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Vecchio 04-06-2007, 17.51.34   #11
Noor
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

L'atto del non-agire (detta cosi' sembra un controsenso..) non produce karma.
Solo le re-azioni (le azioni "distorte) producono Karma.
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Vecchio 04-06-2007, 23.22.10   #12
Elitheo
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

Amore. Cos’è l’amore? Forse se ci domandassimo cos’è e sapessimo rispondere, forse potremmo giungere anche al concetto di non-azione o azione non karmica.

Mmm. Impresa improba, mi pare.

Possiamo forse dire che possiamo andare per esclusione e affermare

- non è amore perfetto un “sentire positivo” che richieda ed aspetti un “ritorno” a tale sentire. Cioè non vi dovrebbe essere attesa né cosciente né inconscia, di ricompensa al proprio “sentire”.
- Non è amore perfetto ciò che può essere fatto per logica in quanto si poggia sulla mente che pensa
- Non è amore perfetto ciò che è espresso verso un oggetto / persona, in quanto fenomenico e non noumenico, cioè vincolato a quanto esiste e si manifesta ed è pertanto impermanente, caduco, provvisorio.

Cosa rimane? Rimane un “sentire” netto, pieno, fulgido, ma incondizionato, non causale, non reattivo, non attribuibile, non pensante, non non pensante.

Ma questo stato di grazia, forse superiore allo stesso samadhi, è Nirvana, Regno dei Cieli, Paradiso.

Ma tale stato è pressoché impossibile da sperimentare costantemente nella dinamica dell’esistenza, nel rapporto con le persone, nello svolgersi di tempo e spazio.

Un tale stato costante può essere raggiunto in un processo di ripulitura della mente dalle idee e dall’energia che da esse scaturiscono, che richiede un’ascesi rigorosa e difficilissima.

La pura non-azione non è un azione senza effetto oggettivo, ma senza effetto soggettivo, senza cioè alterazione alcuna dello stato spirituale preesistente all’azione stessa, perché se avessimo un cambiamento di stato spirituale dell’agente per effetto dell’azione, avremmo un azione non pura.

Un’aneddoto famoso del buddismo recita più o meno così:

Il discepolo chiese al maestro:
- Cos’è il contrario di ignoranza o venerabile?
- Il contrario di ignoranza è conoscenza o discepolo, rispose.
- E qual è o venerabile il contrario di conoscenza? Domandò nuovamente.
- Il contrario di conoscenza è libertà o discepolo. Rispose.
- Perdonami venerabile se ancora ti importuno, ma cos’è il contrario di libertà?
- Nirvana, o discepolo.

La libertà spirituale, così pienamente sperimentata, è nel buddismo, ancora considerata viziata dall’attaccamento. L’asceta che la sperimenta si inebria di tale realizzazione e, seppur di alto valore, ancora si impregna di karma di desiderio. Desiderio di continuare ad “essere” nella libertà. Non è ancora non-azione. Deve fare un ultimo definitivo passo, l’abbandono del desiderio di felicità, per giungere là dove non esiste più desiderio, per quanto elevato.

Credo, parlo per me, che sia più concreto e fattibile, fare un piccolo e faticoso passo alla volta, cercando di sfrondare mente e cuore un ramoscello alla volta, limitandomi per il momento a cercare di diventare un po’ meno dipendente dalle migliaia di piccole schiavitù della mente, dell’ego e del corpo, che urlano il loro attaccamento alla terra, sapendo che l’asintoto tende all’infinito senza mai raggiungerlo.

La filosofia? Una buona mappa per sapere da che parte andare. Ma non è il territorio da attraversare. Ne è solo una rappresentazione.

Elitheo.
Elitheo is offline  
Vecchio 05-06-2007, 03.55.07   #13
Flow
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

Si crede che sia l'immagine di se' ad agire, avere relazioni, ecc..
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Vecchio 05-06-2007, 09.39.39   #14
Yam
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

Citazione:
Originalmente inviato da Elitheo

Cosa rimane? Rimane un “sentire” netto, pieno, fulgido, ma incondizionato, non causale, non reattivo, non attribuibile, non pensante, non non pensante.

Ma questo stato di grazia, forse superiore allo stesso samadhi, è Nirvana, Regno dei Cieli, Paradiso.

Ma tale stato è pressoché impossibile da sperimentare costantemente nella dinamica dell’esistenza, nel rapporto con le persone, nello svolgersi di tempo e spazio.

Un tale stato costante può essere raggiunto in un processo di ripulitura della mente dalle idee e dall’energia che da esse scaturiscono, che richiede un’ascesi rigorosa e difficilissima.

La pura non-azione non è un azione senza effetto oggettivo, ma senza effetto soggettivo, senza cioè alterazione alcuna dello stato spirituale preesistente all’azione stessa, perché se avessimo un cambiamento di stato spirituale dell’agente per effetto dell’azione, avremmo un azione non pura.

Un’aneddoto famoso del buddismo recita più o meno così:

Il discepolo chiese al maestro:
- Cos’è il contrario di ignoranza o venerabile?
- Il contrario di ignoranza è conoscenza o discepolo, rispose.
- E qual è o venerabile il contrario di conoscenza? Domandò nuovamente.
- Il contrario di conoscenza è libertà o discepolo. Rispose.
- Perdonami venerabile se ancora ti importuno, ma cos’è il contrario di libertà?
- Nirvana, o discepolo.

La libertà spirituale, così pienamente sperimentata, è nel buddismo, ancora considerata viziata dall’attaccamento. L’asceta che la sperimenta si inebria di tale realizzazione e, seppur di alto valore, ancora si impregna di karma di desiderio. Desiderio di continuare ad “essere” nella libertà. Non è ancora non-azione. Deve fare un ultimo definitivo passo, l’abbandono del desiderio di felicità, per giungere là dove non esiste più desiderio, per quanto elevato.

Credo, parlo per me, che sia più concreto e fattibile, fare un piccolo e faticoso passo alla volta, cercando di sfrondare mente e cuore un ramoscello alla volta, limitandomi per il momento a cercare di diventare un po’ meno dipendente dalle migliaia di piccole schiavitù della mente, dell’ego e del corpo, che urlano il loro attaccamento alla terra, sapendo che l’asintoto tende all’infinito senza mai raggiungerlo.

La filosofia? Una buona mappa per sapere da che parte andare. Ma non è il territorio da attraversare. Ne è solo una rappresentazione.

Elitheo.

Ciao Elitheo, un perfetto post stile Theravada. Credo sia giusto precisare che il Buddismo del quale parli sia solo una forma di Buddismo....
Gia' nel secondo secolo iniziava a nascere il Mahayana dove, dopo la deriva ascetica dei secoli precendenti, si e' tornati alla originaria Via di Mezzo indicata dal Buddha.

Qui Samsara e Nirvana non sono affatto separati (Hridaya Sutra: il Vuoto e' forma e la forma e' Vuoto) e finalmente riappare una visione positiva della Vita dove la natura di Buddha si sviluppa e cresce attraverso le esperienze (vedi Sutra del Tathagatagarbha di cui Dogen in Giappone fu magistrale interprete). Appare la visione dell'Alaya Vijnana, prezioso contenitore della saggezza dell'esperienza che si trasformera' grazie alla pratica, in Saggezza simile allo specchio (lo svuotamento dell'Anima in altre culture). L'Illuminazione non e' piu' Nirvana a cui si giunge attraverso la pura Prajna ma appare l'Upaya, rappresentato dal Bodhisattva Avalokitesvara, simbolo dell'energia della manifestazione. Da Sunyata che non e' un mero vuoto emerge spontaneamente Karuna, l'energia creatrice, la Com-passione. D'ora in poi si dira' che la dimensione ultima, il Buddha Primordiale, e' Bonta' infinita (Samantabhadra), unione di Vuoto e Chiarezza percettiva.
I Cinesi poi non videro di buon occhio i vecchi Sutra assolutamente incompatibili con la loro estrema praticita' e il Chan fu impregnato dal Taoismo. In Hui Neng troviamo il WU WEI e il non sforzo da quel momento sara' oggetto di consapevolezza anche per lo Zen.
Nel nascente Vajrayana i maestri Sahajisti, quali Saraha, Virupa, Nagarjuna, Vilalamitra, Tilopa, Naropa ecc. affermeranno che l'Illuminazione non puo' essere oggetto di conseguimento, che accade come evento naturale (Sahaja e' Stato Naturale). Appare la Mahamudra che altro non e' che lo stesso WU WEI.
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Vecchio 05-06-2007, 12.39.45   #15
fallible
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

Salve e buona giornata!
avevo tentato ieri notte, dal reparto, a inviare un post ma stranamente pur essendo nel forum al momento dell'invio mi dava "non abilitato", sarà una sorta di censura automatica anti corbellerie ; ora leggendo quanto postato dall'amico Elitheo e trovandomi perfettamente daccordo riguardo il concetto di Wu wei ,il mio esempio con la puntura non ha sortito l'effetto desiderato, mi chiedo e vi chiedo non per polemica ma per riflessione...quanto la nostra partecipazione al forum é Wu wei ? claudio

ps E'una "riflessione" che possiamo con-dividere o farcela per conto nostro; i miei "tenativi" di comunicazione, essendo spontaneisti e abbastanza "primitivi, mi piacerebbe collocarli in una sorta di "via di mezzo" ciao
fallible is offline  
Vecchio 05-06-2007, 14.59.47   #16
Yam
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

Citazione:
Originalmente inviato da fallible
Salve e buona giornata!
avevo tentato ieri notte, dal reparto, a inviare un post ma stranamente pur essendo nel forum al momento dell'invio mi dava "non abilitato", sarà una sorta di censura automatica anti corbellerie ; ora leggendo quanto postato dall'amico Elitheo e trovandomi perfettamente daccordo riguardo il concetto di Wu wei ,il mio esempio con la puntura non ha sortito l'effetto desiderato, mi chiedo e vi chiedo non per polemica ma per riflessione...quanto la nostra partecipazione al forum é Wu wei ? claudio

ps E'una "riflessione" che possiamo con-dividere o farcela per conto nostro; i miei "tenativi" di comunicazione, essendo spontaneisti e abbastanza "primitivi, mi piacerebbe collocarli in una sorta di "via di mezzo" ciao

Karma e WU WEI non cozzano affatto. Karma vuol dire azione, non punizione perche' si e' agito male.
Azione nella non azione vuol dire che si deve agire nella vita...ma che si ha il coraggio e la chiarezza di farlo sapendo che ogni nostra azione si va ad inserire in una catena infinita di azioni e reazioni, il Saggio e' sempre libero dal fenomenico!
La codardia generata dalla paura ad agire, perche' si vorrebbe avere tutto sotto controllo, e che porta alla rununcia all'azione, all'ebetismo ascetico che giunge all'illusione del Nirvana...nn centra un fico secco a merenda con il significato del WU WEI.
I danni prodotti dalle varie visioni ascetiche, le visioni di Nirvana opposti al Samsara, i vari tentativi di fuga dalla realta'....hanno prodotto l'illusione che ci sia un'azione pura, distaccata e senza tornaconto: ecco il WU WEI e' proprio questo, basta esserne capaci!
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Vecchio 05-06-2007, 17.02.53   #17
Noor
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

Yam:I danni prodotti dalle varie visioni ascetiche, le visioni di Nirvana opposti al Samsara, i vari tentativi di fuga dalla realta'....hanno prodotto l'illusione che ci sia un'azione pura, distaccata e senza tornaconto: ecco il WU WEI e' proprio questo, basta esserne capaci!

E' vero Yam..
Inoltre in quanto ancora idea,aspira ad essere un'ideale di perfezione,quindi prodotto della mente..
Un po' come l'idea del saggio dall'altra parte...
Essere dove si è...ma senza lamentarsi!
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Vecchio 06-06-2007, 02.51.45   #18
Flow
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

Non fare alcuno sforzo e' una questione di impotenza, non di capacita'.
Non e' possibile fare nulla, la spinta del divenire si esaurisce da se'.
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Vecchio 06-06-2007, 09.12.39   #19
Yam
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Non fare alcuno sforzo e' una questione di impotenza, non di capacita'.

No, e' essere liberi dall'identificazione nella coscienza personale, ossia dalla brama.

Citazione:
Non e' possibile fare nulla, la spinta del divenire si esaurisce da se'.

La spinta del divenire non si esaurira' mai essendo la spontanea manifestazione di qualcosa che non e' il NULLA.
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Vecchio 06-06-2007, 09.31.56   #20
Mirror
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Riferimento: Wu wei (la non azione)

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Non fare alcuno sforzo e' una questione di impotenza, non di capacita'.
Non e' possibile fare nulla, la spinta del divenire si esaurisce da se'.


Questa da te descritta è una frase che induce, allude, alla rassegnazione: ha un "no" nel suo sfondo.
La stessa impotenza, invece, vista alla luce della consapevolezza è Accettazione.
E' un'impotenza cosciente sorretta però da un sì, da un sereno abbandono cooperante al flusso vitale.
La Differenza è fondamentale: con il "no" impotente c'è la passività permanente come compagna di viaggio, inattività stagnante,
mentre con l'Accettazione, ovvero con il "sì" fiducioso, non attivato dal senso dell'ego,
l'impotenza passiva si trasmuta in potenza co-creativa non personale: ovvero in Wu Wei, inteso correttamente, a mio avviso.
Quindi è vero che non si può fare nulla, ma è altresì vero che se c'è consapevolezza
si può fare molto per co-creare nel mondo fenomenico.


Ultima modifica di Mirror : 06-06-2007 alle ore 11.15.03.
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