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Vecchio 24-01-2007, 10.05.23   #11
Yam
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Riferimento: La sapienza di villaggio.....

Di gia' che ci siamo, dal sempre piu' multimediale riflessioni.it:
Pashupatinath la Citta' di Shiva

Un applauso a Ivo
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Vecchio 24-01-2007, 10.30.06   #12
VanLag
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Riferimento: La sapienza di villaggio.....

Citazione:
Originalmente inviato da -Rei-
Io ho avuto modo di assistere a un'intervista a casa di Zolla, a Montepulciano, anni fa.
.....interessante......

Io conoscevo Zolla come scrittore e non l’ho mai “pensato” come saggio. Avevo visto in TV un’intervista che era stata fatta nella sua casa di Montepulciano, a lui ed alla moglie, (o compagna), Grazia Marchianò, (bravissima traduttrice di “Io sono quello”).
Comunque nulla osta che Zolla, saggio lo fosse stato realmente, e che anche lui, come altri, avesse colto “i misteri dell’essere”, tanto per usare un termine altisonante per identificare quelli che, in qualche modo, si affrancano dal mondo dei luoghi comuni e delle illusioni, permettendo così alla loro individualità di esprimersi.
Forse come dice Atisha, anche in occidente, i “tabaccai sapienti”, sono molti più di quelli che pensiamo. D’altro canto anche Nisargadatta diceva che – è più difficile trovare un vero discepolo che trovare un vero maestro.-

P.S. Nel sito c’è un’intervista di Doriano Fasoli a Grazia Marchianò che verte sul marito e la sua opera. https://www.riflessioni.it/conversazi..._marchiano.htm



Ultima modifica di VanLag : 24-01-2007 alle ore 20.56.59.
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Vecchio 26-01-2007, 21.20.38   #13
VanLag
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In fondo alla strada c'è il sole....

............E VanLag, visto che non capivano si mise a parlare loro in parabole:

Il “sapiente” stava parlando alle folle enfatizzando, le doti del divino, come solo la sapienza sa fare.
Alla domanda: - dove troveremo maestro queste meraviglie? -,
egli rispose solenne con un celebre aforisma, disse quindi: - In fondo alla strada c’è il sole……. -

Immediatamente udite quelle parole la folla iniziò a dividersi in crocchi che dissertavano animatamente su quale fosse la strada, finché nella concitazione qualcuno cominciò a dire: - io so la strada è questa! Io so la strada è quella! -

All’improvviso nella folla si vide qualcuno correre via. Qualcun altro lo notò e disse: - ecco lui sa dove è la strada ed è corso per guadagnarsi il sole! -
Un mormorio si levò dai crocchi: - presto corriamo anche noi, non dobbiamo arrivare secondi, non dobbiamo permettere che ci rubino il “sole”. -
La gente iniziò a correre di qua e di là. Tutti sembravano avere capito ma nessuno sapeva realmente dove andare. La folla si sciolse in fiumi che correvano nelle quattro direzioni, ciascuno convinto di essere sulla strada giusta. Ciascuno pretendendo che la sua strada fosse quella giusta. Ben presto il cammino lungo la strada divenne una corsa e poi una vera e propria competizione per accaparrarsi il “sole”.

Più si procedeva e più il contrasto inaspriva, si iniziò a calpestare la gente che era caduta, poi l’indifferenza agli incidenti rese duri gli animi e, colmi di avidità, si arrivò persino ad uccidere pur di essere i primi.

Vicino al sapiente era rimasto un bambino che rivolgendosi al saggio chiese con l’innocenza dei bambini: - qual è la strada in fondo alla quale abita il sole?-

Rispose il venerando: - La strada non è fuori, la strada è dentro di noi ma per accederci occorre prima di tutto avere pacificato il custode della strada -

- E chi è il custode della strada? - interloquì ancora il bambino.
Disse il saggio con voce ancestrale: - Il custode è lo spirito della terra -
Spinto dalla sagacia dei piccoli il fanciullo chiese ancora: - E come si fa a pacificarlo? -

Il sapiente divenne solenne e disse: - lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento sin quando il bisogno dell'ultimo di voi non sarà appagato -

Il piccolo rimase un attimo pensieroso e poi continuò - Ma allora che ne è di quella gente? -

Disse il sapiente: - Dovrà errare finché non capirà che non si può andare soli nel sole. La loro avidità è la loro colpa ed il loro castigo. -

A quel punto dai cespugli emerse l’ombra scura di un vecchio macilento.
Il bambino disse: - ma tu non fosti colui che corse via per primo? -
- Certo - disse il vecchio, - ho un po’ di prostata e sono un po’ incontinente così ogni tanto devo correre….. -

Allora il bambino chiese al sapiente: - Perché tutto questo? Perché gli altri sono andati via? -
Disse il sapiente: - è la legge che consegna la verità agli innocenti e disperde gli stolti nelle strade del mondo. La fine della strada è l’inizio ed i due punti convergono dentro noi stessi, dentro “l’io sono”. E’ qui il punto dove lo spirito della terra è in pace ed è qui il luogo dove dimora il sole. Ma per capire questo occorre essere innocenti. -

Personaggi e interpreti:

Nisargadatta nella parte del sapiente.
Yam nella parte del bambino
VanLag nella parte del vecchio incontinente.
La folla nella parte della folla.
La frase in neretto è di K. Gibran


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Vecchio 27-01-2007, 01.53.20   #14
Yam
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Riferimento: La sapienza di villaggio.....

..innocente
senza colpa ne castigo
e' assenza di giudizio
lo spazio immenso.

Tu Sei quello e
Cio' che e' dentro e' fuori.
Nessun desiderio, nessuna paura nel Sat Cit Ananda
dell'eterno istante presente.
Unico sentire, unico sapore.
Stupore e meraviglia.
Lo spontaneo sentire del Cuore.
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Vecchio 22-03-2007, 09.53.28   #15
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Nisargadatta (altro video):


V. : Quando si giunge a trascendere il desiderio di essere, esso ritorna?
M.: In realtà l'Assoluto non è toccato in alcun modo da questo senso di essere, dall'"io sono". Qui, in questo stesso momento, tu non sei affatto separato dall'Assoluto. Il suono iniziale OM corrisponde al lamento dell'esistenza. Io sto bene: all'improvviso mi ammalo e comincio a lamentarmi. Da dove viene questo lamento? Viene dalla mia sofferenza, è il sintomo della malattia. Io lo chiamo Rig Veda. Il Rig Veda è il primo Veda, l'inno dell'origine. Similmente, OM è il suono originale, il sintomo dell'imperfezione.
"Io sono" è il sintomo della malattia. Con la comparsa dell'"io sono", dello stato di veglia, la malattia ha preso potere su di te. Ti spinge ininterrottamente a fare una cosa o l'altra, perché sei imperfetto. Ti devi alzare per orinare, per mangiare, per procurarti questo o quest'altro. Dallo stato originale di completo rilassamento, ti ritrovi immerso in questo stato di veglia, in questo stato penoso. Anche se decidi di riposarti, di distenderti, non ti sarà possibile farlo. Si tratta dell'illusione primordiale, alla quale sono stati dati nomi altisonanti, i titoli di Yogamaya, Mahashweri... ma non è altro che il potere di Maya.
Questo stato iniziale produce la sua propria luce, il suo proprio splendore. Al risveglio, questa autoluminosità si manifesta e percepisci uno spazio. È la tua luce che rischiara lo spazio interiore, nel quale appare lo spazio esteriore. È quindi proprio il tuo splendore, la tua luce, che si spande dovunque e in questa luce appare lo spazio che ti circonda. È grazie alla tua luce che lo spazio viene percepito. (nota di Yam: questa Luce che si manifesta al mattino al risveglio o in meditazione profonda o al momento della morte fisica si chiama Prabhasvara)
Come i raggi del sole sono l'espressione del sole stesso, il tuo mondo non può esistere al di fuori della tua coscienza. È l'espressione dell'"io sono". Questo mondo è la tua manifestazione. Tu solo sei.
Il sistema solare, il cosmo, tutto ciò lo si può conoscere grazie al sole. È la stessa cosa per te. Tutto questo spazio, compreso il sole, si manifesta grazie all'"io sono", grazie a questa coscienza. Questa coscienza e la luce solare sono simili, giocano lo stesso ruolo, sono una cosa sola. Noi viviamo nello spazio; questo spazio è un'unica entità, e da che cosa viene rivelato? Dalla luce del sole! È forse diversa la tua luce interiore? È diverso il tuo spazio interiore?
Perfino questo tuo stato attuale, questo "io sono", questo mondo manifestato, perfino questo non conosce la morte. Tu sei assalito dalla paura della morte unicamente a causa della tua identificazione col corpo.


MAHARAJ: Prima di incontrare Maurice Frydman, io non avevo alcuna idea delle conoscenze che avevo acquisito o dell'ignoranza che avevo perduto, e se questo avesse un valore qualsiasi. Egli mi ha spiegato che tutto ciò poteva essere utile a qualcuno.

Alla sorgente dell'Essere - Aequilibrium edizioni

Verso la fine del video Nisarga fa delle offerte di fronte ad alcune foto del suo Guru: Siddharameshvar uno Yogi Tantrico dell'antico Navnatha Sampradaya.

Ultima modifica di Yam : 22-03-2007 alle ore 13.41.00.
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