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Vecchio 20-12-2007, 21.49.10   #11
Flow
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2006
Messaggi: 317
Riferimento: Sull'importanza dell'ignoranza spirituale...

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Perché quindi spronare alla salvezza quando in realtà è prima la morte che serve?

In realta' si vuole salvare soltanto la reputazione,
c'e' solo questo pensiero di conservazione..
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Vecchio 21-12-2007, 09.46.20   #12
maxim
Ospite abituale
 
L'avatar di maxim
 
Data registrazione: 01-12-2005
Messaggi: 1,638
Riferimento: Sull'importanza dell'ignoranza spirituale...

Sono molto amareggiato dal fatto che non si sia compreso il messaggio iniziale…
…io non volevo si parlasse degli errori (perché poi chiamarli errori?) che tutti, nessuno escluso, abbiamo commesso ed ancor oggi commettiamo. Di questo ne avevamo già discusso tempo fa!

Ho iniziato a scrivere questo 3D senza neanche sapere cosa volevo scrivere di preciso…quindi Ati nessun mio preconcetto sugli illuminati o sugli ignoranti.
Volevo portare l’attenzione sulla vita, presa globalmente, dei grandi maestri. Si è abituati ad esaltare la vita post-illuminazione mentre quella ante solitamente viene trascurata o usata per rafforzare la differenza di ciò che concettualmente vediamo come male (periodo ante-risveglio) e bene (periodo post-risveglio).
Inutile negare che, ci si possa credere o meno in certe cose, la vita di un maestro possiede delle particolarità, delle differenze caratteriali e aspetti di unicità che lo differenziano dal semplice adepto o dalle persone comuni. Insomma, ci affezioniamo ad un maestro perché possiede qualcosa che altri non hanno. Avevo notato che la vita ante-illuminazione di tutti i grandi maestri è stata piuttosto travagliata pertanto, quelle differenze che lo contraddistinguono dopo, sono presenti come originalità anche prima. Per farvi un esempio io non mi vedo un guru di fama mondiale che abbia condotto una vita normale, abbia studiato e praticato in maniera diligente tutti gli insegnamenti senza aver mai avuto grandissimi tormenti ed una condotta di vita “strana”, un po’ egocentrica…insomma, la classica persona che quando conosciamo pensiamo subito che sia un po’ fuori!

Correggetemi se sbaglio però mi pare di aver altresì notato che più la vita ante-risveglio risulta ai nostri occhi travagliata, unica, distruttiva da un punto di vista fisico e più tale originalità andrà a riflettersi anche dopo, evidenziando tutti quei benefici che solo l’immagine di unicità di una persona la rendono, ai nostri occhi, grande.

Quindi non bisogna affatto vergognarsi di ciò che si era perché è stato proprio quel percorso distruttivo a scatenare con una forza uguale e contraria il tanto agognato risveglio. Da questo punto di vista non vedo alcuna differenza di intensità di energia e sarei portato a rispettare, nella stessa identica maniera, l’uomo ante e quello post…non ci vedo un “ora è meglio, prima era peggio”.

Questo dovuto processo ante-illuminazione può però essere bloccato “salvando” la persona. Se U.G. non fosse stato quel “pazzo scatenato”, ribelle, unico, egocentrico uomo che sappiamo, si sarebbe magari fermato agli insegnamenti del convincente Ramana Maharishi…avrebbe salvato anticipatamente se stesso ed avrebbe raggiunto un risveglio ma certamente non sarebbe diventato l’U.G. che conosciamo.

Vorrei si riflettesse sull’ultima frase riportata e si pensasse a come, certe volte, far del bene alle persone significhi tagliare le ali della loro originalità non permettendogli di diventare ciò che in realtà potrebbero diventare...in quanto già lo sono!

maxim is offline  
Vecchio 21-12-2007, 11.36.31   #13
daniele75
Ospite abituale
 
L'avatar di daniele75
 
Data registrazione: 12-10-2007
Messaggi: 127
Riferimento: Sull'importanza dell'ignoranza spirituale...

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
Vorrei si riflettesse sull’ultima frase riportata e si pensasse a come, certe volte, far del bene alle persone significhi tagliare le ali della loro originalità non permettendogli di diventare ciò che in realtà potrebbero diventare...in quanto già lo sono!


Risponderei cosi:

"Non si deve entrare in cielo gli uni senza gli altri.Potete star sicuri di una cosa:
che non potrete entrare in cielo se prima tutti i ritardatari non saranno stati condotti alla luce,se anche uno di noi soffre nelle tenebre".
"Una volta percorsa una strada,non dovrete più ripassarvi,ma potrà succedere che siate voi a chiedere di ritornarci per aiutare gli altri".
-Maitre Philippe-
daniele75 is offline  
Vecchio 21-12-2007, 12.49.35   #14
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Riferimento: Sull'importanza dell'ignoranza spirituale...

Salva e buon giorno a tutti!
a quanto vedo il 3d è stato colto con sfumature differenti, ad una domanda se non provocatoria sicuramente inquisitoria dell'amicovedo noto una certa riluttanza ad esporre una parte di noi; mi ha colpito quanto postato da ati:
ti rendi conto di cosa sotto le righe stai chiedendo, dopo il lungo cappello d'introduzione??
un tiro al piccione mascherato a rispettabilissimi individui di cui neanche conosci..
a che fine?
al fine di completare la tua sentenza sull'illuminato?
due cose, la prima perchè non dare a max la chance che sia sincera "curiosita° per meglio "vedere"; la seconda che coinvolge l'interrgato...e se da "piccione" "servo" per una migliore "consapevolezza"?

Max prescindendo dal fatto che non credo che il dolore esistenziale e non, che è causa-effetto di uno stato, sia da considerarsi negativo ma "cammino", mi risulta strano, se ho ben capito , questo pensiero

Questo dovuto processo ante-illuminazione può però essere bloccato “salvando” la persona. Se U.G. non fosse stato quel “pazzo scatenato”, ribelle, unico, egocentrico uomo che sappiamo, si sarebbe magari fermato agli insegnamenti del convincente Ramana Maharishi…avrebbe salvato anticipatamente se stesso ed avrebbe raggiunto un risveglio ma certamente non sarebbe diventato l’U.G. che conosciamo.

mi ripeto, forse, ma qui non si tratta di "salvezza" eventualmete di presa di "coscienza" e poi ti rispondi da te stesso, se U.G. (che non conosco) non avesse fatto quello che ha fatto (se l'è "goduta?")non sarebbe quello che E'; sarebbe forse "meglio" forse "peggio" nel duale, ma nell'assoluto essendo "manifesto" così, è la migliore e l'unica possibile "forma" claudio

ps ho appene visto che sono apparsi molti posts, li leggo ora perdonatemi se ho commesso errori
fallible is offline  
Vecchio 21-12-2007, 12.50.23   #15
maxim
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Messaggi: 1,638
Riferimento: Sull'importanza dell'ignoranza spirituale...

Citazione:
Originalmente inviato da daniele tolu
Risponderei cosi:

"Non si deve entrare in cielo gli uni senza gli altri.Potete star sicuri di una cosa:
che non potrete entrare in cielo se prima tutti i ritardatari non saranno stati condotti alla luce,se anche uno di noi soffre nelle tenebre".
"Una volta percorsa una strada,non dovrete più ripassarvi,ma potrà succedere che siate voi a chiedere di ritornarci per aiutare gli altri".
-Maitre Philippe-

Ecco...ma io mi chiedevo...siamo proprio sicuri che sia sempre sofferenza la vita da “non illuminato”?...e siamo altrettanto sicuri che non la sia per quella di un "illuminato"?

Quell’ignoranza spirituale che risulta a volte essere indispensabile all’illuminazione perché vuol essere estirpata a tutti i costi?

…e cosa succederebbe se anziché prodigarsi nel redimere il sofferente, del quale ribadisco non esiste la sicurezza che soffra, il maestro si limitasse alla pura sua azione di vita, cioè al puro vivere senza proferire alcuna parola ma anzi…gli rifilasse, ad una eventuale richiesta di aiuto, un secco “arrangiati”?

maxim is offline  
Vecchio 21-12-2007, 16.12.46   #16
Noor
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Messaggi: 2,064
Riferimento: Sull'importanza dell'ignoranza spirituale...

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
…e cosa succederebbe se anziché prodigarsi nel redimere il sofferente, del quale ribadisco non esiste la sicurezza che soffra, il maestro si limitasse alla pura sua azione di vita, cioè al puro vivere senza proferire alcuna parola ma anzi…gli rifilasse, ad una eventuale richiesta di aiuto, un secco “arrangiati”?
Se non soffre.. neanche se lo va a cercare un maestro...
Per il resto..il maestro non da principalmente aiuti verbali,e quando lo fa ,se ne serve principalmente per indicare il non dicibile..
Il secco "arrangiati" funziona certamente meglio del redimere (che coccolerebbe e accerezzebbe solo l'ego..).
Il miglior aiuto il maetro lo da,secondo me, testimoniando la propria vita,col suo esserci per com'è,con l'esempio...
Noor is offline  
Vecchio 21-12-2007, 23.52.17   #17
Uno
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Riferimento: Sull'importanza dell'ignoranza spirituale...

Ho un albero di fichi, me ne fa veramente tanti, certe stagioni di più certe di meno, ma comunque parecchi. Io lo osservo come osservo tutto, nella stagione giusta i fichi "nascono" crescono e poi maturano, certi se li pappano gli uccellini sull'albero, certi cadono e marciscono, certi marciscono senza cadere, una parte li raccolgo e me li mangio.
Dici che dovrei sperare che cadano tutti e poi lasciarli tutti marcire a terra.... quelli non mangiati dagli uccellini? Certo concimano, qualcosa di buono lo fanno lo stesso, ma vuoi mettere mangiarseli? Non è la stessa cosa, no?
Quelli belli maturi e che vedo prima che marciscano o cadano in terra (solo quelli, mica sono ingordo) me li pappo tutti , a volte me ne capita qualcuno che è un pò passato... lascia un sapore non gradevole in bocca, una parte del Corpo, ma pazienza.

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Vecchio 22-12-2007, 08.11.24   #18
atisha
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Ecco...ma io mi chiedevo...siamo proprio sicuri che sia sempre sofferenza la vita da “non illuminato”?...

chi non soffre è sedato...
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Vecchio 22-12-2007, 08.18.01   #19
atisha
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Originalmente inviato da Uno
Quelli belli maturi e che vedo prima che marciscano o cadano in terra (solo quelli, mica sono ingordo) me li pappo tutti , a volte me ne capita qualcuno che è un pò passato... lascia un sapore non gradevole in bocca, una parte del Corpo, ma pazienza.

sì, pazienza.. l'importante è averlo raccolto..
ma l'amaro (il sapore non gradevole) si può sempre convertire.. utilizzare diversamente..
sia per apprezzare quelli buoni che per provare il nostro palato..
spesso cibandoci solo delle cose migliori, il palato si condiziona al meglio.. perdendo di vista il vero senso dell'alimentazione...

mia nonna divece sempre: amaro.. tienilo caro...
ora capisco perchè..

atisha is offline  
Vecchio 22-12-2007, 12.55.15   #20
Uno
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Originalmente inviato da atisha
sì, pazienza.. l'importante è averlo raccolto..
ma l'amaro (il sapore non gradevole) si può sempre convertire.. utilizzare diversamente..
sia per apprezzare quelli buoni che per provare il nostro palato..
spesso cibandoci solo delle cose migliori, il palato si condiziona al meglio.. perdendo di vista il vero senso dell'alimentazione...

mia nonna divece sempre: amaro.. tienilo caro...
ora capisco perchè..


Non credo che (tanto per aver un tono gentile) tu abbia compreso la mia metafora

Uno is offline  

 



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