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Vecchio 12-09-2007, 12.01.04   #1
fallible
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il rinunciante

Salve e buon giorno!
due parole sul post inviato sull'altro 3d Un affondo sulla “conoscenza di se stessi”, quei versi presi in prestito dal dhammapada https://www.riflessioni.it/forum/show...ostcou nt=113 volevano essere una forma di stop ,come quando durante la seduta meditativa la mente che vaga viene riportata all'attenzione del respiro, in quanto si era perso completamente il tema trattato inizialmente da Van...anche questo credo possa essere inteso come contributo.... Tornando sul concetto "conosci te stesso" e avendo chiaro quello che secondo me si intende per quel "conosci", cioé la spoliazione da tutti i fronzoli e le sovrastrutture che accompagnano e costruiscono la persona fisica mi è sorto spontaneamente il concetto di "rinuncia" intesa, non come costrizione ,ma come libertà da... e conseguentemente il quesito di quanto sono disposto a rinunciare; e voi come vivete la rinuncia?
fallible is offline  
Vecchio 12-09-2007, 22.58.29   #2
samarcanda
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Originalmente inviato da fallible
Salve e buon giorno!
due parole sul post inviato sull'altro 3d Un affondo sulla “conoscenza di se stessi”, quei versi presi in prestito dal dhammapada https://www.riflessioni.it/forum/show...ostcou nt=113 volevano essere una forma di stop ,come quando durante la seduta meditativa la mente che vaga viene riportata all'attenzione del respiro, in quanto si era perso completamente il tema trattato inizialmente da Van...anche questo credo possa essere inteso come contributo.... Tornando sul concetto "conosci te stesso" e avendo chiaro quello che secondo me si intende per quel "conosci", cioé la spoliazione da tutti i fronzoli e le sovrastrutture che accompagnano e costruiscono la persona fisica mi è sorto spontaneamente il concetto di "rinuncia" intesa, non come costrizione ,ma come libertà da... e conseguentemente il quesito di quanto sono disposto a rinunciare; e voi come vivete la rinuncia?

Buonasera Claude,
non mi sono mai posta il problema, in quanto faccio sempre quello che sento e credo sempre in quello che faccio, quindi se scegliessi, per esempio, di andare su una montagna per un mese a fare l'eremita non sentirei di rinunciare a niente perchè so che sarebbe una decisione convinta : in un certo senso per me la rinuncia è correlata alla responsabilità di una persona nei confronti delle scelte maturate con coscienza.
Non mi manca la luna se scelgo di andare incontro al sole......anche perchè so che essa è visibile tramite un riflesso, la luce che proprio il sole emana......
(forse questa è un'allegoria riferita ad altre situazioni della vita anche spirituali). Sono stata un po' contorta...???!!!
samarcanda is offline  
Vecchio 13-09-2007, 07.29.42   #3
Yam
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La meditazione sul respiro e' concentrazione (c'e' l'oggetto del respiro).

La rinuncia, per esempio nel buddismo, e' la via dei sutra, cioe' del piccolo veicolo (Theravada o Hinayana) e implica il seguire dei precetti....cioe' questo non si fa perche' non va bene ecc. ecc. I monaci Thera ne hanno piu' di 200 di questi precetti, tra cui non dormire su di un letto alto piu' di 30 cm......

Nel Mahayana e nel Tantra buddista appare la via della trasformazione che culmina nella Mahamudra di Tilopa e nello Dzoghchen dove appare la via Diretta.
Nell'altro 3d Vanlag faceva riferimento all'Advaita che e' una via diretta....giusto perche' hai citato il Dhammapada...ho detto queste cose.

Mi pare di cogliere comunque una volonta' di indagine che ha bisogno di linee guida....UNO proponeva una cosa del genere.
L'Advaita non e' facile...
Yam is offline  
Vecchio 13-09-2007, 09.01.53   #4
Aisha
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Se io rinuncio a qualcosa è perchè sto facendo una scelta, scelgo qualcos'altro al posto di ciò che lascio... penso che non possa essere che così no?
Quindi quando rinuncio cerco di farlo sempre in modo consapevole e la considero una scelta e non una rinuncia. In questo modo è tutto più leggero... è sempre una questione di punti di vista e di visione delle cose.
Gli stessi termini che usiamo a volte ci ingannano...

devo ammettere che questo tipo di consapevolezza è in me piuttosto recente
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Vecchio 13-09-2007, 11.58.13   #5
fallible
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Riferimento: il rinunciante

Salve e buon giorno a tutti!
grazie per i vostri interventi...la rinuncia secondo me può essere intesa come un mezzo per educare la mente, faccio rinuncia,mi prodigo per esempio, affinchè nel mio cuore-mente non alberghino i peccati capitali. I 227 precetti che devono seguire i monaci della scuola theravada riguardano appunti i bhikkhu,persone che hanno fatto una scelta ben differente da me laico, l'ajahn Cha ad una domanda riguardo l'argomento fatta da un monaco rispondeva,comunque, che praticando l'amore compassionevole e l'equanimità si era sulla retta Via.

ps.La meditazione sul respiro e' concentrazione (c'e' l'oggetto del respiro).
mi sono spiegato male, so chiaramente che nella meditazione concentrata sul respiro (vipassana) c'è l'oggetto; mi è stato insegnato che quando questo sfugge (l'oggetto di meditazione) è bene tornare al respiro.

aripsMi pare di cogliere comunque una volonta' di indagine che ha bisogno di linee guida....non volendo forzare l'indagine "agisco" in modo tale che sia la vita ad indicarmi la Via claudio
fallible is offline  
Vecchio 13-09-2007, 17.36.27   #6
Yam
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Originalmente inviato da fallible

ps.La meditazione sul respiro e' concentrazione (c'e' l'oggetto del respiro).
mi sono spiegato male, so chiaramente che nella meditazione concentrata sul respiro (vipassana) c'è l'oggetto; mi è stato insegnato che quando questo sfugge (l'oggetto di meditazione) è bene tornare al respiro.


Vipassana non e' una meditazione con oggetto, bensi senza oggetto.
Meditazione con oggetto vuol dire fissare la mente su un oggetto: un supporto visivo, un odore, un sapore, un suono o tutti i suoni (molto bella quest'ultima), un oggetto tattile...o il respiro o la mente stessa.
Vipassana e' una forma di attenzione diffusa a tutto cio' che si manifesta, comuqnue ci sono diversi modi di insegnare la Vipassana ma ho dei dubbi che ti sia stato detto di tornare al respiro ogni volta che vai in distrazione, perche' quella sarebbe concentrazione sul respiro (Samatha).
Vipassana e' pali, in sanscrito e' Vipasyana e in tibetano Laktong..e' la meditazione di visione profonda e coincide con la Mahamudra, ci si arriva passando per il trainig della meditazione con oggetto.
E' importante capire cosa significa "concentrazione".
Tutte le scuole Buddiste nessuna esclusa utilizzano concentrazione dapprima (cioe' meditazione con oggetto) per poi passare alla visione profonda che e' sostanzialmente il dimorare nella pura consapevolezza dell'istante presente, anche lo Zazen e' tale.
Yam is offline  
Vecchio 13-09-2007, 18.02.13   #7
Noor
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Che io sappia nella vipassana l'attenzione al respiro (non continua) e' basilare ,senza essere considerata concentrazione..ma solo un'escamotage a cui tornare per non continuare a distrarsi.
Noor is offline  
Vecchio 13-09-2007, 20.01.07   #8
fallible
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Salve e buona sera!
ringrazio yam per la spiegazione, ho in questo caso usato in modo errato un termine...non la "meditazione"... comunque da wikipeda Vipassana (pali, in sanscrito: vipaśyana) una delle due principali forme della meditazione buddhista, detta anche meditazione di visione penetrativa (in inglese insight meditation). A differenza della meditazione samatha, questa forma di meditazione non è finalizzata al raggiungimento di stati di assorbimento meditativo e non ha un carattere astrattivo. Al contrario, la meditazione vipassana intende sviluppare la massima consapevolezza di tutti gli stimoli sensoriali e mentali, affinché se ne colga la reale natura e ci si incammini per tale via verso la liberazione. Il corpo e la mente sono il campo nel quale è possibile scoprire, con una visione attenta, la verità del mondo fenomenico e quella che porta alla sua estinzione.; per capire non sono oggetti ?...comunque, grato di eventuali approfondimenti, il 3d era sulla "rinuncia" claudio
fallible is offline  
Vecchio 13-09-2007, 21.26.31   #9
Yam
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Originalmente inviato da Noor
Che io sappia nella vipassana l'attenzione al respiro (non continua) e' basilare ,senza essere considerata concentrazione..ma solo un'escamotage a cui tornare per non continuare a distrarsi.

E' una falsa Vipassana quella che viene insegnata cosi, mi chiedo perche' uno sparuto gruppo di Theravada alla moda lo faccia.
Conosco allievi di Thich Nath Hanh che dopo 20 anni sono ancora li che se la menano per riuscire a stare aggrappati al respiro: demenziale.
Poonja diceva che la Dharana, cioe' appoggiare la mente su un supporto, e' come tirare un cane per la coda..subito diventa dritto..ma appena lo molli torna ad essere storto.
Comunque ragazzi non mi va di parlare con voi di queste cose, io la meditazione l'ho praticata veramente, non e' una cosa di cui ha senso parlare, va sperimentata se no non si capisce neanche la differenza tra concentrazione e contemplazione, per cui pensate un po' quello che volete.
Yam is offline  
Vecchio 13-09-2007, 21.44.34   #10
Aisha
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Perdonatemi la domanda... ma ho capito male io il primo intervento?
Come mai siete giunti a parlare di meditazione? La intendete forse come una via di rinuncia?

Aisha
Aisha is offline  

 



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