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Spiritualità - Religioni, misticismo, esoterismo, pratiche spirituali.
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Vecchio 25-10-2007, 10.39.55   #21
maxim
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Data registrazione: 01-12-2005
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Riferimento: La religione interrogata dalla psicologia

La sincerità e il coraggio che trapelano dagli interventi di Mirror e Flow (quelle di Fallible sono risapute ) sono indice della loro forza e di come il cammino spirituale sia fondamentale per l’uomo.
Arrivati a questo punto ne emerge un quadro che comincia a fare chiarezza su alcuni miei dubbi e che gettano le basi per una prima fondamentale proposizione. Pur essendoci diversi gradi di “malessere” interiore e non sempre ci si avvicina ad un cammino spirituale a seguito di un caso mentale patologico, possiamo affermare che:
- la ricerca spirituale deriva da un bisogno dell’uomo a causa di un suo malessere interiore intendendo questo come malessere della psiche!

Esso c’è ed è quel malessere che più o meno conosciamo tutti…del resto non si cerca l’interruttore della luce se la stanza è già luminosa!

Mi piacerebbe sviluppare quella proposizione per comprendere quanto il grado di malessere influisce sulla profondità del cammino spirituale per arrivare a:

Citazione:
Originalmente inviato da Golem


Credo che un periodo più o meno lungo di lavoro sulla propria storia personale, il carattere, le nostre debolezze e paure sia una preparazione indispensabile prima di accedere ad altre dimensioni, se mai ci sarà concesso.
Non credo di dire nulla di diverso da quello che molte tradizioni affermano, e per quanto mi riguarda non ha molta importanza se nel mio caso il lavoro dovrà essere svolto prevalentemente a questo livello. Ho sempre pensato che fare un salto quantico in un'altra dimensione sia come andare a casa di qualcuno. Non solo preferirei essere invitato e ben accetto, ma dovrei anche essere in grado di sopportare la nuova condizione.


Nel contempo, se Golem avrà la cortesia di rispondermi, gli chiedo una cosa:
- un qualsiasi stato depressivo senza apparenti cause scatenanti è sempre accompagnato da un malessere esistenziale?...ovverosia, la persona che lo subisce è portata ad una riflessione interiore che lo avvicina in qualche maniera alla metafisica?

maxim is offline  
Vecchio 25-10-2007, 12.50.09   #22
Yam
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Riferimento: La religione interrogata dalla psicologia

Caro maxim aggiungi pure l'uso di piante psichedeliche...magari ingurgitate per sbaglio...dall'innocente Omer Simpson....o dal Dottor Albert Hofman
U.G. pensava questo delle orde di ricercatori spirituali delle ultime generazioni di occidentali.
Metti che nel tuo giardino i pomodori si ibridassero con qualche pianta che contiene alcaloidi strani (ce ne sono a migliaia) oppure che ti mangi durante un viaggio a Bulgokindu del tofu con i funghi locali e che a te facciano un effetto strano...
Bene tu potresti divenire un mistico!
OK?
Aggiungi pure questa possibilita'.
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Vecchio 25-10-2007, 12.57.24   #23
Golem
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Riferimento: La religione interrogata dalla psicologia

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
La sincerità e il coraggio che trapelano dagli interventi di Mirror e Flow (quelle di Fallible sono risapute ) sono indice della loro forza e di come il cammino spirituale sia fondamentale per l’uomo.
Arrivati a questo punto ne emerge un quadro che comincia a fare chiarezza su alcuni miei dubbi e che gettano le basi per una prima fondamentale proposizione. Pur essendoci diversi gradi di “malessere” interiore e non sempre ci si avvicina ad un cammino spirituale a seguito di un caso mentale patologico, possiamo affermare che:
- la ricerca spirituale deriva da un bisogno dell’uomo a causa di un suo malessere interiore intendendo questo come malessere della psiche!

Esso c’è ed è quel malessere che più o meno conosciamo tutti…del resto non si cerca l’interruttore della luce se la stanza è già luminosa!

Mi piacerebbe sviluppare quella proposizione per comprendere quanto il grado di malessere influisce sulla profondità del cammino spirituale per arrivare a:



Nel contempo, se Golem avrà la cortesia di rispondermi, gli chiedo una cosa:
- un qualsiasi stato depressivo senza apparenti cause scatenanti è sempre accompagnato da un malessere esistenziale?...ovverosia, la persona che lo subisce è portata ad una riflessione interiore che lo avvicina in qualche maniera alla metafisica?


Proverò in qualche modo a rispondere a Maxim, che spero applichi anche a queste mie considerazioni il salutare beneficio del dubbio.
La mia risposta è comunque un netto no. Ci sono persone che attribuiscono le loro tribolazioni esclusivamente ad una perdita di una relazione significativa, che può essere presente o passata, reale o immaginaria, senza manifestare tematiche esistenziali. Da un punto di vista prettamente psicodinamico la comparsa di tematiche esistenziali nell' anamnesi è solitaente considerato - al di là dei contenuti più o meno mistici, demoniaci o arricchiti di valori etici - una complicazione del quadro clinico. Questo per ribadire il concetto dell'uomo multidimensionale che manifesta disarmonie tra i vari piani e livelli di funzionamento. Nell'ambito strettamente relativo al funzionamento psichico, l'emergenza di queste tematiche mette sempre in allarme per possibili derive schizofreniche, specialmente in persone ancora giovani.
Sento pericolosamente scivolare dietro queste discussioni il fantasma dell'esclusione, come se il fare parte o accettare il punto di vista della medicina, della psichiatria ecc., debba essere per forza in antitesi con la manifestazione di tematiche religiose e spirituali e non sia prevista una possibile comunione di intenti.
Ciò che è spesso difficile al clinico è proprio formulare una diagnosi differenziale in una persona che utilizza temtiche mistiche per esprimere un suo delirio o malessere o al contrario mostra una manifestazione genuina di apertura su dimensioni sovrasensibili. E' mio parere che elementi degli strati dell'inconscio inferiore si mostrino variabilmente mescolati ad aspetti transpersonali, in vario grado e aspetto. E' forse proprio questa mescolanza che complica e nel contempo arricchisce notevolmente le tematiche che emergono nei resoconti.
Credo che occorra grande sobrietà per esercitare la terapia. I fattori da considerare sono molteplici e quello dello stato di benessere, se pur importante, da solo non può coincidere con il buon funzionamento, altrimenti dovremmo comprendere gli stati maniacali o quelli di demenza gioviale tra le situazioni di sanità, il che è ovviamente un controsenso.
Quanta più flessibilità di atteggiamento si incontra, quanto più è facile che la persona sia critica e presente a se stessa, nei casi in cui c'è forte intransigenza, come ad esempio accade coi testimoni di Geova che sono spesso molto vicini alla psicosi, si ha la sensazione che il rigido sistema di credenze abbia una funzione di "collante" in una personalità altrimenti vicina alla frammentazione.
Il discorso sarebbe lungo e adesso devo proprio salutarvi.
Golem is offline  
Vecchio 25-10-2007, 13.35.40   #24
atisha
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Riferimento: La religione interrogata dalla psicologia

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Originalmente inviato da maxim
un qualsiasi stato depressivo senza apparenti cause scatenanti è sempre accompagnato da un malessere esistenziale?...ovverosia, la persona che lo subisce è portata ad una riflessione interiore che lo avvicina in qualche maniera alla metafisica?


(non solo Golem, però mi permetto di dire la mia...)

qui si possono sviluppare due posizioni apparentemente separate.. quella della psicologia.. e quella che va oltre la stessa, cioè ciò che chiamano la psicologia Sacrale.. la Via..
è fuor di dubbio che per passare alla seconda sia necessario un minimo sviluppo introduttivo della prima, cioè avvicinarci ad un "io" sano, all'arte e la scienza di scoprire uno scopo della propria Vita, nelle sue attività mentali e nei suoi movimenti basilari..
purtroppo finisce sempre con un "fai da tè" perchè ciò non è contemplato nell'educazione di base, partendo proprio dalla scuola, nella quale punto il dito... come dire che non è concesso imparare a conoscerci, magari tramite l'insegnamento di "esperti" (virgoletto con giusta causa) almeno nei nostri piani bassi..
non avviene... ma chiediamoci il perchè...

Tornando al discorso evidenziato, uno stato depressivo (devo però banalizzare per proseguire il mio discorso) può essere appunto visto nei due stati..
cioè in modo orizzontale e qui la psicologia può sguazzare con le proprie considerazioni e può placare, tamponare la depressione, rafforzando l'"io"..
però spesso,dopo questa parziale "costruzione" psicologica, al di là dei rapporti sociali e personali, siamo obbligati prima o poi a considerare un altro aspetto di noi.. un altro richiamo.. e cioè a porci altre domande..
ecco il secondo modo verticale.. dove approderemo in questa (per alcuni) strana mescolanza tra scienza e metafisica, dove può avanzare una percezione sensoriale e cognizione mentale di un "esterno" ed un "interno" differente ed ascendente..

Alcuni lo chiamano il "ricordo di sè" o l'ascolto della "Voce" .. alcuni la "chiamata".. ma nella sostanza, al di là delle proiezioni e del "costume educativo" che ci ha condotti fino a quel punto, è secondo me il Desiderio naturale di ricongiungerci alla nostra Matrice, all'energia primaria, che è coscienza pura.. e va sperimentata al di là di ogni qualsivoglia filosofia..
Conoscere è in qualche modo imparare ad essere..
e per essere (divenire), vi è una sola Via da mettere a fuoco..

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Vecchio 25-10-2007, 14.00.41   #25
Mirror
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Originalmente inviato da maxim
Arrivati a questo punto ne emerge un quadro che comincia a fare chiarezza su alcuni miei dubbi e che gettano le basi per una prima fondamentale proposizione. Pur essendoci diversi gradi di “malessere” interiore e non sempre ci si avvicina ad un cammino spirituale a seguito di un caso mentale patologico, possiamo affermare che:
- la ricerca spirituale deriva da un bisogno dell’uomo a causa di un suo malessere interiore intendendo questo come malessere della psiche!

Esso c’è ed è quel malessere che più o meno conosciamo tutti…del resto non si cerca l’interruttore della luce se la stanza è già luminosa!

Un Maestro mi ha detto: "La salute è la felicità del corpo, mentre la felicità è la salute dell'anima."
Questo basilare principio mi ha ispirato nel cammino... a ricercare la salute "psicofisica".
Anche se a taluni può sembrare utopico, una meta quasi irraggiungibile... ho tentato di cercare soltanto la salute, sia del corpo che dell'anima.
Ho cercato di far convergere questi due stati di salute e felicità, curando l'uno e l'altro dei due aspetti, cercando di armonizzarli fra loro e non separandoli... come spesso accade in parecchie dottrine religiose.
Allora sì che ci posso essere veramente dei rischi di disturbi... perchè si crea una divisione, un conflitto patologico fra corpo e spirito. Negare il corpo a favore dello spirito, creando una lota fra i due può effettivamente comportare patologie, problematiche psichiche...
Io credo invece che l'unità corpo-mente-spirito sia ciò a cui ci richiamano il nostro corpo, e anche la nostra natura più profonda. L'integrazione positiva fra corpo-mente e spirito, a mio parere, può scongiurare i timori e i dubbi a cui l'amico Maxim, giustamente allude.

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Vecchio 25-10-2007, 17.30.22   #26
fallible
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Salve e buon pomeriggio!
dopo una mattinata in reparto e varie vicessitudini quotidiane, ritirare la macchina dal meccanico fare un pò di spesa, la lettura di quanto postato da tutti voi rende le mie "celluline grige" alquanto surriscaldate ; vorrei partire da quanto chiede max la ricerca spirituale deriva da un bisogno dell’uomo a causa di un suo malessere interiore intendendo questo come malessere della psiche!....; si è un malessere interiore o meglio inadeguatezza che mi (ci) porta alla ricerca di una sorta di soluzione della stessa, forse solo coloro che applicano, in modo appropriato e forse inconscio, quei 32 (ne conoscevo molti di meno) meccanismi di difesa che li rendono immuni a quella "insodisfazione che rende la vita dinamica, non ne sentono il bisogno della ricerca di "soluzione"; Gautama principe indiano di qualche tempo fà fu un ottimo psicologo...fu tra i primi che pecepì l'alienazione e il dolore che già c'era ai suoi tempi (non è frutto della industrializzazione ) e ebbe l'intuizione di tracciare un percorso salvifico non per quello che l'amico golem chiama l'aldilà ma per vivere l'aldiquà, pur nella consapevolezza di quanto sia insoddisfaciente, poco duraturo, e incosistente, in modo sereno e consapevole...ha cercato di dare degli strumenti per avere un giusto attegiamento nel vivere quotidiano.

ps Probabilmente anche Gesù parla delle stesse cose in termini differenti...non ho approfondito il suo pensiero e questo credo che sia, si, ricondicibile, psicologicamente a una sorta di avversione a quello che la società in cui sono vissuto ha cercato di incul carmi claudio
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Vecchio 25-10-2007, 19.41.52   #27
Flow
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Originalmente inviato da maxim
- un qualsiasi stato depressivo senza apparenti cause scatenanti è sempre accompagnato da un malessere esistenziale?...ovverosia, la persona che lo subisce è portata ad una riflessione interiore che lo avvicina in qualche maniera alla metafisica?

La persona che subisce il malessere esistenziale viene espulsa dall'organismo assieme a tutte le sue soluzioni.. metafisiche e spirituali.

La psiche e' gia cosa morta.. ogni sforzo di salvarla e' innaturale e doloroso.
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Vecchio 26-10-2007, 10.17.11   #28
maxim
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Originalmente inviato da Yam
Caro maxim aggiungi pure l'uso di piante psichedeliche...magari ingurgitate per sbaglio...dall'innocente Omer Simpson....o dal Dottor Albert Hofman
U.G. pensava questo delle orde di ricercatori spirituali delle ultime generazioni di occidentali.
Metti che nel tuo giardino i pomodori si ibridassero con qualche pianta che contiene alcaloidi strani (ce ne sono a migliaia) oppure che ti mangi durante un viaggio a Bulgokindu del tofu con i funghi locali e che a te facciano un effetto strano...
Bene tu potresti divenire un mistico!
OK?
Aggiungi pure questa possibilita'.

Che significa questo? Non capisco perché hai voluto evidenziare la connessione tra le piante psichedeliche e il misticismo.
Se tu osservi il fenomeno però ti accorgerai che anche in questi casi non è la sostanza ingurgitata che ti fa “toccare” dio perché molto probabilmente se dovesse capitare a me che non possiedo, almeno apparentemente, mire divine, mi capiterebbe di “toccare” qualcos’altro
E' L’esaltazione di un fenomeno che è già presente dentro la nostra psiche, siano essi fantasmi, siano essi santi o appunto…dell’altro!

Ritorniamo un attimo a noi…
Mi par di aver compreso che la prima semplice proposizione sia stata accettata un po’ da tutti, mistici o profani:
- l’avvicinamento alla spiritualità deriva da un “malessere”…in principio è sempre una “mancanza” che spinge una persona sul tortuoso sentiero della ricerca spirituale.

Il preciso Golem, addentrandosi nell’affascinante ma complesso mondo della psiche, giustamente dipinge un uomo multidimensionale che manifesta disarmonie tra i vari piani e livelli di funzionamento ma esclude che ogni depressione senza “causa certa” sia dettata sempre da un problema esistenziale. Tuttavia, molto importante sottolinearlo, la comparsa del problema esistenziale è considerato una complicazione del quadro clinico del paziente.

Seconda proposizione:
- Il malessere che spinge una persona alla ricerca spirituale dipende da tutti i fattori (esterni ed interni alla persona) che hanno contribuito a sviluppare la sua psiche fino al momento della manifestazione del malessere.

Vi porto un esempio casalingo:
Mia moglie all’età di 20 anni (ora ne ha il doppio) è passata da un “apparente” stato di benessere ad un improvviso stato di profondo malessere psichico nel giro di una notte. Una mattina si è svegliata improvvisamente con una domanda che le frullava per la testa: ma io chi sono?
Nelle domande pareva il grande Nexus
Ne è conseguita una depressione di chiara origine esistenziale le cui cause sono insite nella multidimensionalità umana e nelle relative disarmonie tra i vari livelli così ben espresse da Golem. Inutile a mio avviso ricercare queste cause perché il loro danno l’hanno già prodotto…utile invece delineare un quadro generale della persona il cui carattere impresso nel DNA gioca un ruolo predominante per la ricerca della giusta “cura”.

Vi sarei grato se commentaste quanto suesposto

maxim is offline  
Vecchio 26-10-2007, 10.42.22   #29
atisha
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spiritualità e psicologia

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Originalmente inviato da maxim
Inutile a mio avviso ricercare queste cause perché il loro danno l’hanno già prodotto…utile invece delineare un quadro generale della persona il cui carattere impresso nel DNA gioca un ruolo predominante per la ricerca della giusta “cura”.

Vi sarei grato se commentaste quanto suesposto

ora scomodiamo pure il DNA e tutte le impressioni (memorie) ricevute..


non capisco maxim cosa cerchi.. hai già dato la tua sentenza, sia per ciò che riguardava tua moglie che per altro..
in più trovo che ognuno di noi abbia già dato numerosi spunti di elaborazione ed abbia tracciato un cammino.. il proprio..
e tu,senza per altro esserti soffermato più di tanto.. e senza farlo apposta (spero), hai banalizzato ogni cammino orizzontalizzandolo e condividendo esclusivamente la "voce" che più ti si addice, cioè quella dello psicologo..

che altro cerchi? sii sincero con te stesso...

atisha is offline  
Vecchio 26-10-2007, 11.55.46   #30
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Originalmente inviato da maxim
Mia moglie all’età di 20 anni (ora ne ha il doppio) è passata da un “apparente” stato di benessere ad un improvviso stato di profondo malessere psichico nel giro di una notte. Una mattina si è svegliata improvvisamente con una domanda che le frullava per la testa: ma io chi sono?
Nelle domande pareva il grande Nexus
Ne è conseguita una depressione di chiara origine esistenziale le cui cause sono insite nella multidimensionalità umana e nelle relative disarmonie tra i vari livelli così ben espresse da Golem. Inutile a mio avviso ricercare queste cause perché il loro danno l’hanno già prodotto…utile invece delineare un quadro generale della persona il cui carattere impresso nel DNA gioca un ruolo predominante per la ricerca della giusta “cura”.

Vi sarei grato se commentaste quanto suesposto
Eh... sì, stavolta hai colto nel segno... sono affetto anch’io dalla “depressione esistenziale”... ... a me è accaduto un po’ prima dei 20, ne avevo poco più della metà e, non so come, mi sono ritrovato tra le mani “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello... beh... ti dirò, un bel casotto, non dovrebbero permettere di leggere quel genere di libri a ragazzetti di quell’età... ... all’indice, li metterei all’indice... ora capisco le preoccupazione dei teologi... troooppe idee fanno male alla salute...! Sì, il danno è bello che prodotto ormai, ma credo che di questo “danno”, di questo “malessere”, sia intriso ogni essere umano, almeno quelli che per procacciarsi il cibo basta saccheggino un supermercato, che “siano” atei, mistici, agnostici, spirituali, “credenti”... o psicologi... credo che tale “patologia” sia connaturata all’essere umano, che sente una “mancanza” ad un certo punto, un distacco, una strana tensione, un anelare ad un ritorno, come quando appena messo al mondo si acquieta solo tra le braccia di sua madre da cui è stato appena costretto ad essere separato per percepire, per esistere, per sentire l’essere. Ed i filosofi, i mistici, i credenti, gli atei o chi per loro, ognuno seguendo la –propria- strada, danno un dipinto di questa “mancanza”, di questa “patologia”, secondo il –proprio- carattere, la propria mente, “psiche”, educazione dei primi anni di vita ed anche degli altri, modo di esprimersi e di sentire il proprio percorso di vita. Si potranno vivere dei cambiamenti, mutamenti anche profondi in questa “patologia” e così un credente potrà divenire ateo e viceversa, uno psicologo panettiere, un filosofo iscriversi a Fisica, perché si è accorto che non ci raccapezza un’acca...

Comunque, credo, non si possa negare il fatto che sia anche la “psiche”, “in ogni caso”, artefice dei nostri “movimenti”... è un bel calderone, la “psiche”. Sarebbe come negare il fatto che esistono tutta una serie di circostanze, tra cui anche “psichiche”, per le quali ora sto scrivendo queste precise parole e non altre; se ora le cancellassi, non le ricorderei e riscriverei tutto quanto, ma con toni, parole, immagini differenti. Qui penso non ci stiamo interrogando sull’esistenza del tempo, del principio di causa-effetto, del divenire (o no?)... dunque molto banalmente per una certa realtà sono rintracciabili tutta una serie di precedenti avvenimenti fittamente collegati alla sua realizzazione.

E tu vorresti la giusta “cura”? Vai a brevettare questa nuova “patologia” e vedrai che qualche pillola l’inventeranno sicuro, ce ne stanno di tutti i tipi! Io personalmente non la prenderei, sarebbe un antibiotico parecchio forte... un’anti-vita... mi sembrerebbe quasi di ferire a morte quell’indifeso uomo “primitivo”, che depositata un attimo la clava, iniziò forse a guardare le sue mani ed il cielo (non è un caso che l’astronomia sia stata la prima “scienza”) chiedendosi chi era, cosa era in rapporto a chi... insomma che cavolo ci stava a fare... ora la clava ancora ce l’abbiamo in mano e stiamo qua con le stesse medesime domande, solo le scriviamo su un pc e non le rivolgiamo al cielo... ed io sono sicuro che la Luna ed il cielo si sentano un po' più soli che in passato... siamo come due amanti che hanno litigato... riconciliamoci, accidenti..!

La fantascienza, ovvero come ci ricordiamo il futuro (pensiero di Ray Bradbury, quello di “cronache marziane” e “fahrenheit 451”), prospetta pure per androidi, robot umanoidi ed antropomorfi una simile “depressione esistenziale”, come insomma fosse insita nel nostro DNA e dunque necessariamente trasmessa ad ogni “nostra” creatura. In effetti quando si rompe qualche elettrodomestico, mi chiedo sempre se qualche ingranaggio abbia smesso di funzionare perché ad un certo punto si è chiesto: “ma io chi sono?”

Ecco, sì, questa domanda è pericolosa, molto pericolosa per l’elettrodomestico “società”, per cui abbisogna una cura ed in fretta...!
Ecco perchè, in sostanza, questo virus esistenziale viene considerato un aggravante del quadro clinico dell'ipotetico paziente “uomo”... ... alcuni tipi di superficiali terapie, azzardo, credo non abbiano altro obiettivo che non la salute in sé dell'uomo, il suo benessere con sé medesimo, ma nient'altro che la sua salute come ingranaggio ben oliato di questa società... qui sarei molto curioso di sentire psicologi, psicoanalisti...

nexus6 is offline  

 



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