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Vecchio 15-01-2007, 14.10.58   #21
Elijah
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Riferimento: Parallelo fra Cristo e Buddha

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Poi visto che porti in essere l'"IO SONO" e vieni a giocare in casa mia, ti dirò che non ricordo che nel Vangelo Cristo affermi mai di se stesso di essere "IO SONO".
Ehm...
Il Vangelo secondo Giovanni è piuttosto famoso per tutti quei passi in cui si trova "ego eimi" ("IO sono" in greco) in bocca a Gesù. E l'intento dell'autore - il discepolo che Gesù più amava (= autore del 4o Vangelo) - è piuttosto chiaro a riguardo - sul cosa volesse trasmettere.
Facendo due esempi:

Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono».
(Giovanni 8:58)

Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» 5 Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. 6 Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.*
(Giovanni 18:4-6)

* Per quale motivo quel "ego eimi" ebbe tale effetto? Un semplice caso? Dubito che l'autore del quarto Vangelo la pensasse così.

Come si rivela Dio all'umanità nella Bibbia?

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Quell’affermazione in ambito cristiano la ricordo solo come risposta di Dio a Mosè, (non Abramo), dove in Esodo ci sono queste parole:

Mosè disse a Dio: « Ecco, io arrivo dagli Israeliti e dico loro: "Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi". Ma mi diranno: "Come si chiama?". E io che cosa risponderò loro? ». Dio disse a Mosè: « Io sono colui che sono! ». Poi disse: « Dirai agli Israeliti: "Io-Sono" mi ha mandato a voi. [...] Questo è il mio nome per sempre: questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione » (Es 3,13-15)..

Esodo 3:14 nella LXX: "Ego eimi o ov". (IO SONO colui che è - in ebraico abbiamo "IO SONO colui che sono" ).

Isaia 52:6 nella LXX: "Ego eimi". (IO SONO).

-> Il mio popolo conoscerà il mio nome; perciò saprà, in quel giorno che IO SONO; io ho parlato. Eccomi!
(Dio in Isaia 52:6)

E cosa troviamo nella bocca di Gesù nel Vangelo secondo Giovanni?
"Ego eimi... e odos kai e aletheia kai e zoe".

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Con tutto il rispetto verso Cristo, non riesco a capire come tu possa elevarlo all’altezza di un illuminato come Budda che è oltre Dio stesso.
Perché grosso modo per il cristiano, ciò che per Siddhartha era oltre dio stesso - l'illuminazione e lo stato di Buddha -, è Dio stesso.

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Vecchio 15-01-2007, 15.02.22   #22
Yam
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Riferimento: Parallelo fra Cristo e Buddha

Qui di seguito Gesu' parlo' come il Buddha: le quattro nobili verita' (Sofferenza, Origine della sofferenza, Cessazione della sofferenza, Sentiero che conduce alla cessazione della Sofferenza) sono splendidamente illustrate .

Dal Vangelo secondo Luca (capitolo15, versetti 11-32)


«Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!
Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
«Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

«Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

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Vecchio 15-01-2007, 15.25.56   #23
VanLag
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Riferimento: Parallelo fra Cristo e Buddha

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» 5 Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. 6 Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.*
(Giovanni 18:4-6)

* Per quale motivo quel "ego eimi" ebbe tale effetto? Un semplice caso? Dubito che l'autore del quarto Vangelo la pensasse così.
Veramente in questo punto, da diverse parti, ho trovato tradotto con: - sono io –
Cioè come risponderemmo in italiano: - «Chi cercate?» Gli risposero: «mister X» e questi rispose: «sono io».
Infatti rispondere alla domanda precedente dicendo: - io sono colui che è – sarebbe poco logico.
La frase di cui sopra suonerebbe infatti così: - «Chi cercate?» Gli risposero: «mister X» e questi rispose: «io sono colui che è».

Il fatto che indietreggiarono e caddero a terra non ha niente a che vedere con la sentenza “io sono”. Una personalità forte, a volte, esercita questo potere. Anche di Cesare si dice che una volta disarmò un drappello di nemici con la sua sola presenza.

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
Esodo 3:14 nella LXX: "Ego eimi o ov". (IO SONO colui che è - in ebraico abbiamo "IO SONO colui che sono" ).

La risposta che c'è in esodo 3:14 alla domanda di Mosè è: -Yahweh



– che è stato tradotto, nella Vulgata come “Io sono colui che sono”; nei Settanta come “Io sono colui che è”; In in Aquila e Teodozione come: “Io sarò quello che sarò”; e nella Versione Arabica come “L’Eterno”.

Citazione:
Originalmente inviato da Elijah
E cosa troviamo nella bocca di Gesù nel Vangelo secondo Giovanni?
"Ego eimi... e odos kai e aletheia kai e zoe".
........si ma tutt’altro che chiaro anche valutando che nei testi dell’antico patto il nome che Dio fornì di se stesso, cioè Yahweh è soggetto ad interpretazioni.

Ma ecco che a fronte di testi sacri antichi e di dubbia interpretazione e traduzione, ti contrappongo un testo recente, di qualche decina d’anni, tradotto in tempo reale dal marati all’inglese, trascritto in Inglese e successivamente tradotto in italiano. Il testo è pieno di occorrenze della sentenza “io sono” usata per lo più come incitamento alla ricerca ma anche per esprimere quello stato di realizzazione che è la fine della ricerca. Stò parlando ovviamente sempre di Nisargadatta Maharaj che parlando di se dice:

M.: Prima di qualunque principio, dopo tutte le fini: io sono. Tutto ha il suo essere in me, nell'"io sono" che brilla in ogni creatura. Anche il non-essere è impensabile senza di me. Qualunque cosa accada, devo essere lì a testimoniarlo.

M.: io sono oltre il tempo. La vita, anche quando è lunghissima, è solo un attimo, un sogno. Così, io sono al di là di tutti gli attributi. Nella mia luce, appaiono e scompaiono, ma non possono descrivermi. L'universo è tutti i nomi e le forme basate sulle qualità e le loro differenze, ma io sono oltre. Il mondo c'è perché io sono, io non sono il mondo.


Direi che qui non ci sono problemi di interpretazione…. Si può crederci o meno ma lui lo ha detto.
Lo stralcio che riporto con le sue parole continua con sollecitazioni atte a mostrare l’importanza della ricerca nell’io sono, e frasi così ce ne sono tantissime nel libro, quindi direi che avete scoperto un po' lacqua calda enfatizzando così tanto l'importanza di quella formula.

M.: Anche dire che non sei il corpo non è esatto. In un certo senso sei tutti i corpi, i cuori e le menti, e molto di più. Scava nell'"io sono", e troverai.

M.: Tutto verrà, via via che procedi. Fa' il primo passo. L'"io sono" lo conosci. Sta' con esso tutto il tempo che puoi, finché ti diventerà naturale. Non c'è una via più semplice e migliore di questa.

M.: Rigetta tutti i pensieri tranne uno: "io sono". Dapprima la mente si ribellerà, ma con pazienza e tenacia potrà maturare e diventare quieta. Quando sarai quieto, le cose cominceranno ad accadere da sé, naturalmente, senza che tu interferisca.

M.: Non c'è un modo. Tieni a mente l'"io sono", immergiti in esso finché il sentimento e il pensiero diventano tutt'uno. Dopo prove e riprove, raggiungerai il giusto equilibrio di attenzione e amore, e la mente sarà fermamente installata nell'"io sono". Qualunque cosa tu pensi, dica o faccia, è sullo sfondo di questa condizione inalterata e amorevole.

M.: Tutte le direzioni sono nella mente. Non ti chiedo di guardare in una direzione particolare. Semplicemente distrai lo sguardo da tutto ciò che accade nella mente e puntalo sull'"io sono". L'"io sono" non è una direzione. È la negazione di tutte le direzioni. Infine anche l'"io sono" svanirà, perché non occorre ribadire ciò che è ovvio. Puntare la mente sull'"io sono" l'aiuta a distogliersi dal resto.

M.: Concéntrati unicamente sull'"io sono". Così, quando la mente diventa completamente silenziosa, si fa fulgida e vibra di nuova conoscenza. Tutto avviene da sé, devi solo aderire all'"io sono". Come all'uscita dal sonno o da un'estasi ti senti fresco e ristorato, anche se non ti spieghi perché, così nella realizzazione ci si sente colmi, appagati, liberi dalla stretta del piacere-dolore, e tuttavia ignari, il più delle volte, di come sia successo. Puoi formularlo solo per negazioni: "non c'è più niente in me che non vada bene". È solo rispetto a com'eri che sai di esserne fuori. Per il resto, sei giusto te stesso. Non cercare di comunicarlo. Se ci riesci, non è reale. Osservalo silenziosamente in azione.



Ultima modifica di VanLag : 15-01-2007 alle ore 17.27.52.
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Vecchio 16-01-2007, 01.53.20   #24
Elijah
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Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Veramente in questo punto, da diverse parti, ho trovato tradotto con: - sono io –
Può benissimo darsi. Io osservavo il testo in greco e lì troviamo "ego eimi", letteralmente tradotto: "IO sono". L'"io" è da sottolineare, in quanto di norma in greco non lo si mette e se lo si mette, significa che è da accentuare.

"Sono io" mi pare una traduzione che non mette tanto in risalto quanto da me appena detto... È una normalissima risposta. Chi sei? Sono io...
Ma nel testo in greco troviamo: IO sono (e non qualcun d'altro).

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Infatti rispondere alla domanda precedente dicendo: - io sono colui che è – sarebbe poco logico.
Nessuno mette in dubbio che Gesù intendesse anche rispondere alla domanda... Il punto è però comprendere se l'autore del Vangelo dietro a quella risposta ci vedesse qualcosa in più... E la risposta è - a mio modo di pensare - alquanto chiara, ed è affermativa.

L'allacciamento a quel "IO sono" di Isaia 52:6, in cui non viene aggiunto "colui che è", ma è presente solo ancora "IO sono"... è piuttosto palese.

(Ma lo stesso discorso non vale per i Sinottici; questa è solo una particolarità del Vangelo secondo Giovanni).

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
La risposta che c'è in esodo 3:14 alla domanda di Mosè è: -YHWH
Ehm... Non proprio... La risposta in Esodo 3:14 è:

Dio disse a Mosè:
אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה -> Ehyeh asher ehyeh -> Io sono colui che sono. (O: Io sarò colui che sarò - in quanto in ebraico troviamo un Imperfekt Qal, che corrisponde in realtà ad un futuro, ma...).

Poi disse: "Dirai così ai figli d'Israele:

אֶהְיֶה -> Ehyeh -> Io sono

... mi ha mandato da voi".

Non c'è il tetragramma YHWH, ma "aleph he yod he", insomma, cambia la prima consonante. Ma comunque hai ragione, la risposta di Dio in questo passo è strettamente legata al tetragramma, in quanto in questo passo si può capire come veniva interpretato YHWH e il significato che si dava (da dove proveniva etimologicamente parlando ecc., cioè dal verbo "he yod he", che può significare "essere", ma anche altro...).

Per il resto:

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
È stato tradotto, nella Vulgata come “Io sono colui che sono”
Esatto: Ego sum qui sum.

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Nei Settanta come “Io sono colui che è”
Vero: εγω ειμι ο ων

Vabbè... Chiudo qua l'O.T. anche perché sono stanco...

Notte.
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Vecchio 16-01-2007, 07.12.39   #25
paperapersa
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Riferimento: Parallelo fra Cristo e Buddha

Eliah caro,
a parte tutte le disquisizioni teologiche, la scoperta dell'Io sono
in ogni uomo è la scoperta dell'immagine e somiglianza a Dio,
la scoperta della mai avvenuta separazione da Lui, la scoperta della
gioia, la rinascita o resurrezione vera di ognuno di noi quando
si mette in cerca da solo o guidato da un maestro
Chiedilo anche a padre Ballester.
paperapersa is offline  
Vecchio 16-01-2007, 17.46.39   #26
Aleksandr
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Riferimento: Parallelo fra Cristo e Buddha

L'illuminazione sperimentata da Budda si riduce alla convinzione che il mondo è cattivo, fonte di male e sofferenza per l'uomo. Per liberarsi da questo male bisogna liberarsi dal mondo; bisogna spezzare i legami che ci uniscono con la realtà esterna, quindi i legami esistenti nella nostra costituzione umana, nella nostra psiche e nel nostro corpo. Più ci liberiamo dai legami, più ci rendiamo indifferenti a quanto è nel mondo e più ci liberiamo dalla sofferenza, cioè dal male che proviene dal mondo. Nell'illuminazione trasmessa da Budda non si parla però di avvicinarsi a Dio... Ci si trova in un sistema ateo. Non ci liberiamo dal male attraverso il bene, che proviene da Dio, ce ne liberiamo solamente tramite il distacco dal mondo, che è cattivo. La pienezza di questo distacco non è l'unione con Dio, ma il "nirvana", ovvero uno stato di perfetta indifferenza nei riguardi del mondo. Salvarsi vuol dire prima di tutto liberarsi dal male, rendendosi indifferenti verso il mondo, che è fonte di male. Cristo, invece, non propone il distacco dal mondo, propone il distacco dal male del mondo attraverso l'unione con Ciò che è fuori dal mondo, che non è il nirvana ma Dio persona. L'unione con Dio non si realizza soltanto sulla via della purificazione, ma mediante l'amore. Nella purificazione dell'anima umana da questa terra culmina il processo spirituale e si concludono le riflessioni di Budda. Il Cristianesimo, invece, vede in questo solo la "preparazione" necessaria affinchè l'anima dell'uomo possa essere in unione con l'amore di Dio. Così, nonostante alcuni aspetti convergenti, c'è un essenziale divergenza. Il cristianesimo non nasce da un'illuminazione puramente negativa che rende l'uomo consapevole del male che sta nell'attaccamento al mondo attraverso i sensi, l'intelletto e lo spirito, ma dalla Rivelazione di Dio. Questo Dio si apre all'unione con noi per suscitare la nostra capacità di unirsi a Lui, per esempio attraverso la fede e la speranza... La verità su Dio che ha creato il mondo e che ha mandato sulla terra Cristo Redentore, è una forza potente che non ispira all'indifferenza verso il male del mondo ma ad un'atteggiamento positivo verso la creazione e ad una costante spinta a impegnarsi nella sua trasformazione e nel suo perfezionamento. L'indulgere ad un atteggiamento di indifferenza verso il mondo nella convinzione che per l'uomo questo è solo causa di male e fonte di sofferenza, e che perciò da esso ci si debba staccare spiritualmente, invece, è un fatto negativo perchè va solo in quella direzione e perchè è contrario allo sviluppo della società umana. Tra le religioni dell'Oriente, essenzialmente atee, e il cristinesimo c'è un enorme differenza nel modo di intendere il mondo, che è per i cristiani creatura di Dio redenta da Gesù Cristo. Nel mondo l'uomo incontra Dio e non ha perciò bisogno di esercitare un distacco assoluto per ritrovare sè stesso.. Per il cristianesimo non ha senso parlare del mondo come un "male", perchè nel proprio percorso di vita si trova Dio Creatore che ama TUTTA la Sua creazione, tanto da averle dato e sacrificato la propria natura divina, nel Fglio Gesù, per farla partecipare alla Sua eternità.
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Vecchio 16-01-2007, 21.11.43   #27
angelo2
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non credo che sia questa l'intenzione del Buddah, probabilmente è soltanto una delle interpretazioni semplicistiche. Credo che la sua intenzione sia quella di elevarsi al di sopra del bene e del male; questo non vuol dire indifferenza ma avere un punto di osservazione estraneo che ti permette di essere obiettivo. Tutto il male non è solo male e tutto il bene non è solo bene. Faccio un esempio terra terra per spiegarmi meglio: se io sono di un certo colore politico, seguirò il mio leader, se apparentemente certe scelte potrebbero non andarmi bene, le sceglierò ugualmente trovando per me stesso una giustificazione che mi permetta di rimanere in tutta tranquillità di quel colore politico. Se invece non scelgo di appartenere a nessuna colorazione politica ma.... per così dire, volo al di sopra, riuscirò ad avere una obiettività accettando per buona, ora l'una, ora l'altra idea senza lasciarmi influenzare da un credo particolare. Se la mia chiesa ordina che i preservativi e gli anticoncezionali sono un male ed io mi professo fedelissimo cattolico, difenderò questa idea con tutte le mie forze, così ha fatto ad esempio madre Teresa di Calcutta. Se invece "si vola un po' più in alto" si può pensare che mettere al mondo una quantità industriale di figli per farli morire di fame, di sete o di epidemie, forse non è proprio quello che si può definire un bene.
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Vecchio 16-01-2007, 22.57.19   #28
Yam
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Riferimento: Parallelo fra Cristo e Buddha

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Originalmente inviato da Aleksandr
L'illuminazione sperimentata da Budda si riduce alla convinzione che il mondo è cattivo, fonte di male e sofferenza per l'uomo. Per liberarsi da questo male bisogna liberarsi dal mondo; bisogna spezzare i legami che ci uniscono con la realtà esterna, quindi i legami esistenti nella nostra costituzione umana, nella nostra psiche e nel nostro corpo. Più ci liberiamo dai legami, più ci rendiamo indifferenti a quanto è nel mondo e più ci liberiamo dalla sofferenza, cioè dal male che proviene dal mondo. Nell'illuminazione trasmessa da Budda non si parla però di avvicinarsi a Dio... Ci si trova in un sistema ateo.

Questa visione dell'insegnamento del Buddha era tipica in occidente nei primi studi di orientalistica della fine del secolo XIX, anche se in alcune forme di Buddismo primitivo c'era effettivamente una visione negativa della Vita al punto che nei primi secoli dopo Cristo nacque il Mahayana per correggere la visione nella cosiddetta Via di mezzo, perche' gia' in origine l'insegnamento del Buddha indicava questa Via, dove la Vita ha un significato profondo.
Sostanzialmente il buddismo, inteso nella sua vero significato e' identico al Cristianesimo.
Sunyata non e' altro che il Padre, l'Assoluto Immanifesto*.

Certo non riuscirei a mettere daccordo un Cristiano e un Buddista su questa mia affermazione, prima dovrebbero entrambi lavorare sodo per un po di tempo e uscire dai rigidi schemi dottrinari che sono sempre e solo lo specchio di una mancata "illuminazione" dello Spirito.



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Non ci liberiamo dal male attraverso il bene, che proviene da Dio, ce ne liberiamo solamente tramite il distacco dal mondo, che è cattivo. La pienezza di questo distacco non è l'unione con Dio, ma il "nirvana", ovvero uno stato di perfetta indifferenza nei riguardi del mondo. Salvarsi vuol dire prima di tutto liberarsi dal male, rendendosi indifferenti verso il mondo, che è fonte di male.

Questo e' assolutamente falso, anche se nel Buddismo primitivo (a causa di una deriva ascetica sempre piu' accentuata dopo la dipartita del Buddha storico) si separava la realta' assoluta (Nirvana) da quella relativa (Samsara), cosa che il Buddha non aveva insegnato (anche la definizione di Samsara di Wiki e' pregna di quell'antico fraintendimento)....e neanche il Cristo (..alludo alla separazione tra assoluto e relativo...ma questo e' un po piu' difficile da comprendere per noi e prima bisogna liberarsi di un certo dogma). In ogni caso la brama o concupiscenza e' per entrambe le tradizioni cio' che va superato...attraverso l'Amore. Sono semmai i metodi che sono diversi, anche se Cristo dette quella indicazione che sta alla base non solo del Buddismo, ma di ogni tradizione religiosa presa nel suo aspetto piu' profondo. (non dualita').

Non c'e' per il Buddismo una indifferenza nei confronti del mondo e della vita, perche' l'essenza dell'energia della manifestazione e dell'illuminazione e' Karuna (Amore, Compassione).

* ...anche se nel Cristianesimo si privilegia l'aspetto personale, con attributi mentre nel Buddismo quello impersonale, senza attributi...ma sempre UNO e'.
E' interessante vedere come fu risolto questo aspetto apparentemente conflittuale nel Vedanta e cioe' tra Nirguna e Saguna Brahman (Saguna e' Ishvara). E anche come il Saguna Brahman fu integrato con il Dio Islamico (che e' sostanzialmente Nirguna) nel periodo della sanguinosa invasione Islamica dell'India, dai Sant, quali Kabir e Dadu. A questo movimento dettero il la proprio i maestri Sahajsti Buddisti, quali Saraha.

Ultima modifica di Yam : 17-01-2007 alle ore 10.03.39.
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Vecchio 17-01-2007, 10.12.43   #29
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Per tornare al 3d direi che il parallelo non è sostenibile…..

Non si può confrontare un illuminato come Budda con un profeta o un giusto come Cristo. Sono decisamente su due piani diversi, il primo è oltre la dualità il secondo è ancor in un mondo diviso tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra creatore e creatura.
E’ un po’ il confronto fra Lao Tse e Confucio. Confucio un uomo buono sensibile, di vivissima intelligenza, pieno di carisma, un po’ come Cristo, insegna ai suoi contemporanei una via morale ed etica, ma questo non lo pone all’altezza del “dragone” (Lao Tse) la cui influenza silenziosa irradia il mondo in maniera impercettibile e va più in profondità.
L’espressione di Cristo è l’espressione del suo tempo inserita nella venerazione del popolo ebraico per Dio. I suoi insegnamenti sono precetti di buon senso e di amore, che qualsiasi uomo di buona volontà può nutrire.
L’equiparazione di Cristo alla divinità è frutto della cristologia paolina. Un'idea nata per imitazione coi culti esoterici dell’ambiente ellenistico nel quale Paolo era nato.
D’altro canto l’influenza di Paolo nella formazione del cristianesimo è nota a tutti. C’è anche una mia ricerca qui nel sito a questo indirizzo, https://www.riflessioni.it/angolo_fil..._sa cri_2.htm che dimostra come fu Paolo e on Gesù l’ideatore dell’eucaristia.
Fu poi, il concilio di Nicea, 325 anni dopo la morte di Cristo, a sancire l’identità di Gesù con Dio, tesi che non avrebbe mai e poi mai potuto passare nell’ebraismo dove solo pronunciare il nome di Dio era peccato, (figuriamoci storpiare il concetto altissimo che gli ebrei avevano di Jahvè in una trinità).
Un dogma di fede non dimostra nessuna verità, anzi dimostra che siccome, logicamente la mia tesi è insostenibile ti chiudo la bocca col dogma, fino al caso più eclatante di Maria che sarebbe rimasta vergine ante partum e post partum..

Ben altra statura ha il Budda che brilla di luce propria e che, da Ceylon alla penisola giapponese ha dischiuso la via del dharma a quasi un miliardo di Buddisti.
Budda non si sottomette a Dio perché nella concezione orientale un uomo che abbia realizzato la sua vera natura è Dio stesso e questo è il cuore della grande tradizione sapienziale. “No power outside the man” … tuona un illuminato moderno davanti agli ascoltatori attoniti e la sua voce tracima di una certezza così assoluta che persino le mosche sembrano essersi fermate ad ascoltarlo.


Ultima modifica di VanLag : 17-01-2007 alle ore 13.18.09.
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Vecchio 17-01-2007, 12.30.09   #30
Yam
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Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Per tornare al 3d direi che il parallelo non è sostenibile…..

Non si può confrontare un illuminato come Budda con un profeta o un giusto come Cristo. Sono decisamente su due piani diversi, il primo è oltre la dualità il secondo è ancor in un mondo diviso tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra creatore e creatura.

Se ti rifai ad una visione "canonica" del Cristo potrei darti ragione. Se cerchi di cogliere le manipolazioni che il suo insegnamento ha subito -al di la di quelle - scorgi delle vere e proprie perle, in un'ottica non duale, di una raffinatezza e profondita' mai viste prima, neanche in un Ramana Maharshi. Personalmente solo nel Buddha ho trovato quella profondita', che pero' va verificata "interiormente", altrimenti si rimane in una sterile pretesa di esegesi intellettualistica che lascia il tempo che trova.
Non esiste nessun saggio del passato il cui insegnamento non sia stato immediatamente manipolato, storpiato, deviato. Perfino i discepoli di Kabir e di Dadu dettero origine a sette chiuse e dogmatiche, quando leggendo la Granthavali di Kabir o i versi di Dadu ci troviamo di fronte a ben altro messaggio.

Citazione:
E’ un po’ il confronto fra Lao Tse e Confucio. Confucio un uomo buono sensibile, di vivissima intelligenza, pieno di carisma, un po’ come Cristo, insegna ai suoi contemporanei una via morale ed etica, ma questo non lo pone all’altezza del “dragone” (Lao Tse) la cui influenza silenziosa irradia il mondo in maniera impercettibile e va più in profondità.

Non regge questo paragone, anche perche' l'influenza sull'umanita' intera del messaggio di Cristo e' di una potenza straordinaria ed e' sotto gli occhi di tutti, ma in particolare nel nostro cuore, dove il Logos ha la sua dimora naturale, sin dalla nascita e in ogni uomo. E' li che Ramana Maharshi invitava a dimorare e il Buddha anche e cioe': oltre la sfera della personalita', della mente, dell'ego.
Separare gli insegnamenti che riguardano l'etica dagli insegnamenti sulla pura non dualita' e' un'altra delle aberrazioni dalle quali occorre prendere le distanze. Non e' possibile una Illuminazione senza perfezione Etica, se manca quella allora non e' Illuminazione....ma stato alterato di coscienza.
I problemi del Buddismo e delle tradizioni orientali in genere sono molto legati a visioni estremistiche del Vuoto. Il Buddha sapeva molto bene questo e indico la sua Via di Mezzo, cionostante il problema si ripresento' molto spesso nel Buddismo (e non solo). Furono molti i Maestri nel corso dei secoli a dare una ulteriore spinta alla ruota del Dharma. A me personalmente, oltre ai miei insegnanti, sono cari Vimalakirti, Hui Neng e Dogen.

Citazione:
L’espressione di Cristo è l’espressione del suo tempo inserita nella venerazione del popolo ebraico per Dio. I suoi insegnamenti sono precetti di buon senso e di amore, che qualsiasi uomo di buona volontà può nutrire.

Gli insegnamenti di Gesu' vanno ben oltre, contenendo precise indicazioni per la trasformazione interiore dell'uomo sino alla morte mistica (dell'ego o personalita'), basta saperli leggere.

Citazione:
L’equiparazione di Cristo alla divinità è frutto della cristologia paolina. Un'idea nata per imitazione coi culti esoterici dell’ambiente ellenistico nel quale era nato.
D’altro canto l’influenza di paolo nella formazione del cristianesimo è nota a tutti. C’è anche una mia ricerca qui nel sito a questo indirizzo, https://www.riflessioni.it/angolo_filosofico/ricerca_manipolazione_testi_sa cri_2.htm su come Paolo fu lui l’ideatore dell’eucaristia e come quella tantissimi altri passaggio dell’attuale cristianesimo.
Fu poi, il concilio di Nicea, 325 anni dopo la morte di Cristo, a sancire l’identità di Gesù con Dio, tesi che non avrebbe mai e poi mai potuto passare nell’ebraismo dove solo pronunciare il nome di Dio era peccato, (figuriamoci storpiare il concetto altissimo che gli ebrei avevano di Jahvè in una trinità).

Cosi come il definire Avatar di Visnu il Buddha, o Avatar di Shiva, Shankara. E' evidente che trattasi di opera postuma alla loro esistenza, opera degli uomini che seguirono.
L'Avatar e' un falso Mito, come potrebbe il Nirguna Brahman o il Saguna Brahman incarnarsi? Non avrebbe il minimo senso.
L'aspetto trinitario e' presente in ogni tradizione, anche nel Buddismo, Nisargadatta mi e' stato molto utile per comprenderlo.

Citazione:
Un dogma di fede non dimostra nessuna verità, anzi dimostra che siccome, logicamente la mia tesi è insostenibile ti chiudo la bocca col dogma, fino al caso più eclatante di Maria che sarebbe rimasta vergine ante partum e post partum..

Su questo sono daccordo.

Citazione:
Ben altra statura ha il Budda che brilla di luce propria e che, da Ceylon alla penisola giapponese ha dischiuso la via del dharma a quasi un miliardo di Buddisti.
Budda non si sottomette a Dio perché nella concezione orientale un uomo che abbia realizzato la sua vera natura è Dio stesso e questo è il cuore della grande tradizione sapienziale. “No power outside the man” … tuona un illuminato moderno davanti agli ascoltatori attoniti e la sua voce tracima di una certezza così assoluta che persino le mosche sembrano essersi fermate ad ascoltarlo.

Qui le cose sono un tantino piu' complesse e bisognerebbe studiare un po piu' a fondo il Buddismo, perche' di manipolazioni ne ha subite molte.

Citare Uppaluri Gopala Krishnamurti come Illuminato e paragonarlo a Cristo o Buddha e' un tantino azzardato. Costui dimora indiscutibilmente in uno stato alterato di Coscienza, ma i suoi messaggi sono alquanto ambigui, vedi quello sul denaro per esempio. Ho gettato nella spazzatura quelle ridicole carte che lui spesso dona ai visitatori, proprio alcuni giorni or sono.

Ultima modifica di Yam : 17-01-2007 alle ore 16.47.07.
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