "avvenimenti di cui non conosciamo il procedimento di attuazione". intendevo questo. e di cui non è possibile proprio 'conoscerlo', per di più. se ti va di spogliarlo fino all'osso di contenuti mistici o parole che ci inducono per forza a fraintendimenti, siamo solo eventi nella natura, punto.
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Vecchio 02-03-2004, 14.28.01   #27
Cris
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E...se...la natura l'avessimo creato noi, un attimo dopo la caduta nella dualità?
Creatori limitati dall'idea della morte?
Un'essenza che non ha creduto nella vita eterna?

CIAO CREATORI!
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Vecchio 02-03-2004, 18.54.03   #28
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L'essere umano, dopo aver inventato dall'essere i pronomi di persona, dopo averne cercato il perché, ha fatto la stessa maledettissima cosa con l'ambiente intorno, creando il concetto di natura, facendone una 'sua' proiezione (cioè come e cosa immagina quando ripesca nella memoria il termine 'natura'). Poi addirittura questo errore lo ha intrappolato senza scampo perché lo fa 'nominare e indagare' anche quando questa natura la guarda dal vivo o la contatta con altri sensi. Ecco perché non potremo mai più avere un rapporto 'vivo' con l'ambiente. In questo senso, si, questa 'natura' l'abbiamo inventata 'noi'. ma quell'entità di cui, tirandoci la zappa sui piedi, abbiamo strozzato la qualità vitale nominandola e investigandola (che assurdità...) era lì prima di noi, noi siamo parti di essa, suoi eventi, non siamo separati. No, cris, non tiriamo fuori mitologie di disincarnamento, dove per onnipotenza abbiamo anche onnipotentemente sbagliato, non vedi tutta l'assurdità illogica di queste novelle religiose? L'errore lo abbiamo potuto fare proprio perché non abbiamo nessun comando su una cosa che siamo. Non c'è un leader, visto che tutto dovrebbe cooperare insieme. Noi non siamo superiori a nulla, ecco l'altro grosso errore conseguente a quanto detto all'inizio, cosa che continuiamo stupidamente a fare quando andiamo dietro, rimaneggiandole a piacimento e per varie giustificazioni, alle novelle religiose delle 'alzate' e 'cadute' varie...
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Vecchio 02-03-2004, 19.18.48   #29
Cris
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Stè-,
rispetto la tua visuale .

Visto che hai le idee chiare, mi puoi dire qualcosa sulla comparsa della dualità dal tutto indistinto e cioè... della creazione?

Grazzie!
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Vecchio 02-03-2004, 20.15.59   #30
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Cara Cris, ho solo le mie interpretazioni su dei fatti accaduti a me e ad altri . Su quella questione anchio la vedo così: L'essere umano era come tutti gli altri esseri: organismi Viventi che Sono natura, che funzionano, insieme agli altri in una concertante cooperazione, per mantenere in equilibrio il livello di energia presente nel tutto. Questo tutto però è Vivo, non ha modelli specifici da seguire nel senso che crediamo noi, e semmai segue una logica indeterministica (il fulmine..., le nuvole.., 'noi'...). Ovvero gli eventi che crea, sono insondabili dal meccanismo stesso che è incluso nella materia-energia di quell'evento creato = la rete neuronale che abbiamo non può né osservarsi, tantomeno OSSERVARE comprendendo il fuori = non ne ha bisogno!!! = il cervello non può comprendersi né Capire. Questo tutto vivo quindi tende a perfezionare le specie che crea 'solo' (a noi, ci sembra 'solo'!..., che senza speranza che siamo...) per il motivo che ho detto. Siccome questo processo insondabile è continuo vige per noi la legge dell'impermanenza, che ancora, a quel 'noi' sembra crudeltà ('effimeri noi siamo...'). Se tutto questo processo fosse assunto dall'essere che saremmo e che eravamo, con la sola energia dell''intelligenza naturale' di cui siamo forniti, tutto si realizza con una logica semplice e normale, senza più 'io' (che crede di essere eterno e non vuole più finire), senza più 'mente' (che si crede dunque superiore e 'creatrice' quindi conduttrice), senza più spiriti o animismi (ulteriore estremo egoismo conseguenza del primo errore che inventò l''io'). Ma invece l'antenna che siamo, ha seguito una tendenza errata, per quanto riguarda quello che captava in modo funzionale, per sopravvivere e Vivere in modo ottimale sulla terra. A un certo punto si è inventata che poteva auto-sondarsi ed ecco che è nata l'auto-coscienza, quindi l'io', l'identità. Ora, mi rendo conto della difficoltà della questione per le contorsioni e le contraddizioni interne all'argomento, ma quanto appena detto, non significa che eravamo zombi, al contrario, eravamo Vivi con rapporti vivi con l'ambiente. L'identità a questo punto, così messa in discussione, alcuni si chederanno in che forma esisteva prima, visto che ho richiamato comunque il termine 'intelligenza'. Potremmo dire che l'intelligenza naturale fa si che anche un albero 'riconosca' di vivere ma non ha immagini di se stesso nel senso che invece abbiamo noi. Ecco che non ha 'identità'. Ma quell''io', aberrazione delle speciali e uniche entità che siamo, ha sfunzionato il modo di vivere ma è riuscito a non distruggere l'essere comunque e l'organismo si è conservato tale ed è andato avanti così: un pò come televisori con sullo schermo solo gli sfrigolii della mancanza di segnale, ma che potrebbero stare sempre accesi così, visto che la spina è comunque inserita. Con quella invenzione ormai concreta dell'auto-coscienza, visto che la vibrazione di pensiero è materia anch'essa, l'essere non ha seguito l'intelligenza che le era propria e seguendo quest'altra, si è creduto separato dal resto, "si è creduto" perché le vibrazioni così seguite lo facevano funzionare e quindi sentire così: non aveva chanches! Intrappolati da soli, da questa separazione auto-segregazione, è seguita l'inevitabile smarrimento e paura, e da qui tutto l'ambaradan dell'animismo e religione conseguente, visto che quell'intelligenza che adesso ci fa agire non poteva far altro che trovare senso di vivere antropomorfizzando, essendo essa stessa una cosa egoisticamente antropomorfizzata. Ora, siccome però l'intelligenza, chiamiamola del corpo, è tuttavia più potente, questo 'io' 'sa' che 'non è' anche se 'esiste' e che finirà inevitabilmente quando il corpo cambierà forma rientrando in natura (a questo punto diciamo pure Restando). Con la morte clinica, l''io' smetterà di far malfunzionare tutto. L''io' è come un meccanismo che può avere facoltà proprie di mantenimento, è un meccanismo superegoistico perché ha preso il comando di tutto e può auto-perpetuarsi escogitando trucchi: si inventa altre antropomorfizzazioni, cioè mente, Anima, SPIRito, DIO. In questa sua strategia c'è pertanto il mantenimento della divisione io-resto del tutto, e la presa stretta all'individualità, con la conseguenza che i suoi processi di funzionamento, i pensieri, non hanno altro modo di avverarsi sennon oscillando fra estremi dualistici. Cri.., cri.., almeno non russare ....
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