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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 26-06-2007, 09.31.02   #11
freedom
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Citazione:
Originalmente inviato da Uno
Prima dovevi alzarti in piedi e dire:" Salve mi chiamo Freedom e non sono in grado di esprimere nulla di originale".

Comunque a parte la forma, benvenuto nel club!
Si può guarire però... conta i giorni...

P.s. Ovviamente Paolo non si riferiva a me

Non comprendo quello che scrivi. Tuttavia vedo che hai ancora intatto il tuo senso dell'umorismo e...........era un pezzo che mi chiedevo se eri sparito del tutto...........mi mancavi........

Ben ritrovato

Citazione:
Originalmente inviato da carlotta84
Anche tale ragionamento però mi pare confutabile dato che sarebbe la stanza stessa e il silenzio i fattori determinanti che influenzerebbero e quindi intaccherebbero l'originalità del nostro pensiero.. di conseguenza mi pare che la conclusione naturale sia il mettere in discussione il concetto stesso di originalità, esseno questa continuamente messa a repentaglio da ciò che la circonda, perfino dal niente..
cosa ne pensi?
Penso che tu abbia ragione. Inoltre, nella condizione di assenza di input che ipotizzi, essi (i pensieri) sarebbero comunque influenzati dagli stimoli corporei e dai ricordi.

Citazione:
Originalmente inviato da Mirror
cosa è quella consapevolezza impersonale, dimensione particolare, che sa osservare ogni pensiero, associazione di pensieri, casuale o meno, che non sia il pensiero stesso?
Riesci a cogliere questo punto senza un pensiero ulteriore sui pensieri?
No, è quasi impossibile senza la meditazione.
Magari mi inganno....... mi sembra di riuscire a coglierlo. E'..........è qualcosa che è sempre uguale: era così anche da bambino e presumo sarà così anche da vecchio. Ne parlavo diversi anni fa con alcuni colleghi: chiedevo loro se non percepivano qualcosa in loro stessi che era sempre uguale. Rispondevano di no: affermavano con tristezza che si sentivano così diversi, così cambiati......
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Vecchio 26-06-2007, 18.41.03   #12
Uno
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Citazione:
Originalmente inviato da freedom
Non comprendo quello che scrivi. Tuttavia vedo che hai ancora intatto il tuo senso dell'umorismo e...........era un pezzo che mi chiedevo se eri sparito del tutto...........mi mancavi........

Ben ritrovato


Sarebbe meglio che ti dicessi di lasciar perdere il tentativo di capirmi... vaneggiamenti da caldo

Era un'allusione ai club alcolisti anonimi, la guarigione può iniziare solo quando uno si accorge del problema.

stammi bene bello,
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Vecchio 26-06-2007, 19.00.35   #13
turaz
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Citazione:
Originalmente inviato da Uno
Sarebbe meglio che ti dicessi di lasciar perdere il tentativo di capirmi... vaneggiamenti da caldo

Era un'allusione ai club alcolisti anonimi, la guarigione può iniziare solo quando uno si accorge del problema.

stammi bene bello,


un inchino a uno che era parecchio che non vedevo.
ustika l'alcool... brutta bestia
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Vecchio 27-06-2007, 22.43.21   #14
freedom
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Innanzitutto chiedo scusa per il colpevole ritardo con cui ti rispondo: con questa cosa qua dei messaggi non in tempo reale mi era sfuggito. Per fortuna che sono pignolo e riguardo spesso le cose fatte.

Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Non c’è alcun bisogno d’intraprendere un “cammino spirituale” per giungere alla constatazione che il nostro (D)Io, la nostra personalità, il nostro essere in generale siano solo un bluff.
Bene. Stabilito che il nostro (orgoglioso) io al quale siamo così affezionati è solo un aggregato di molecole strutturato su un Dna ricevuto in dote dai genitori, dai nonni, etc; e figlio dello spazio/tempo (luogo geografico e storico).
Stabilito dunque che le emozioni e i pensieri sono semplicemente dei carcerieri più o meno benevoli..........beh......... va da sè che dare importanza alle nostre opinioni (questa compresa!) è velleitario.
In ultima analisi (con special riguardo al mistero del dolore) non è saggio insistere sulla ricerca delle spiegazioni.
Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Ora mi domando a quale considerazione dovrebbe condurre l’aver seguito il filo che, come una collana, tiene uniti pensieri ed associazioni insorti in momenti storici diversi?
La considerazione più significativa che ho fatto è che (sarà anche dura da digerire) non abbiamo ASSOLUTAMENTE nessun arbitrio. Non voglio tirar fuori la storia del servo arbitrio o altri pensatori. Ti sei già accorto della mia ignoranza e dunque puoi ben comprendere che tutto quello che ti dico è frutto della mia esperienza diretta. Anche dei miei (forzati) pensieri.
In altre parole se a me toccava la tua vita (Dna, luogo geografico e storico, esperienze, etc.) io ero Visechi.
Ma chi è che ha compreso questo? Freedom? Alessandro? Penso di no.
E ancora: non si troverà, a mio avviso, mai nulla di soddisfacente (riguardo a Dio) studiando, ragionando e discutendo. Altrimenti, è intuitivo, vuoi mai che in 4.000 anni qualcuno non avesse trovato una qualche ragionevole soluzione?

Basta guardarti su Riflessioni in questi ultimi 5 anni: ne hai affrontati di contraddittori, no? Sin dai tempi di Mistico. Ne hai tratto soddisfacenti risposte? Presumi di farlo in futuro?
Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Dimostra forse qualcosa se non che il processo che origina un pensiero è sempre un trait d’union fra due o più istanti?

Il fatto è che quelli che tu chiami due istanti sono TOTALMENTE al di fuori della tua volontà. Valli a vedere quegli istanti lì. Fai (se vuoi) il piccolo sforzo di andarli a beccare sistematicamente. Vai a ritroso sistematicamente. Non dico di spenderci delle ore. Qualche minuto penso sia più che sufficiente. Io mi sono accorto che non faccio nulla. Sono quegli istanti lì che......fanno. E da dove vengono? E' una specie di sonno!
Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Originale non è il pensiero in sé, quanto piuttosto l’utilizzo che di questo se ne potrebbe fare, cioè la sua praticità, ma non si tratta di una scoperta di questi giorni.
Certo ogni tanto compare qualche genio e si fa un passo in avanti in qualche campo di attività umana ma............ il carcere dei pensieri/emozioni mi pare sia sempre lo stesso. Almeno da alcune migliaia di anni.
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Vecchio 28-06-2007, 08.25.26   #15
Mirror
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Citazione:
Originalmente inviato da freedom
La considerazione più significativa che ho fatto è che (sarà anche dura da digerire) non abbiamo ASSOLUTAMENTE nessun arbitrio.
Ciao Alessandro... sono d'accordo con queste tue considerazioni.
Queste appartengono già ad una basilare comprensione, a mio parere.
Ora si tratta di vedere se di fronte a questa questa situazione oggettiva ti arrendi o la rifiuti.
Nel primo caso, se ti lasci andare con una piena Fiducia, e questo ti accade simultaneamente quando sei toccato dalla Grazia,
questa si trasforma in Fede nel Mistero dell'esistenza, con quale poi ti sentirai tutt'uno.
Nel secondo caso, se la rifiuti, la tua vita ti sembrerà spesso priva di senso, inutile, assurda, crudele, una lotta continua...
sarà come nuotare controcorrente...

La ricerca spirituale serve appunto a condurti a quest'arresa al ciò che E' (al Tutto, al "Divino").

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Vecchio 28-06-2007, 09.54.56   #16
turaz
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qualcuno disse "sia fatta la tua volontà non la mia"
a mio avviso frase "piena"

ciauzz
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Vecchio 28-06-2007, 10.49.13   #17
visechi
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Citazione:
Originalmente inviato da freedom
Innanzitutto chiedo scusa per il colpevole ritardo con cui ti rispondo: con questa cosa qua dei messaggi non in tempo reale mi era sfuggito. Per fortuna che sono pignolo e riguardo spesso le cose fatte.


Bene. Stabilito che il nostro (orgoglioso) io al quale siamo così affezionati è solo un aggregato di molecole strutturato su un Dna ricevuto in dote dai genitori, dai nonni, etc; e figlio dello spazio/tempo (luogo geografico e storico).
Stabilito dunque che le emozioni e i pensieri sono semplicemente dei carcerieri più o meno benevoli..........beh......... va da sè che dare importanza alle nostre opinioni (questa compresa!) è velleitario.
In ultima analisi (con special riguardo al mistero del dolore) non è saggio insistere sulla ricerca delle spiegazioni.

La considerazione più significativa che ho fatto è che (sarà anche dura da digerire) non abbiamo ASSOLUTAMENTE nessun arbitrio. Non voglio tirar fuori la storia del servo arbitrio o altri pensatori. Ti sei già accorto della mia ignoranza e dunque puoi ben comprendere che tutto quello che ti dico è frutto della mia esperienza diretta. Anche dei miei (forzati) pensieri.
In altre parole se a me toccava la tua vita (Dna, luogo geografico e storico, esperienze, etc.) io ero Visechi.
Ma chi è che ha compreso questo? Freedom? Alessandro? Penso di no.
E ancora: non si troverà, a mio avviso, mai nulla di soddisfacente (riguardo a Dio) studiando, ragionando e discutendo. Altrimenti, è intuitivo, vuoi mai che in 4.000 anni qualcuno non avesse trovato una qualche ragionevole soluzione?

Basta guardarti su Riflessioni in questi ultimi 5 anni: ne hai affrontati di contraddittori, no? Sin dai tempi di Mistico. Ne hai tratto soddisfacenti risposte? Presumi di farlo in futuro?

Il fatto è che quelli che tu chiami due istanti sono TOTALMENTE al di fuori della tua volontà. Valli a vedere quegli istanti lì. Fai (se vuoi) il piccolo sforzo di andarli a beccare sistematicamente. Vai a ritroso sistematicamente. Non dico di spenderci delle ore. Qualche minuto penso sia più che sufficiente. Io mi sono accorto che non faccio nulla. Sono quegli istanti lì che......fanno. E da dove vengono? E' una specie di sonno!

Certo ogni tanto compare qualche genio e si fa un passo in avanti in qualche campo di attività umana ma............ il carcere dei pensieri/emozioni mi pare sia sempre lo stesso. Almeno da alcune migliaia di anni.



Non credo che le emozioni siano degli arcigni carcerieri, penso, piuttosto, che possano essere l’indicatore di un qualcosa che ci coinvolge e stravolge, che muta provvisoriamente il nostro status, la nostra condizione. Sono delle sentinelle, dei messaggeri, oppure dei segnali che noi cogliamo in relazione al mondo esterno o a qualcosa che muta nel nostro profondo. Un’emozione restituisce una visione trasfigurata del mondo, sia essa piacevole e positiva, o, viceversa, negativa a fastidiosa. Sembra quasi che intinga la realtà dentro un catino di colori, o la immerga dentro una bolla ricca di suoni per estrarla impregnata di quella musica, di quel tepore e di quei colori. Solitamente si tratta di sensazioni fugaci che però, quando sono piacevoli, recano un senso di libertà e di leggerezza che si tende a voler perpetuare e protrarre oltre l’effimero attimo. Forse è quel senso d’eternità o di dilatazione temporale tanto caro ad alcuni e di cui tanto si favoleggia nelle pagine di questo forum.

Ho sempre ritenuto che il “libero arbitrio” sia una sorta di favola in cui pervicacemente e ottusamente crediamo. Ma, in ogni caso, qualcosa, qualche indizio suggerisce che se io ora sto’ digitando per offrire una risposta al tuo intervento, per comporre frasi e periodi il più possibile intelligibili, non rilevo in me alcuna costrizione, lo faccio per il piacere del dialogo, per il gusto del confronto, per un atto di volontà non indotta d’alcuna costrizione. Il nostro agire, che a prima vista appare totalmente svincolato da ogni coercizione, potrebbero essere spiegato se lo si colloca all’interno di un complesso processo che registra una costante oscillazione fra necessità e casualità.Talvolta il nostro agire appare svincolato dalla necessità, offrendo la sensazione che l’azione s’instauri per nostra esclusiva volontà. Ogni azione è però una risposta a qualcosa che la precede. La necessità è un contenitore dalle pareti riflettenti, un contenitore sufficientemente plastico da trattenere al suo interno anche i moti di ribellione; la volontà, colpita dal suo bagliore, intersecata dal riflesso, si muove in piena libertà all’interno dell’area delimitata dalla necessità. Tanto è più pressante ed urgente la necessità, quanto più risulta angusta l’area entro cui la nostra libertà si esplica. Il libero arbitrio è così un elemento relativo il cui livello di relatività è misurabile in contrapposizione alla necessità che innesca l’azione. Il mio risponderti è dovuto ad una serie di fattori concomitanti che in buona parte sfuggono alla mia coscienza: sebbene non avverta costrizioni di sorta, son cosciente che una serie di fattori interagenti, seppure abbastanza flebili da non consentire una loro chiara identificazione, mi hanno pur costretto a pormi davanti al monitor per comporre il testo che tu ora leggi… credo che così sia per ciascuno di noi, Consapevoli e non.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 28-06-2007, 16.52.02   #18
freedom
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Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Non credo che le emozioni siano degli arcigni carcerieri,
Per me lo sono per due principali motivi: vengono e vanno senza il nostro consenso e ci schiavizzano rendendoci succubi del desiderio del loro ritorno quando sono belle e paurosi invece quando sono brutte.
Citazione:
Originalmente inviato da visechi
non rilevo in me alcuna costrizione, lo faccio per il piacere del dialogo, per il gusto del confronto, per un atto di volontà non indotta d’alcuna costrizione.
Ritengo sia una dinamica automatica. Non mostri interesse per il piccolo sforzo che ti ho suggerito di fare. Perchè non credi che ci sia qualcosa da scoprire sul funzionamento dei nostri pensieri. Non è solo questione di una concatenazione meccanica. C'è qualcosa in più. Quello sforzo te lo rivelerebbe. Pazienza.
Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Talvolta il nostro agire appare svincolato dalla necessità, offrendo la sensazione che l’azione s’instauri per nostra esclusiva volontà.
Non è questo il discorso: se sei sdraiato su un lettino in spiaggia (e decidi di alzarti) a prendere il sole e non hai sete nè alcuna necessità e non c'è neppure alcun elemento casuale in atto...............sei lo stesso vincolato a farlo se certe dinamiche mentali te lo fanno fare.
Citazione:
Originalmente inviato da visechi
Ogni azione è però una risposta a qualcosa che la precede.
Non sono d'accordo: è una conseguenza di qualcosa che hai pensato. A volte del tutto indipendente da qualsiasi precedente azione.
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Vecchio 02-07-2007, 12.20.51   #19
freedom
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E concludendo................

Tu, Visechi, non sei in grado di far battere il tuo cuore, di far respirare i tuoi polmoni, di digerire, di governare i tuoi pensieri (ma questo non lo vuoi sperimentare) non sai nemmeno produrre una misera cellula..........

...........eppure vuoi comprendere i misteri di Dio! O, in subordine, quelli dell'uomo.

Non lo trovi illogico? E anche prova di superbia?

Se solo tu spendessi un centesimo del tempo e della fatica che spendi per leggere, studiare e meditare i grandi pensatori; per osservarti (con special riguardo alle dinamiche dei pensieri) e cercare Dio, smettendo, almeno per un attimo, di scervellarti..............beh non lo so dove arriveresti poichè ignoro il futuro. Ma è verosimile ipotizzare che arriveresti molto, molto più lontano di dove sei ora.

Ti dico questo perchè mi fa male, mi ha sempre fatto male vedere un così grande ricercatore percorrere in lungo e in largo il deserto dei libri. Quando arriverà quel benedetto giorno in cui ne avrai abbastanza?


Con immutata stima.
tuo Freedom
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Vecchio 14-07-2007, 01.02.29   #20
Rising Star
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La ricerca dello spirituale: è questo il titolo della discussione. OK allora è necessario fare riferimento ad una entità suprema che abbia potuto creare lo spirituale e, con esso, il materiale (che potrebbe essere espressione dello spirituale). Se ci limitiamo ai soli sensi fisici, possiamo ottenere le equazioni che descrivono il moto dell'elettrone intorno al nucleo, oppure il moto dei pianeti, la caduta dei gravi e così via. Tuttavia non saremmo essere spirituali se dietro la bellezza di questo "meccanismo" non vedessimo una "mente" realizzatrice che lascia all'uomo il compito di "scoprirla". Dietro ad un conduttore, percorso da corrente, si nasconde un campo elettromagnetico non visibile da occhio umano ma i cui effetti si manifestano nel reale: così è Dio. Ogni volta che scopriamo qualcosa di nuovo, non facciamo altro che scoprire un nuovo (per noi) pensiero di Dio, poiché ciò che scopriamo ora, esista da sempre. Se prestiamo più attenzione a cosa ci circonda, noteremo che tutto è permeato da una sorta di "armonia" che non dall'uomo è scaturita. Allora se ci limitiamo ad osservare il materiale con il materiale (sensi fisici) saremo ciechi a sviluppi che non sono nel materiale, che non è l'unica realtà; nel momento in cui, però, il pensiero, e qui mi ricollego agli interventi precedenti, diventa cosciente di se stesso, cioé diventa pensiero pensante, allora e solo allora può percepire lo spirituale. È una condizione necessaria ma non sufficiente: per "giungere" allo spirituale è necessaria una predisposizione al pensiero non fossilizzato dal materiale. Se consideriamo, poi, l'intervento divino del Cristo, il gioco è fatto: lo Spirituale si è manifestato, questa volta palesemente, nel materiale.
Rising Star is offline  

 



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