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Vecchio 19-08-2002, 12.37.20   #21
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
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Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
Poichè l'argomento mi ha affascinato...ho deciso di cercare qualcosa che potesse dare maggiore chiarezza...
Ho trovato questo...Tratto dal libro "Il Messia"rabbino J. Immanuel Schochet

Il Moshiach e l'era messianica sono il traguardo ultimo del mondo, prefissato già all'inizio della creazione, per il quale il mondo è stato creato. Dunque, il Moshiach ha preceduto la creazione. Quest'affermazione però riguarda il concetto e l'anima del Moshiach poichè, rispetto alla realtà del mondo fisico, il Moshiach è un essere umano.
Il Moshiach è un essere umano nato in modo naturale da genitori umani. La sola particolarità delle sue origini è la discendenza dalla casa del re Davide, attraverso la linea del figlio Salomone. Dalla nascita in poi la sua rettitudine aumenterà senza sosta, e in virtù delle sue azioni egli meriterà livelli sublimi di perfezione spirituale.

Il Moshiach Presente In Ogni Generazione
Ogni momento è potenzialmente adatto alla venuta del Moshiach.

Ciò non significa però che, arrivato tale momento, egli apparirà di colpo dai cieli per rivelarsi in terra. Al contrario il Moshiach è già in terra, sotto le spoglie di un essere umano di grande levatura spirituale (uno tzadìq) che appare e vive in ogni generazione.
Nel giorno particolare che segnerà la fine dell'esilio, quando il Moshiach redimerà Israele, l'unica anima preesistente del Moshiach "conservata" nel giardino dell'Eden fin dall'inizio della creazione discenderà sopra quello tzadìq. Rabbi Moshe Sofer riassume tale principio nei seguenti termini:

Per quanto riguarda la venuta del figlio di Davide, devo fare una premessa: Moshè, il primo redentore di Israele, raggiunse l'età di ottant'anni senza sapere nè presentire che avrebbe redento Israele. Perfino quando il Santo, benedetto Egli sia, gli disse vieni e ti manderò dal faraone (Esodo 3, 10), Moshè declinò l'invito e non volle accettare quella missione.
Lo stesso avverrà con il redentore finale. Il giorno nel quale venne distrutto il Tempio nacque colui che, in virtù della sua rettitudine, è adatto a diventare il redentore. Nel momento opportuno D-o si rivelerà a lui e lo manderà, e da allora su di lui dimorerà lo spirito del Moshiach che è stato nascosto e trattenuto fino al momento della sua venuta.

E' quanto accadde anche nel caso di Shaul: lo spirito della regalità e lo spirito divino, che egli non aveva mai sentito prima, discesero su di lui soltanto dopo la sua unzione...

Lo tzadìq non si rende conto del suo potenziale. A causa dei nostri peccati molti di questi tzadiqìm se ne sono già andati; non abbiamo meritato che venisse loro conferito lo spirito del Moshiach. Essi erano adatti e appropriati a ciò, ma non la generazione cui appartenevano...
"Su di lui si poserà lo spirito di D-o, spirito di sapienza e intelligenza, spirito di consiglio e forza, spirito di conoscenza e timore. Sarà ispirato dal timore di D-o. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire, ma giudicherà i miseri con giustizia e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese; la sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio. La giustizia sarà la fascia dei suoi lombi, cintura dei suoi fianchi sarà la fede (Isaia 11, 2-5). Grazie alla sua conoscenza, il mio servo giustificherà il Giusto agli occhi della moltitudine (Isaia 53, 11).

Ecco, il mio servo sarà sapiente, sarà superiore e innalzato, sarà molto elevato (Isaia 52, 13). La sua sapienza sarà superiore a quella di re Salomone; egli sarà più grande dei patriarchi, più grande di tutti i profeti dopo Moshè e sotto molti aspetti ancora più osannato dello stesso Moshè. La sua statura e il suo prestigio sorpasseranno quelli di molti re prima di lui. Egli sarà un profeta straordinario, secondo solo a Moshè, con tutte le qualità e i requisiti mentali che accompagnano il dono della profezia.

Come un pastore fedele, egli si prenderà così tanta cura della sua gente da caricarsi di ogni sorta di sofferenze, onde assicurare che non un solo ebreo si perda.

Il Moshiach mediterà sulla Torà e si occuperà di mitzvòt; insegnerà a tutti gli ebrei e li istruirà su come procedere lungo le vie di D-o. Convincerà Israele a seguire e osservare le regole della Torà, porrà riparo alle infrazioni e combatterà le battaglie di D-o.

Il Moshiach rivelerà nuovi insegnamenti rendendo manifesti i segreti e i misteri della Torà, al punto che "tutta la Torà appresa in questo mondo sarà cosa vana a confronto della Torà del Mashiach".

Sebbene il Moshiach venga specialmente per Israele, tutte le nazioni riconosceranno la sua sapienza e si sottometteranno alla sua guida. Egli le guiderà e le istruirà.

Malgrado non ci sia bisogno che il Moshiach compia miracoli e prodigi per dimostrare la sua messianicità, egli ne farà in abbondanza.


inoltre.....
deirdre is offline  
Vecchio 19-08-2002, 12.40.33   #22
deirdre
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La tradizione ebraica parla di due redentori, ognuno dei quali è chiamato Moshiach. Entrambi hanno una parte nell'avvento dell'era messianica; essi sono Moshiach ben Davìd e Moshiach ben Yosèf.Il termine Moshiach senza altri attributi si riferisce sempre al Moshiach ben Davìd (il Moshiach che discende da Davide), della tribù di Giuda. Egli è il vero e proprio redentore finale, che governerà durante l'era messianica.Il Moshiach ben Yosèf (il Moshiach discendente di Giuseppe) della tribù di Efraim (figlio di Giuseppe) viene anche chiamato Moshiach ben Efraim. Egli viene per primo, precede il redentore finale e lo aiuta in qualità di vicerè.
Il ruolo essenziale del Moshiach ben Yosèf è di agire come precursore del Moshiach ben Davìd: egli preparerà il mondo per la venuta del redentore finale. Autori diversi gli attribuiscono funzioni diverse, alcune delle quali sono perfino quelle associate normalmente col Moshiach ben Davìd (quali il raduno dei dispersi, la ricostruzione del Tempio e così via).

La funzione principale e definitiva attribuita al Moshiach ben Yosèf è di natura politica e militare. Egli guiderà una guerra contro le forze del male che opprimono Israele, specialmente contro Edòm, i discendenti di Esaù.

Edòm è un termine che indica e accomuna tutti i nemici di Israele, che verranno distrutti dalla progenie di Giuseppe. E' una profezia dei tempi passati: la casa di Giuseppe sarà come un fuoco e la casa di Esaù sarà come paglia (Abdia 1, 18); la progenie di Esaù verrà consegnata nelle mani della progenie di Giuseppe.

Tale confronto finale tra Esaù e Giuseppe era già stato annunciato alla nascita di quest'ultimo dalle parole della madre Rachele, che esclamò: D-o ha tolto la mia vergogna (Genesi 30, 23). Con visione profetica aveva previsto che un "salvatore unto" sarebbe disceso da Giuseppe e avrebbe rimosso la vergogna di Israele.

In tale contesto Rachele gli diede il nome di Yosèf, dicendo: Yosèf li Hashèm ben achèr (mi aggiunga D-o un altro figlio-ben achèr). L'espressione ben achèr viene interpretata come ben acharòn shel 'olàm, "uno che verrà alla fine del tempo del mondo", da cui si deduce che il meshù'ach milchamà (colui che è unto per la battaglia) sarà un discendente di Yosèf.

Il risultato immediato di questa guerra sarà disastroso: Moshiach ben Yosèf sarà ucciso.

E' quanto viene descritto dalla profezia di Zaccaria (12, 10), che a proposito della tragedia dice: lo piangeranno come si fa per un figlio unico. La sua morte sarà seguita da un periodo di grandi calamità: queste nuove tribolazioni saranno la prova finale per Israele, e subito dopo il Moshiach figlio di Davide arriverà vendicandone la morte, facendolo risorgere e inaugurando l'era della pace e della beatitudine eterna.

Questa è in breve la descrizione generale del ruolo del Moshiach ben Yosèf, il discendente di Giuseppe attraverso la tribù di Efraim.

Rabbi Sa'adyà Gaon, uno dei pochi ad elaborare il ruolo del Moshiach ben Yosèf, fa notare che la sequenza descritta sopra non è definitiva ma contingente. Moshiach ben Yosèf non deve necessariamente apparire prima del Moshiach ben Davìd, nè compiere le azioni suddette o morire. Tutto dipenderà dalle condizioni spirituali del popolo ebraico al tempo nel quale la redenzione avverrà.

La funzione essenziale del Moshiach ben Yosèf è di preparare Israele alla redenzione finale, metterlo nelle condizioni necessarie per aprire la strada attraverso la quale potrà giungere il Moshiach ben Davìd.

A proposito della redenzione ultima, si dice che se Israele farà teshuvà, allora verrà immediatamente redento (perfino prima della data prestabilita per la venuta del Moshiach). Se invece non compirà la teshuvà, diventerà dipendente da tale data finale: il Santo, benedetto Egli sia, li renderà soggetti al governo di un tiranno i cui decreti saranno crudeli come quelli di Haman, e così facendo Israele farà la teshuvà e tornerà sul giusto cammino (Talmud Sanhedrìn 97b).

In altre parole, se Israele ritornerà a D-o di propria scelta rendendosi così degno della redenzione, non ci sarà bisogno delle prove e delle tribolazioni descritte negli eventi associati al Moshiach ben Yosèf: Moshiach ben Davìd verrà direttamente e ci redimerà.

Inoltre, anche se ci fosse bisogno della venuta del Moshiach ben Yosèf, le conseguenze non devono necessariamente essere così severe come quelle descritte in precedenza, ma possono essere mitigate dalle nostre preghiere e azioni meritevoli.

Rabbi Yitzchàq Luria (Arì Zal) fa notare che il discendente di Giuseppe, il precursore del Moshiach finale, è in effetti il kissè Davìd (il trono di Davide, cioè del Moshiach).

Quindi, quando preghiamo quotidianamente durante l'Amidà "ristabilisci velocemente il trono del tuo servo Davide", dovremmo riferirci al Moshiach ben Yosèf e pregare D-o affinchè non debba morire durante le lotte premessianiche. Come tutte le preghiere, anche questa avrà i suoi effetti.

Di conseguenza, è chiaro che tutto quanto si è detto a proposito della venuta del Moshiach ben Yosèf non è parte essenziale e inevitabile della redenzione messianica che stiamo attendendo. Lo stesso si può dire della guerra di Gog e Magog che, come gli altri eventi, potrebbe avvenire in modo ben diverso (o potrebbe essere già avvenuta). Si spiegherebbe così come mai il Rambam non faccia il minimo accenno all figura del Moshiach ben Yosèf. Rabbi Sa'adyà Gaon e rabbi Hay Gaon, come un buon numero di saggi, si riferiscono a lui sia in modo conciso che dilungandosi in particolari.

Data la divergenza dei modi con i quali i midrashìm e le interpretazioni si riferiscono al Moshiach ben Yosèf, è praticamente impossibile presentare una sinossi succinta che vada oltre quanto già detto.

Quindi, la cosa piò saggia è citare rabbi Chasdai Crescas che afferma: "Non si può trarre nessuna conoscenza certa dall'interpretazione delle profezie riguardanti il Moshiach ben Yosèf, nè dalle affermazioni fatte su di lui da alcuni gaonìm"; non è dunque utile elaborare ulteriormente il soggetto.



Bene..che ne pensate?
baci
deirdre is offline  
Vecchio 19-08-2002, 16.22.00   #23
Ygramul
Anima Antica
 
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Data registrazione: 22-07-2002
Messaggi: 423
Thumbs up Complimenti Deidre!!!

Devo dire che il tuo intervento l'ho trovato molto interessante. Probabilmente cercherò il libro da cui lo hai estratto per leggermelo con calma. In effetti nell'ebraismo la cultura messianica è profondamente articolata e complessa e sono dell'avviso (come penso anche tu) che sia molto più utile sentire dai diretti interessati le spiegazioni al riguardo.
Ygramul is offline  

 



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